Brancoli Busdraghi (Spreti)

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Brancoli Busdraghi (Spreti)

Messaggioda RFVS » venerdì 11 ottobre 2013, 15:41

Qualche gentile forumista potrebbe riportare ciò che dice lo Spreti su questa famiglia o inviarmente foto?

mille grazie.
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Re: Brancoli Busdraghi (Spreti)

Messaggioda Delehaye » sabato 12 ottobre 2013, 0:24

pag. 177

BRANCOLI BUSDRAGHI
Arma: Partito: nel 1° d'azzurro alla pantera rampante d'oro alla banda abbassata di rosso attraversante (Brancoli): nel 2° d'oro al drago mostruoso di verde, aggruppato e seduto con la testa incappucciata, alato di rosso (Busdraghi). Dimora [...]
I Busdraghi derivarono il loro nome, secondo i genealogisti lucchesi, da Jacopo o Puccio q. Diotisalvi q. Orlandino di Busdrago nel secolo XII. Fin dalla prima metà del sec. XVI coprirono onorevoli uffici nella Repubblica come Nicolao, che nel 1333 fu camarlingo del Comune, operaio di S. Croce, deputato a riparare fortezze , e nel 1348 console dei Mercanti.
Il Notaio ser Coluccio fu custode nel sec. XVI dell'Archivio Pubblico, e molti della famiglia ebbero dal 1374 al 1711 la carica di Confaloniere e Anziano nella Repubblica. Già mercanti di seta, costituirono una Compagnia, che nel 1352 nominava procuratori a ripetere somme imprestate alla Corona di Francia. Le ragioni commerciali e le ambascerie sostenute per la Repubblica fecero stringere loro parentele con famiglie di Fiandra, come Giuseppe di Francesco (1630-91) che sposò la contessa di Sivori di Anversa (+ 1673).
Furono i fondatori del 1333-36 del monastero agostiniano di S. Nicolao Novello, del quale ebbero il giuspatronato. Gerardo fu vescovo di Argos nel 1552, poi Vicario di Padova; Cesare vescovo di Alessano nel 1574, poi di Chieti dal 1578 al 1585. Domenico, già cavaliere gerosolimitano, entrò nel 1644 nell'ordine dei Cappuccini a venticinque anni, fu consultore per molti anni della Congregazione dell’Indice e morì in concetto di grande pietà il 25 novembre 1675. Agli studi giovò grandemente Vincenzo (1524-1601) con la celebre stamperia, le cui prime edizioni risalgono al 1549, anno di stampa della rarissima edizione delle Novelle del Molza. A lui, che ripristinò l'arte della stampa in Lucca, fu affidato dall'Opificio sopra le Scuole l' incarico di revisore e l'autorità di concedere o negare licenze agli stampatori. Nel 1562 ebbe privilegi per la fabbricazione della carta, e fu fornitore dei libri bianchi da scrivere alla Repubblica.
I Busdraghi ebbero le case in via Fillungo, davanti a S. Giovannetto (oggi palazzo Brancoli Busdraghi) e le tombe gentilizie in S. Nicolao, nella Cappella del Soccorso in S. Frediano, nei chiostri di S. Francesco e del Carmine. Iscritti nel Libro d’oro delle famiglie nobili di Lucca nel 1628, si estinsero nel sec. XIX in Domenico di Nicolao (m. Olimpia di Poggio) e per deliberazione governativa dell’11 agosto 1836 furono autorizzati ad aggiungere il cognome Busdraghi al proprio i coniugi Nicolao ed Isabella Brancoli “nonché i loro figli e discendenti in perpetuo”. I Brancoli distinti in due rami, sono già ricordati nel sec. XIII, ed ottennero privilegi da Lodovico il Bavaro il 1328. I provenienti da Gignano di Brancoli furono riconosciuti cittadini lucchesi con Bartolomeo di Giuliano il 29 aprile 1431. Dal 1454 al 1728 ebbero anziani e gonfalonieri nel governo della Repubblica e un consigliere di Stato con Cesare di Michelangelo (1788-1869) durante il ducato Borbonico. Già iscritti nel Libro d'oro delle famiglie nobili di Lucca nel 1628, furono riconosciuti nobili patrizi di Lucca dalla Deputazione di nobiltà nel 1826 per la discendenza di Sebastiano, governatore di Viareggio e colonnello della Marina del ducato di Lucca, per Ferdinando di Nicolò e Francesco di Nicolao: dei quali sono oggi eredi i figli di Francesco di Nicolao: Giuseppe, Pietro e dottore on. Nicolao (m. Antonietta Chiarì di Parma) padre di Maria Adele e Giuseppina, cui è stato riconosciuto il titolo ereditario (mf.) di nobile patrizio lucchese nel 1927.
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: Brancoli Busdraghi (Spreti)

Messaggioda contegufo » sabato 12 ottobre 2013, 18:27

Salve

BRANCOLI: Con decreto del 1836, la famiglia Brancoli fu autorizzata ad aggiungere al proprio cognome quello della antica ed estinta famiglia Busdraghi (cfr. fasc. 5274). Nel volume della Cronologia dei Signori, lo stemma della famiglia è diverso: d'azzurro, al grifone di rosso e alla banda attraversante d'oro caricata di tre gigli dello stesso posti nel senso della pezza. (Archivio Ceramelli Papiani)

Immagine

D'azzurro, alla pantera rampante al naturale; e alla banda diminuita attraversante d'azzurro.


BUSDRAGHI:

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D'oro, al drago mostruoso di verde, con la testa umana di carnagione, barbuta al naturale e coperta di verde.


Altre notizie: http://it.wikipedia.org/wiki/Busdraghi

Palazzo Fontana Busdraghi:

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La facciata su via Fillungo risale al XVI secolo, con un portale con colonne e dai battenti lignei decorati dagli stemmi dei Busdraghi.
Il palazzo e il suo giardino hanno un'inconsueta forma trapezoidale dovuta all'assetto urbanistico medievale della zona. Nel 1630 l'immobile fu acquistato da Francesco Busdraghi nel 1630 e dalla seconda metà del secolo è documentata l'esistenza del giardino, chiuso da alte mura perimetrali sovrastate da una balaustra o "camminamento", che ancora oggi è praticabile e che è sostenuto, all'interno dell'area verde, da una loggetta. Nel 1836, dopo l'estinzione dei Busdraghi, il palazzo è passato ai Brancoli Busdraghi, che hanno posposto il cognome dei Busdraghi al proprio. Il palazzo è stato migliorato e ridenominato palazzo Brancoli Busdraghi, come testimoniano sia gli stemmi Brancoli Busdraghi siti all'interno, sia la targa posta all'esterno.

Oggi una piccola parte del palazzo accoglie anche una struttura turistico ricettiva.

Palazzo Brancoli Pantera, già palazzo Massagli, si trova in via Vittorio Veneto 44 a Lucca.

Immagine

Il palazzo risale al XVII secolo ed è dotato di un grazioso giardino privato. Nelle carte antiche della città di Lucca il giardino non si vede nel XVII secolo, ma lo si trova in una pianta del 1843, dove sono distinguibili aiuole rettangolari e circolari. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo il giardino fu deturpato per la creazione di un'autorimessa con terrazza coperta a pergola.

Oggi ha una forma irregolare con accesso sul lato nord e presenta alcuni vialetti in ghiaia che si incontrano in posizione sfasata attorno a una fontanella circolare. È dominato da una grande magnolia e presenta numerose specie fiorite e un piccolo roseto.

Le notizie più importanti si trovano nel prezioso volume I Patrizi di Lucca di Gerardo Mansi (1924-2010)
Editrice Titania, Lucca 1996

Saluti
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Re: Brancoli Busdraghi (Spreti)

Messaggioda RFVS » domenica 13 ottobre 2013, 10:35

Delehaye e Contegufo, vi ringrazio molto delle risposte [cheers.gif]
Dallo Spreti, invece - non foss'altro per la parentela che ci lega [mf_bookread.gif] - mi aspettavo notizie più carnose, vabbé [confused.gif]

Comunque sto conducendo uno studio su un oratorio privato, oggi nel Comune di Massarosa (fraz. Piano di Mommio) e dedicato, ab antiquo, alla SS Annunziata.

L'oratorio fu di proprietà di una famiglia camaiorese che, per legame matrimoniale, lo passò ai Trenta (Patrizi di Lucca) intorno alla metà del '600.

Nel 1710 l'oratorio comincia ad essere visitato nelle Visite Pastorali e dichiarato "oratorio pubblico".

Nel 1738 l'allora proprietaria, Giulia Eugenia Trenta (moglie di Francesco di Giuseppe Busdraghi), vi eresse un Beneficio di Cappellania con juspatronato, dotandolo di molti beni immbobili.

L'oratorio deve poi essere passato ai nipoti poiché loro figlio (Nicolao Busdraghi, marito di Chiara di Giuliano Corvetti) merì prematuramente solo nel 1727.

I nipoti furono giuseppe, Canonico in San Michele; Francesco Gaetano (1715-1773) e Domenico Carlo (marito di Olimpia di Poggio).

Ebbene sto cercando di capire come, da questi nipoti, l'oratorio possa essere passato ai Galgani (quelli di Santa Gemma) poiché questa famiglia, nel 1827, lo venderà all'asta assieme a tutti i beni costituenti la dote e relativa rendita.
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Re: Brancoli Busdraghi (Spreti)

Messaggioda contegufo » domenica 13 ottobre 2013, 18:45

Salve

Conosco bene Pian di Mommio, sarebbe possibile vedere un immagine di suddetto oratorio?

Saluti
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Re: Brancoli Busdraghi (Spreti)

Messaggioda joffjoff » lunedì 21 ottobre 2013, 14:31

Salve,
sto anche io facendo una ricerca sui miei antenati Busdraghi per adesso sono a Montefoscoli (povincia di Pisa) nel 1730 ma sto ricostruendo anche gli altri rami della famiglia Busdraghi, per adesso ho anche ricostruito sino al 1730 i Busdraghi di Ponsacco, Santa Lucia e Tripalle, Villamagna e grazie agli atti battesimali del duomo di Firenze anche buona parte dell'albero Fiorentino sperando che prima o poi si incontrino, cosa molto probabile.

Oltre a questo grazie alle informazioni del sito http://www.busdraghi.com e anche dallo Spreti ho ricostruito molto anche del ramo principale di Lucca.

Volevo un chiarimento su una frase che dice lo Spreti:
" si estinsero nel sec. XIX in Domenico di Nicolao (m. Olimpia di Poggio) e per deliberazione governativa dell’11 agosto 1836 furono autorizzati ad aggiungere il cognome Busdraghi al proprio i coniugi Nicolao ed Isabella Brancoli “nonché i loro figli e discendenti in perpetuo”. "

Vuole dire che Domenico di Nicolao aveva avuto solo una figlia Isabella oppure sono passate altre generazioni, perché come dice anche RFVS "I nipoti furono giuseppe, Canonico in San Michele; Francesco Gaetano (1715-1773) e Domenico Carlo (marito di Olimpia di Poggio)."

Non mi torna come il fratello di uno nato nel 1715 potesse avere una figlia Isabella magari nata nel 1745 che nel 1836 era viva ed autorizzata ad aggiungere il nome Busdraghi a Brancoli, certo potevano essere molto vecchi, ma volevo chiedervi è da intendere così o in realtà Isabella o Nicolao erano gli eredi viventi nel 1836 di Busdraghi ma nessuno dei due era Busdraghi di cognome e c'è quindi una generazione di mezzo?

Grazie
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