Salve
BRANCOLI: Con decreto del 1836, la famiglia Brancoli fu autorizzata ad aggiungere al proprio cognome quello della antica ed estinta famiglia Busdraghi (cfr. fasc. 5274). Nel volume della Cronologia dei Signori, lo stemma della famiglia è diverso: d'azzurro, al grifone di rosso e alla banda attraversante d'oro caricata di tre gigli dello stesso posti nel senso della pezza. (Archivio Ceramelli Papiani)

D'azzurro, alla pantera rampante al naturale; e alla banda diminuita attraversante d'azzurro.
BUSDRAGHI:

D'oro, al drago mostruoso di verde, con la testa umana di carnagione, barbuta al naturale e coperta di verde.
Altre notizie:
http://it.wikipedia.org/wiki/BusdraghiPalazzo Fontana Busdraghi:

La facciata su via Fillungo risale al XVI secolo, con un portale con colonne e dai battenti lignei decorati dagli stemmi dei Busdraghi.
Il palazzo e il suo giardino hanno un'inconsueta forma trapezoidale dovuta all'assetto urbanistico medievale della zona. Nel 1630 l'immobile fu acquistato da Francesco Busdraghi nel 1630 e dalla seconda metà del secolo è documentata l'esistenza del giardino, chiuso da alte mura perimetrali sovrastate da una balaustra o "camminamento", che ancora oggi è praticabile e che è sostenuto, all'interno dell'area verde, da una loggetta. Nel 1836, dopo l'estinzione dei Busdraghi, il palazzo è passato ai Brancoli Busdraghi, che hanno posposto il cognome dei Busdraghi al proprio. Il palazzo è stato migliorato e ridenominato palazzo Brancoli Busdraghi, come testimoniano sia gli stemmi Brancoli Busdraghi siti all'interno, sia la targa posta all'esterno.
Oggi una piccola parte del palazzo accoglie anche una struttura turistico ricettiva.
Palazzo Brancoli Pantera, già palazzo Massagli, si trova in via Vittorio Veneto 44 a Lucca.

Il palazzo risale al XVII secolo ed è dotato di un grazioso giardino privato. Nelle carte antiche della città di Lucca il giardino non si vede nel XVII secolo, ma lo si trova in una pianta del 1843, dove sono distinguibili aiuole rettangolari e circolari. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo il giardino fu deturpato per la creazione di un'autorimessa con terrazza coperta a pergola.
Oggi ha una forma irregolare con accesso sul lato nord e presenta alcuni vialetti in ghiaia che si incontrano in posizione sfasata attorno a una fontanella circolare. È dominato da una grande magnolia e presenta numerose specie fiorite e un piccolo roseto.
Le notizie più importanti si trovano nel prezioso volume
I Patrizi di Lucca di Gerardo Mansi (1924-2010)
Editrice Titania, Lucca 1996
Saluti