Aggiorno questo post in quanto mi è capitato di trovare altre notizie
Da una parte, ho reperito la fonte della notizia, riportata sul libro "Arte e storia - La chiesa di San Giovanni Battista in Atri" di Piergiorgio Maria Cipollini, nel quale si sposa l'ipotesi di R. Tini, canonico della città di Atri che, rispondendo a Giovan Battista Quinci, impegnato nel 1921 a scrivere una monografia su Giovan Giacomo Adria De Paulo (il cognome era mutato con la cacciata da Atri e il trasferimento prima a Napoli e poi in Sicilia) medico di Carlo V, ritrovava lo stemma dell'Adria (inviatogli dal Quinci) in quello che stiamo qui trattando: <<questa rappresenta un busto d'uomo con lo sguardo rivolto alla sua destra verso una stella codata. Io ci raffiguro la conversione di S. Paolo. Lo stemma descritto dalla noticina da lei favoritami rappresenta proprio san Paolo col libro delle epistole e la spada. Il soggetto è identifo variano solo i particolari>>. A me - da non esperto di araldica - pare che il Tini sia forse andato troppo in là nella volontà di ritrovare traccia degli avi dell'illustre medico, ma lascio giudicare a chi è più esperto di me.
Dall'altra parte, seguendo la pista dei Rozzi, ho ritrovato questo stemma che allego. A metà del settecento, dunque, i nostri due stemmi compaiono ancora insieme nell'arma di Germano Rozzi, insieme a quello dei Delfico e ad un altro a me ignoto.
http://www.defilippis-delfico.it/images ... pli_15.jpgPurtroppo qui emerge tutta la mia ignoranza in fatto di araldica: questi stemmi che uniscono le armi di diverse famiglie quando e perché si creavano? Rappresentavano rami diversi rispetto a quello principale? In questo caso la circostanza non andava riportata anche nel cognome (cosa che in effetti mi è capitato di vedere tante volte)?
Ringrazio anticipatamente chi vorrà rispondermi
Marco Vaccaro