Stemma-sigillo: quale corona?

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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda MMT » martedì 5 novembre 2013, 19:32

Quanto poi all'affermazione che richiama l'art.66 del R.D. 13 APRILE 1905, n. 234 e cioè Regolamento tecnico araldico illustrato e coordinato con il R.D. n. 652/43
"Per le armi femminili di cittadinanza si ometteranno tutti gli ornamenti esteriori fuorchè i motti."
ATTENZIONE questa norma si riferisce a quella particolare categoria ibrida delle armi di cittadinanza (cioè quelle di distinta civiltà, rectius borghesi) che non c'entrano nulla con il caso di specie dove si tratta di famiglia di nobiltà generica (e non "nobiltà di cittadinanza"). Per cui è ovvio che le stesse armi di cittadinanza, non appartenendo a famiglia nobile, non potessero timbrare il prorpio stemma con una corona. Cosa che peraltro in passato era disattesa.
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda MMT » martedì 5 novembre 2013, 19:35

Delehaye ha scritto:per la legislazione del regno delle due sicilie (posto dove era staziale la famiglia) la nobiltà (locale o civile, ossia di 3° classe) era rilasciata solo dietro decreto regio (quindi se non c'è o non se ne può provare l'esistenza....) e solo ai rami discendenti diretti... (quindi se si è collaterali....), nulla di automatico!!!

poi oggi non siamo nel regno delle due sicilie ma nella repubblica italiana e si può far di tutto: non è reato!
resterebbe il dubbio etico ti utilizzare un segno che già all'epoca non spettava... almeno ai rami collaterali...


Intanto noi non sappiamo se anche questo ramo ottenne un riconoscimento di nobiltà. Inoltre trattiamo, a quanto mi pare di capire, di famiglia già nobile e non di un riconoscimento ex novo. Per cui possiamo anche pensare che, se è vera la discendenza originaria da una prima famiglia nobile, si tratta di nobiltà di sangue e non aveva bisogno in realtà di un riconoscimento ulteriore. Qui si cerca di esser più relaisti del re. Se la famiglia (se!) discendeva effettivamente da altra già nobile non vi era, tanto più che in città demaniale, il motivo di chiedere un riconoscimento. Diverso è il caso di famiglia collaterale non discendente da avo già nobile poiché il primo insignito è stato un cugino dell'antenato diretto.
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 novembre 2013, 19:40

Per Vincenzo :

[nonono.gif]
Non stiamo parlando della legislazione duosiciliana ma del modo di accedere alla nobiltà civica in Puglia nel XVIII Secolo , sono due cose differenti e non automaticamente sovrapponibili.

Mentre per la legislazione duo siciliana , potevano appartenervi :
famiglie le quali godevano dell'ascrizione ad un Seggio Nobiliare Chiuso o Aperto (detta “vera separazione”) riservato ai soli nobili locali, al quale potevano accedere, cooptati però anche altri nobili, richiedendolo al Seggio Nobiliare stesso oppure al Sovrano solo se non erano stati accettati dai nobili già ascritti; Spesso non esistevano elenchi e quindi il regio assenso non era "obbligatorio " francamente non vorrei continuare a ripetere il medesimo concetto.
Lo studio del''amico Giovanni Grimaldi è una garanzia.

la legislazione napoletana precedente non contemplava tale normative borboniche , le famiglie venivano cooptate da una cerchia ristretta di famiglie per censo o per antichità/rinomanza delle stesse che avevano accesso alla magistratura della città.
Probabilmente la nobiltà generosa, jure sanguinis, era ancora più antica .


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Oggi , parlando di nobiltà di cortesia e considerandone il mero valore morale e storico , molti di questi ragionamenti mi sembrano esageratamente fuori luogo .
Se esiste una tradizione familiare che fa memoria di questo stemma o di una sua brisura volendolo timbrare , non mi straccerei le vesti alla vista di una corona da patrizio antico.
Ultima modifica di GENS VALERIA il martedì 5 novembre 2013, 19:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda MMT » martedì 5 novembre 2013, 19:42

Tilius ha scritto:
smn ha scritto:...il patriziato, inteso come nobiltà civica, era esteso all'intera casata, donne incluse, in quanto era l'intera gens ad essere cooptata

Donne incluse.
Ma lì si fermava (in altre parole, eventuali dicendenti delle donne >>> nisba), o ricordo male?


In realtà vi sono dei titoli di patrizio trasmissibili ai soli figli maschi mentre altri trasmissibili indistintamente ai figli m. e f. Per i patriziati e le nobiltà civiche restava comunque esclusa l'ipotesi di trasmissione in linea femminile (cosa spesso aggirata dall'istituto della "surroga") semmai si poteva subentrare alla famiglia di un'ava estinta. Comunque bisogna fare sempre riferimento ai singoli statuti comunali. ma siamo [offtopic.gif]
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda MMT » martedì 5 novembre 2013, 19:43

GENS VALERIA ha scritto:Se esiste una tradizione familiare che fa memoria di questo stemma o di una sua brisura volendolo timbrare , non mi straccerei le vesti alla vista di una corona da patrizio antico.


Patrizio antico di cosa?
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 novembre 2013, 19:49

Mi riferivo ad un tipo particolare di corona , di cui parlavo all'inizio di questo topic ( 10° intervento ), usato dalle famiglie non titolale pugliesi e da molte altre realtà italiche , spesso adottata anche recentemente.
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda MMT » martedì 5 novembre 2013, 19:54

Si ho capito a cosa fai riferimento ma io credo che la corona più adatta sarebbe quella di nobiltà generica, che non crea alcun dubbio sul titolo e che è "moderna" e ben si adatta al caso in questione, trattandosi di nobiltà generosa della famiglia della Signorina in quanto discendente da altra famiglia già nobile (se così non fosse è chiaro che cambia tutto!). La corona a cinque perle, infatti, ben si confà a sostituire quelle "all'antica" che esprimevano esattamente lo stesso concetto: cioè non uno specifico titolo ma una la condizione di nobiltà in senso generico della famiglia. E' in più di chiara ed immediata lettura, oltre che moderna e che quindi ben si adatta ad uno stemma da incidere al giorno d'oggi. Cosa che poi mi pare fosse lo scopo dell'incisione, come del resto dovrebbe sempre essere, cioè l'immediata comprensione e non una ricostruzione filologica. Peraltro la corona che consigli tu è facile che venga scambiata con quella di duca o principe....
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda Tilius » martedì 5 novembre 2013, 20:09

MMT ha scritto: Peraltro la corona che consigli tu è facile che venga scambiata con quella di duca o principe....
[notworthy.gif] [thumb_yello.gif] [thumbup.gif] [clapping.gif] ;) :D
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 novembre 2013, 20:14

Mi sembra più simile alla corona marchionale , illustratori araldici la utilizzano anche per i more nobilium era codificata nel R.d.I come corona da patrizio veneto
http://www.iagi.info/ARALDICA/gentilizi ... zi_03.html
Anche quella a cinque perle sarebbe per me adattissima per un J.S.
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 novembre 2013, 20:15

Tilius ha scritto:
MMT ha scritto: Peraltro la corona che consigli tu è facile che venga scambiata con quella di duca o principe....
[notworthy.gif] [thumb_yello.gif] [thumbup.gif] [clapping.gif] ;) :D


Maurì , ne girano pochini, pochini [king.gif] non ti esaltare !
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda Tilius » martedì 5 novembre 2013, 20:41

My dearest Sergio, appunto per quello che tu dici sarebbe da evitare ogni possibile, involontaria, erronea possibilità di confusione che tragga in errore l'occhio più inesperto & superficiale... ;)
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda Tilius » martedì 5 novembre 2013, 20:44

PS: comunque recentemente ho visto uno chevalier al mignolo di una contessa (di suo proprio titolo, nobiltà S.R.I., mica pizza & fichi).
Forse antico (era di fattura squisita).
Solo in oro.
A sigillo.
Solo lo stemma.
No corona.
;)
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 novembre 2013, 21:43

Tilius ha scritto:PS: comunque recentemente ho visto uno chevalier al mignolo di una contessa (di suo proprio titolo, nobiltà S.R.I., mica pizza & fichi).
Forse antico (era di fattura squisita).
Solo in oro.
A sigillo.
Solo lo stemma.
No corona.
;)

Era un'opportunità accarezzata da fräulein Helga .
Se giungiamo a ciò [hmm.gif] diamo l'addio al topic.
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda Delehaye » martedì 5 novembre 2013, 21:49

GENS VALERIA ha scritto:Non stiamo parlando della legislazione duosiciliana ma del modo di accedere alla nobiltà civica in Puglia nel XVIII Secolo , sono due cose differenti e non automaticamente sovrapponibili.


[hmm.gif] saresti così gentile da spiegarmi bene ciò??? credo che sia non solo una mia ignoranza... e possa essere utile a molti... grazie!
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: Stemma-sigillo: quale corona?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 5 novembre 2013, 23:39

Delehaye ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:Non stiamo parlando della legislazione duosiciliana ma del modo di accedere alla nobiltà civica in Puglia nel XVIII Secolo , sono due cose differenti e non automaticamente sovrapponibili.

[hmm.gif] saresti così gentile da spiegarmi bene ciò??? credo che sia non solo una mia ignoranza... e possa essere utile a molti... grazie!

Off topic , decisamente. :?
Mi spiace di non essere stato chiaro, d'altra parte accostarsi al concetto di nobiltà civica ( non titolata ), chiamiamola così per comodità, e nobiltà titolata non è semplicissima e non si può esporre in poche righe , per approfondire il discorso rinnovo il mio invito a leggere "Le aristocrazie cittadine , evoluzione dei ceti urbani nei secoli XV-XVIII" in special modo il contributo di Mario Putaturo Donati Viscido di Nocera "il patriziato di Cosenza".
Ci provo.

Lo jus proprium della nobiltà civica viene prima del Jus regium , in quanto la nobiltà civica non è un titolo , ma una qualità , quindi non può essere concessa ( grazia ) ma solo approvata ( giustizia ) il sovrano può solo approvare ( ma solo quando questo sia previsto ) ma non concedere.
Questa è un fatto che regola la materia nobiliare non titolata in tutta Italia ( la nobiltà civica è tipica e caratteristica dello Stivale ).

La maggior parte delle nobiltà civiche nel Napoletano, Puglia , Calabria ecc. sono sorte nel XVI Secolo nate da gruppi di famiglie che esercitarono il potere legislativo , esecutivo e giudiziario (1° grado ) nella città e contado adiacente , si diedero uno statuto , approvato oppure non approvato dal Sovrano di turno .
Aggregazione di nuove famiglie al Consiglio ( che sanciva in qualche modo la nobiltà familiare era deciso dalla aristocrazia cittadina , l'approvazione del sovrano poteva esserci o non esserci a seconda degli statuti, delle leggi o delle consuetudini locali .
Nel Regno di Napoli è mancata una legislazione nobiliare organica che fu emessa solo nel 1756 e nel 1770.

Nonostante ciò la funzione regia fu sostanzialmente passiva e pro forma, a lui si rivolgevano, in special modo ,nobili esclusi, che desideravano essere reintegrati nei Consigli o Sedili ma ciò non inficiava lo status delle famiglie aristocratiche in quanto dettato dallo Jus proprium quindi primario rispetto lo Jus regium.

Spero che queste brevi incomplete note possano chiarire sinceramente qualche concetto espresso forse superficialmente e non siano spunto per cercare contraddizioni "a prescindere".

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