Si puo' utilizzare un personaggio storico e modificarlo a proprio uso e consumo fregandosene di ogni fonte storica ?
Corre il rischio il vero personaggio di essere identificato col falso personaggio del romanzo ?
Vorrei sapere cosa ne pensate la questione e' abbastanza curiosa
Siate educati e non eccessivi negli eventuali commenti perche' la casa editrice e' importante
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Mi provo oramai da 10 anni a ricostruire le vicende del cognome Carnesecchi , raccogliendo qualsiasi notizia
Con le varie tessere cerco di dare piano piano forma al mosaico : talvolta mi riesce talvolta debbo lasciare le tessere li senza una soluzione sperando nel futuro
Cosi a volte i personaggi hanno un volto tal' altra no
Pierantonio Carnesecchi ( nato nel 1457 ) e' un personaggio che ha sicuramente un volto un po sfocato ma intelligibile
Parla di lui l'Ammirato nelle Storie fiorentine come incaricato da Lorenzo il magnifico di accompagnare nel 1488 il figlio Piero alle nozze del Duca di Milano
E' un mercante a livello europeo : per un certo periodo Consigliere della Nazione fiorentina a Lione.
Parla di lui il Guicciardini in questo episodio relativo alla cacciata dei Medici da Firenze :
Uditosi Piero essere stato ributtato dal palagio, si mosse solo in suo favore el cardinale e Pierantonio Carnesecchi e' quali con armati ne vennero verso piazza; ma di poi intendendo che el popolo multiplicava contro a Piero e che lui era stato fatto rubello e si partiva, ognuno si ritirò a casa, ed el cardinale in abito di frate si uscí sconosciuto di Firenze; cosí si fuggí Giuliano loro fratello ser Piero da Bibbiena e Bernardo suo fratello, e' quali erano in odio grandissimo del popolo.
Il cardinale e' Giovanni futuro Leone X
Nel 1494 e' uno dei Priori della Repubblica fiorentina
Nel 1494 e' anche tra gli Otto di Guardia ( la polizia politica fiorentina ) e occupera' questa carica anche successivamente
Nel 1505 e' eternato nella storia fiorentina dalle lettere di Niccolo Machiavelli a lui inviate durante la guerra per la riconquista di Pisa
In quei giorni il compito del cancelliere dei Dieci della Guerra è di coordinare la collaborazione fra le autorità amministrative, cioè i commissari Antonio Giacomini a Cascina, Pierantonio Carnesecchi in Maremma e Zanobi Ridolfi a Livorno, e i capitani delle truppe mercenarie capeggiati dal governatore generale Ercole Bentivoglio
Questa sinteticamente la sua scheda che mostra un personaggio dignitoso direi quasi fiero , che la Repubblica utilizza per compiti di un certo rilievo nonostante la fede medicea
http://www.carnesecchi.eu/Pierantonio_Carnesecchi_di_Francesco.htm
http://www.carnesecchi.eu/Otto.htm
Fin qui quindi le fonti storiche
Ora accade che alcuni amici mi avvertano che questo Pierantonio figura tra i personaggi di un romanzo edito da Sperling e Kupfer rinomata casa editrice
Il titolo e' I delitti delle sette virtu l'autore Matteo Di Giulio . il romanzo compare o compariva in anteprima in Google libri
Lo scenario pare essere una Firenze del Savonarola e presumo l'anno sia il 1494 Pierantonio pare essere usato ( con altri ) per dare un tono di storicita' al racconto
Cosi il Di Giulio utilizza questo fiero seguace mediceo che solo tra le famiglie medicee si era mosso braccio armato a difesa di Piero il fatuo proprio in quello stesso 1494 e traccia un ritratto incredibile
Il ritratto direi di uno sbirro un po vile e un po beone tipo sergente Garcia , in piu' neanche bonaccione
Un vigliacco che s'inginocchia tremebondo davanti al Savonarola e a quattro zampe ( in ginocchioni presumo ) si allontana rifugiandosi nello stesso angolo che era servito qualche istante prima a qualche scarafaggio in fuga
Un beone che ogni tanto si fa un goccio da una fiaschetta che pare portare sempre con se
Uno contro cui il Savonarola sputa rimproverandolo "forte coi deboli e debole coi forti " ( e' un prodigio di storicita' questa scena del Savonarola che sputa verso uno degli Otto di Guardia della Repubblica fiorentina che se avvenuta nella realta' avrebbe portato al rogo il Savonarola quattro anni prima )
Il Di Giulio non fa mancare niente al povero Pierantonio che viene fatto passare per un torturatore che si incarica di persona di puntare il coltello alla gola di un prigioniero per farlo confessare
Tocco finale un po sanguinolento ma che pare essere una giusta conclusione Pierantonio ( ovviamente mentre e' ubriaco ) muore infilzato con dei grossi chiodi e mi pare gli vengano strappati anche gli occhi
Letto cio' ho chiesto cortesemente alla casa editrice e all'autore venisse fatto qualcosa , qualcosa di poco costo tipo un santino infilato nel libro a mo di segnalibro , che chiarisse chi fosse stato in realta' il Pierantonio di Francesco Carnesecchi che veniva usato dall'autore in modo cosi poco aderente alle vicende storiche
risposta
Non è certo intenzione della nostra Casa Editrice ledere alcuno o riscrivere alcun evento storico.
Si tratta di un romanzo e non di un saggio, e pertanto i lettori sanno che i fatti narrati non necessariamente corrispondono a quelli storicamente accaduti, e ciò il lettore lo rileva anche dalla frase inserita nel libro che è assolutamente esplicita in tal senso:
“I fatti narrati in questo romanzo sono frutto della fantasia dell’autore. I luoghi e i nomi di alcuni personaggi realmente esistiti sono stati ricostruiti con la massima accuratezza possibile adattandoli, laddove necessario, ai fini narrativi”.
Inoltre, nelle note dell’autore, Matteo Di Giulio specifica che Carnesecchi non era come l'ha descritto lui: “Una precisazione meritano alcuni dei personaggi che ho deciso di utilizzare. Quasi tutti sono realmente esistiti, anche se per alcuni mi sono concesso licenze narrative necessarie per far quadrare la storia di finzione che volevo raccontare. Dicono molti scrittori che là dove le fonti tacciono, la fantasia può insinuarsi e colmare i vuoti, senza risultare irrispettosa. E’ il caso di Pierantonio di Francesco Carnesecchi, magistrato degli Otto di Guardia e di Balìa in carica nel 1914, che ho probabilmente reso più antipatico e arrogante di quanto sia stato nella realtà”.
Restiamo a Sua completa disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Queste frasi mi paiono "nu" poco fuorvianti ma forse e' solo una mia opinione
Dicono molti scrittori che là dove le fonti tacciono…….
E’ il caso di Pierantonio di Francesco Carnesecchi, ……. che ho probabilmente reso più antipatico e arrogante di quanto sia stato nella realtà”.
. I luoghi e i nomi di alcuni personaggi realmente esistiti sono stati ricostruiti con la massima accuratezza possibile adattandoli, laddove necessario, ai fini narrativi”.
pierluigi
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