da Morello » lunedì 10 giugno 2013, 12:32
Sicuramente ci voleva una preparazione di base in diritto e latino, ma non, necessariamente una laurea, poi, probabilmente anche un notaio poteva essere laureato, ma non era un requisito essenziale evidentemente. Inoltre, tenuto conto del numero degli "appatentati", come ho già scritto, non tutti i notai erano molto benestanti. In sostanza, credo, che non si possa equiparare sia per la professionalità e la preparazione, ma anche per il guadagno, il notaio di oggi con quello del Regno di Napoli del XV secolo o del Viceregno di Napoli del XVI-XVII secolo. Inoltre certamente il notaio godeva della nobiltà personale, come il dottor fisico (medico), l'avvocato (utrusque juris doctor) e il giudice ai contratti. Nobiltà che con le generazioni di professionisti, diciamo che si stabilizzava ed ufficializzava. Ad Ortona (Chieti) vi sono state famiglie di professionisti (notai, medici, avvocati, giudici) divenute, appunto, nobili "ex dignitate" e armigere, ovvero dotate d'arma. Nel 1765, con la riforma del Decurionato per Decreto Regio, quando ormai la Città (sede vescovile dal 1570) era tornata al Regio Demanio dopo oltre due secoli, furono definitivamente ammesse al Primo Ceto e, probabilmente se i loro discendenti avessero chiesto durante il Regno d'Italia il riconoscimento nobiliare, l'avrebbero ottenuto (Nobili di Ortona). Le origini cmq non sempre erano elevate, spesso si trattava di dicendenti di ricchi mercanti o proprietari terrieri o fattori.
Cordialmente
Morello
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS