UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » giovedì 8 agosto 2013, 17:40

aggiungo inoltre che i segni identificativi e riconoscibili sono dati dal bracciale e dalle insegne di neutralità.....appare ovvio che andar dove da chi non rispetta la C.G. è più sicura una woodland che una tuta rossa con un bel bersaglio rossocrociato al centro.
e comunque l'assolvimento di questo importante ruolo consistente nell'assolvimento dell'assistenza umanitaria tipica di ogni società di croce rossa è svolto in Italia dal Corpo Militare e dal Corpo delle Infermiere Volontarie CRI da uomini e donne che scelgono di servire gli ideali di Croce Rossa e di Onorarne l'emblema per ottemperare al ruolo che la Croce Rossa ha nell'essere ausiliaria delle Forze Armate scientemente sottoponendosi volontariamente alla disciplina militare.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » venerdì 9 agosto 2013, 9:56

Luca Bracco ha scritto:Mi fa piacere di trovare condivisione, anche perché il fatto che l'uniforme debba essere "di foggia militare" non vuol dire che deve essere quella dell'esercito (stemmi di corpo a parte, ovviamente).
E perché non quella della marina?

Oltretutto il principio di distinzione - sancito e ribadito dalle Convenzioni di Ginevra e quindi dalla nostra normativa nazionale - imporrebbe che il personale sanitario sia ben distinguibile da quello combattente.

Non ci sarebbe quindi nulla di illegittimo ad adottare una uniforme diversa per il CM CRI (e anche quello SMOM che almeno ha le mostrine diverse e proprie...) in un colore diverso.

Anzi...se qualcuno ricorda, un paio di anni fa era invalsa l'idea di tornare al "grigiomarrone" dei tempi della 1GM.



"Storicamente l'Associazione Italiana della Croce Rossa è stata, si può dire da sempre, strutturata con una specifica, talvolta prevalente, finalizzazione al ruolo di ausiliarietà delle FF.AA.. Fin dal 1 giugno 1866, con circolare n. 2146 del Ministero della Guerra veniva prevista la formazione da parte della C.R.I. di "squadriglie volontarie d'ambulanza composte da ufficiali sanitari e da infermieri. Dette squadre, destinate ad essere aggregate alle ambulanze di riserva del Quartiere generale di ciascun Corpo dell'Esercito o ad un'ambulanza divisionale, s'intenderanno far parte integrante per tutto ciò che riguarda il servizio delle succitate unità".

Inoltre, durante la permanenza al campo il personale delle squadre doveva essere assoggettato agli ordini ed alla disciplina militare alla stessa stregua del personale sanitario militare propriamente detto, del quale venivano assunti "in toto" doveri e diritti.

Anche l'uniforme venne modificata rispetto a quella inizialmente prevista dall'Associazione. In base alle nuove disposizioni ministeriali infatti si avvicinò, per foggia e colore, a quella dell'Esercito. (Magg. R. Belogi - "II Corpo Militare della Croce Rossa Italiana ausiliario delle Forze Annate dello Stato" - voi. 1° , pag.29 -Bergamo 1989).

Per successive evoluzioni normative si giunse ai R.D.L. del 23 maggio 1915 modificato con R.D.L. 25 luglio 1915 che permise durante la 1^ guerra mondiale il retto governo di circa 18.000 uomini ed il funzionamento regolare di oltre 400 Unità.

In base a tale normativa il personale viene dichiarato militare, è sottoposto alla disciplina mm'tare e veste una divisa di tipo militare con speciale distintivo di Corpo. (Dott. G.Villa Santa - Ten. Col. me. - "II Servizio Sanitario in pace e in guerra" -Firenze 1925)." (da http://www.cri.it/code_new/index.php?we ... ponenti_cm)


Stupisce che un cultore di D.I.U. non rammenti quale sia il segno distintivo tra combattente e non combattente del personale sanitario.

In quanto all'evoluzione dell'uniforme del CM CRI rimando alle belle pagine dei tre volumi del Belogi, in cui ben si comprendono le ragioni dell'adozione del grigioverde in luogo "grigiomarrone" da qualcuno evocato.

Alla proposta attuale (quella del 2009) è possibile, a mio avviso, che siano prevalse più le note sottotraccia di SMD (esperienza del bersaglio da schiena docet) e di costo che tale operazione avrebbe comportato rispetto all'esigenza (di alcuni) di distinzione.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Freccia16 » venerdì 9 agosto 2013, 10:53

Quando nacque il CMCRI, non esisteva l'Aeronautica Militare e l'Arma dei Carabinieri non era Forza Armata a se stante.
Nel periodo in cui fu fatta la scelta da parte del CMCRI di usare l'uniforme prossima a quella dell'Esercito, non credo ci fossero altre soluzioni pratiche e fattibili.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e non mi pare che le FF.AA. non abbiano attuato delle modifiche alle proprie uniformi.
L'esigenza per il personale militare CRI di avere una (meritata) propria uniforme è sentita da molti, perchè è necessario dare la giusta visibilità al Corpo.
Il fatto di non aver proceduto nel 2009 al cambio credo sia dovuto a ragioni puramente economiche (tant'è che giusto in quegli anni le FF.AA., in primis l'Esercito, avevano sottoposto al Presidente della Repubblica dei figurini e dei campioni delle nuove uniformi che avrebbero voluto adottare. l' EI scelse uno spezzato grigio e nero).
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Messaggioda Luca Bracco » venerdì 9 agosto 2013, 11:41

gnr56 ha scritto:Stupisce che un cultore di D.I.U. non rammenti quale sia il segno distintivo tra combattente e non combattente del personale sanitario


Considerate le ampie riserve espresse anche dal CICR - a voce del suo presidente - appare chiaro che non sono l'unico a ritenere che nei servizi ausiliari alle FFAA il semplice bracciale di neutralità (perfetto nella guerra ottocentesca ma non credo così utile negli attuali conflitti) sia elemento di chiara distinzione tra combattenti e non combattenti.

gnr56 ha scritto:veste una divisa di tipo militare con speciale distintivo di Corpo


Non sta quindi scritto e normato da nessuna parte che debba essere quella dell'esercito ma di "tipo militare".
Quindi una qualsivoglia uniforme di tipo militare (cioè per foggia ed ornamenti) potrebbe essere adatta anche una ex novo.
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Messaggioda fabione 66 » venerdì 9 agosto 2013, 12:55

Luca Bracco ha scritto:Considerate le ampie riserve espresse anche dal CICR - a voce del suo presidente - appare chiaro che non sono l'unico a ritenere che nei servizi ausiliari alle FFAA il semplice bracciale di neutralità (perfetto nella guerra ottocentesca ma non credo così utile negli attuali conflitti) sia elemento di chiara distinzione tra combattenti e non combattenti.


si consideri i campi di applicazione oggi i sottoscrittori della C.G. non possono garantire l'incolumità degli operatori di C.R. poichè sulle idee politico religioso e sull'ignoranza del D.I.U dei regolari belligeranti e di altre non meglio identificate presenze pseudo belligeranti quindi possono ben poco evitare problemi, come l'assoluta identificazione e certezza dello status neutrale rivestito dagli operatori umanitari vedasi i casi recenti nel mondo che fanno propendere il criterio di applicazione da tutt'altra strategia ed ottica sul chi sia più facile e meno rischioso colpire (richiamando inoltre la pubblica attenzione degli avvenimenti in atto) altro che neutralità, tuta rossa e simboli ben evidenti.....
se si vuole dotare un'uniforme di foggia militare il CRIMIL non vedo dove sia il problema si porti in tintoria la tuta rossa e diventi verde buona anche per i servizi d'istituto..oppure deve essere rossa per forza a me interessa che sia da capitolato ed a norma dpi...per le rappresentanze basta poco un supporto per le decorazioni e una regolamentazione sui segni identificativi e sugli accessori da applicarvi non un'arrangiamento dell'ultima ora.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » venerdì 9 agosto 2013, 13:09

Freccia16 ha scritto: perchè è necessario dare la giusta visibilità al Corpo.

a che pro ????
mi sfugge e non colgo tale pensiero ? le dispiacerebbe approfondire chi dovrebbe dare visibilità al Corpo il perchè e la sua giustezza ?
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Messaggioda Luca Bracco » venerdì 9 agosto 2013, 13:52

fabione 66 ha scritto:on possono garantire l'incolumità degli operatori di C.R. poichè sulle idee politico religioso e sull'ignoranza del D.I.U dei regolari belligeranti e di altre non meglio identificate presenze pseudo belligeranti quindi possono ben poco evitare problemi


Fabio l'applicazione del DIU non può essere condizionata dal fatto che "gli altri" non lo rispettino.
Se passasse questo principio allora in virtù del fatto che mi sparano addosso anche se sono di CR/MR potrei imbracciare un mitra e farmi giustizia da solo.

fabione 66 ha scritto:a che pro ????


Perché io ci tengo ad essere riconosciuto ed individuato quale militare della CRI e non confuso con uno dell'esercito.
Sapessi quanto mi urta quando mi chiedono in quale reparto EI faccio servizio o di quale Arma EI faccio parte.
Se pensi che anche la GdF ha dovuto modificare il colore per non essere uguale alla Forestale..
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Volpegrigia72 » venerdì 9 agosto 2013, 14:09

Mi permetto di aggiungere a quanto già scritto da altri utenti del forum che, dal giorno in cui il C.M. C.R.I. ha visto la luce, così come credo sia sotto gli occhi di tutti, il mondo ha subito cambiamenti epocali e gli eventi storici che hanno portato e che sono stati conseguenza di tali mutamenti si sono susseguiti ad un ritmo sempre più rapido ed incalzante, impensabile per i nostri predecessori. Adeguandosi a tale contesto, il cui ambito è inequivocabilmente da collocarsi su scala mondiale e non certo unicamente in relazione a singole entità statuali, anche il nostro Movimento, individuando con il trascorrere degli anni l'insorgere di istanze a carattere umanitario di tipo nettamente differente rispetto al passato, di nuovi allarmi, bisogni, povertà, vulnerabilità, discriminazioni e quant'altro, da svariato tempo ha ormai avviato ed implementato a tutti i livelli numerosi e profondi processi di trasformazione (a volte anche radicali - valgano quale esempio le varie strategies approvate in sede di Conferenza Internazionale), tesi a garantire, su scala globale, una risposta quanto più rapida, efficiente ed efficace a tali emergenze. Pertanto, sebbene nessuno abbia intenzione di mettere in dubbio la storia, le tradizioni, le gesta nè tantomeno le finalità originarie per cui è nato il C.M. C.R.I., d'altra parte và notato come la difesa ad oltranza delle prerogative di tale componente ma, soprattutto ed in modo neppure tanto velato delle rendite di posizione acquisite e mantenute in decenni di immobilismo, non solo suoni decisamente anacronistico ma, soprattutto, non renda giustizia e merito agli sforzi che, quotidianamente, altre persone che indossano il nostro stesso simbolo, spesso a rischio della loro vita (e, soprattutto, senza ricoprire alcuno status militare, con tutto ciò che ne consegue in termini di autoprotezione...) si sobbarcano, per fornire una risposta effettiva, adeguata e convincente a chi ci domanda aiuto pressochè in ogni parte del globo.
Quindi, attaccarsi pervicacemente a norme, partorite più di un secolo addietro, in un altro millennio oserei dire e vigenti, ormai unicamente nel nostro paese, non sò se per dimenticanza o per una precisa volontà politica (le cui implicazioni non è il caso di approfondire in questa sede), avendo quale unico scopo quello di continuare a mantenere il discutibile privilegio di indossare un'uniforme che fà assomigliare qualcuno ad un soldato (ma solo pallidamente), a fronte della portata e della complessità dei problemi e delle tematiche, che coinvolgono e condizionano il destino e l'operato di milioni di volontari del Movimento sia piuttosto tristanzuolo. Ma si sà... nel paese degli orticelli cambiare davvero qualcosa è peccato... non si fà... e chi propende per il cambiamento è irresponsabile ed irrispettoso nei confronti delle istituzioni, della storia, delle tradizioni e chi più ne ha più ne metta. A costoro vorrei formulare un quesito... ma voi cosa siete prima di tutto? militari o volontari di Croce Rossa? quale spirito vi guida in primis? l'obbedienza ai regolamenti militari oppure l'adesione ai 7 principi fondamentali? (tra gli uni e gli altri, almeno a mio vedere, esiste una dicotomia incolmabile... un conflitto etico assoluto). Datevi una risposta e forse converrete con me che, se amate indossare una divisa similesercito, con tutte gli oneri e gli onori che tale scelta comporta, magari potreste proporre a chi ha il potere di prendere delle decisioni politiche, di creare un apposito corpo volontario di completamento della Sanità Militare in cui transitare, magari unitamente alle II.VV.. Sono certo che in tale contesto potreste trovare una collocazione molto più consona e dignitosa rispetto ad una Società Nazionale che sta cercando di allinearsi a tutto il resto del Movimento, con un grande sforzo di rinnovamento, ovviamente e come poteva essere il contrario, condizionato da ritardi e riottosità del tutto italiche. Il punto non è che non vi vogliamo con noi... anzi al contrario... nessuno è discriminato in C.R./M.R. ... lo sapete benissimo... ma non vi vogliamo così come solo voi al mondo pretendete di essere. Purtroppo e non certo per colpa vostra, è accaduto che il mondo è andato oltre ciò che eravate e che avete rappresentato... è solo che la storia via ha resi obsoleti... non vi crucciate... non è capitato solo a voi, bensì a ben altre umane specie. Con simpatia e cordialità... un volontario di Croce Rossa (non più Volontario del Soccorso... come vedete anche noi abbiamo dovuto abituarci a tanti cambiamenti... non ultimo quello di barattare la nostra amata uniforme blu con quella rossa).
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » venerdì 9 agosto 2013, 16:35

Caro Volpegrigia
alla xxx conferenza internazionale del 2007 lo hanno ribadito...quindi è previsto tale assolvimento
esiste la C.G. come il DIU da rispettare dai paesi aderenti,ricordo che ove non vi siano garanzie di tutela la CIRC.non sottoscrive accordi con Paesi in contrasto con i principi stessi....
se il sistema CRIMIL a quanto trapela ai non ben addentrati non funziona o ha dei problemi la colpa non si deve imputare ai Volontari ma a chi di vertice amministra,poichè esistono realtà e ne facevo parte che esaltano i valori i principi e rinnovano le tradizioni del passato,facendo del proprio dovere un fatto puro e semplice le problematiche di altre relata ci riguardano solamente perche le decisioni giuste o errate che siano all'atto pratico di riflesso ci coinvolgono,quindi saranno fatti di chi ignora le insegne della CRI su una divisa di foggia militare e del popolo che non conosce queste realtà,strano mi sovviene da dire in Romagna siamo conosciuti benissimo e ci invitano ovunque oltre che chiamarci in primis ad ogni problema connesso alle ns peculiarità,chiamiamola diplomazia ? savor faire o semplice intelligenza,operatività e corretta applicazione dei regolamenti dovuta alla conoscenza degli stessi...no Signori chi ha scelto di operare con le stellette ben venga ad operare, mi spiace ho dati dimostrabili per affermare ciò che scrivo ...e affermo che le commistioni civile e militare coesistono amorevolmente in CRI fuori associazione ci sono molte perplessità e posso assicurare anche questo,non fosse che nessuno e dico nessuno mi dice dove sia il problema visto che nessuno ci vuole mettere mano a fare un riordino funzionale non che abbia il timore di "scontentare qualcuno" e pensare che le proposte erano state fatte ai tempi .....non siamo obsoleti sono da rivedere alcune norme e leggi che ci regolamentano...per il resto funzionerebbe benissimo come da noi succede...fatto salvo inghippi che non dipendono certo da Noi...........(vorrei ricordare che in ausilio FF.AA.è prevista la presenza di almeno un medico...quanti Medici Volontari la CRI civile dispone ?)per ottemperare a tale impegno ?
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda Freccia16 » venerdì 9 agosto 2013, 21:42

Semplicemente il sottoscritto (e anche altri colleghi) si è stufi di essere identificati come un Reparto Sanitario dell'Esercito. Il solo bracciale non è più sufficiente. Non esistono mostrine e fregi da basco specifici del Corpo (come invece avviene per il Corpo Militare SMOM che è inserito a pieno titolo nell'Esercito).

È necessaria una divisa di foggia militare univoca per il personale del Corpo Militare CRI.
Se ci fosse tutti i problemi (noti) di furbetti che indossando l'uniforme dell'esercito, ma sono militari cri, svanirebbero in tempo zero.
Di recente su un noto social network un Ufficiale del Corpo Militare Cri dopo aver inserito la sua immagine in uniforme ha commentato "sono tornato nell'esercito".
...
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » venerdì 9 agosto 2013, 22:55

Se usiamo l'uniforme dell'Esercito una ragione c'è.

Quasi in termini eclusivi il nostro apporto di Corpo Militare di Sanità Militare ausuiliario - si pensi allo sforzo massimo sforzo nelle vicende delle due guerre mondiali - è stato a favore delle unità sanitarie dell'Esercito.

Non vedo dove sia il problema, un problema creato da una minoranza di persone a cui evidentemente non difettano le risorse visto che, come è noto, è il personale a doversi vestire autofinanziandosi.

Teniamo presente che, per economie di scala, si tende ora ad assegnare a tutte le FF.AA. (salvo i CC e qualche reparto particolare della MM) la SCBT vegetat in uso nell'Esercito.

Chi ci confonde è perchè, fondamentalmente, non ci conosce od è ignorante in materia militare.
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda gnr56 » venerdì 9 agosto 2013, 23:33

A questo link un interessante documento, in inglese, sulle uniformi militari usate dal personale maschile e femminile della Croce Rossa Americana impegnato nell'US Army nelle due guerre sino ai nostri giorni http://www.collectarc.com/Uniform%20Guide.pdf ed una foto in parata http://reflections.mndigital.org/cdm/re ... nfh/id/195. Altra foto interessante http://fineartamerica.com/featured/red- ... anger.html
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » sabato 10 agosto 2013, 7:32

Freccia16 ha scritto:Se ci fosse tutti i problemi (noti) di furbetti che indossando l'uniforme dell'esercito, ma sono militari cri, svanirebbero in tempo zero.

e per colpa di questi furbetti ci devono rimettere tutti indistintamente ? no carissimo è una tattica che è fallimentare e trita e ritrita per mascherare altri problemi ben più gravi...ribadisco con me non funziona ho troppi elementi positivi per dimostrare che le eccellenze esistono e poco o nulla si fà per evidenziarle e riconoscerle...ancor più difficilmente da emulare ed imitare..eppoi che bello ridurre tutto nel calderone di pochi o tanti intimi che si beano o onorano dell'uniforme,ben poca cosa, la visibilità passa per altri fattori lavoro,serietà e poco altro ...alle cerimonie si cominci ad arrivare inquadrati per primi e non per ultimi che non fà ne classe ne interesse ne dulcis in fundo ....poi possiamo presentarci anche col grembiulino delle elementari se ci si possono mettere le stellette...mi spiace raccontatevela nei bar che frequentate e fatevi i sogghigni di compatimento e condivisione e datevi anche la gomitatina strizzando l'occhietto...ma qui in Romagna non passa altrove sono fatti Vostri.
i Signorotti che si atteggiano nel web quando ce ne accorgiamo li esponiamo al pubblico ludibrio se non tolgono le foto incriminate addossando le proprie responsabilità,nessuno è perfetto od infallibile e le individuali pecche umane vanno corrette non farle scontare al movimento...perche poi bisogna usare il "quasi tutti".
Ricorderò sempre l'imbarazzo perchè non essendo arrivate le autorizzazioni per un 4 novembre dovemmo rinunciare alla cerimonia...le autorità organizzatrici non si capacitarono della Mancanza del ns.plotone elemento fondamentale dello schieramento ....piacente o spiacente le cose stanno così.
Saluti
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda fabione 66 » sabato 10 agosto 2013, 7:50

gnr56 ha scritto:Se usiamo l'uniforme dell'Esercito una ragione c'è.

Quasi in termini eclusivi il nostro apporto di Corpo Militare di Sanità Militare ausuiliario


Altre situazioni ricordate e confermate nella 178 / 2012 in condizioni emergenziali....
o bhè certo che sentirsi dire "eh ma dov'è l'ausilio alle FF.AA. in queste situazioni ? quindi via (togliere) la tuta verde e via (mettete)la tuta rossa....allora chi di dovere modifichi o integri la 178 .."""" lo devo dire io ?...le leggi le leggo e le applico non le interpreto per quanto italianamente possibile."""" ooooopppppssss !!!!
................................... devo continuare ?
Fabio
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Re: UNUCI, Associazioni d'Arma e uso uniforme in congedo

Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 10 agosto 2013, 12:05

Mi sono riletto la discussione per eventualmente dividerla dai due temi che si stanno affrontando (autorizzazione uso uniforme CRI sotto richiesta UNUCI e uniforme CRI), ma sono temi strettamente correlati che ormai dobbiamo tenerci la discussione così :9 Anche perché alla domanda posta ad inizio discussione, la risposta è già stata fornita: dal punto di vista legale il membro del Corpo militare CRI non deve domandare autorizzazione alla CRI per indossare l'uniforme sotto le insegne UNUCI, essendo autorizzato dal regolamento sull'uso delle uniformi di SMD negli articoli riguardanti il personale in congedo. Da un punto di vista morale, essendo, oltre che ufficiale in congedo, anche membro dell'Associazione della Croce Rossa Italiana, sarebbe opportuno che rispetti le direttive della sua Associazione, anche qualora siano eccessivamente stringenti come in questo caso.

Vorrei però porre una domanda a coloro che conoscono meglio di me il mondo della Croce Rossa e che ritengo possa fornire utili spunti di riflessione.
Le Società nazionali di Croce Rossa sono nate inizialmente per soccorrere i soldati e i civili feriti durante i conflitti armati in ausilio alla sanità militare. Poi hanno ampliato il loro margine di intervento anche all'interno della società civile a sostegno della sanità pubblica, durante le calamità naturali et cetera. Vorrei capire come un tempo, ma soprattutto oggi, 2013, le Società nazionali degli altri stati svolgono questo duplice scopo: ausilio alle Forze Armate nazionali durante i conflitti armati (o anche per le missioni di pace) e ausilio alla sanità pubblica. Cioè, sono ancora in essere entrambi gli obiettivi per le altre Società nazionali? Come svolgono il servizio a sostegno delle Forze Armate? Esistono altri Corpi militari CR o il servizio è svolto solo in ambito civile?
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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