Notai regi ed apostolici

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Notai regi ed apostolici

Messaggioda loxnotar » sabato 8 giugno 2013, 17:07

Gentilissimi, qualcuno sa spiegarmi la differenza fra Notai Regi ed Apostolici e, se corrisponde a verità il fatto che per esercitare questa carica nel Regno di Napoli occorreva appartenere al terzo ceto nobiliare ?
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Re: Notai regi ed apostolici

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 8 giugno 2013, 17:16

Il notaio in genere NON era nobile perché questi disdegnavano la professione.
Dunque certamente benestante ma non nobile.
Sull'argomento V.NAYMO, Notai e notariato in Calabria in età moderna, Rubbettino, 2008.
Il volume di Naymo pur trattando la Calabria è validissimo per tutto il Regno di Napoli.
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Alessio Bruno Bedini
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Re: Notai regi ed apostolici

Messaggioda Morello » lunedì 10 giugno 2013, 8:52

Confermo1 Anzi almeno ad Ortona (Chieti) alcune famiglie proprio attraverso l'esercizio del notariato (anche per generazioni) nei secoli XV-XVI entrarono a far parte della nobiltà locale "ex dignitate" e non "ex origine" (piccoli feudatari o cmq nobili). Se non erro nel Regno di Napoli per esercitare il notariato, all'epoca, non occorreva essere laureati in giurisprudenza (diritto civile e canonico, nell'uno e l'altro diritto, Utrusque Juris Doctor, U.J.D., U.I.D.), ma bastava conseguire un patentino per l'esercizio della professione a Napoli. Tenga conto che all'epoca era un'attività molto diffusa, molte transazioni, accordi ecc. passavano per i notai (basti pensare agi atti pre-matrimoniali!), rispetto ad oggi. Erano quindi più diffusi e non sempre eccessivamente benestanti. Poi, ovviamente, c'erano quelli che erano già benestanti (proprietà immobiliari, terreni), c'erano quelli c.d. "di grido" e quelli che si arrangiavano, i bravi e i meno bravi,

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Re: Notai regi ed apostolici

Messaggioda loxnotar » lunedì 10 giugno 2013, 10:30

il dubbio mi è sorto dopo aver letto:"Formolario pratico legale per uso dei Notaj del 1789 di Antonio SPezzacatena che afferma che 1)non tutti possono essere notaj 2)sono persone nobili 3)chi è di vile condizione,o ha egli,e li suoi genitori esrcitato arte vile,non può essere notajo
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Re: Notai regi ed apostolici

Messaggioda Morello » lunedì 10 giugno 2013, 12:32

Sicuramente ci voleva una preparazione di base in diritto e latino, ma non, necessariamente una laurea, poi, probabilmente anche un notaio poteva essere laureato, ma non era un requisito essenziale evidentemente. Inoltre, tenuto conto del numero degli "appatentati", come ho già scritto, non tutti i notai erano molto benestanti. In sostanza, credo, che non si possa equiparare sia per la professionalità e la preparazione, ma anche per il guadagno, il notaio di oggi con quello del Regno di Napoli del XV secolo o del Viceregno di Napoli del XVI-XVII secolo. Inoltre certamente il notaio godeva della nobiltà personale, come il dottor fisico (medico), l'avvocato (utrusque juris doctor) e il giudice ai contratti. Nobiltà che con le generazioni di professionisti, diciamo che si stabilizzava ed ufficializzava. Ad Ortona (Chieti) vi sono state famiglie di professionisti (notai, medici, avvocati, giudici) divenute, appunto, nobili "ex dignitate" e armigere, ovvero dotate d'arma. Nel 1765, con la riforma del Decurionato per Decreto Regio, quando ormai la Città (sede vescovile dal 1570) era tornata al Regio Demanio dopo oltre due secoli, furono definitivamente ammesse al Primo Ceto e, probabilmente se i loro discendenti avessero chiesto durante il Regno d'Italia il riconoscimento nobiliare, l'avrebbero ottenuto (Nobili di Ortona). Le origini cmq non sempre erano elevate, spesso si trattava di dicendenti di ricchi mercanti o proprietari terrieri o fattori.

Cordialmente


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