L'Esercito svizzero ed i nastrini

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda fabione 66 » lunedì 3 febbraio 2014, 20:38

Pantheon ha scritto: di "adjana"memoria


Quotone !!!
..........se non fosse quel pezzo di Signore di vecchio stampo ci delizierebbe orora !!!
mi associo !
Fabio
ci sono molte medaglie testimoni dell'incapacità degli stati a governare ...poche della capacità a fraternizzare... quali emularne le gesta ?
fabione 66
 
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 4 febbraio 2014, 10:51

Una dimenticanza abbastanza seria nel mio riepilogo delle peculiarità delle truppe capitolate. Gli svizzeri capitolati non erano sottoposti alla Giustizia del Paese che li ospitava, ma rispondevano esclusivamente ai loro propri tribunali.

Per l'episodio riportato da Tilius devo far presente che è precedente alla pace perpetua di Friburgo e all'inizio delle capitolazioni. Tra il 1386 e il 1515 gli svizzeri furono, grazie alla loro eccellente e feroce fanteria, il terrore di mezza Europa, annientando eserciti asburgici e borgognoni e dando vita alla fase di espansione della Confederazione, culminata con il tentativo più o meno dichiarato di portarsi a casa l'intero Ducato di Milano.
Sconfitti a Marignano da Francesco I, che per l'occasione fece coniare una medaglia commemorativa con su scritto VICI AB UNO CAESARE VICTOS (vinsi coloro che solo Cesare vinse), gli svizzeri siglarono la già menzionata pace perpetua, chiusero la fase espansionista e diedero vita alle capitolazioni fornendo quella che per ca. 300 anni è stata una delle più solide e qualitativamente costanti fanterie del mondo, nota per lealtà e professionalità.

Per chi legge il tedesco o il francese posso consigliare di leggere il racconto della giornata del 10 agosto (1792) ad opera di un testimone oculare, l'allora Tenente Karl Pfyffer d'Altischofen "Récit de la conduite du régiment des Gardes suisses à la Journée du 10 août 1792".

Interessante anche notare che almeno due delle pochissime medaglie svizzere sono dedicate proprio alle truppe capitolate, la "Treue un Ehre"o "Medaille du 10 aout" e la "Medaille d'Yverdon". Per la fedeltà dimostrata durante i 100 giorni, quando nuovamente gli svizzeri rifiutarono le blandizie (alla faccia dei mercenari!) di chi insorgeva contro il Sovrano legittimo, Luigi XVIII concesse numerosissimi Ordini del Giglio.
Cordialmente,

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Mario Volpe » martedì 4 febbraio 2014, 11:56

Cronista di Livonia ha scritto:Sconfitti a Marignano da Francesco I, che per l'occasione fece coniare una medaglia commemorativa con su scritto VICI AB UNO CAESARE VICTOS (vinsi coloro che solo Cesare vinse)


qui in una riproduzione anni 60 della zecca francese:

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Mario Volpe » martedì 4 febbraio 2014, 12:02

Cronista di Livonia ha scritto:Interessante anche notare che almeno due delle pochissime medaglie svizzere sono dedicate proprio alle truppe capitolate, la "Treue un Ehre" e la "Medaille du 10 aout". Per la fedeltà dimostrata durante i 100 giorni, quando nuovamente gli svizzeri rifiutarono le blandizie (alla faccia dei mercenari!) di chi insorgeva contro il Sovrano legittimo Luigi XVIII concesse numerosissimi Ordini del Giglio.


di cui accennammo qui: viewtopic.php?f=21&t=8442

altre notiziole qui:

http://www.decorations-medailles.ch/page.php?page=3
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Romegas » martedì 4 febbraio 2014, 17:12

Una precisazione: una sola unità svizzera al servizio di Napoleone tra il 1807 e il 1814 vestiva con una uniforme gialla invece che rossa mantenendo però i risvolti di colore rosso, e per questo erano detti "i canarini", ovvero il Battaglione Neuchâtel.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Montenotte » martedì 4 febbraio 2014, 20:01

Soltanto una doverosa precisazione di carattere storico, il Principato di Neufchâtel, all’epoca non apparteneva alla Confederazione ma al re di Prussia, che lo cedette alla Francia con il trattato di Schönbrünn del 1805, nell’ambito degli scambi territoriali successivi all’occupazione prussiana dell’Hannover.
Principe di Neufchâtel fu nominato il Maresciallo Berthier, il quale con decreto del 4 aprile 1806, ne confermò le prerogative e i privilegi, praticamente lasciandone il governo all’oligarchia locale.
Mi pare che Neufchâtel entrò nella Confederazione solo dopo il 1848.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » martedì 4 febbraio 2014, 22:18

Giustissima osservazione, quella riguardo Neuchâtel ed il suo territorio, pertinenti alla corona di Prussia.

Ho qui davanti a me la bella medaglia "NOVA SPES REGNI" di Federico Guglielmo di Prussia (incisa dal Loos) per il giuramento di fedeltà di Neuchâtel e Valangin del Novembre 1786 (una precisazione: analoga medaglia, identica per grafica e motti, fu coniata dal Re di Prussia per il giuramento di fedeltà della Slesia, a Vroclav, 15 Ottobre 1786).

Di Neuchâtel "prussiana" ricordo anche un piccolo medaglione della I metà dell'800, dal motto "RESTAVRATA FELICITAS NOVICASTRENSIS"... era di mio papà, ma proprio non son più riuscito a trovarla.

Mi fa davvero piacere leggere tutti questi magnifici approfondimenti storici e tecnici, sulle armate d'un piccolo paese europeo, che a quanto pare, con l'Europa ebbe rapporti strettissimi.

Su un versante più piacevole, ricorderei che la celebre pasticceria Kaflisch di Napoli fu fondata appunto da Svizzeri; che a Genova la "Pasticceria Svizzera" è ancora un locale quasi d'eccellenza e che per i bibliofili, la libreria editrice Hoepli di Milano fu fondata da uno Svizzero...

...Nonsolobanche...
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Romegas » martedì 4 febbraio 2014, 23:11

Sempre svizzeri erano geograficamente, anche se sotto i prussiani o i francesi.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 4 febbraio 2014, 23:47

Anche io ringrazio sinceramente per i tutti gli interessanti e doti contributi. Su Neufchatel o Neuenburg aggiungo solo che era un'antica Contea, poi elevata a Principato, di cui il Re di Prussia divenne Sovrano per vie abbastanza complicate agli inizi del XVIII secolo. Era uno Stato a se, associato alla vecchia Confederazione Elvetica, direi dal tardo XVI secolo, ma abbastanza periferico e per certi versi direi gravitante più verso la Francia che non il cuore della Svizzera. Comunque si in epoca napoleonica erano staccati dalla Svizzera.

Ho ritrovato almeno in parte l'episodio degli svizzeri e Federico il Grande di Prussia, viene citato, in maniera un pò più neutra sia negli Annali di Maria Teresa che da Voltaire. Quello che ho ritrovato è quanto segue.

Nella giornata di Rosbach così eccezionale per le armi prussiane e tremenda per quelle francesi la cavalleria prussiana, con l'appoggio di soli sette battaglioni di fanteria, volse in rotta disordinata un'armata franco-imperiale di 45.000 soldati (ca. il doppio delle forze prussiane presenti), causando perdite tremende.
Durante la caotica rotta dei franco-imperiali il Comandante francese, Principe di Soubise, trovò rifugio tra gli unici due reggimenti che resistevano, si trattava degli svizzeri Diesbach e Waldner, grazie ai quali riuscì a evitare dei cadere prigioniero dei prussiani.

In altra fonte, che al momento non ritrovo ricordo d'aver letto l'episodio dal punto di vista del Re di Prussia. Mentre la sua cavalleria spazzava via l'esercito nemico Federico notò dei soldati in uniforme scarlatta che resistevano in buon ordine e incuriosito e sorpreso chiese ai suoi aiutanti che truppe fossero. La risposta fu "Gli svizzeri, Maestà" ed egli fece cenno d'aver compreso.

Altra piccola nota, il mito d'invincibilità della Grande Armee fu infranto a Bailen in Spagna (1808), gran merito degli spagnoli e vari errori del Generale Dupont, che finì isolato in terra ostile, ma anche qui merito condiviso con un pò di svizzeri (oltre almeno alle Guardie Vallone e al Reggimento degli Ordini Militari spagnolo), infatti nelle file spagnole combattevano reggimenti svizzeri (che anche qui erano un'elite) e il comandante sul campo degli spagnoli era lo svizzero Theodor Reding von Biberegg (il Comandante in Capo era il Generale Castanos) che fu poi promosso Capitano-Generale di Catalogna.
Cordialmente,

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Romegas » mercoledì 5 febbraio 2014, 0:12

Le truppe svizzere impiegate dall'esercito spagnolo avevano la giubba di colore blu invece che rossa.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 5 febbraio 2014, 10:21

Si, le giubbe non erano tutte esattamente uguali. Il colore tradizionale era il rosso, e rosse erano le giubbe dei 12 reggimenti in servizio estero in Francia e dei 4 a Napoli e Sicilia (e delle Due Sicilie dopo). Rosse furono anche le uniformi degli svizzeri dei 4 reggimenti che prestarono servizio con la Grande Armée (e che furono sacrificati alla Beresina per coprire la ritirata). Altri reggimenti sicuramente avevano uniformi rosse, ma non tutti. Sicuramente almeno alcuni dei reggimenti al servizio di Spagna, Olanda e tutti quelli al servizio del Piemonte-Sardegna avevano uniformi blu, mentre almeno un reggimento, direi in servizio britannico le aveva verdi, ma ciò non toglie che il loro colore tradizionale fosse il rosso.
Cordialmente,

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 5 febbraio 2014, 11:55

Ricordo un'interessante raccolta di uniformi degli antichi reggimenti svizzeri all'estero, esposta al museo dell'Altes Zeughaus di Solothurn (Soletta in Italiano, Soleure in Francese). In una vetrina vi erano anche interessanti onorificenze europee conferite a valorosi combattenti di quei reggimenti.

Era anche esposta una uniforme da "Generale", appartenuta ad Henri Guisan.

Quello di Solothurn è un bellissimo museo, con una straordinaria collezione di armature ed armi antichissime, oltre alla collezione completa di tutte le armi da fuoco portatili d'ordinanza svizzere dalle "origini" ai giorni nostri. Il bookshop è altrettanto notevole.

A presto,

E.L.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 5 febbraio 2014, 12:32

Grazie per l'utile e interessante informazione, cercherò di visitare il museo in una prossima visita in Svizzera (devo organizzare un tour di diversi musei).
Da parte mia posso segnalare altri due musei di un certo interesse

1.) Quello dello Chateau di Penthes vicino a Ginevra, dal sito non sembra particolarmente interessante, ma una visita fatta nel 2009 o 2010 ha rivelato la presenza di quadri, uniformi, decorazioni (un'intera sala dedicata alla Guardia Svizzera Pontificia, altre ai vari personaggi di rilievo delle Guardie svizzere del Re di Francia con tutti i ritratti dei colonnelli comandanti e di alcuni altri ufficiali), armi ed altro, oltre a una discreta libreria. Sito www.penthes.ch

2.) Il Museo del Palazzo Freuler di Naefels (Cantone di Glarus o Glarona), forse il più bel palazzo seicentesco della svizzera, dove si trovano numerosi ritratti dei Freuler e dei loro parenti, ufficiali delle Guardie svizzere del Re di Francia dalla fondazione alla fine del Reggimento (1616-1792). Sito www.freulerpalast.ch

Cordialmente,

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda marco foppoli » mercoledì 5 febbraio 2014, 18:10

Bella discussione. Da valtellinese anni fa avevo condotto una buona ricerca su una tematica del tutto ignorata, ovvero sui tantissimi valtellinesi e valchiavennaschi (oggi prov. di Sondrio) che per quasi tre secoli militarono nei reggimenti svizzeri in Europa. I valtellinesi di oggi si pensano sempre, e a ragione, come " ex alpini" :D, ma in realtà buona parte della tradizione militare valligiana ci vide militare come "svizzeri". Il più celebre è certamente Giovanni Pietro Stoppani, o Stoppa (Stuppa alla francese), di Chiavenna (SO) dapprima comandante del Reggimento 2éme Suisse, "le vieux Stuppa", che dal 1685 al 1698 detenne il massimo grado quello di "Colonel General des Suisses et Grisons" comandante di tutti i reggimenti elvetici in Francia e principale organizzatore delle capitolazioni tra la Francia e i Cantoni; ricoprì questa carica durante la minorità del Duca del Maine figlio di Luigi XIV.
Valtellinesi e chiavennaschi oltre a quelli di Francia militarono nei reggimenti elvetici, sia come ufficiali che truppa, anche di Napoli e Torino e nelle Guardi svizzere più celebri quelle pontificie. La dinamica di arruolamento partiva in Valle sempre tramite i reggimenti Grigioni, quali ad esempio il Salis, Buol, o Travers, che erano il "traino" per Parigi ma nel corso degli anni i soldati valtellinesi passavano poi negli altri regimenti Svizzeri. Molti convalligiani si trovano censiti, ormai vecchi e inabili, negli elenchi degli Invalides a Parigi. Curioso il caso di Domenico Beccaria di Lovero (SO) capitano in un reggemento svizzero, che nel 1752 "lasciò la vita nelle colonie al Senegal" come si può leggere sul locale obituario.
Nel 1797 con il distacco della Valtellina dai Grigioni s'interruppe questa tradizione militare.
Per chi fosse interessato la nota bibliografica è: M. Foppoli, "Valtellinesi e Valchiavennaschi nelle guardie svizzere", Notiziario della Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, n. 102, 2006, alle pp. 103-110.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda gnr56 » giovedì 6 febbraio 2014, 3:00

Ottenendo il riconoscimento ufficiale «Recognised for Excellence» con oltre 400 punti, l'Istruzione superiore dei quadri dell'esercito (ISQE) raggiunge un elevato livello di una gestione della qualità condotta in maniera sistematica secondo gli standard internazionali EFQM. Conseguendo il riconoscimento per l'Excellence, l'ISQE si conferma sul livello qualitativo delle istituzioni svizzere di formazione.


Nel mese di novembre del 2013, l'Istruzione superiore dei quadri dell'esercito è stata valutata secondo il modello internazionale della «European Foundation for Quality Management» (EFQM). L'assessment è stato svolto presso la fondazione indipendente Esprix e ha richiesto un'ampia candidatura e una valutazione effettuata sul posto da addetti agli assessment. Nel mese di novembre 2013 sono inoltre state effettuate le analisi delle candidature da parte degli addetti agli assessment come pure interviste di assessment a tutti i livelli e in tutti i settori di stato maggiore e in tutte le unità organizzative dell'ISQE.

Elevato riconoscimento per la formazione militare alla condotta
La valutazione tramite punteggio consente di effettuare un confronto mirato con le altre organizzazioni e istituzioni. La gestione della qualità secondo l'EFQM è stata introdotta nell'ISQE nel 2005 ed è stata ulteriormente sviluppata in modo costante. Il riconoscimento per l'Excellence dimostra in particolare i progressi e l'efficienza di un'organizzazione. Con questa distinzione, l'Istruzione superiore dei quadri dell'esercito è paragonabile a eccellenti organizzazioni di formazione in Svizzera come pure ad organizzazioni internazionali che raggiungono una competitività duratura e un successo aziendale dimostrato.

L'ISQE è il principale offerente riconosciuto per la formazione alla condotta e l'istruzione di stato maggiore dei quadri di milizia a partire dal livello di unità come pure per l'istruzione degli ufficiali di professione e dei sottufficiali di professione dell'esercito. In quanto centro di competenza per la formazione militare alla condotta e la ricerca nel campo delle scienze militari, l'ISQE fornisce le proprie prestazioni principalmente per l'esercito, in collaborazione con altri enti attivi nell'ambito della cooperazione nazionale per la sicurezza nonché con istituti di formazione civili. Fanno parte dell'Istruzione superiore dei quadri dell'esercito la Scuola centrale (SC) a Lucerna e Berna, la Scuola di stato maggiore generale (SSMG) a Kriens, l'Accademia militare (ACMIL) presso il PFZ di Zurigo a Birmensdorf e la Scuola per sottufficiali di professione (SSPE) a Herisau. (fonte: www.congedatifolgore.com)
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