da smn » giovedì 30 gennaio 2014, 20:49
Gentilissimo Sig. Lucibelli (mi perdoni se l'ho chiamata Lucibello prima),
le alterazioni delle desinenza cognominali sono piuttosto frequenti e, probabilmente, agli inizi erano utilizzate entrambe le forme (-o/-i) da tutta la famiglia (non mi stupirei se incontrasse la stessa persona con varianti differenti in atti differenti), fintanto che il suo ramo non ha cristallizzato l'utilizzo della seconda variante, meno diffusa mi parrebbe, infatti trovo solo un ricco fabbricante di carta, tale Lorenzo Lucibelli.
Quanto al "more nobilium", o meglio "vita more nobilium" (vita al modo dei nobili), trattasi della condizione di alcuni individui, i quali, vivendo di rendite proprie e non esercitando arti meccaniche o infamanti, si elevano e si distinguono dalla "plebe", pur non essendo effettivamente riconosciuti nobili; in breve è una nobiltà de facto.
Per una definizione più autorevole un estratto dal Regio dispaccio del 25 Gennaio 1756: la vita more nobilium consiste nell' "aver [...] vissuto in Città demaniale, e regia, escluse le baronali, sempre civilmente con decoro, e comodità, senza esercitare carica, e impiego basso, e popolare, e sono sempre stati riputati dal Pubblico Uomini onorati, e dabbene".
Non era affatto raro che famiglie di questa "classe" (a.k.a. nobili viventi) alzassero pacificamente corone nobiliari, per quanto non gli fossero state concesse, spesso della foggia con cinque perle o tre fioroni e due perle.
Per quanto riguarda la corona nella sua chevalier c'è da rammentare che prima delle deliberazioni della Consulta italiana non vi erano delle regole fisse sugli ornamenti araldici, potrebbe anche essere una particolare foggia locale; anche perché mi risulta che il titolo di cavaliere ereditario, cui sarebbe collegata tale corona, non fosse conferito durante il Regno Italiano e che sia stato riconosciuto solo ai nobili ed ultrogeniti delle famiglie titolate del Piemonte, ai Cavalieri sardi, e, nell'ambito del Regno di Sicilia, ai discendenti degli insigniti del Cingolo Militare.
Cordialmente,
E.V.