da Montenotte » sabato 13 aprile 2013, 15:03
Buongiorno,
la linea di successione al trono di Spagna prevedeva come erede più prossimo il Delfino di Francia figlio di Maria Teresa a sua volta figlia maggiore di Filippo IV, padre di Carlo II. Dopo il Delfino vi era il Principe Elettore di Baviera Giuseppe Ferdinando Leopoldo, nipote di Margherita Teresa figlia cadetta di Filippo IV.
In terza posizione il Duca d’Orléans, fratello del Re Sole e figlio di Anna d’Austria, e l’Arciduca Carlo figlio di Leopoldo d’Austria e nipote di Maria Anna d’Austria sorella cadetta della stessa Anna.
Da ultimo nella successione anche il Duca di Savoia la cui bisnonna era figlia di Filippo II.
Alla successione dei Borbone si opponevano i contratti matrimoniali con l’esplicita rinuncia alla riunione delle corone, agli Asburgo si opponeva la cadetteria delle linee femminili.
Dal punto di vista politico, Guglielmo III fece sapere a Luigi XIV che né l’Inghilterra né le Province Unite avrebbero accettato la riunione delle corone (e soprattutto delle flotte!) di Francia e Spagna.
Da qui l’accordo tra Francia, Inghilterra e Olanda per una divisione dei possedimenti spagnoli:
- al Principe Elettore la Spagna e le Indie
- al Delfino Napoli e la Sicilia
- all’Arciduca Carlo il Milanese
Carlo II invece nel proprio testamento indicò il Principe di Baviera come erede universale. Quest’ultimo tuttavia morì improvvisamente a Bruxelles.
Francia, Inghilterra e Olanda proposero una nuova partizione:
- l’Arciduca Carlo avrebbe avuto il trono di Spagna e le Indie
- al Delfino Napoli e la Sicilia
- il Milanese al Duca di Lorena
- la Lorena alla Francia
Carlo II non volendo assolutamente vedere divisi i possedimenti spagnoli chiese all’Imperatore di inviare a Madrid l’Arciduca Carlo (tra l’altro, nipote della regina) al fine di nominarlo suo successore.
Mentre l’Imperatore prendeva tempo, l’Arciduca si lasciò sfuggire alcuni commenti ingiuriosi a riguardo degli spagnoli, questi commenti vennero ripresi e amplificati nella corrispondenza dell’ambasciatore spagnolo, Vescovo di Lerida, contribuendo a fomentare una reazione antiaustriaca a Madrid.
In questo clima il Cardinale Portocarrero e il Conte di Monterey convinsero il re a nominare il nipote di Luigi XIV, Filippo, come successore, con motivazioni ben precise:
- la rinuncia solenne alla riunione dei regni, accettata dalla madre e dalla moglie di Luigi XIV, riguardava solo la linea diretta e quindi il Delfino in quanto erede al trono di Francia, e il di lui primogenito, ma non il secondogenito Filippo. (les renonciations avaient été faites que pour empêcher les aînés de leurs descendants de réunir sous leur domination les deux royaumes, et qu’on ne choisissait point un aîné.)
- si rendeva così giustizia al diritto di sangue
- si conservava l’integrità della monarchia spagnola
Il re consultò a riguardo il Papa Innocenzo XII che in data 16 luglio 1700 rispose che
Le leggi spagnole e il bene della cristianità esigevano che il re desse preferenza alla casa di Francia.
Carlo II nominò quindi nel suo testamento il Duca d’Angiò come successore e pare che il documento fosse stato fatto firmare in assenza e all’insaputa della regina.
Maggiori dettagli:
- Siècle de Louis XIV – Voltaire
- La vie du Maréchal Duc de Villars – Anquetil 1742 (NB il Duca era ambasciatore a Vienna)
When you have eliminated the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth.