Titoli nobiliari: Onori e offerte

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda contegufo » giovedì 3 ottobre 2013, 13:47

Salve

Vi ho letto TUTTI ma stasera sono ad una cena di ex lavoranti e di ex clienti di una rinomata carrozzera che frequentavo quando capelli al vento giravo col Duetto (Alfa Romeo).
Dopo aver rimembrato e digerito, domani esporrò il mio pensiero che forse andrà di traverso a qualche avventore del forum....

Saluti e buon prò Vi faccia!
Immagine
Avatar utente
contegufo
 
Messaggi: 2900
Iscritto il: sabato 1 maggio 2010, 21:13
Località: Repubblica di Lucca

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 3 ottobre 2013, 13:55

antonio33 ha scritto:
(...) Allora perché andare alla ricerca de i nostri avi ?
Solo curiosità?
In fondo non importa nulla di quel che fecero, nobili o plebei?
Non sentiamo tutti il senso di appartenenza a una famiglia?
Ma, forse, questo a chi discenda da un nobile non è concesso.

Cordialmente saluto tutti.
Antonio

Dimenticavo: non è mia consuetudine ridere in faccia! :o


La ricerca delle proprie radici è una delle cose più belle che un uomo possa fare , il vergognarsene è una delle più turpi. [thumb_yello.gif]
Ho da poco letto due libri su due prelati miei appartenenti alla mia casada ho espresso alcune considerazioni sulla stanza dedicata , uno è stato un libertino impiccato per spionaggio , l'altro è stato una colonna della Controriforma e per un voto ( si dice ) non fu papa, non rinnego e non nascondo nulla della mia storia , cerco di trarre insegnamenti positivi dalla loro vita perché fanno parte del mio retaggio, nel bene e nel male .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 3 ottobre 2013, 15:09

Fai bene a studiare la storia della tua famiglia.
Ti da consapevolezza delle tue radici e rende onore ai tuoi avi.
Mi sembra però si stia svicolando dal discorso.

la nobiltà è una dignità che per esistere deve avere un suo riconoscimento nell'ambito del diritto pubblico.
Al contrario se non viene riconosciuta dal diritto pubblico è ridotta solo ad un valore morale insito all'interno dell'individuo, una memoria storica a niente più.
Quindi la nobiltà non riconosciuta (nobiltà di cortesia) non ha nulla a che fare con quella che era la nobiltà del passato.


Ripeto la mia prima domanda: che senso ha parlare di nobiltà senza diritto pubblico, senza successione automatica e senza ricchezze?

Nessuno ha portato a prova della tesi sul diritto naturale una legislazione di qualche statarello che certifica un diritto di questo tipo..

Mi sembri per il resto si parli di fuffa..
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7468
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda Delehaye » giovedì 3 ottobre 2013, 15:30

ma ritornando all'articolo... perchè i titoli/decorazioni rilasciate dal re di Rwuada in esilio non sarebbero legittime??? [hmm.gif]
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda Avilius » giovedì 3 ottobre 2013, 15:56

Per quanto poco autorevole possa essere la mia opinione , condivido quasi totalmente gli
autorevoli pareri di chi mi ha preceduto e in particolare i seguenti concetti :
1° La nobiltà è una " eredità immateriale "
2° La nobiltà va oggi intesa solo come " storia e tradizione "
3° Lo " status nobiliare " a volte è una realtà e , come tale , non se ne può negare l' esistenza
4° La nobiltà si tramanda " jure sanguinis " e nessuna repubblica può negare questo " diritto
naturale " strettamente connesso ai " diritti della personalità ".
Mi viene in mente una famosa battuta : " un cadavere è tale anche in assenza di certificato
di morte ". Adattando questo principio alla discussione in corso si potrebbe affermare che oggi
una persona è nobile anche in assenza di riconoscimento altrui. Il riconoscimento poteva
essere indispensabile ( anzi , lo era ) quando dall' essere nobile , dal far parte del ceto nobile ,
derivava uno status giuridico che poneva l' individuo in una posizione di privilegio ma oggi ?
Con questo non voglio certo dire che uno si sveglia alla mattina e decide di essere marchese
lo sia per davvero. Vorrà quindi dire che oggi alcuni nobili potranno godere del riconoscimento
di cortesia dei loro autorevoli pari ed altri dovranno accontentarsi di quello dell' ortolano sotto
casa ( e non saprei chi dei due ne trarrebbe maggiori vantaggi ). In ogni caso credo che lo status
nobiliare sia un po' come la fede religiosa , un qualche cosa che l' individuo deve sentire parte
di sé e vivere questo sentimento come un qualcosa di intimo , personale. Vissuta così , la nobiltà
può ancora esistere e manifestarsi tramite un encomiabile stile di vita adattato ai nostri tempi.
Alla fin fine , se vi è menzogna , questa si ritorce soprattutto verso chi la pratica. Autoproclamarsi
nobile , in asenza di reale nobiltà , è una negazione dei propri veri antenati e questo sì è veramente
triste ma , ripeto , è un danno che si fa a se stessi , non ad altri. Se uno è tanto sprovveduto da
pensare veramente di poter comprare un titolo nobiliare non si può fargliene una colpa , occorre
combattere i truffatori non i truffati. Sotto questo aspetto questo forum ha un' importanza didattica
straordinaria perché può " aprire gli occhi " ai molti ignari di questi argomenti. Colgo l' occasione
per ringraziare ancora una volta tutti Voi per l' importante apporto culturale che fornite alla
società tutta. Magari ..... non sarebbe una cattiva idea pubblicizzare ancor meglio l' esistenza
del sito presso licei , università , associazioni culturali varie ecc. ecc.
Con stima , Avilius
mansuetus bonis , malis ferox
Avilius
 
Messaggi: 152
Iscritto il: lunedì 15 ottobre 2012, 8:44

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda pierfe » giovedì 3 ottobre 2013, 16:20

Delehaye ha scritto:
pierfe ha scritto:Segnalo quest'articolo interessante "Titoli nobiliari: Onori e offerte..." riferito alle Case già Sovrane:
http://www.economist.com/news/internati ... and-offers
Vorrei sottolineare che la nobiltà è una dignità che per esistere deve avere un suo riconoscimento nell'ambito del diritto pubblico.
Al contrario se non viene riconosciuta dal diritto pubblico è ridotta solo ad un valore morale insito all'interno dell'individuo, una memoria storica a niente più.
Quindi la nobiltà non riconosciuta (nobiltà di cortesia) non ha nulla a che fare con quella che era la nobiltà del passato.
Pier Felice degli Uberti


l'articolo citato ha scritto:Sticklers find plenty to annoy them. Pier Felice degli Uberti, president of the International Commission on Orders of Chivalry, an academic body, finds Kigeli V’s trade in titles “very sad”. He has warned the ex-king that the titles do not form part of his historical tradition and should not be awarded. His majesty declined to comment but his secretary-general responded: “Who has the right to question his authorities but God and his countrymen?”
fonte: http://www.economist.com/news/internati ... and-offers


Una cosa non mi è chiara. [hmm.gif]

Jean-Baptiste Ndahindurwa diventa legittimamente 27° (15° della 3° Dinastia) re (mwami) del Rwanda col nome di Kigeli V Ndahindurwa il 28.07.1959 (incoronato il 09.10.1959), succedendo al fratello Charles Léon Pierre Rudahigwa Mutara III Rukabu (sul trono dal 12.11.1931 al 25.07.1959), regno che dura fino al 28.01.1961, quando per i tumulti rivoluzionari Hutu, lui va in esilio in Tanzania... il Rwanda votò un referendum per trasformarsi in repubblica il 25.05.1961 con il 79,85% favorevoli alla repubblica.
Kigeli V è dunque formalmente un re in esilio, che non ha abdicato o rinunciato al trono.
Il suo "esilio" è stato anche ufficializzato dal giugno 1992 con lo status di "asilante politico" da parte degli Stati Uniti, cioè da quando si tasferisce lì (prima a Washington DC poi ad Oakton in Virginia) dopo l'esilio in Dar es Salaam in Tanzania (1961-1962), a Nairobi in Kenya (1963-1971), a Kampala in Uganda (1972-1978) e di nuovo a Nairobi in Kenya (1979-1992).

Perchè, dunque, le sue decorazioni e concessioni nobiliari "non fanno parte della sua tradizione storica e non dovrebbe premiare" (cit.)?
Convengo che sia "molto triste" (cit.) il mercimonio nobiliare/cavalleresco per sostentarsi...


Cerco di essere sintetico:
1) in Rwanda non esisteva la nobiltà come noi la intendiamo, certo esistevano ceti dirigenti ma non con la terminologia che noi siamo abituati a chiamare nobiltà.
Quindi un re in esilio che è alla fine un privato cittadino non può modificare la legge del suo Paese.
2) gli ordini cavallereschi di merito sono recenti e non è certo che esistessero all'epoca del regno
Non c'è nulla di male che il re conceda quelli che lui chiama ordini cavallereschi di merito e sono validi nell'ambito privato dei suoi partigiani perchè durante il regno del Rwanda (sotto il protettorato belga) esistevano in Rwanda ordini cavallereschi di merito (almeno con certezza quelli concessi dal re dei Belgi).
Penso di essere stato chiaro
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
pierfe
Presidente IAGI
 
Messaggi: 2407
Iscritto il: domenica 12 gennaio 2003, 2:11
Località: Bologna

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 3 ottobre 2013, 17:24

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Ripeto la mia prima domanda: che senso ha parlare di nobiltà senza diritto pubblico,

Perché il diritto pubblico non può proibirla, la proibizione della nobiltà sarebbe giuridicamente“ ultravires”,ovvero al di là della portata dei propri poteri legali , indi si può solo riconoscere o non riconoscere.


senza successione automatica

Cosa c'è di più automatico dell'ereditarietà di un bene materiale o immateriale ?
Da sempre essa è trasmissibile “automaticamente” di per successione familiare ( m o mf ) secondo le leggi i vigore nel luogo e nel periodo dove nacque o maturò.


e senza ricchezze?

Evitando di tirare in ballo per la terza volta i Barnabotti ( poareti ) cito il pensiero di B.G. Zenobi:
“Se proprietà o ricchezza fossero da sole sufficienti a determinare l’ammissione nel gruppo [ ceto nobiliare], non ci occuperemo di ceti, ma di classe sociali in senso moderno. Se di ricchezza può parlarsi esse deve essere “l’antica ricchezza” di cui aveva parlato Aristotele nel definire la nobiltà.”


Nessuno ha portato a prova della tesi sul diritto naturale una legislazione di qualche statarello che certifica un diritto di questo tipo..

Tutte le legislazioni nobiliare dalla notte dei tempi ad oggi si basano sul diritto naturale, essendo la nobiltà tra, formazioni sociali censite dallo ius gentium da secoli se non addirittura da millenni. E' più difficile produrre prove a sfavore .

Mi sembri per il resto si parli di fuffa..

punti di vista, Alessio ;)
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda Delehaye » giovedì 3 ottobre 2013, 17:54

pierfe ha scritto:Cerco di essere sintetico:
1) in Rwanda non esisteva la nobiltà come noi la intendiamo, certo esistevano ceti dirigenti ma non con la terminologia che noi siamo abituati a chiamare nobiltà.
Quindi un re in esilio che è alla fine un privato cittadino non può modificare la legge del suo Paese.

Ma un legittimo re (lì chiamato nella loro lingua "mwami"), di uno stato indipendente (indipendenza, anche se in Autonomia, sancita dall'Organizzazione delle Nazioni Unite il 25 luglio 1959 che revocò l'Amministrazione Fiduciaria al Regno di Belgio), ha "fons honorum"?
Nel 1943 il predecessore, Mutare III, si convertì al Cristianesimo Cattolico.
Però anche in Etiopia, o in Giappone, o nelle Monarchie mediorientali... la "classificazione" nobiliare non è come quella "tipica" Occidentale...
E' ovvio che un Re privato del suo regno in esilio sia un "privato cittadino"... ma ciò non gli fa perdere (se non abbia abdicato o rinunciato al trono) le sue prerogative di "fons"... o sbaglio?

pierfe ha scritto:2) gli ordini cavallereschi di merito sono recenti e non è certo che esistessero all'epoca del regno
Non c'è nulla di male che il re conceda quelli che lui chiama ordini cavallereschi di merito e sono validi nell'ambito privato dei suoi partigiani perchè durante il regno del Rwanda (sotto il protettorato belga) esistevano in Rwanda ordini cavallereschi di merito (almeno con certezza quelli concessi dal re dei Belgi).
Penso di essere stato chiaro
Pier Felice degli Uberti


A quanto parrebbe gli Ordini che Re Kigeli V conferisce sono:
- Real Ordine del Leone (Lion = Intare), istituito durante il regno nel 1959 dal predecessore di Kigeli V, Mutare III e restaurato in esilio nel 1998 da Kigeli V
- Real Ordine della Corona (Crown = Ikamba), istituito durante il regno nel 1959 da Kigeli V
- Real Ordine del Tamburo (Drum = Kalinga), istituito durante il regno nel 1959 da Kigeli V
- Real Ordine della Gru Coronata (Crested Crane = Usumbere), istituito in esilio nel 1997 da Kigeli V

Il Real Ordine del Leone (The Royal Order of the Lion o The Royal Order of Intare) fu creato dal re precedente, Mutare III, suo fratello, nel 1959, e ne furoro insigniti tra l'altro Re Baldovino del Belgio, l'etnofilosofo e teologo rwandese Padre Alexis Kagame e l'Imperatore Haile Selassie d'Etiopia.
Quindi, sempre a quanto parrebbe, 3 Ordini su 4 esistevano durante il Regno di Ruwanda.
Un qualsiasi re in esilio, che sia "occidentale" o di altra estrazione culturale e territoriale, che non abbia abdicato o rinunciato al trono, dunque avrà facoltà di concedere onorificenze, titoli e/o decorazioni... e non vedo differenze tra un Ordine Dinastico della Casa Reale Rwandese (ad esempio il Real Ordine del Leone) e quello della Casa Impoeriale d'Austria (ad esempio il Toson d'Oro)... ovviamente estremizzo, le differenze ci sono, eccome!, ma stiamo parlando di differenze qualitative e non categoriali ... una Bianchina ed una Ferrari sono ovviamente differenti, ma ambedue sono automobili!
Giusto per comprendere... e se faccio qualche errore... corregetemi

vorrei, però ricordare alcune cose:
Principi implicati nello stabilire la validità degli Ordini di Cavalleria - http://www.icocregister.org/principi.htm ha scritto:2) Gli Ordini dinastici o di famiglia appartenenti Jure sanguinis a una Casa Sovrana (cioè a quelle case regnanti o ex regnanti il cui rango sovrano venne riconosciuto internazionalmente all’epoca del congresso di Vienna o più tardi) conservano intatta la loro validità storica cavalleresca e nobiliare, indipendentemente da ogni rivolgimento politico. È da ritenersi pertanto giuridicamente ultra vires l’eventuale ingerenza dei nuovi Stati succeduti alle antiche Dinastie, sia sul piano legislativo che su quello amministrativo nei confronti degli Ordini dinastici. Che questi non siano riconosciuti ufficialmente dai nuovi governanti, non inficia la loro validità tradizionale e il loro status , ai fini araldici, cavallereschi e nobiliari.

3) è opinione di autorevoli Giuristi che gli ex-Sovrani non abdicatari - la cui posizione è diversa da quella di semplici “pretendenti” - serbino, vita natural durante, la loro qualità di fons honorum” anche per quanto riguarda il gran magistero di quegli Ordini, cosiddetti di Corona, che altrimenti si potrebbero classificare fra quelli di Stato o di merito.




ovviamente ringrazio già e in anticipo chi possa fugarmi dubbi e farmi conoscere di più di questo affascinante e complicatissimo mondo! ;)
Ultima modifica di Delehaye il venerdì 11 ottobre 2013, 19:13, modificato 3 volte in totale.
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda Pantheon » giovedì 3 ottobre 2013, 17:55

GENS VALERIA ha scritto:...omissis...Non si riesce a comprendere quali siano i criteri , oltre quelli morali/religiosi ) usati dal Sovrano Militare Ordine di Malta ( ed pochi altri ) per cooptare cavalieri nelle classi tradizionalmente nobiliari ? Un mondo di fantasia dove tutti ridono in faccia ?
Seguendo in fondo il tuo ragionamento sembrerebbe così, non intravvedi contraddizione ?...


In effetti partendo dal suddetto ragionamento il tutto, compreso questo forum, cadrebbe nel ridicolo.... [hmm.gif]
Pantheon
 
Messaggi: 3277
Iscritto il: giovedì 8 aprile 2010, 13:29

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda pierluigic » giovedì 3 ottobre 2013, 23:20

.

Dopo tanti anni di frequenza nel forum so che questo e' un argomento " rognoso "

Pur non richiesto mi schiero sulle ragioni del sig Bedini che espone delle regole ( su come nasce e su come muore secondo le leggi la nobilta' )
Perche' e' evidente che la nobilta' giuridicamente puo' anche estinguersi ! ( e ha comunque bisogno di una "fons" per instaurarsi e del riconoscimento per conservarsi )

Questo forum si occupa di storia di famiglia e quindi non e' ridicolo anzi ha solide basi scientifiche .

In un forum di questo tipo e' giusto che ci sia chi rimarchi , avendone la competenza , le leggi che regolano una materia cosi complessa come la nobilitazione ( che della storia di famiglia fa parte ) e sottolinei la relazione imprescindibile con la "fons" ed i suoi poteri

Invito a non scambiare in alcun modo la nobilta' a base giuridica con la nobilta' morale ( Questi valori non necessariamente viaggiano insieme )


A contorno sono stati toccati altri punti

Io personalmente nella mia visione della storia di famiglia do una importanza non rilevante alla nobilitazione do invece importanza all' appartenenza al ceto dirigente o comunque alla partecipazione alle vicende cittadine . Considero la nobilitazione un puro accadimento ( uno dei tanti , e non e' detto sia il piu' interessante ) nella storia familiare , ( c'e' un prima e c'e' un dopo : non esiste una nobilitazione eterna ) che puo' dare molto significato oppure influire poco o niente nelle vicende familiari
Complica ancor piu' le cose in rapporto alla storia di famiglia il fatto che la nobilitazione e' fatto che riguarda solo alcuni rami di una stessa famiglia e ne esclude altri mentre il passato appartiene a tutti i rami nobili e non

******

Utilita' della ricerca familiare ( dal mio sito )

Un ultima cosa non annoiate gli estranei raccontando la storia della vostra famiglia.
Tenete il racconto per voi e per i vostri figli . Perche' e' il passato che crea il cemento tra la generazione futura e la generazione presente .
( Di certo i sacrifici dei suoi nonni non possono e non debbono essere indifferenti a mio figlio . La loro conoscenza spero lo aiuti ad essere un uomo migliore )

***
Che molti siano tuttora sedotti dal titolo nobiliare e' , credo , legato alla associazione titolo nobiliare = potere
La folla e' pero' talvolta crudele pronta ad esaltare e anche pronta a divorare . Il che ci dice che la nobilta' deve essere sostenuta da una scheletratura fatta di potere : il nobile povero e' generalmente patetico ed e' meglio nasconda il titolo
( anche nella legislazione toscana la poverta' portava alla perdita' della nobilta' : motivo di disdoro )
Il vecchio leone senza piu' denti prende calci anche dall'asino
Niente di nuovo


pierluigi

.
pierluigic
 
Messaggi: 2045
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda N85 » venerdì 4 ottobre 2013, 2:39

Scusate se, da profano del forum, entro in un argomento tanto spinoso, ma vorrei rispettosamente esprimere alcune considerazioni giuridiche.
Sergio (se interpreto bene la sua posizione) muove dall'idea, rispettabilissima, che la nobiltà sia una qualità della persona e, come tale, appartenente al diritto naturale ed insopprimibile da parte del legislatore e del costituente. Addirittura, seguendo quest'impostazione, potrebbe dirsi che sia implicitamente riconosciuta dall'art. 2 Cost. Questa posizione è suggestiva e affascinante, ma personalmente non la condivido.
A mio avviso, infatti, i titoli nobiliari non sono qualità (come gli attributi fisici o i sentimenti) insopprimibili, ma istituti giuridici, che sono nati perchè sono stati istituiti e possono essere tranquillamente soppressi (soprattutto da un potere per sua natura originario come quello costituente). Ciò è dimostrato anche dal fatto che l'Assemblea Costituente votò sull'abolizione dei titoli nobiliari e detta proposta fu respinta (6 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astenuto). Questo voto ci dice 2 cose:
1)che i titoli nobiliari possono essere aboliti (dunque non sono qualità)
2)che in Italia non sono affatto stati aboliti

Cercando ora di sintetizzare, la Costituzione ha, secondo me, seguito l'impostazione più liberale possibile: i titoli non possono essere più concessi, quelli già esistenti rimangono in vita, ma non sono riconosciuti dal diritto pubblico. Il che vuol dire che, in ossequio allo spirito democratico e repubblicano, non possono in alcun modo essere fonte di privilegi.

Uscendo dall'ambito prettamente giuridico e tornando al 2013, credo che oggi la nobiltà sia un fatto strettamente privato, che esiste se è riconosciuta nel proprio gruppo sociale di appartenenza o se è ragione di specifiche situazioni (ammissione a ceti cavallereschi o a circoli che richiedano nobili natali). In altri termini, il "riconoscimento" della nobiltà è transitato dall'area del diritto pubblico all'ambito sociologico (e, in casi limitati, di diritto privato) e dipende dall'idea soggettiva del singolo e del gruppo sociale cui appartiene.
Il che poi è alla base delle diversità di idee che il dibattito tra Alessio e Sergio ha evidenziato e rende entrambe le posizioni soggettivamente corrette.

Saluti
Avatar utente
N85
 
Messaggi: 83
Iscritto il: sabato 14 settembre 2013, 18:53

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 4 ottobre 2013, 9:51

I titoli nobiliari sono ...titoli , il patriziato e la nobiltà civica possono essere considerati titoli o qualità ( io opto per la 2^ ).
Certamente i titoli nobiliari ( che non sono qualità ) possono essere aboliti, in molti stati , infatti lo sono.
Tutta discussione parte da una considerazione , uno studio legale e scientifico , fatto da tre studiosi spagnoli per dimostrare il diritto all'esistenza della nobiltà non titolata in Spagna ( dove vige la monarchia , peraltro ), ovvero :
http://www.hidalgosdeespana.com/canales ... tu_web.pdf
Ho fatto mia tesi di F.Burrios Pintado, J.Alvarado Planas, Y.Gòmez Sanchez , per confutare un'affermazione del nostro presidente che purtroppo non condivido ovvero:
" la nobiltà è una dignità che per esistere deve avere un suo riconoscimento nell'ambito del diritto pubblico "
Riassumendo al massimo il discorso è questo:

L'ordinamento legale di uno Stato può porsi nei confronti di un presunto diritto in quattro modi :
- riconoscimento , regolamentazione proibizione ed indifferenza .
Questi ultimi atteggiamenti hanno l'evidente intento di avversare, sicuramente non riconoscere ed ovviamente non tutelare lo “status”, la qualità nobiliare.

La proibizione della nobiltà è giuridicamente“ultravires”,ovvero al di là della portata dei propri poteri legali , al contrario, l'indifferenza è un atteggiamento ambiguo ma sostanzialmente onesto.( questo è quello che dicono i testi di diritto , non è un opinione personale ).
Infatti, l'ordinamento legale può pronunciarsi sul riconoscimento e la regolamentazione delle manifestazioni che derivano da una realtà, ma non sulla realtà stessa , per esempio posso regolamentare o, meglio, proibire le attività dei Satanisti ma non posso negare la propria esistenza come gruppo di persone, spero di essere stato chiaro.

Che ci sia in Italia un insieme di persone, discendenti da ceti dirigenti, che si definisce "nobiltà" è un dato non modificabile al limite posso regolamentare o proibire le loro attività , sicut ed simpliciter.
Quindi il riconoscimento nell' ambito del diritto pubblico è del tutto indifferente alla sua esistenza, piaccia o non piaccia questo gruppo di tizi esiste e la legge italiana se ne disinteressa completamente.

Potremmo discutere per mesi su tutto ciò che riguarda la " nobiltà " , argomento difficile ma affascinante, ma non sull'esistenza in Italia oggi della "nobiltà " come gruppo di persone o formazione sociale , tra l'altro tutelato dalla costituzione che recita all'art.2 recita :

"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."

Sono comunque soddisfatto quando civilmente si riesce a fare discussioni interessanti , se fossimo tutti d'accordo di che cosa discuteremmo ?
Questo forum non vuole snaturare la sua vocazione ad essere "palestra di idee".

Cordialmente
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda CdIC » venerdì 4 ottobre 2013, 10:06

Il mio umilissimo contributo sposando le tesi portate avanti da Gens Valeria.

pur riconoscendo l’anacronismo del concetto in se, l’appartenenza ad una “famiglia storica” ed il “mantenimento” nelle generazioni dei requisiti basilari di distinzione sociale ed economica , consentono ai discendenti di queste famiglie di poter guardare al passato ed al futuro con gli stessi principi tramandati per secoli.

Non ho ancora compreso cosa si sia voluto intendere con "lavorare" : seguendo questo concetto i soli nobili riconosciuti sarebbero i cloni del Marchese del Grillo !?
CdIC
 
Messaggi: 63
Iscritto il: lunedì 10 ottobre 2011, 11:21

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 4 ottobre 2013, 10:18

GENS VALERIA ha scritto: Che ci sia in Italia un insieme di persone, discendenti da ceti dirigenti, che si definisce "nobiltà" è un dato non modificabile al limite posso regolamentare o proibire le loro attività , sicut ed simpliciter.
Quindi il riconoscimento nell' ambito del diritto pubblico è del tutto indifferente alla sua esistenza, piaccia o non piaccia questo gruppo di tizi esiste e la legge italiana se ne disinteressa completamente.


La teoria della odierna nobiltà è traballante anche su questo punto: non c'è unanimità sull'autodefinizione di nobiltà.
Ci sono gruppi che riconoscono alcune nobiltà. Altri che ne riconoscono altre.
Alcuni accolti nelle categorie nobili del Costantiniano non lo sono nelle medesime categorie dello SMOM.
Alcuni riconosciuti nobili dai tribunali, come ad esempio Totò, non sono ricosciuti dallo SMOM.
Ci sono famiglie nobili di piccoli paesi che non sono riconosciute per nobili dalle grandi famiglie romane.
Potrei continuare per molto con questi esempi.

Questo perché anticamente non esisteva una sola nobiltà ma molti tipi di nobiltà.

Se non esisteva anticamente un'unica nobiltà perchè dovrebbe esistere oggi?

Aggiungo che anticamente la nobiltà si perdeva se si diventava poveri.

Lo nobiltà non è mai stato un diritto perpetuo!
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7468
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Re: Titoli nobiliari: Onori e offerte

Messaggioda antonio33 » venerdì 4 ottobre 2013, 11:08

Differenza tra nobiltà di diritto e nobiltà di fatto...
Escludiamo, solo per un attimo, lo stato e le sue leggi.
Escludiamo pure i requisiti morali.
Chi ha nobili natali, chi discende da famiglie che hanno una storia ed una tradizione, non solo in un ambito ristretto, ma da chiunque, non viene forse considerato diversamente?
Se un tronista qualunque non fa scandalo (anzi...), per qual motivo si storce il naso e tanto clamore di fronte a un principe ballerino? [yikes.gif]
(e mi limito a questo...)

Saluto tutti.
Antonio
Princeps probitas iusti
Avatar utente
antonio33
 
Messaggi: 1161
Iscritto il: domenica 19 giugno 2011, 13:21

PrecedenteProssimo

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 15 ospiti