T.G.Cravarezza ha scritto:Concordo su tutto quanto scrivi, ... , ma
un vecchio detto dice che tutto quello che precede un "ma" o un "però" è come se non fosse stato scritto....
T.G.Cravarezza ha scritto:c'è un piccolo particolare che forse ti sfugge
no quel particolare non mi è sfuggito... anzi è stato ponderato e ampiamente superato.
T.G.Cravarezza ha scritto:e consuetudini possono essere, purtroppo, strattonate da chi ha interesse
Anche le norme scritte (e di esempi specifici nel forum ne abbiamo a bizzeffe) possono essere strattonate da chi ne ha interesse... fino ad ottenere dei veri e propri mostri giuridici... con tanto di sigillo e approvazione ai più alti livelli. Non è un problema solo delle consuetudini, ma anche del diritto positivo.
T.G.Cravarezza ha scritto:ogni stato sovrano ha l'autorità per riconoscere o meno determinati onori e status alle famiglie già regnanti così come ai loro ordini dinastici
Ogni stato può riconoscere... ed è libero di farlo all'interno del suo ordinamento, ma non può annullare, abrogare norme che operano in altri ordinamenti giuridici differenti dal suo... questi atti, anche se posti in essere risultano inefficaci (cd inefficacia ultra vires) perché operano oltre la competenza e la sovranità che gli sono propri e provano ad interferire in sovranità estranee...
Un esempio. Il primo comma dell'art. 9 della Legge 178/1951 è pacificamente una norma inesistente e priva di efficacia perché sopprime qualcosa che la legge italiana non può sopprimere.
T.G.Cravarezza ha scritto:prova ne è che l'Italia non riconosce tutti gli ordini dinastici del mondo
L'italia non effettua alcuna attività di riconoscimento diretto di ordini (magari l'avesse fatto... sai quanti farlocchi in meno avremmo oggi!) ma si limita ad autorizzare singoli cittadini l'uso delle insegne di alcuni di questi. Così facendo effettua un tacito riconoscimento di quelli per cui tale autorizzazione viene concessa (e molti dinastici rientrano in questa categoria), ma ciò non vuol dire che quelli che non siano stati riconosciuti non esistano e non siano ordini cavallereschi... un esempio? Chi oserebbe dire che il Toson d'oro conferito dagli asburgo sia una farloccata? Eppure per il toson d'oro asburgico l'autorizzazione all'uso non può - in vigore le attuali direttive - essere concessa.
T.G.Cravarezza ha scritto:molti ordini farlocchi e personaggi di nessuna nobiltà che si sono fatti riconoscere titoli e validità delle proprie onorificenze da sentenze di corti italiane e straniere
Per le sentenze delle corti italiane vale il principio dell'
ultra vires... quello che scrivono vale come il due di coppe con briscola denari. La repubblica non riconosce i titoli nobiliari... ergo è indifferente al fenomeno e quindi non ha giurisdizione sul punto... non sussistendo giurisdizione le pronunce possono avere valore solo come assunti dottrinali... sulla cui scientificità e accuratezza molti in questo forum avrebbero molte cose da dire... ma di sicuro non hanno - per legge - forza o valore di cosa giudicata (ripeto nella parte in cui riconoscono una genealogia o il diritto ad un titolo o a concedere cavalierati o altri titoli nobiliari).
Ti ripeto la mia interpretazione è frutto del criterio ermeneutico primario ed è verificata dalla prassi applicativa... poi se vuoi a tutti i costi il "bollo" vabbé ... non so che dirti o che farci. Io quello dell'OESSG non posso metterlo.