pierfe ha scritto:Ben fatto Papa Francesco, ma ora si dovrebbero forse anche abolire l’Eccellenza dei Vescovi, l’Eminenza dei Cardinali, la Beatitudine dei Patriarchi e, perché no, anche l’appellativo di Santo Padre per il Pontefice in vita… usando invece solo quello di Servo dei Servi di Dio.
Gli appellativi di reverendo, reverendissimo, eccellenza, eminenza, beatitudine... non servono ai titolari di tali prerogative, non servono a svolgere meglio la loro missione, ma sono solamente una forma di rispetto e di gerarchizzazione che la società riconosce al ruolo che tali persone ricoprono all'interno della Chiesa. Non sono quindi riferiti alla singola persona, ma a ciò che rappresenta. Così come le vesti dei sacerdoti durante la Divina Liturgia non servono a esaltare la persona, ma ciò che rappresenta in quel momento. Insomma, stesso discorso nel rivolgersi ad un'autorità con il tu o con il lei: non casca il mondo, non sarà meno autorità perché si usa il tu, ma il lei rimane una forma di rispetto per ciò che quella persona rappresenta nella società.
Quindi, pur condividendo la ricerca dell'essenzialità, senza perdersi in troppi voli pindarici filologici, ritengo comunque che certi gesti, usi, tradizioni, costumi, titoli, abbiano un importante simbolismo. Ovviamente è fondamentale che il titolare di tali usi sia consapevole che non sono rivolti alla sua persona, ma al suo ruolo (e che perciò ha l'obbligo morale di esserne degno).




