Da quanto leggo la sua ricerca è ancora in embrione e così pure lo è il completamento genealogico genetico.
Sotto trova altre mie considerazioni che metto in grassetto con il solo scopo di far vedere la mia risposta e nulla più.
giuseppesorbello ha scritto:Sig. Pier Felice degli Uberti, non so Lei, ma io ne capisco abbastanza di ricombinazione genetica, genetica delle popolazioni e parecchio altro di cui credo, senza volerLa minimamente offendere, Lei ne capisce praticamente nulla a giudicare da quello che ha scritto.
Per quanto afferma in merito alla competenza genetica, devo dedurre che lei sia un medico specialista in genetica e che quello sia il suo lavoro abituale.
Da mia parte mi considero un dilettante in genetica genealogica, anche perchè il primo approccio a questi studi avvenne nel lontano 1982 quando mi feci spiegare dal vice-presidente dell'Istituto Araldico Genealogico Italiano il prof. Carlo Tibaldeschi, il risultato dei suoi studi di genealogia genetica che furono pubblicati dalla rivista Hidalguia e che mi affascinarono molto; poi nel 1998 fui uno dei sostenitori della partecipazione del prof. Luigi Luca Cavalli Sforza al Congresso Internazionale di Scienze Genealogica ed Araldica di Torino (facevo parte del Comitato Scientifico del Ministero dei Beni Culturali della Repubblica Italiana); nel 2001 fui uno dei pochi sostenitori in Italia del progetto di Genealogia Molecolare attualto da Ugo Perego e che venne presentato durante il II Colloquio Internazionale di Genealogia dell'Accademia Internazionale di Genealogia - AIG a San Marino. Purtroppo i miei studi umanistici (sono laureato in lettere ed ho anche un master di secondo livello in questi studi) non mi permettono di avere un approccio come avrei voluto avere se fossi un medico genetista, inoltre il mio passato di funzionario di banca (direttore a livello regionale) mi ha fornito una formazione non scientifica in senso medico ma solo tecnico-commerciale-finanziario.
Le voglio togliere un paio di dubbi. Primo, la teoria out of Africa, quella a cui credo lei si riferisca parlando di discendenza comune si va via via sgretolando, lasciando il posto ad una teoria dove anziché una, le linee iniziali sono diverse.
Lei ha letto bene quanto ho scritto? Ho parlato di homo sapiens, in generale senza parlare delle varie linee finite poi nell'homo sapiens moderno, che è l'antenato comune di noi tutti del genere umano (prima di lui altri ominidi hanno scelto altre linee evolutive o si sono estinti), sono a conoscenza degli ibridi derivati dall'homo, ma sino ad oggi è certo che tutti abbiamo frai i nostri lontani capostipiti l'homo sapiens moderno.
La ringrazio di ricordarmi che ci sono teorie che parlano di più linee iniziali che si sono evolute... lo sento dire ormai da almeno una decina d'anni
Secondo, non sono riuscito a capire bene se lei crede o meno alla genetica, ma mi creda, c'è ben poco a cui credere. La ricombinazione genetica è un fatto, come lo sono molti altri fatti, quali le statistiche sulla genetica delle popolazioni, la diffusione degli aplogruppi e parecchie altre cose che Lei disconosce dall'alto del suo commento.
Lei scrive: "non sono riuscito a capire bene se lei crede o meno alla genetica"...
Le persone non si giudicano da poche righe, in quel caso scritte per smitizzare una ricerca genealogica non ancora finita e non completata da una indagine esaustiva riferita al dna genealogico... ma dalla serietà e dalla qualità dei propri studi, nel mio caso non è difficile vedere il mio operato pluriennale in queste materie.
Anche lo studio degli aplogruppi deve essere fatto con una metodologia scientifica e non basandosi su dati presi da informazioni non sempre controllabili.
Lei parla di genealogia certificata del signor LaViolette, un canadese di origine francese. Posso sapere chi l'ha certificata perchè non ho trovato l'autorità certificativa?
Gli studi genealogici in Canada sono diffusissimi, ho tanti amici che reggono le numerose associazioni genealogiche, e il mio amico Denise Racine che è stato il presidente della Federazione Franco Canadese di Genealogia, organizzatore del Congresso Internazionale di Genealogia ed Araldica di Quebec City, nonchè consigliere dell'Accademia Internazionale di Genealogia - AIG, mi ha spiegato quale sia la metodologia di ricerca degli "amateur" canadesi che è simile a quella dei francesi, ovvero poco controllo delle fonti, ma grande senso della scoperta a tutti i costi.
Io credo indiscutibilmente alla ricerca scientifica basata sulle fonti documentali, che ovviamente hanno valori diversi, pensi se lei comprende bene la genealogia genetica che il mio aplogruppo è R1a1a1 e quindi lei sa bene a cosa mi riferisco e ai tanti studi privi di validità scientifica sul mio aplogruppo.
Discussioni non basate su documenti attendibili non desidero vederle nascere su questo meraviglioso forum (il più seguito in queste materie per numero di iscritti e partecipanti al mondo).
E qui voglio ancora esaltare l'operato di tutti i moderatori e amministratori che non conoscono giorni di vacanza, pagano la loro quota sociale come tutti i soci, e per amore della serietà scientifica dedicano il loro tempo libero a dare linee guida che sono di beneficio a tutti gli utenti.
Quindi illustrissimo degli Uberti, mi permetta di consigliarle di restare nel suo campo; ognuno lavora bene nel proprio campo.
Concordo in pieno e lo faccio in queste materie ormai dai lontani anni '70 (ho 58 anni).
Il fatto attestato è che quel segmento di DNA del cromosoma 18 mi lega DI FATTO ad un ramo, che sia o meno reale, a me frega poco.
La scienza non è fede, non c'è ragione per sognare.
Mi rendo conto che lei non ha letto bene quanto ho scritto, così glielo spiego meglio: sono contro l'attribuzionE di genealogie reali imperiali sacerdotali basate sul dna perchè esistono grandi numeri di persone con lo stesso cromosoma e concretamente tale attribuzione diviene priva di significato (anche perchè allo stato attuale di questi studi non si è sicuri della ascendenza diretta certa di una persona, ma solo del suo gruppo parentale disceso dal comune stipite).
E fra i pochi possibili "grandi" esistono numeri immensi di persone "normali"
E le dico anche un'altra cosa. Gli archivi posso dire QUALUNQUE cosa, ma se la scienza mi dice che sul cromosoma 18 c'è una correlazione "di sangue" tra me e il Padre Eterno, allora si può giocare pure il suo stemma che quella correlazione è più reale di qualsiasi altro scritto sulla Terra.
Non è il caso di tirare in ballo il "Padre Eterno" che come sa non ha cromosomi e dna (almeno l'Entre Supremo in cui crede la maggioranza delle persone di questo mondo).
Se lei leggesse quanto ho scritto saprebbe bene che sostengo ormai da anni che quello che noi chiamiamo "diritto di sangue" sulla nobiltà e sulle genealogie, nella realtà scientifica molte volte è solo un non sense.
Auspico le genealogie basate sul dna in modo che un giorno sapremo davvero chi siamo e da dove veniamo, senza quelle falsificazioni volute o attuate in buona fede quando veniva registrato un figlio che geneticamente non era il proprio...
Ma non voglio fare polemiche.
Parafrasando Richard Dawkins: "Alcune specie di amebe ingiustamente chiamate "primitive" hanno informazioni nel loro DNA pari a mille Enciclopedie Britanniche".
Si faccia due conti.
Vedo che ama anche lei la parafrasi per questo ora passo ai proverbi e cito due proverbi della sapienza toscana fusi in uno solo da messer Manente degli Uberti che a me piace molto: "Com'asino sape cosi minuzza rape. Vassi capra zoppa se lupo non l'intoppa", spero che le sia piaciuto
Cordialmente
Pier Felice degli Uberti
PS quel Not di cui chiedeva lumi è davvero l'abbreviazione di Notaio.
Buon lavoro.
Cordialmente.

