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corona di Nobile forma normale
corona di Nobile forma tollerata
Delehaye ha scritto:hai perfettamente ragione Sergio... gli spazi son troppo ristretti...
ma l' "appropriarsi" di una corona (che spetta di DIRITTO a quello specifico ramo che ne ha avuto concessione ed alla sua legittima discendenza!) della "famiglia" in generale (magari di qualche "altro" ramo...) ma NON del proprio... non è almeno... sconveniente?
non sarebbe meglio capire quali titoli "legittimamente" si potrebbero accampare prima di scegliere una corona?
e se non si facesse parte di quelle dirette discendenze titolate e quindi con diritto di fregiarsi delle specifiche corone, non sarebbe meglio fregiarsi di una generica corona di nobiltà (magari nella sua ultima forma codificata italiana)?forma normale
forma tollerata
forma normale (mod. 1870) (Art. 7 della Deliberazione 04.05.1870: “La corona di Patrizio è un cerchio d’oro liscio, brunito al margine inferiore e sormontato da quattro punte di lancia alternate con quattro globetti simili a perle, moventi da altrettante basse punte, il tutto d’oro”)
forma normale (mod. 1905/1943) (Art. 35 del Regolamento: “La corona normale di patrizio è formata dal solo cerchio”)
forma normale (mod. 1870) (Art. 8 della Deliberazione 04.05.1870: “La corona da Nobile è un cerchio d’oro puro, velato, rabescato, brunito ai margini, sostenente otto grosse perle posate sul cerchio.”)
forma normale (mod. 1905/1943) (Art. 29 del Regolamento “lLa corona normale di nobile è cimata da otto perle (cinque visibili).”)
forma tollerata (mod. 1905/1943) (Art. 30 del Regolamento: “È tollerata la corona di nobile colle perle sorrette da altrettante punte.”)
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Delehaye ha scritto: (...) e comunque la corona di Patrizio o di Nobile dovrebbe essere quella tipica delle Duesicile


Franz Joseph von Trotta ha scritto:nicolad72 ha scritto:Non sono prorpiamente un esperto di araldica, ma le corone, così come le associamo oggi, sono state codificate con l'unità d'italia... il fatto stesso che vi fossero delle corone di rango e delle corone di rango tollerate (differenti dalle prime) è indice che prima vigeva il principio paese che vai usanza che trovi...
Non mi stupisce il fatto che nel regno delle due sicilie lo stemma di un duca non sia timbrato sulla facciata del proprio palazzo (magari del 1600) da quella che oggi conosciamo come corona ducale o da una corona tollerata da duca...
però di più non so dire!
Da sottoscrivere in toto: è il succo del discorso e vale per elmi, corone, stili, etc.
Il concetto di un'araldica graniticamente normata e disciplinata con corone che sfuggirebbero ai regolamenti risultando "strane", "particolari", "sbagliate", "diverse", con perle in più o fioroni in meno, così come tutti gli altri dettagli, che fanno scorrere (inutili) fiumi d'inchiostro alla ricerca di chissà quale spiegazione di queste "stranezze", per la trattatistica più recente ed avveduta è ritenuto errato e anti-storico.
Lo si ripete fino allo sfinimento e lo si ripeterà ancora.
Ad esempio le norme della ex Consulta araldica che nel suo regolamento "tecnico-araldico" stabiliva forme e modi dell'araldica "italiana", talvolta con forzature che oggi apparirebbero molto discutibili per la scarsa sensibilità filologica che dimostrano, hanno avuto vigore di "legge" solo per quarant'anni dal 1905 al 1946/48.
Non possiamo giudicare stemmi del '700 o dell''800, stemmi del Trentino o della Puglia con il "manuale unico" della ex Consulta.
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