UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » mercoledì 14 agosto 2013, 22:12

Volpegrigia72 ha scritto:Certe cose non è che non si possano fare perchè e vietato... non si possono fare semplicemente perchè non è opportuno per degli appartenenti ad un Ente che non è una F.A. come le altre... è una cosa differente... e non si può far finta del contrario (mò... tralasciando il bersaglio da schiena... tanto per dirne una... non si può adottare come ho sentito a volte... una versione a bassa visibilità del bracciale sanitario internazionale, così come dell'ex pomodoro e delle altre insegne... è semplicemente ridicolo... fuori dal mondo e da qualsiasi regola).
Non volete indossare, per motivi anche in parte condivisibili, laddove legati ad operazioni in T.O. la divisa rossa... ok... adoottatene una versione simile, ovviamente senza catarifrangenti, magari color verde oliva, con le stellette e tutto il resto... ma non andate ancora in giro a spacciare la frottola che la divisa dell'E.I. ed una generica uniforme """di foggia militare""" debbano coincidere per forza.Ad ultimo, l'addestramento necessario all'immissione in T.O., viene somministrato dal Corpo, secondo quanto previsto dalle CC.G., in tema di uso dell'armamento a scopi di autodifesa. Cordialità


Ma no, via, va benissimo la tuta rossa così insurgent e forze regolari sapranno distinguerci benissimo e, forti del segno di neutralità, rispettarci come operatori di sanità: non dobbiamo distinguerci come ha scritti in tutti i suoi messaggi?

Anzi, la tuta rossa, la potrebbero adottare anche gli altri operatori sanitari delle FF.AA. - per cui valgono le stesse regole del CM CRI su porto delle armi e utilizzo del bracciale di neutralità - alla luce delle convenzioni di Ginevra.

E' sempre bello leggere le opinioni (dis)interessate degli colleghi (exVdS) di CRI quando scrivono certe stupidaggini sul bracciale di neutralità a bassa visibilità|
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Delehaye » giovedì 15 agosto 2013, 0:23

avrei delle domande da porre a chi è più addentro nelle questioni CM-CRI riguardo il Documento del 2007 del CM-CRI.
allora:

1) i gradi
nel sito ufficiale del CM-CRI (http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.p ... Pagina/254) sono citati (anche iconograficamente) i vari gradi: 1 uff.generale, 3 uff.superiori, 3 uff.inferiori, 5 sottufficiali (3 marescialli, 2 sergenti), 2 graduati (2 caporali) e poi il "senza grado" che dovrebbe essere il "milite".
nell'art. n° 1639 "gerarchia" del d.lgs. n° 66 del 15.03.2010 si dice:
a) Personale direttivo (ufficiali):
1) maggior generale (medico o commissario);
2) colonnello (medico o commissario);
3) tenente colonnello (medico o commissario);
4) maggiore (medico, chimico-farmacista o commissario);
5) cappellano capo della Croce rossa italiana; (n.d.r.: equivale al grado di Cappellano Militare Capo dell'OMI che è equivalente a Capitano EI?)
6) capitano (medico, chimico-farmacista, commissario contabile);
7) cappellano della Croce rossa italiana; (n.d.r.: equivale al grado di Cappellano Militare Addetto dell'OMI che è equivalente a Tenente EI?)
8) tenente (medico, chimico-farmacista, commissario contabile);
9) sottotenente (medico, chimico-farmacista, commissario contabile);
b) Personale di assistenza (sottufficiali):
1) maresciallo maggiore;
2) maresciallo capo;
3) maresciallo ordinario;
4) sergente maggiore;
5) sergente;
c) Personale di assistenza (militari di truppa):
1) caporal maggiore;
2) caporale (infermiere, meccanico, automobilista conducente, cuoco);
3) milite (infermiere, inserviente, portaferiti, trombettiere,
lavandaio, aiuto di cucina).

ma nella pubblicazione del 2007 appaiono ANCHE :
A) colonnello comandante di corpo (stelle bordate di rosso)
B) primo capitano
C) primo maresciallo luogotenente
D) primo maresciallo
[hmm.gif]

2) i berretti
nella pubblicazione del 2007 appare che ANCHE i militi portano la tesa... con il soggolo marrone (sia i graduati sia i militi)...
[hmm.gif]

3) le mostrine
nella pubblicazione del 2007 appare ANCHE una mostrina per ufficiali commissari CM-CRI di colore viola (come la vecchia mostrina del commissariato EI in uso fino al 1997), ma con la foggia rettangolare con serti (come l'attuale mostrina del commissariato EI in uso dal 2003)...
ricapitolando le mostrine del commissariato EI sono state le seguenti:
- Immagine commissariato EI 1° tipo
- Immagine commissariato EI 2° tipo generico (fino al 1997)
- Immagine commissariato ed amministrazione EI (1998-2003)
- Immagine commissariato EI (2003-oggi)
tolte queste specifiche del CM-CRI:
- Immagine amministrazione CM-CRI (1915-1930)
- Immagine generica CM-CRI (1930-19...)
dunque, il CM-CRI per i propri commissari, nel tempo che ha utilizzato come mostrina?

4) i fregi
nella pubblicazione del 2007 appare ANCHE un fregio per ufficiali commissari CM-CRI serti di alloro con pulce bianca con croce rossa..
ricapitolando i fregi del commissariato EI sono stati i seguenti:
- Immagine commissariato REI (1910-1934)
- Immagine commissariato REI-EI (1934-1948)
- Immagine commissariato EI (1948-1950)
- Immagine commissariato EI (1950-19...)
- Immagine commissariato EI (19...-1997)
- Immagine commissariato ed amministrazione EI (1998-2003)
- Immagine commissariato EI (2003-oggi)
tolta questa specifica del CM-CRI:
- Immagine commissariato CM-CRI (19...-1997)
dunque, il CM-CRI per i propri commissari, nel tempo che ha utilizzato come fregio?
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 15 agosto 2013, 9:54

i fregi
fino al 2007 il penultimo postato
dal 2007 l'ultima foto postata
......................
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Freccia16 » giovedì 15 agosto 2013, 13:29

fabione66 ha qualche documento ufficiale che attesti la sua indicazione sul fregio?

Di recente alla cerimonia del 2 giugno 2013, il personale precettato indossava il fregio con bottone blu e anche la patch rettangolare bianca con bordo tricolore sulla scbt. Aggiungo che i tubolari grado erano in tutte le combinazioni possibili e immaginabili.

Se questa e' l'uniformità del centro, figuriamoci la periferia...
Problema che si potrà risolvere solo con una uniforme nostra, con indicazioni chiare su distintivi, gradi, fregi, ecc.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 15 agosto 2013, 14:49

sono stato un fondatore del NAAPRO FC non sono un'UFF.COmm. solo loro hanno accesso ha determinati documenti io posso solo confermare tale disposizione perchè attuata.spiacente !
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 15 agosto 2013, 15:30

Siamo ad agosto, molti utenti sono giustamente in ferie anche dal forum e quindi ho ritenuto opportuno permettere un po' di divagazioni sul tema CRI, anche se non prettamente inerenti al forum e in alcuni interventi un po' fuori dalle righe. Spero comunque che la discussione non degeneri troppo e possa così rimanere aperta per un confronto comunque interessante.

Dopo 10 pagine, vorrei buttare giù qualche mio pensiero che riprende alcune tematiche affrontate precedentemente.

1) Questione UNUCI. Chi si lamenta per il fatto che gli appartenenti al Corpo militare CRI devono ricevere l'addestramento dal proprio Corpo e non da enti terzi, mi permetto di ricordare che l'UNUCI nasce, oltre che per aggregare gli ufficiali in congedo, anche con lo scopo di mantenere addestrato il personale in congedo (non solo gli ufficiali, ma anche la riserva selezionata e gli altri graduati). Questo è un compito che è stato ribadito recentemente proprio dallo SME. Quindi non mi strapperei i capelli se un membro di un Corpo militare, per quanto ausiliario, si voglia mantenere aggiornato, anche sull'uso delle armi (di cui deve essere capace) o sulla conoscenza delle tecniche di orientamento et similia. Quale differenza c'è se l'addestramento al tiro lo si fa presso il Corpo o presso un Ente che ha uno specifico mandato da parte della Forza Armata per mantenere in addestramento i militari in congedo?
Specificato ciò, però, posso anche comprendere come, da un punto di vista istituzionale, la CRI possa non essere così favorevole ad un addestramento eccessivamente di stampo "militare" e soprattutto così "pubblico". Cioè, va bene la garetta di tiro o di orientamento presso l'UNUCI della propria zona o il partecipare a conferenze addestrative, diverso se un appartenente CRI va in capo al mondo a partecipare a tutti i possibili brevetti militari esistenti. Il ruolo della CRI richiede che il proprio personale eccella nelle tecniche di soccorso e conosca "anche" le basi militari e non viceversa :) E' una questione anche "pubblicitaria" abbastanza logica.

2) Nascita del Corpo militare CRI (e anche ACISMOM). Leggendo qua e là, ho notato che ci si sia dimenticati di come sono nati questi due Corpi. Sembra che il Ministero della Guerra, a fine '800, abbia creato, di sua sponte, due nuovi Corpi appartenenti alla Sanità Militare al pari degli altri già esistenti, e che abbia concesso loro le insegne della Croce Rossa e dell'ACISMOM per una sorta di vicinanza tradizionale e storica con queste due realtà. Di conseguenza gli appartenenti a tali Corpi sono militari che hanno una vicinanza puramente simbolica con la CRI e con l'ACISMOM.
NON E' COSI'!
Ricordo che a fine '800 la CRI e l'ACISMOM firmarono degli accordi con lo Stato per assisterlo durante i conflitti armati e le calamità naturali. Siccome all'epoca l'unico Ente statale che aveva l'organizzazione, i mezzi, gli uomini per intervenire durante le calamità naturali era l'Esercito, è ovvio che la CRI e l'ACISMOM domandarono di poter affiancare l'Esercito sia in caso di guerra sia in caso di calamità naturali. Si dotarono di una divisa per essere uniformi e meglio identificabili (ed essendo a fine 800 è ovvio che la divisa scelta fosse di foggia militare e non rossa con le bande catarifrangenti), si dotarono di regolamenti interni e gerarchie, come del resto farebbe qualsiasi associazione per meglio organizzare il lavoro di migliaia di suoi volontari in situazioni complesse come può essere il fornire assistenza sanitaria durante una guerra o un terremoto. Non mi pare ci fosse la richiesta di fondare Corpi militari o altro né da parte delle due Associazioni né da parte dello Stato. Anche le future Convenzioni di Ginevra in cui diedero mandato alla Croce Rossa di essere d'ausilio alle Forze Armate non avevano come senso la costituzione di Corpi militari. L'ausilio alle Forze Armate negli ospedali militari durante le guerre o le calamità naturali può essere sostenuto tranquillamente da civili preparati e posti sotto la gestione dei militari (si pensi alle suore che per decenni hanno lavorato negli ospedali militari senza avere le stellette). Poi era abbastanza ovvio che all'epoca, vista la stretta collaborazione con l'Esercito, la necessità di una certa disciplina e anche di veder rispettare i propri compiti in un ambiente fortemente gerarchicizzato come quello militare, portò lo Stato a conferire le stellette ai suddetti due Corpi ausiliari al fine di aumentare la stretta collaborazione con la Forza Armata. Nulla di strano né contrario al buon senso.
Ma mi preme sottolineare come gli appartenenti dei suddetti Corpi fossero prima di tutto volontari delle due rispettive Associazioni che, per meglio portare a compimento i loro scopi, sono stati forniti di uniformi militari, stellette, gradi et cetera. Poi ovviamente, con il passare del tempo, le convenzioni sono state perfezionate e anche rese più burocratiche e legali. La nomina ad ufficiale proviene dal Re/Presidente della Repubblica al pari di qualsiasi altro ufficiale, si è assoggettati al codice di disciplina militare... Insomma, piano piano sembra essere passati dall'essere volontari CRI/ACISMOM con stellette ed uniforme ad essere militari che hanno casualmente sulla spalla l'emblema della CRI o dell'ACISMOM. Questo noto quando sento che ci si lamenta perché SMD permette una cosa e la CRI la vieta: dal punto di vista legale è vero che si può ricorrere al TAR, che SMD ha ragione, ma dal punto di vista storico/morale si è volontari CRI o si è militari? Un conto è quando la propria associazione fa di testa sua in fatto di questioni militari (cambiamento di patch o fregi senza interpellare SMD), un conto è quando la propria associazione dispone delle regole di comportamento per i propri volontari e chiede di rispettarle anche laddove SMD sia più permissivo.

Quello che molti si sono chiesti è: oggi sono ancora necessari dei Corpi militari ausiliari? La risposta può essere duplice.

Affermativa. I Corpi militari ausiliari sono ancora utili perché sono composti da personale altamente addestrato, efficiente, organizzato militarmente e che permette allo Stato di avere un bacino di volontari pronti ad intervenire insieme alle Forze Armate sia in tempo di guerra come loro ausilio per sostenere la Sanità militare sia durante le calamità naturali a sostegno della popolazione. Discrimine deve essere però l'efficienza e l'addestramento altamente qualificato del personale posto in congedo, oltre la sua disponibilità immediata al richiamo/precetto.

Negativa. I Corpi militari ausiliari non sono più necessari poiché, in tempo di guerra, non essendoci più i conflitti coinvolgenti centinaia di migliaia di uomini al fronte come nelle due guerre mondiali, la sanità militare è in grado di gestire autonomamente la propria missione; durante le calamità naturali, ormai le Forze Armate intervengono giusto nei primi giorni, ma il Dipartimento della Protezione Civile (inesistente quando nacquero i Corpi militari ausiliari) è in grado di gestire le emergenze sociali autonomamente, tramite le centinaia di associazioni di protezione civile dislocate sul territorio. Addirittura nelle strutture di comando della Protezione Civile, oggi è l'Esercito ad essere dislocato e comandato da dei civili che coordinano tutte le realtà intervenute sul luogo del disastro e di conseguenza è normale che militari e civili collaborino tra loro, senza avere necessità di Corpi militarizzati.

Parere personale. Ritengo che i Corpi militari ausiliari siano una ricchezza per il Paese se gestiti bene, se il personale è ben addestrato, qualificato e pronto all'impiego. Sicuramente poter avere del personale precettabile, pronto all'uso e "gratuito" è sicuramente un vantaggio per lo Stato e sono meritorie le due Associazioni che mantengono i loro rispettivi Corpi pronti e all'avanguardia.
Se, c'è sempre un "se", tali Corpi devono semplicemente sostituire la Sanità militare durante le esercitazioni dell'Esercito per permettere un risparmio allo Stato, o permettere ai propri aderenti di partecipare in uniforme alle gare UNUCI o alle semplici manifestazioni di rappresentanza, allora non servono più a nulla ed è meglio riciclarli in Corpi di protezione civile come ne esistono tanti. Sembrerò un po' duro, ma sono sempre convinto che la tradizione sia una cosa viva e che i valori e gli ideali che vengono tramandati debbano calarsi nella realtà, non divenire dei muri dietro a cui ci nascondiamo per non cambiare mai nulla.

In ultimo, ma molto correlato a quanto scritto precedentemente, vorrei spezzare una lancia a favore dell'uniforme militare. O sciogliamo il Corpo militare, come scritto precedentemente, visto che si può essere d'ausilio alle Forze Armate anche da civili e quindi è giusto adottare una divisa "civile" (quella blu o rossa va benissimo), ma nel momento in cui si mantiene il Corpo militare, ritengo che una divisa come quella dei volontari civili della CRI sia improponibile per un Corpo militare. Si può poi discutere sul fatto che sia opportuno usare la medesima uniforme dell'Esercito o se sia meglio, per una maggiore identificabilità, scegliere un'uniforme, sempre di foggia militare, ma magari di colore differente da quella dell'Esercito o con particolari differenti (delle bande sui pantaloni...). Teniamo però conto che se il discorso può essere semplice per le uniformi ordinarie, per le uniformi di servizio bene o male tutte le Forze Armate cercano di avere la medesima mimetica e sarebbe assurdo che la CRI utilizzasse una mimetica differente: tanto vale usare quella dell'Esercito con i simboli dell'Esercito, anche per permettere una buona coordinazione con lo stesso. Riguardo la visibilità in teatro operativo, state tranquilli che non sarà la patch bianca con la croce rossa a farvi sparare contro o a rendervi più visibili. Cioè, non stiamo discutendo di corpi speciali che si devono infiltrare dietro le linee nemiche, ma di personale dislocato prevalentemente negli ospedali da campo o che, anche laddove dovesse uscire fuori dall'attendamento, sarebbe comunque sempre di supporto al personale operativo e non in prima linea. Inoltre state tranquilli che un cecchino prima di inquadrare e riconoscere il simbolo della CRI o dell'ACISMOM sulla divisa, avrà già sparato avendo riconosciuto prima ancora un militare nemico :)
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » giovedì 15 agosto 2013, 15:46

Il documento del 2007, che mai ha avuto il crisma dell'ufficialità non essendo mai stato diffuso tra gli appartenenti al Corpo, contiene numerosi errori:

1)
A) non esiste attualmente, per ciò che sò, un colonnello comandante di corpo, ma non escludo che possa essere individuato un colonnelo con tale incarico. La figura del Comandante di Corpo è riassorbita in quella di Generale Ispettore. In passato sino ai primi anni del 2000 era ricoperta da un ten.colonnello, allora Comandante del I Centro di Mobilitazione.
B) la qualifica, non grado, è in essere e viene conferita dopo 12 anni di permanenza nel grado di capitano
C) e D) gradi inestistenti anche se sono stati indossati da personale in servizio continuativo e oggi oggetto di contenzioso;

2) tesa indossabile dal grado di sergente in sù, non ho mai visto gradi inferiori indossarla con l'unica eccezione degli appartenenti ai complessi musicali del CM CRI, musica d'ordinanza e bande.

3) la mostrina commissari viola è un errore certamente grafico, mai esistita

Dal mio ingresso nel CM CRI, nei primi anni '80, il fregio da tesa è stato quello postato come ultima immagine sino al 1997, poi passato a quello con bottone tricolore (1998-2003), quindi al bottone blu (dal 2003 al 2007), quindi dal 2007 ritornato a quello con il bottone bianco con la croce rossa al centro. Mostrine viola sino al 2003 poi blu scuro.

Il fregio da basco è stato quello con il bottone viola sino al 1997, poi come per la tesa. Le mostrine hanno segueto la stessa evoluzione.

Per la storia delle mostreggiature rimando ai completi tre volumi del Belogi.

Un interessante articolo sulla presenza del CM CRI nella Grande Guerra sul numero 205 di Uniformi & Armi, luglio/agosto 2013, attualmente in edicola (pa.12 a 21). Vi è anche un interessante articolo sulla faleristica dei Santi (pag.24/29 con un bel supporto iconografico)
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » giovedì 15 agosto 2013, 16:03

T.G.Cravarezza ha scritto:Inoltre state tranquilli che un cecchino prima di inquadrare e riconoscere il simbolo della CRI o dell'ACISMOM sulla divisa, avrà già sparato avendo riconosciuto prima ancora un militare nemico :)


U.S. Navy Corpsman – Guerra del Pacifico – 1944
Pubblicato il 9 novembre 2012 da Leo-58

1944, da qualche parte nel Pacifico. Infermiere della Marina degli Stati Uniti con barella pieghevole e S14 First Aid Pouch, zaino di primo soccorso concepito per le unità paracadutiste che, attraverso le dotazioni dei Paramarines, equipaggiò anche il personale medico dell’U.S. Navy.

Poiché fin dall’inizio della guerra nel Pacifico i cecchini giapponesi presero l’abitudine letteralmente di “sparare sulla croce rossa”, i dischi bianchi sull’elmetto persero quel visibilissimo elemento grafico e divennero sempre più piccoli fino a raggiungere le dimensioni presenti sull’M1 del figurino. Anche il bracciale bianco con la croce rossa venne abbandonato per i meno visibili patch circolari bianchi che venivano applicati sulla parte alta delle maniche.

http://www.actionsoldier.it/blog/belvedere/u-s-navy-corpsman-guerra-del-pacifico-1944

Pensate che oggi possa essere differente? Il personale sanitario non sta sempre e solo in seconda linea ma è, spesso, nel FOB avanzate.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 15 agosto 2013, 16:07

T.G.Cravarezza ha scritto: Il ruolo della CRI richiede che il proprio personale eccella nelle tecniche di soccorso e conosca "anche" le basi militari e non viceversa

recentemente è stato fatto obbligo ai nuovi arruolati di perseguire il corso base CRI (sebbene tuttora non ne siano convinti in tanti,nonostante il regolamento associativo preveda questo) ...mi sono battuto e fatto promotore di tale necessità trovando per anni anacronistico la Croce Rossa Militare che soccorre senza che i Suoi iscritti non fosse richiesta tale peculiarità in emergenza sul campo di battaglia non necessita saper fare un RCP o steccare, basta sgomberare in fretta al limite si sventola il fazzollettino sul volto del ferito in ambulanza,ci avrebbero pensato Medici ed infermieri preposti all'uopo ad un barelliere portantino serviva solo portare e basta ...ora non più, il servizio e l'ausilio è cambiato,un combattente dà il meglio quando sà che può essere soccorso al meglio,anche in un tranquillo poligono o brillamento in una cava autorizzata.
.............................................................................
T.G.Cravarezza ha scritto: la necessità di una certa disciplina e anche di veder rispettare i propri compiti in un ambiente fortemente gerarchicizzato come quello militare, portò lo Stato a conferire le stellette ai suddetti due Corpi ausiliari al fine di aumentare la stretta collaborazione con la Forza Armata. Nulla di strano né contrario al buon senso.

sfugge a quanto pare il significato delle stellette se le porti dovrebbero sapere "chi dispone" temporaneamente del Volontario e lo status rivestito.
possibile che nessuno si sia mai posto una domanda semplice semplice
la CRI fornisce un servizio allo Stato poichè ha le risorse umane e le professionalità richieste da SMD per espletarlo,le condizioni tecnico pratiche per l'espletamento saranno state convenute direi ?!?! generalmente è il richiedente che stabilisce le regole altrimenti si rivolge ad altri se l'interpellato non è in grado di fornirle...non credo di aver scritto un'assurdità,eppure tutto sembra cadere dalle nuvole ??? quando portavo le stellette era mia premura conoscere i regolamenti militari non esclusivamente quelli CRI .
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » venerdì 16 agosto 2013, 10:01

gnr56 ha scritto:Ma no, via, va benissimo la tuta rossa così insurgent e forze regolari sapranno distinguerci benissimo e, forti del segno di neutralità, rispettarci come operatori di sanità: non dobbiamo distinguerci come ha scritti in tutti i suoi messaggi?

Anzi, la tuta rossa, la potrebbero adottare anche gli altri operatori sanitari delle FF.AA. - per cui valgono le stesse regole del CM CRI su porto delle armi e utilizzo del bracciale di neutralità - alla luce delle convenzioni di Ginevra.

E' sempre bello leggere le opinioni (dis)interessate degli colleghi (exVdS) di CRI quando scrivono certe stupidaggini sul bracciale di neutralità a bassa visibilità|


Ma basta con queste storie... la smetta di fare la vittima! A parte che nei miei precedenti messaggi non ho certo affermato che dobbiate andare in giro per teatri operativi con indosso la tuta rossa corredata di relativi catarifrangenti, bensì con una di foggia e colore adeguati alla bisogna. Per esempio, dei colori neutri come il verde oliva, il giallo sabbia, il nero, il blu o il grigio, a seconda dei contesti ambientali in cui si opera di volta in volta, vanno benissimo a scopo di mimetismo (... quando poi il tutto si amalgama con la polvere... và ancora meglio...). Ciò dipende dal fatto che, ad oggi, il combattimento si è spostato prevalentemente in ambiente urbano o comunque in qualche modo antropizzato. infatti, sia noi che i colleghi dell'Arma, in T.O. non andiamo più in giro con la vegetata, bensì con le rispettive combinazioni C.S. grigia o nera...). Tra l'altro voi del C.M. C.R.I. non operate di certo in piccole formazioni tattiche, dietro le linee nemiche, ma vi muovete, normalmente, in una cornice di sicurezza, garantita da robusti dispositivi, messi in atto da terzi, tra le altre cose, a bordo di mezzi che sfoggiano enormi insegne ad alta visibilità. Comunque, sempre per fare un esempio a me vicino, al personale facente parte del contingente G. di F. in teatro afghano, dopo un certo periodo di permanenza in teatro, è stata tolta la combinazione C.S. vegetata per passare a quella di colore grigio, ma nessuno di noi si è messo a fare tutte le manfrine che fa lei. Qualcuno avrebbe giustamente potuto obiettare che la medesima combinazione mimetica dell'esercito ci proteggeva meglio, più che altro perchè non permetteva di distinguere facilmente un comune appartente alle FF.AA. da un altro appartenete alla T.F. Grifo della G. di F.. Tale unità, per inciso, da quanto traspariva in loco da fonti anche ufficiali, era considerata un bersaglio di valore, per ragioni che è facile intuire, soprattuto tenuto conto del tipo di compiti disimpegnati (e non sono certo io a doverle ricordare il ruolo dell'Afghanistan nel traffico mondiale di oppio e quale tipo di professionalità nel settore del contrasto a tali tipi di illeciti vanti il mio Corpo). Io lì ci sono stato davvero per sei mesi e onestamente, da quello che ho visto con i miei occhi... quando gli insurgents, i talebani o chi per loro si mettono in testa di perseguire un obiettivo lo fanno e basta... a prescindere da chi è mimetizzato meglio... Ad uno sniper, non serve certo il bersaglio da schiena per prendere la mira... e con gli I.E.D. nelle loro varie declinazioni non c'è mimetismo che tenga. Le consiglio di andarci in questi posti, come il sottoscritto, prima di parlare a vanvera.
Per quanto concerne l'adozione... seppure in via ufficiosa... di un bracciale a bassa visibilità... non ci posso certo fare nulla se qualcuno dei suoi colleghi ne andava vaneggiando in giro... quella è roba vostra... non certo dei volontari.
Approposito... si risparmi di appellarmi come ex V.d.S., perchè tanto non attacca e non mi crea alcun problema a livello psicologico... ieri ero orgoglioso di essere un V.d.S. con la divisa blu... parimenti oggi sono orgoglioso di essere un Volontario C.R.I. con la divisa rossa. A differenza sua e di qualcuno dei suoi colleghi, a noi interessano le attività che svolgiamo... non come ci vestiamo.

T.G.Cravarezza ha scritto:va bene la garetta di tiro o di orientamento presso l'UNUCI della propria zona o il partecipare a conferenze addestrative, diverso se un appartenente CRI va in capo al mondo a partecipare a tutti i possibili brevetti militari esistenti. Il ruolo della CRI richiede che il proprio personale eccella nelle tecniche di soccorso e conosca "anche" le basi militari e non viceversa E' una questione anche "pubblicitaria" abbastanza logica.


Quoto... nessuno mette in dubbio la partecipazione a tale tipo di manifestazioni... fino a quando tale attività non venga considerata più importante dello stesso addestramento militare somministrato dal C.M. e SOPRATTUTTO di quello concernente le tecniche di soccorso, in cui, come giustamente il sig. Cravarezza fa notare... TUTTO e ripeto... TUTTO il personale C.R.I. dovrebbe eccellere.

T.G.Cravarezza ha scritto:mi preme sottolineare come gli appartenenti dei suddetti Corpi fossero prima di tutto volontari delle due rispettive Associazioni che, per meglio portare a compimento i loro scopi, sono stati forniti di uniformi militari, stellette, gradi et cetera. Poi ovviamente, con il passare del tempo, le convenzioni sono state perfezionate e anche rese più burocratiche e legali. La nomina ad ufficiale proviene dal Re/Presidente della Repubblica al pari di qualsiasi altro ufficiale, si è assoggettati al codice di disciplina militare... Insomma, piano piano sembra essere passati dall'essere volontari CRI/ACISMOM con stellette ed uniforme ad essere militari che hanno casualmente sulla spalla l'emblema della CRI o dell'ACISMOM. Questo noto quando sento che ci si lamenta perché SMD permette una cosa e la CRI la vieta: dal punto di vista legale è vero che si può ricorrere al TAR, che SMD ha ragione, ma dal punto di vista storico/morale si è volontari CRI o si è militari?


Straquoto... è la risposta è solo una... SI E' IN PRIMIS VOLONTARI... POI MILITARI... e su questo non credo si possa avere alcunchè da obiettare... chi lo fà o è uno stolto oppure è in malafede.

T.G.Cravarezza ha scritto:Cioè, non stiamo discutendo di corpi speciali che si devono infiltrare dietro le linee nemiche, ma di personale dislocato prevalentemente negli ospedali da campo o che, anche laddove dovesse uscire fuori dall'attendamento, sarebbe comunque sempre di supporto al personale operativo e non in prima linea. Inoltre state tranquilli che un cecchino prima di inquadrare e riconoscere il simbolo della CRI o dell'ACISMOM sulla divisa, avrà già sparato avendo riconosciuto prima ancora un militare nemico


Appunto... diciamo le cose come sono e come stanno...

Buona giornata
Cavaliere O.M.R.I.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » venerdì 16 agosto 2013, 13:58

Volpegrigia72 ha scritto:Ma basta con queste storie... la smetta di fare la vittima! A parte che nei miei precedenti messaggi non ho certo affermato che dobbiate andare in giro per teatri operativi con indosso la tuta rossa corredata di relativi catarifrangenti, bensì con una di foggia e colore adeguati alla bisogna. Per esempio, dei colori neutri come il verde oliva, il giallo sabbia, il nero, il blu o il grigio, a seconda dei contesti ambientali in cui si opera di volta in volta, vanno benissimo a scopo di mimetismo (... quando poi il tutto si amalgama con la polvere... và ancora meglio...). Ciò dipende dal fatto che, ad oggi, il combattimento si è spostato prevalentemente in ambiente urbano o comunque in qualche modo antropizzato. infatti, sia noi che i colleghi dell'Arma, in T.O. non andiamo più in giro con la vegetata, bensì con le rispettive combinazioni C.S. grigia o nera...).


Ma basta con queste storie... dovremmo dirlo noi del CM CRI!
Questa continua intrusione di persone, guarda caso sempre solo soci di CRI della excomponente VdS, interessate al nostro cambiamento di uniforme sono veramente spiacevoli.

Nello specifcio le unità sanitarie del CM CRI, come quelle del CM SMOM, integrano reparti di sanità militare delle nostre FF.AA.: ha senso che indossiamo uniformi da combattimento diverse da quelle dei reparti che andiamo ad integrare?
Tutta l'evoluzione uniformologica nella storia militare sino ad oggi dice di no.

Ma se ciò fosse una proposta realmente valida, allora bisognerebbe auspicare che tutti i corpi sanitari di tutte le FF.AA. si adeguassero a questo nuovo indirizzo visto che compiti e contesti sono gli stessi come le norme di protezione stabilite dalle Convenzioni di Ginevra.

L'esempio che lei porta del personale dei CC e della GdF che adotta una tuta operativa differente da quella vegetata (a me non risulta l'abbiano mai utilizzata) è il risultato del diverso impiego operativo di questo personale rispetto a quello delle altre FF.AA nei T.O. esteri ovvero compiti di addestramento delle F.O. afghane non certo quello di contrasto armato contro gli insurgent, come lei stesso ha ricordato. E' una policy che voleva far comprendere il diverso ruolo nel contesto del conflitto: quello di forza di polizia con compiti diversi rispetto a quelli delle FF.AA. .

Al personale facente parte del contingente G. di F. in teatro afghano, dopo un certo periodo di permanenza in teatro, è stata tolta la combinazione C.S. vegetata per passare a quella di colore grigio, ma nessuno di noi si è messo a fare tutte le manfrine che fa lei.

Perchè c'è stato, in GdF, un dibattito fatto da personale in congedo o da altro personale che nulla ha a che vedere con il vostro corpo (come gli exVdS con il CM CRI) e di personale in servizio con interventi in cui si si permette di fare obiezioni, osservazioni, di dire che si fanno le "manfrine"?

la T.F. Grifo della G. di F.
presso il Regional Command West di Herat, il comando multinazionale sotto responsabilità italiana, in un compound superprotetto. Non voglio togliere nulla alla sua esperienza, ma Herat è una città afhana abbastanza tranquilla, secondo le testimonianze dirette raccolte da alcuni colleghi delle RS della mia città che vi sono stati richiamati per le attività Cimic e colleghi medici del CM CRI che vi sono stati e vi sono impegnati.

da quello che ho visto con i miei occhi... quando gli insurgents, i talebani o chi per loro si mettono in testa di perseguire un obiettivo lo fanno e basta... a prescindere da chi è mimetizzato meglio... Ad uno sniper, non serve certo il bersaglio da schiena per prendere la mira... e con gli I.E.D. nelle loro varie declinazioni non c'è mimetismo che tenga. Le consiglio di andarci in questi posti, come il sottoscritto, prima di parlare a vanvera.


L'esempio riportato sulla Guerra nel Pacifico e l'uso che le truppe regolari dell'Esercito Imperiale nipponico hanno fatto del simbolo di neutralità ben rende il senso di ciò che cerco di far comprendere: non è il simbolo di neutralità a rendere salvo chi lo porta, ma la volontà di riconoscere il valore di quel simbolo stesso. Mi rendo perfettamente conto che non vi sia mimetismo che serva se un insurgent vuole colpire il personale sanitario con un tiro di cecchino o con uno ied. Ma il bersaglio da schiena aiuta, certo che aiuta, uno sniper e il suo spotter nel tiro a 1000 yards o qualsiasi altra differenziazione come una tenuta operativa particolare che individua categorie particolari di personale come medici ed infermieri il valore professionale è levato.


A differenza sua e di qualcuno dei suoi colleghi, a noi interessano le attività che svolgiamo... non come ci vestiamo.

Qui sbaglia, il solito pregiudizio da exVdS, perchè molti di noi del CM CRI, quando ci hanno fornito la ormai famosa tuta rossa me compreso, non si è certo tirata indietro nell'andare dove è stato necessario andare quando ci hanno chiesto disponibilità e impiego vedi Terremoto dell'Emilia ed emergenze successive.

T.G.Cravarezza ha scritto:va bene la garetta di tiro o di orientamento presso l'UNUCI della propria zona o il partecipare a conferenze addestrative, diverso se un appartenente CRI va in capo al mondo a partecipare a tutti i possibili brevetti militari esistenti. Il ruolo della CRI richiede che il proprio personale eccella nelle tecniche di soccorso e conosca "anche" le basi militari e non viceversa E' una questione anche "pubblicitaria" abbastanza logica.


Giusto, tutto giusto ... peccato che l'accesso ai corsi, specie quelli della componente civile leggi quelli organizzati dagli exVdS, siano sempre stati ostacolati se non negati ai soci CRI appartenti alla componente CM. Volpegrigia lo sà perfettamente.

Ma anche volendo fare del "turismo" addestrativo si è ostacolati: diviene diffcile, se non impossibile seguire corsi in altre realtà rispetto alla propria. La CRI è eccessivamente burocratizzata. Una vera corsa ad ostacoli. Non sempre si può spaziare per tutto lo stivale per fare corsi, richiede tempo e denaro.

Da un paio d'anni il CM ha realizzato un programma annuale di addestramento: ma i numeri sono bassi, l'accesso limitato e non in grado di soddisfare l'addestramento di quanti sono nel CM CRI che siano 18.000 o 3.000. Verificate voi stessi i numeri dei posti disponibili.

Molti dei corsi che ho, li ho seguiti all'esterno della CRI. A mie spese.

si è volontari CRI o si è militari?
Straquoto... è la risposta è solo una... SI E' IN PRIMIS VOLONTARI... POI MILITARI... e su questo non credo si possa avere alcunchè da obiettare... chi lo fà o è uno stolto oppure è in malafede.


Quoto anche io, si è prima soci di Croce Rossa, poi volonatri, poi militari.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » venerdì 16 agosto 2013, 14:26

Vabbè... come si dice qui a Roma """state bene così""". A questo punto ritengo inutile continuare ad alimentare questo noioso teatrino estivo, tanto ognuno di noi rimarrà irriducibimente aggrappato alla propria opinione ed alle proprie posizioni.
Della querelle se ne occuperanno, se ne avranno la voglia e l'intenzione i ns. vertici associativi e quelli del movimento internazionale ed in tal caso, si vedrà a che risultati approderanno.

Preciso: la T.F. Grifo, perlomeno ai miei tempi, oltre ad abitarci nel citato compound, operava nell'ordine:
1 presso un'installazione esterna alla F.S.B.;
2 presso l'aeroporto civile,
oltre che con puntate frequenti nella città di Herat, presso il P.R.T. e all'O.M.L.T..
Ciò non per sentito dire... visto che sono stato di persona e più volte in tutti questi posti.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » venerdì 16 agosto 2013, 14:59

che bello conosco entrambi Volpegrigia e GNR che saluto ...certo sono dei puri Soci CRI
......................................................................
1)nessuno dico nessuno risponde alle mie domande,forse sono contenute nella domanda stessa.????
2)avete entrambi esperienze di CDM NAAPRO e Volontari vari che si atteggiano in modo personalsbagliato ? ma ciò non toglie che non si combatte una mosca col napalm,eppoi ci sono quelli ...(periferici)...che a conti fatti le suonano e le cantano a chi ne ha di più e ne spende meno....quindi non regge il NAAPRO FC non è leggenda esiste eccome e si comporta come si conviene quindi cortesemente quando puntualizzate escludete o sottolineate con un bel "eccetto".
3)se la riforma CRI(Associazione)e(uniformologica) passa per queste "scuse" ritengo sia esposta al pubblico ludibrio giustamente capisco che non si può scrivere la verità io per primo me ne guardo bene dal farlo,ma le persone intelligenti e minimamente informate basta dare un'occhiata nei siti ufficiali CRI , seguire le pubblicazioni...e magari farsi un giretto nel web...troverete rarissimamente le parole onore dovere e servizio.

Volpegrigia72 ha scritto:Straquoto... è la risposta è solo una... SI E' IN PRIMIS VOLONTARI... POI MILITARI... e su questo non credo si possa avere alcunchè da obiettare... chi lo fà o è uno stolto oppure è in malafede.

[/quote]
Volpegrigia si è Volontari sì ma ognuno nella propria appartenenza (non giriamoci intorno)chi ha scelto di servire per il CRIMIL lo ha fatto accettando regole che magari altri non sentivano,chi non si sente di collaborare con le Dame nella distribuzione viveri e vestiario ai bisognosi non si può imporre di farlo,l'inclinazione nei civili si affina facendone parte,mi ricordo 20anni fà chi trovò perfetta integrazione nei clown di corsia ed in altre attività, via le componenti il Volontario che fà ? il Militare che fà ? saluta e và non mi sembra una gran bella politica gestionale delle risorse umane.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » venerdì 16 agosto 2013, 15:25

Caro Fabio... ma chi dice il contrario! L'appartenente al C.M. C.R.I., ovviamente, è, nell'ordine: In primis socio C.R.I., conseguentemente volontario e poi militare. Và da se che lo stesso ha scelto, sin dall'atto dell'iscrizione in C.R.I. di svolgere un determinato tipo di volontariato, sicuramente differente dalle attività che si svolgono nelle altre due componenti odierne(Volontari e II.VV.) ed è giusto che sia così. Ad ognuno i propri compiti... tuttavia, il suddetto non deve mai dimenticarsi oppure rinnegare quanto sopra elencato ma, soprattutto, a quale Movimento appartiene così come è accaduto e accade non poche volte.
Ti saluto cordialmente.
Cavaliere O.M.R.I.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » venerdì 16 agosto 2013, 17:03

Volpegrigia sai benissimo che
sono socio Civile ed ex ausiliario posso con cognizione di causa affermare che ogni Volontario si sente Socio CRI ma ne passa operare a seconda delle proprie inclinazioni a quelle che si vorrebbe richiamati come mission,ma ora come ora trovo umiliante veder organizzato un campo CRI (ed altre associazioni di volontariato comunali) e vedere alla porta carraia un Vigile Urbano ed operatori PC nessun militare ne rosso ne verde...mi spiace...e mi duole...purtroppo è indice di altro molto altro e molto peggio...è frustrante ed umiliante "non siamo non sono tutti soci CRI nelle rispettive competenze potrei ovviamente scrivere ?"??? ..si tende a giustificare un'azione con una sola parte di responsabili...onore dovere rispetto ? Carissimo hanno un peso e significato queste parole anche nel 2013 e forse anche in futuro forse.
del Corpo Militare posso scrivere solo un gran bene (in periferia) quel che è giusto è giusto,non mi concedi medaglie ? mezzi ? uniformi ? ennò non ti lascio anche il mio sano operato e principio di soldato e socio e sopratutto disporne come peggio credi.non passa [nono.gif] [nonono.gif] [nono.gif] [nonono.gif] (ovviamente non mi riferisco a te )
Fabio
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