Francia antica

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Francia antica

Messaggioda PTurnone » venerdì 30 agosto 2013, 13:37

Gentili signori,
i miei avi innalzavano uno Stemma così blasonato: "Partito: nel I di Francia antica; nel II di rosso al leone d'oro" (una copia del suddetto, scolpito in pietra, è presente ancora oggi appena sopra il portone in stile tardo-rinascimentale del Conservatorio di S. Maria della Misericordia in Martina Franca, antico palazzo della Famiglia).
Ho qualche rudimento d'araldica, ma non riesco a inquadrare perfettamente il significato della blasonatura della prima parte dello Stemma (seminato di gigli d'oro in campo azzurro): si trattò di qualche particolare privilegio o concessione da parte del Re di Francia?

Un saluto cordiale

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Re: Francia antica

Messaggioda smn » venerdì 30 agosto 2013, 16:58

Salve,
i Signori de Tournon ottennero il seminato di gigli (a.k.a.: di Francia antica, sarebbe "moderna" se i gigli fossero in numero di tre, come decretato da Carlo V, in onore della SS. Trinità, nel XIV secolo) in virtù delle parentele che contrassero con la casa reale, trattasi dunque di concessione sovrana.
Immagino, vista l'assonanza del suo cognome con quello dei nobili francesi, che i suoi avi fossero, o si credessero, collegati con quel nobile casato e così ne abbiano assunto l'arme.

Cordialmente,
E.V.
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Re: Francia antica

Messaggioda gmastrota88 » venerdì 30 agosto 2013, 18:11

Era una convenzione piuttosto diffusa quella di abbreviare la blasonatura di figure "famose" (Francia, Impero, etc.) chiamandole col nome del loro portatore, anche se spesso non avevano nulla a che fare...mi è capitato di vedere delle aquile bicipiti su fondi d'oro essere chiamate "d'Impero", anche se non erano concessioni, ma semplici figure inserite arbitrariamente in armi di famiglie notabili o borghesi.
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Re: Francia antica

Messaggioda PTurnone » sabato 31 agosto 2013, 12:47

Gentili signori,
vi ringrazio di cuore per le vostre risposte.
L'arma non dovrebbe essere di origine notabile o borghese, bensì di sicura derivazione gentilizia: come spiegava esaustivamente smn, era innalzata dall'antichissima e nobile Casata francese dei Signori de Tournon, ma era pacificamente utilizzata anche dai miei avi diretti, appartenenti a Famiglia di antica distinzione. Un mio antenato non diretto fu Rettore artista dell'Università di Padova nel 1603-04; lo Stemma scolpito a Palazzo del Bò è sempre lo stesso, seppur leggermente "variato" (partito: nel I d'azzurro a 7 gigli d'oro posti 2,2,2,1; nel II di rosso al leone d'oro rampante con corona dello stesso).
Purtroppo, nonostante la presenza di numerosi indizi mi porti a considerare con buona probabilità e verosimiglianza l'ipotesi di una discendenza dalla Casata de Tournon, l'attuale stato documentario delle fonti (o almeno di quelle da me consultate) non mi permette di risalire oltre il XVI sec.

Cordialmente

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Re: Francia antica

Messaggioda egometta » sabato 31 agosto 2013, 23:31

PTurnone ha scritto:Un mio antenato non diretto fu Rettore artista dell'Università di Padova nel 1603-04

Diciamo meglio: Rettore dell'università degli artisti (i.e. medici, filosofi, teologi) dello Studio di Padova
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Re: Francia antica

Messaggioda PTurnone » domenica 1 settembre 2013, 19:52

Gentile egometta,
La ringrazio della precisazione. Ho poi controllato gli Acta graduum: il dottorato fu conseguito l'11-09-1604, hora decima tertia.
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Re: Francia antica

Messaggioda Tilius » lunedì 2 settembre 2013, 11:16

Avete una immagine dello stemma padovano?
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Re: Francia antica

Messaggioda PTurnone » lunedì 2 settembre 2013, 15:07

Gentile Tilius,
posseggo l'opera "Gli Stemmi dello Studio di Padova" (ed. LINT) a cura di Lucia Rossetti. In essa compare il blasone del Rettore Francesco Turnone, sia scolpito in pietra che affrescato su parete (parzialmente scrostate le tinte). Purtroppo non sono propriamente un genio del computer, confido in qualche utente ben più esperto di me (sono una frana a scannerizzare, e in questo caso si parla di un volume di notevoli mole e dimensione).

Qui il riferimento internet:

http://books.google.it/books?id=eEFGAQA ... CDIQ6AEwAA

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Re: Francia antica

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 2 settembre 2013, 15:30

smn ha scritto:di Francia antica, sarebbe "moderna" se i gigli fossero in numero di tre, come decretato da Carlo V, in onore della SS. Trinità, nel XIV secolo

Condivido. Ma userei un tocco più sfumato. Come spesso è accaduto in araldica, il valore simbologico è stato anche in questo caso aggiunto in un momento successivo rispetto ad un uso che ormai andava consolidandosi. Il numero dei gigli, che inizialmente non aveva importanza tanto che si avevano - come detto - scudi seminati, (dal cui bordo spuntavano le estremità troncate dei fiori vicini), cominciò, a partire dal XIV sec., ad essere ridotto a tre semplicemente perchè questo era il numero minimo richiesto per riempire uno scudo con tali figure. E si pensi qui alla forma di scudo per lo più in voga a quel tempo: la forma triangolare.
Di lì all'associazione con la più eccellente (addirittura divina!) delle valenze simboliche della cifra ternaria, il passo fu breve.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
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Re: Francia antica

Messaggioda PTurnone » mercoledì 9 ottobre 2013, 23:50

Sono riuscito a fotografare lo Stemma presente sul portale del Conservatorio di S. Maria della Misericordia. Purtroppo è stato quasi integralmente picchettato, credo dopo l'istituzione del complesso monastico; tuttavia è ancora visibile un giglio nella parte superiore della prima metà dell'antico blasone partito.

Immagine

Visto che la mia Famiglia conservò la proprietà sino all'inizio del XVIII sec., suppongo che lo Stemma in questione risalga almeno al XVII. In quell'epoca, che significato avevano gli altri elementi dello Stemma (elmo frontale con piume ricadenti, collana...)?

Cercherò di postare anche le immagini dello Stemma del Rettore patavino, che a differenza di questa raffigurazione martinese si è conservato ottimamente sino ai giorni nostri.
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Re: Francia antica

Messaggioda MMT » giovedì 10 ottobre 2013, 10:47

Per la sua fattura lo stemma potrebbe tranquillamente risalire al XVIII sec. forse alla fine del XVII. L'elmo e i pennacchi hanno carattere di ornamento, in quell'epoca ancora non avevano assunto una determinazione fissa in scala gerarchica (come per le corone) che venne fissata in Italia solo con il Regno nel XIX sec. Certamente un ornamento di distinzione.
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Re: Francia antica

Messaggioda PTurnone » giovedì 10 ottobre 2013, 21:58

Gentile MMT,
grazie dell'accurata risposta. E' possibile che lo Stemma risalga almeno alla metà del XVII sec., se non prima?
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Re: Francia antica

Messaggioda Romegas » venerdì 11 ottobre 2013, 15:03

In un paese dell'Alto Lazio su un portone di un palazzo nobiliare esiste uno stemma di eguale fattezza con lo stesso elmo risalente alla metà del '500.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
Initium sapientiae timor Domini
(Sal. 111,10)
Socio A.I.O.C.
Socio I.A.G.I.
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Re: Francia antica

Messaggioda PTurnone » venerdì 11 ottobre 2013, 18:29

Gentile piero59,
La ringrazio dell'osservazione: anch'io ritengo risalga al XVI-XVII sec. Credo sia estremamente improbabile una datazione più recente: la mia Famiglia, infatti, visse in loco finché l'ultimo erede del Palazzo, l'Abate Giovanni Turnone, non lo donò alla Duchessa di Martina Aurelia Imperiali (fine XVII sec. - inizio XVIII). Nel 1725 venne fondato il complesso monastico di Santa Maria della Misericordia, ma il Conservatorio funzionava anche da prima.
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Re: Francia antica

Messaggioda Tilius » domenica 13 ottobre 2013, 22:20

Il cartoccio di gusto manierista che incornicia lo scudo può essere tranquillamente tardo XVI secolo. Ma é proprio il vezzo dell'elmo che mi porta a credere che sia in una qualche misura più recente.
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