UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » domenica 11 agosto 2013, 20:02

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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » domenica 11 agosto 2013, 20:28

Per contribuire al dibattito posto un intervento su you tube del settembre 2010 dell'allora e oggi Presidente della CRI Avv.FRancesco Rocca sull'uso dell'uniforme del personale militare CRI e sulla tuta rossa

http://www.youtube.com/watch?v=bBp5N7rMK6w

Pur essendo un avvocato e pur rivestendo un ruolo istituzionale di rilievo come quello a cui era preposto ed ora eletto, nel suo intervento rileva una inesistenza conoscenza della figura - giuridicamente individuata dal Codice dell'Ordinamento Militare del militare in congedo come chiarita dalla SMD-G-010 e da Regolamento per l'Uso dell'Uniforme dell'Esercito - del personale militare in congedo tra cui rientra anche quello della CRI.

Rivela, poi, l'esistenza di un capitolo del bilancio per la vestizione del personale militare della CRI, di cui io stesso ignoravo l'esistenza, visto che la 484/36 (ora assorbita dal Codice dell'Ordinamento Militare) imponeva e impone agli ufficiali di provvedere autonomamente al vestiario mentre mi risulta che la maggior parte del personale dell'assistenza si sia dovuto dotare autonomamente, anche se non ne aveva l'obbligo, del materiale di vestiario necessario per le attività ausiliarie.

In sostanza, Rocca afferma che il socio CRI in attività non ausiliaria alle FF.AA. non può usare la vegetata, secondo un rilievo espresso e le indicazioni dell'ufficio legislativo del Ministero della Difesa, e che, quindi, deve usare la tuta rossa nelle altre attività che pur rientrano tra i compiti del CM CRI come quelli della Difesa Civile e della Protezione Civile.

Sino all'emergenza Abruzzo 2009 e al famigerato bersaglio da schiena, la Difesa non aveva mai avuto nulla da dire e non mi pare che il CM SMOM impiegato in Emilia abbia avuto rilievi sull'uso dell'uniforme per cui questa decisione mi risulta poco comprensibile.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » domenica 11 agosto 2013, 21:12

Fabio
ci sono molte medaglie testimoni dell'incapacità degli stati a governare ...poche della capacità a fraternizzare... quali emularne le gesta ?
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » domenica 11 agosto 2013, 22:43

Sembra che il problema sia il colore dell'uniforme.
Pensate che se fossero di quel grigio o grigio marrone cambierebbe qualcosa nell'atteggiamento assunto verso il personale in congedo del CM CRI?
Che la SMD-G-010 troverebbe applicazione immediata?
Ma ben venga una uniforme con un colore diverso da quello dell'Esercito - con costo a carico della CRI visto che fino ad ora ci siamo pagati tutto e scopriamo esistere un capitolo di bilancio finanziato dal MinDifesa. Saremmo tutti ben contenti e così questa ingiustificata polemica che vogliamo essere scambiati per personale dell'Esercito finirebbe.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » lunedì 12 agosto 2013, 5:52

gnr56 ha scritto:Sembra che il problema sia il colore dell'uniforme.


perchè si può scrivere altro pubblicamente ? qui hanno capito benissimo il processo ed il fine ultimo e chi interessato alla vicenda è stato informato privatamente quando richiesto.

Saluti
Fabio
ci sono molte medaglie testimoni dell'incapacità degli stati a governare ...poche della capacità a fraternizzare... quali emularne le gesta ?
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » lunedì 12 agosto 2013, 14:01

Premettendo sempre e comunque che nessuno ce l'ha con il C.M. C.R.I. o che ne voglia sminuire la storia, le attribuzioni, il ruolo e quant'altro, và però osservato che le numerose anomalie che lo stesso si è portato dietro nel corso degli anni, del tutto e come al solito italiche, non sono sfuggite nè all'attuale presidenza, agli altri soci C.R.I. nè, tantomeno al C.I.C.R. (sui cui orientamenti dottrinari in tema di D.I.U. non penso che vi possano essere dubbi o incertezze di sorta). Da lì ne conseguono gli svariati richiami in merito a tale ente ed altresì, alle modalità con cui a volte è stato impiegato. Tant'è, con buona pace di quanti sostengono il contrario, quanto scritto da me nei post precedenti non è certo frutto di una mia opinione personale, bensì di un orientamento peraltro condiviso a livello centrale.
Per quanto concerne i compiti che spettano alle singole Società Nazionali:
"""si impegnano nella promozione e nel sostegno dei 7 Principi Fondamentali e nella diffusione del Diritto Internazionale Umanitario;
promuovono la comprensione reciproca e la cultura della pace;
sono autonome e, nello stesso tempo, dipendenti dai poteri pubblici;
hanno un ruolo tradizionale in tempo di conflitto (AUSILIARIE DEI SERVIZI DI SANITÀ MILITARE, ORGANIZZANDO I RELATIVI SOCCORSI);
rivestono un ruolo fondamentale nel campo sanitario, nel campo dell’assistenza sociale e comunque in settori di pubblica utilità (PREVENZIONE DELLE MALATTIE, PROTEZIONE, MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE) ed erogano servizi sanitari e socio - assistenziali, in base ai bisogni della popolazione dello Stato in cui operano;
promuovono la donazione del sangue ed in alcuni Paesi gestiscono il servizio trasfusionale;
si adoperano per alleviare le sofferenze umane (ED ES. ASSISTENZA ALLE VITTIME DI CATASTROFI NATURALI E DI OGNI ALTRO TIPO DI EMERGENZA UMANITARIA, ATTRAVERSO SOCCORSI D’URGENZA);
forniscono nozioni di Primo Soccorso e di educazione sanitaria;
svolgono attività di formazione permanente del proprio personale;
possiedono sezioni giovanili.""".
Pertanto, il servizio ausiliario alle proprie FF.AA. è previsto per statuto in capo ad ogni singola società nazionale (e nessuno lo mette in dubbio), ma non tramite un corpo militarmente organizzato, come succede qui in Italia, bensì tramite volontari in possesso di particolari qualifiche professionali, inquadrati nell'ambito della formazione militare di appartenenza.
Inoltre, in merito alle gare organizzate dall'UNUCI o da altre associazioni di quel tipo bisogna specificare che tali attività sono cosa nettamente differente rispetto all'addestramento doverosamente somministrato ai componenti dell C.M. C.R.I. dal proprio ente di appartenza (su cui nessuno ha alcunchè da obbiettare), tanto che la partecipazione a tali attività avviene a titolo del tutto privato (sostanzialmente è questo il motivo per cui serve un nulla osta per indossare l'uniforme). Se poi il C.M. C.R.I. dispone che dei propri militari vengano addestrati dai soci UNUCI, allora alzo le mani...
Per il resto, i compiti del C.M. sono abbastanza ben conosciuti e non differiscono nè più ne meno da quelli previsti per le singole società nazionali nè tantomeno da quelli disimpegnati dalla sanità militare.
Infine, sempre fuor di polemica, paragonare le attivtà svolte dal C.M. in teatro estero, benche rimarchevoli e meritorie a pagine di storia militare credo sia un tantinello irrispettoso, specie nei confronti di chi quelle pagine le ha scritte con atti eroici sovente pagati al caro prezzo della propria vita.
Tanto per fare un esempio pratico, durante il mio turno di servizio trascorso in Afghanistan ho provveduto in prima persona all'addestramento di decine di agenti della polizia afghana e con questo, pur avendo cercarto di svolgere il compito assegnatomi con competenza e professionalità non mi sogno certo di andare a dire in giro di aver scritto pagine memorabili di storia militare o da inserire nei testi di peacekeeping. Parimenti, in quasi venti anni di attività di contrasto alla c.o., in seno alla F.P. a cui appartengo, durante i quali ho eseguito, sempre in prima persona indagini di polizia giudiziaria culminate non solo con numerosi arresti, ma soprattutto con il sequestro e la successiva confisca di beni illeciti per decine di milioni di euro, non è che mi passa per la testa di spacciarmi per qualcuno che ha scritto pagine memorabili di lotta alla mafia...
P.S.: la guardia attiva del week end al Celio... ma per piacere!!! Voglio sforzarmi a credere che si tratti di quella che svolge nei vari reparti qualche uff.le medico del C.M, magari specialista...
Il problema è sempre quello... non è il C.M. C.R.I. in se per se... (lo stesso vale per tante altre realtà nazinali più o meno pubbliche)... sono alcuni di quelli che ci stanno dentro... quando la sostanza... poca o tanta che sia... viene nascosta dal fumo... tutto appare svilito ed inconsistente...
Detto questo perdonatemi... non parlo più oltre, anche perchè capisco che i problemi interni alla C.R.I. possano non essere di pubblico interesse, per lo meno in questo consesso.
Cordialità.
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » lunedì 12 agosto 2013, 16:16

Volpegrigia difetta di conoscenza in merito agli avvenimenti svoltisi durante la missione del CM CRI in Iraq e al suo apporto sia a Bagdad sia a Nassyria.

Attività di routine in contesti di guerra che hanno avuto dei risvolti drammatici: vogliamo ricordare la sfortunata vicenda di Vanzan? Chi c'era soccorrerlo sotto il fuoco nemico?

Certo non sono state scritte gloriose pagine di storia militare come durante la prima e la seconda guerra mondiale: ma chi l'ha mai detto?

Ma è così sicuro il volontario CRI (exVdS) Volpegrigia (merito CRI ? sarebbe interessante leggere la motivazione) che cancellando il CM CRI dalla "efficiente" sanità militare italiana se ne ottenga un vantaggio?

Se non si comprende che le gare UNUCI e altre della Riserva delle Forze dei Paesi Nato a cui si può partecipare consentono al miliatre CRI interessato di applicare insegnamenti e di mantenersi in efficienza fisica, lascio perdere tanto non serve a nulla spiegare a chi non vuol comprendere.

D'altronde è cosa nota che la maggior parte delle nostre forze di polizia, carabinieri in primis, non sappiano maneggiare che a malapena l'arma che hanno in dotazione figurarsi impegnarsi in un conflitto a fuoco.

Lavoro da quasi tren'anni in ospedale e le assicuro che la guardia attiva in reparti ospedalieri per un medico ed un infermiere non è una passeggiata di salute per i rischi professionali che comporta, a meno che al Celio l'attività sanitaria sia di così basso livello che l'apporto medico ed assistenziale sia di poco conto: è una realtà che non conosco.

Ma vogliamo parlare delle tante anomalie della CRI e delle sue excomponenti civili? Si aprirebbe un mondo che esula, per fortuna, da questo contesto e da questo pubblico.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » lunedì 12 agosto 2013, 16:46

Volpegrigia72 ha scritto:và però osservato che le numerose anomalie che lo stesso si è portato dietro nel corso degli anni, del tutto e come al solito italiche, non sono sfuggite nè all'attuale presidenza, agli altri soci C.R.I. nè, tantomeno al C.I.C.R. (sui cui orientamenti dottrinari in tema di D.I.U. non penso che vi possano essere dubbi o incertezze di sorta). Da lì ne conseguono gli svariati richiami in merito a tale ente ed altresì, alle modalità con cui a volte è stato impiegato. Tant'è, con buona pace di quanti sostengono il contrario, quanto scritto da me nei post precedenti non è certo frutto di una mia opinione personale, bensì di un orientamento peraltro condiviso a livello centrale.


Caro Volpegrigia....a livello centrale è condivisa una sola strategia quella di ripianare i debiti contratti dalla malagestione manageriale
onestamente scrivendo saprai certamente l'incipit di tutto questo chi venne investito di tale responsabilità...come del resto la mancata capacità dirigenziale di correggere gli errori del singolo ..come la tanta decantata e più facile ammucchiata,non siamo filistei non si spara nel mucchio i virtuosi militari e civili non ci stanno oltre che ha sopperire perire per colpe non proprie,le mire sono ben altre e molti ne sono a conoscenza,poteva essere fatto meglio di più e gratis,molti si sono resi disponibili gratuitamente e competentemente potevano con la propria provenienza ed esperienza Volontaristica recidere i rami secchi e concimare quelli fruttiferi,avrebbe integrato normativamente e coeso fattivamente le componenti ausiliarie con quelle civili di fatto non con delle preferenze e diritti uniformologici,la xxx conferenza è stata esplicita,non si giochi con le parole ...ricordo le prese di posizioni dell'allora Ministro La Russa in riguardo al Corpo,non prendiamoci in giro non siamo al bar a canzonarci come dicevo precedentemente basta modificare le leggi ma a quanto pare nessuno è in grado o voglioso di farlo se sono obsolete,non mi faccio annebbiare da quello che diceva l'allora commissario straordinario io leggo nel giusto verso la convenzione ginevrina pretendere di intenderla diversa è troppo perchè non dice questo spiacente e la disposizione il padellone nella schiena non ha fatto altro che avvallare la giustezza di quanto da Noi molto prima sostenuto..invece no sordi e diretti convinti di poter disporre in quello che non era loro potere fare....non passa mi dispiace non passa !
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » lunedì 12 agosto 2013, 17:41

Non confondiamo le acque e soprattutto non stracciamoci le vesti invocando come al solito la lesa maestà... qui non si tratta di mandare in soffitta il C.M. C.R.I., come ho più volte ribadito, bensì del fatto se sia... non dico illecito... ma più che altro inopportuno che dei soggetti, appartementi ad un movimento umanitario di rilevanza mondiale i quali, proprio per il fatto che sono portatori di un simbolo che ha delle rilevantissime implicazioni di carattere etico, non si possono paragonare, che piaccia o meno, ad altre categorie di militari... in giro a svolgere delle attività (lecite pure quelle) con addosso l'uniforme del Corpo. E ripeto acora una volta... non sono solo io che ci sto pontificando sopra... se ne sono accorti da tempo anche i vertici dell'associazione, tanto che hanno correttamente subordinato la partecipazione a queste e ad altre manifestazioni, al rilascio di un apposito nulla osta.
Tant'è...
Per il resto: """sottufficiale della G. di F./volontario C.R.I. distintosi per l'altissimo rigore morale e le doti di generosità e solidarietà manifestate in ogni corcostanza ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi ed alla diffusione dei principi dell'associazione sostenendo con piena e sincera adesione l'attività della croce rossa in patria e all'estero""". Questa è la motivazione... niente applausi grazie ;-). Unitamente a quello, tanto per essere trasparente, posso aggiungerci anche:
1) la croce di anzianità dei 15 anni di servizio (adesso sono a 24);
2) la medaglia comm.va per il sisma in molise;
3) la medaglia comm.va per l'alluvione del 2000;
4) la medaglia comm.va per il sisma in Umbria/Marche;
5) la benemerenza di p.c. per nr. 03 eventi:
6) la croce commemorativa C.R.I. per nr. 04 eventi.
Manca unicamente la medaglia commemorativa dell'operazione arcobaleno, solo perchè qualcuno si è perso la richiesta e dopo la scadenza dei termini di presentazione non hanno voluto riaparare all'errore.
In merito, tengo a far presente di essere aver prestato servizio in prima persona in tutti i luoghi relativi alle decorazioni di cui sopra.
Ah infine... giusto per dovere di precisione l'onorificenza di cavaliere O.M.R.I. mi è stata conferita nel 2007, alla minima età richiesta (35 anni), anche per meriti legati alla mia attività di volontario e non solo per quelli riconducibili al mio lavoro.
Caro sig. gnr56... è del tutto vero che le ex componenti civili della C.R.I. hanno vissuto e vivono a tutt'oggi numerose traversie, ma al contrario di tanti di voi... noi il cambiamento in associazione, non solo non lo abbiamo osteggiato, bensì lo abbiamo perseguito e pur con delle riserve ne siamo lieti... magari ciò che accadrà non porterà al raggiungimento della perfezione ma come sempre... noi volontari (giustamente senza distinzione di compoinente, come ha fatto notare lei) sapremo adattarci e soprattutto avremo la voglia di cambiare ancora.
Sempre cordialmente.
P.s.: per quanto riguarda la questione del Celio sono sollevato che si tratti di guardia di personale sanitario e non bensì di turni di piantone o cose simili.
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » lunedì 12 agosto 2013, 18:12

non siamo noi che tentiamo di confondere le acque la C.G. cita questo gli Stati aderenti e sottoscrittori sanno cosa hanno sottoscritto il resto è solo tentativo di interpretare a piacimento con il solo mezzo di poterlo esporre a tutti pubblicamente se di uniformologia si tratta allora si spieghi il non mantenimento del bersaglio da schiena se tanto era importante e conforme ai regolamenti ? Volpegrigia ti conosco benissimo e non ho dubbi sulla tua passione ed etica Volontaristica ma altrettanto conosci la storia CRI che per ovvi motivi non si possono esporre se non in maniera generalizzata..via mp..ce le raccontiamo e posso farti rizzare i capelli di quello che siamo stati capaci di fare a Cesena Civili e Militari ..la promiscuità è possibile bastano regole chiare ed applicabili uguali per tutti non solo valide per alcuni,senza di noi non sarebbero possibili certe attività dei Corpi dello Stato se non arrivano regolari richiami in servizio attivo non si espletano e se non si espletano i Prefetti (lo Stato) si attivano e guarda un pò come d'incanto [yikes.gif] ...
non passa chi lavora diligentemente non accetta e costruttivamente fa presente la non applicabilità di determinate decisioni verticistiche,non siamo numeri da inquadramento siamo Volontari pensanti ed attivi veri continuatori delle Glorie passate,disponibilissimi ad attuare i regolamenti ed obbedire senza indugio.
altro che uniformi distinguibili siamo in Italia all'estero è un'altro problema ho già detto precedentemente.
non scherziamo sui reali problemi che affliggono la CRI ,lo possono raccontare a coloro che vogliono ascoltare senza contraddittorio.
basta poco SMD può disporre a piacimento di divise e sul porto delle stesse,certo che una tuta rossa con le stellette non credo sia nella facoltà associativa poterne disporre ....attendo chiarimenti e documenti sulla regolamentazione della stessa.
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » lunedì 12 agosto 2013, 18:45

Prima dell'ultimo Commissario, ora Presidente nessuno dico nessuno ha mai messo in dubbio l'uso dell'uniforme dei volontari CRI della componente CM CRI e sino, ripeto, all'esperienza del 2009 in Abruzzo nessuno ha avuto nulla da ridire.

Ma cosa centra con le attività militari del personale CM CRI in congedo che voglia svolgere, iscritto all'Unuci, attività volontaria individuale o collettiva con l'associazione di cui è socio?

Mi ripeto con la domanda posta all'inizio del 3d: è il personale in congedo del CM CRI avente status di militare? Si o no? Se ha lo status di militare, quando è in congedo come previsto dal normativa vigente, perchè negare le norme della SMD-G-010 per le attività che essi svolgono come militari in congedo con le rispettive associazioni? Quando si emana una circolare in cui l'Ispettorato si sostituisce come soggetto avente titolo alle Associazioni d'Arma, secondo la SMD-G-010, perchè lo stesso nega al personale in congedo tali autorizzazioni quando la SMD-G-010 in realtà non parla mai di autorizzazione, ma solo di comunicazione e senza assegnare alle Associazioni un carattere di discrezionalità sull'uso uniforme?


Caro Sig. Volpegrigia, nutro una certa perplessità quando un militare svolge attività di volontariato,come quelle da lei svolte, visto che quel militare potrebbe e dovrebbe già svolgere quelle stesse attività in maniera istituzionale.

Ho letto la sua motivazione al merito, in sostanza ha compiuto con diligenza il suo compito di volontario: dove risiede il merito?

Non dovrebbe il merito dovrebbe distinguere eccezionali attività degne, appunto, di merito.

Purtroppo, vivendo la CRI da 26 anni, so come avvengo certe attribuzioni, per carità non sarà la sua, lei sicuramente è una persona degnissima, ma....
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » lunedì 12 agosto 2013, 18:47

Caro Fabio... ci conosciamo da svariato tempo e lo sai benissimo che qui non si sta discutendo se abolire o meno il C.M. C.R.I., così come non se ne mettono in dubbio i meriti e neanche la qualità dei suoi VOLONTARI (usiamo un termine corretto una volta tanto perchè gli appartenenti a tale corpo sono in primis volontari C.R.I. e poi tutto il resto). Il problema di cui tanti non vogliono neppure sentire parlare è costituito da tutta una serie di personaggi che vestono quella divisa i quali, lungi dall'aderire e soprattutto dall'essere a conoscenza dei principi che dovrebbero guidarli sin dal momento della loro adesione alla C.R.I., amano unicamente pavoneggiarsi/giocare ai soldatini, con indosso quell'uniforme. Non nascondiamoci dietro ad un dito. Se tali soggetti fossero stati messi in condizione di non nuocere, probabilmente, ad oggi non ci sarebbe neppure un caso C.M.. Ma sono stati lasciati agire indisturbati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti... mò il giocattolo si è incrinato e potrebbe davvero rompersi. Ma poi, dove sta scritto che se il C.M. cambiasse uniforme ne deriverebbe tanto danno e disdoro per lo stesso???!!! Tanto per dirne una, qualche hanno fà la F.P. a cui appartengo ha cambiato sia il colore delle uniformi che quello degli autoveicoli di servizio e nessuno si è rotolato in lacrime sul pavimento perchè non poteva più circolare con la vecchia e gloriosa divisa grigioverde a bordo di autovetture color blu ministeriale. Anzi, dopo qualche mugugno iniziale, parecchi di noi sono rimasti anche piacevolmente colpiti dalla foggia e dalla funzionalità dei capi di vestiario in distribuzione. Io la vegetata l'ho indossata in teatro estero ma dopo un pò e correttamente aggiungerei le SS.GG. del mio Corpo, ponendo giustamente l'accento sulla peculiarità dello stesso rispetto alle altre FF.AA., ha distribuito ai successivi contingenti in partenza la tuta c.s. di colore grigio scuro e relative buffetterie. Da ciò ne consegue che, lungi dall'abito indossato, ognuno deve pensare a far bene il proprio lavoro, ne più ne meno, rispettando, al contempo, quello degli altri. In più e qui non riesco davvero a comprendere come molti non lo capiscano come tanti colleghi del C.M. C.R.I., invece di valorizzare le proprie peculiarità rispetto ad altri corpi militari, attraverso l'adozione di un'apposita uniforme, vogliano al contrario appiattirsi su posizioni altrui, che tra l'altro non contribuiscono certo a valorizzare il Corpo stesso.
Cordialità.
Cavaliere O.M.R.I.
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Messaggioda gnr56 » lunedì 12 agosto 2013, 18:52

Volpegrigia72 ha scritto:Caro Fabio... ci conosciamo da svariato tempo e lo sai benissimo che qui non si sta discutendo se abolire o meno il C.M. C.R.I., così come non se ne mettono in dubbio i meriti e neanche la qualità dei suoi VOLONTARI (usiamo un termine corretto una volta tanto perchè gli appartenenti a tale corpo sono in primis volontari C.R.I. e poi tutto il resto). Il problema di cui tanti non vogliono neppure sentire parlare è costituito da tutta una serie di personaggi che vestono quella divisa i quali, lungi dall'aderire e soprattutto dall'essere a conoscenza dei principi che dovrebbero guidarli sin dal momento della loro adesione alla C.R.I., amano unicamente pavoneggiarsi/giocare ai soldatini, con indosso quell'uniforme. Non nascondiamoci dietro ad un dito. Se tali soggetti fossero stati messi in condizione di non nuocere, probabilmente, ad oggi non ci sarebbe neppure un caso C.M.. Ma sono stati lasciati agire indisturbati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti... mò il giocattolo si è incrinato e potrebbe davvero rompersi. Ma poi, dove sta scritto che se il C.M. cambiasse uniforme ne deriverebbe tanto danno e disdoro per lo stesso???!!! Tanto per dirne una, qualche hanno fà la F.P. a cui appartengo ha cambiato sia il colore delle uniformi che quello degli autoveicoli di servizio e nessuno si è rotolato in lacrime sul pavimento perchè non poteva più circolare con la vecchia e gloriosa divisa grigioverde a bordo di autovetture color blu ministeriale. Anzi, dopo qualche mugugno iniziale, parecchi di noi sono rimasti anche piacevolmente colpiti dalla foggia e dalla funzionalità dei capi di vestiario in distribuzione. Io la vegetata l'ho indossata in teatro estero ma dopo un pò e correttamente aggiungerei le SS.GG. del mio Corpo, ponendo giustamente l'accento sulla peculiarità dello stesso rispetto alle altre FF.AA., ha distribuito ai successivi contingenti in partenza la tuta c.s. di colore grigio scuro e relative buffetterie. Da ciò ne consegue che, lungi dall'abito indossato, ognuno deve pensare a far bene il proprio lavoro, ne più ne meno, rispettando, al contempo, quello degli altri. In più e qui non riesco davvero a comprendere come molti non lo capiscano come tanti colleghi del C.M. C.R.I., invece di valorizzare le proprie peculiarità rispetto ad altri corpi militari, attraverso l'adozione di un'apposita uniforme, vogliano al contrario appiattirsi su posizioni altrui, che tra l'altro non contribuiscono certo a valorizzare il Corpo stesso.
Cordialità.


Tutto condivisibile, ma cosa centra con l'uso dell'uniforme per personale CM CRI in congedo? Nulla.

Qui non è in discussione il colore dell'uniforme o la sua foggia, ma la stessa possibilità di usarla avendo lo status di militare in congedo.

Spero si sia compreso il quesito della discussione.

Partecipare ad una rappresentanza militare in occasione del 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre e le Feste dei Corpi Militari sempre con la propria Associazione vuol dire pavoneggiarsi?

Resto perplesso leggendo certe affermazioni da chi indossa una uniforme per lavoro e spesso mugugna quando viene comandato a questi servizi di rappresentanza: probabilmente resta incomprensibile a costoro che uno porti un uniforme per il piacere di portarla in deteminate e precise occasioni quando loro sono obbligati afarlo e se ne starebbero in ben altri posti.
Ultima modifica di gnr56 il lunedì 12 agosto 2013, 19:02, modificato 1 volta in totale.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » lunedì 12 agosto 2013, 19:00

gnr56 ha scritto:Caro Sig. Volpegrigia, nutro una certa perplessità quando un militare svolge attività di volontariato,come quelle da lei svolte, visto che quel militare potrebbe e dovrebbe già svolgere quelle stesse attività in maniera istituzionale.

Ho letto la sua motivazione al merito, in sostanza ha compiuto con diligenza il suo compito di volontario: dove risiede il merito?

Non dovrebbe il merito dovrebbe distinguere eccezionali attività degne, appunto, di merito.


Beh... innanzitutto tali attività le svolgo ininterrottamente da 24 anni e credo che ciò sia da solo indice, perlomeno di fedeltà all'associazione se non di ben altro.
Alle sue perplessità io le rispondo... ma come potrei svolgere tali attività in maniera istituzionale se di mestiere faccio... o meglio... sono un ispettore del corpo della G.di F. che si occupa in via esclusiva e specialistica di indagini mirate specificatamernte al contrasto della criminalità organizzata?! Ma magari me lo facessero fare per mestiere!
Per quanto concerne la motivazione relativa alla decorazione al merito che ho ricevuto anni addietro... che cosa posso aggiungere... probabilmente i componenti della relativa commissione la pensavano diversamente da lei all'atto della concessione.
Buona serata.
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » lunedì 12 agosto 2013, 19:13

Alcune delle emergenze che lei ha affrontato come VdS le ho svolte anc'hio e militari della GdF erano ben presenti.

Quindi non vedo il motivo di una presenza di personale delle FF.OO. sotto la veste di volontari.

Per farle un esempio, in Abruzzo avevo con me un suo collega ... mancava da circa un mese dal suo posto di lavoro, certo con molta contentezza dei suoi colleghi in servizio, ed era lì per fare la segreteria della struttura dove operavamo: secondo lei era un ruolo così indespensabile che non potesse essere svolto da qualcun'altro?
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