Famiglia TURNONE

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda egometta » mercoledì 13 marzo 2013, 1:17

PTurnone ha scritto:e la mia interpretazione della trascrizione dell'opera di Favaro dovesse essere corretta...
Quasi corretta: d. sta per dominus, fu Rettore artista nel 1603-04 (e durante il mandato fu creato Cavaliere di S. Marco, certo a seguito di una missione a Venezia per conto dell'Università artista), ma dottore lo divenne necessariamente dopo esserlo stato, e se era ancora in carica decadde appena lo diventò, anche se la targa dell'arma (eretta ex-post) lo nomina con tutti i titoli. Controlla negli Acta graduum del periodo (sono editi fino al 1605) se è presente il suo dottorato e in che data lo conseguì.
Quanto all'indizio di parentela basato sullo stemma comune... può essere, con verosimiglianza e anche probabilità, ma non sono rari i casi di studenti di famiglia senza stemma che ne adottavano lì per lì uno tutto loro (salvo poi riportarlo a casa, avviando così l'ascesa sociale della famiglia d'origine) o accattavano quello di un'omonimo ma più illustre casato, anche se nel caso del Rettore ciò è meno probabile, perché di solito cercavano uno che avesse già 'tutte le carte in regola' per assicurare il decoro e la rappresentatività della carica (anche per sostenerne le spese...)
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » mercoledì 13 marzo 2013, 23:21

Vi ringrazio per le illuminanti risposte.

Prossimamente consulterò altre opere bibliografiche... spero che la ricerca continui a rivelarsi feconda.
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda newcastle » venerdì 15 marzo 2013, 0:59

Caro Pierluca
sono d'accordo con quanto scrive Gens Valeria a proposito di famiglie che, approfittando dell'omonimia, si sono attribuiti stemmi ed ascendenti che non spettavano loro. Nella mia regione potrei fare i nomi di molte famiglie che si dichiarano discendenti da cadetti di famiglie estinte con cui , di sicuro, non avevano nessun rapporto. Constato , invece, con quanta serietà tu abbia intrapreso l'esaltante ricerca genealogica della tua famiglia che ti ha già portato ad eccellenti risultati.
Se, come dice giustamente Gens Valeria, non è automatica la tua discendenza dalla famiglia de Tournon, allo stato delle conoscenze non si può neppure escludere. Anzi, considerando la presenza di personaggi di questa famiglia nella tua regione ai tempi di Federico imperatore, lo stato di antica distinzione della tua famiglia, le vicende spesso alterne della fortuna, sussistono buone probabilità di un legame con tale famiglia. E' ovvio che sarà difficilissimo provarlo, visto che dal 500 in giù le possibili prove documentali si rarefanno. D'altro canto anche la genealogia di parecchie famiglie investite di titoli nobiliari è spesso lacunosa ed avvolta nel fumo delle congetture, oltre il 500-400.
Comunque complimenti per la tua ricerca, in cui, alla tua giovanissima età , mostri di dispiegare impegno costante e competenza. Cordiali saluti
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » venerdì 15 marzo 2013, 15:23

Gentile newcastle,
La ringrazio davvero di cuore. La Sua cordialità e le Sue osservazioni contribuiscono ad accendere in me l'esprit di passione e amore del proprio passato, che sempre ha animato le mie ricerche.
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » giovedì 4 aprile 2013, 15:51

Nuovi aggiornamenti.

Ho reperito gli "Acta Graduum Academicorum Gymnasii Patavini" dal 1601 al 1605: come prevedevo, ci sono molte notizie sul Rettore artista Francesco Turnone, citato con gli appellativi "Dominus" e "Nobilis". Era figlio del Magnifico Dottore Don Filippo Turnone, Messer, avvocato e Procuratore del'Università di Martina intorno alla metà del XVI sec. Grazie agli Archivi parrocchiali della Basilica di S. Martino, conosco il giorno del suo battesimo (27-09-1579); dopo il dottorato (13-09-1604, data in effetti coincidente con la scadenza del suo mandato di Rettore) torna a Martina Franca e sposa la ricca Isabella de Leonibus, con la quale ha un'unica figlia, Antonia. Suo fratello era il Nobile Giovanni Battista Turnone, Dottor Fisico (anch'egli, come emerge dagli Acta Graduum, aveva studiato a Padova), citato negli Archivi Parrocchiali con gli appellativi "Magnifico", "Nobile" e "Signore", e marito della Nobildonna Porzia de Palazzo. Presumo tra i fratelli rientrasse anche il mio avo diretto, Giovanni Giacomo, anch'egli un personaggio di spicco e padre del famoso (e odiatissimo) Dottore "Francischiello", ma dimostrare l'esatta (per quanto certa) parentela non è semplice, oltre il XVII sec., e prima di accertarmene evito ogni sorta di affermazione coatta.

Continuando a cercare, pare che quella di iscrivere i rampolli all'Università di Padova fosse una vera e propria tradizione nella mia Famiglia, intorno al XVI sec. Devo ancora riuscire a stabilire l'esatto collegamento con il Consigliere della Comunità di Martina Franca Pietro Angelo Turnone, che nel 1530 si reca a Buccino a rendere omaggio, com'era costume per i vassalli dell'epoca, all'erede del Duca Petracone V Caracciolo (secondo quanto riferisce il Chirulli nella sua "Istoria Cronologica della Franca Martina) e, prima di lui, con un tal Don Philippus de Turnona de Martina, citato negli Acta Graadum padovani degli inizi del XVI sec. (in fase di reperimento).

Nella mia limitata esperienza da neofita, non conosco quale fosse il Geist (di hegeliana memoria) socio-storico-culturale nella Martina Franca del XVI sec., ma la mia impressione (anche tralasciando lo stemma della Famiglia, identico a quello dei de Tournon, e una probabile parentela con questa Famiglia), forse azzardata, è che all'epoca questi personaggi venissero considerati Nobili più che semplici Notabili. O almeno, mi sembra che la cosiddetta "distinta civiltà" non sia un concetto sufficiente a riassumere tutta una serie di aspetti che si situano sulla "border line" tra Nobiltà e Notabilità; anche gli studi di molti autori di storia locale (tra cui Antonio Cofano, Rita Punzi e Giovanni Liuzzi), a mia memoria, dovrebbero essere discordanti circa l'esistenza di un vero e proprio ceto aristocratico nella Martina Franca dell'età moderna. Non sono neanche interamente a conoscenza della portata che avevano certi appellativi come "Magnificus", "Nobilis" o "Dominus", nel Regno di Napoli del XVI sec. Come sempre, per ogni opinione in merito mi rifaccio al Forum, quale sicuro punto di riferimento e di discernimento critico-scientifico.
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 4 aprile 2013, 17:21

In realtà , in ballo ci sono due questioni:

la prima, di ordine prettamente genealogico non sarà mai chiarita finché prove documentarie ci confermino uno stretto legame parentale tra Philippus e gli avi diretti Ambrosius – Giovanni Iacopo - Oratio.

La seconda è sul concetto di “nobiltà” nella Martina Franca del Secolo XVI.
Le ipotesi , se corrette, ci porterebbero a considerare una famiglia di ceto sicuramente distinto e tale pacificamente ritenuta in zona dalla società civile del tempo.
Per verificarne la “cosiddetta” validità ( ma questo è il mio pensiero ) andrebbero considerati gli statuti cittadini e le leggi sovrane nel momento nel quale lo “status” maturò e si manifestò.

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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » giovedì 4 aprile 2013, 19:01

Gentile Gens Valeria,
La ringrazio, come sempre, per la risposta.

In effetti, risulterebbe prioritario appurare l'esatta linea consanguinea di appartenenza.

Che si tratti di un'unica Famiglia mi pare ragionevolmente certo: i miei avi diretti più lontani (Giovanni Iacobo - Oratio) sposarono donne appartenenti alle Famiglie più in vista del circondario (d'Orimini, de Carolis, Sisto ecc.); fratelli maggiori di Oratio erano Donato Antonio ("Magnifico" - "Messer") e Francesco ("Dottore"), le consorti dei quali presentano l'appellativo "Donna" anteposto al nome ("Filippo" e "Pietro Angelo" sono i nomi di due figli dei due fratelli). Il primo figlio di Oratio, Giovanni (nato nel 1633) divenne Abate e fu uno degli ecclesiastici insigni della Basilica di S. Martino agli inizi del XVIII sec. Il cognome è, tra l'altro, ancora oggi assai raro in Italia e risulta circoscritto in un'area abbastanza limitata della Puglia, provenendo con ogni probabilità esclusivamente da Martina Franca (città d'origine della quasi totalità dei miei avi paterni, oltre che dei succitati Francesco-Philippo-Ioannes Baptista) che agli inizi del XVII sec. contava poche migliaia di abitanti.

Comunque è pur necessario, come giustamente Lei mette in luce, procedere scientificamente per tappe documentate e genealogicamente cogenti. Nei prossimi giorni dovrei iniziare la consultazione degli Atti notarili più antichi conservati a Taranto (iniziano dal 1620), con un pò di fortuna potrei scoprire qualcosa di interessante.
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 4 aprile 2013, 20:25

[clover.gif] In bocca al lupo !
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » venerdì 5 aprile 2013, 12:07

Grazie mille :)
Crepi il lupo... e speriamo porti buone nuove :D
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » domenica 26 maggio 2013, 14:00

Fino ad oggi sono riuscito a consultare gli notarili rogati dal notaio Caramia fino al 1627.
Ho scoperto che Giovanni Battista, figlio del dr. Filippo e fratello del Rettore, era il nipote di Ambrosio. Questi e Filippo erano dunque fratelli, insieme al Reverendo Don Girolamo e a una certa "Victoria Turnona", della quale non avevo notizia alcuna. Bisognerebbe scoprire il nome dell'antenato comune, chissà se prima o poi non riesca a consultare i documenti relativi alla Collegiata di San Martino e lì ubicati, risalenti fino alla fine del XIV sec. Con un pò di fortuna, potrei riuscire a scoprire qualcosa di interessante.
Per ciò che concerne il secondo quesito, ho reperito alcune notizie in un'opera del succitato Cofano ("Storia antifeudale della Franca Martina", Schena Editore, Fasano 1977); si parla dei sec. XIV-XV: "Certo è che non tardarono a formarsi dei ceti: da una parte i più abbienti e i professionisti che, col tempo, divennero 'nobiles' (oltre i nobili loricati, erano i cosiddetti nobili viventi, coloro, cioè, che vivevano come nobili); dall'altra i popolari". In un altro passo, viene affrontata la questione demaniale, e a una prima occhiata ermeneutica mi sembra che il ceto nobiliare venga distinto teoreticamente, ma non praticamente da quello borghese: "Gli Aragonesi, abbiam visto, favorirono il sorgere di un ceto borghese sul quale far leva nella continua lotta contro i baroni, nel tentativo di creare uno stato moderno; pertanto, negli statuti che regolavano l'amministrazione delle città demaniali, abolirono i parlamenti aperti di tradizione angioina e istituirono quelli chiusi, in cui, il potere doveva aggirarsi praticamente fra le stesse famiglie, nobili e borghesi, talvolta anche con partecipazione di popolari: a Martina lo statuto del 6 luglio 1478 - che fu osservato per tre secoli - consegnava l'amministrazione a 'trentasei ordinati cittadini', cioè borghesi. Da notare che, anche quando si parlava di nobili, costoro erano per lo più i cosiddetti nobili viventi, gente, cioè, che, per aver raggiunto un notevole benessere economico, viveva di rendita ed oziosamente: erano anch'essi, praticamente, dei borghesi".
Il Chirulli, nella sua storica "Istoria cronologica della Franca Martina", parla del trattamento di "Magnifico" come connesso alla condizione di "Nobile del sequente tenore". D'altra parte, anche presso l'Università patavina, in un territorio geograficamente, politicamente, culturalmente, socialmente differente si parla del "nob. Franciscus Tornonius" in un "Acta graduum", e questo lascerebbe supporre che tale condizione fosse riconosciuta anche altrove.
La questione non è per nulla di facile risoluzione, anche se l'interesse storico-familiare mi guida incessantemente verso la ricerca di indizi che possano fornirmi un quadro più chiaro (sempre ovviamente con l'ausilio di criteri improntati ad una accurata analisi scientifica e storicamente plausibile).
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 28 maggio 2013, 15:06

PTurnone ha scritto: ( ... ) Per ciò che concerne il secondo quesito, ho reperito alcune notizie in un'opera del succitato Cofano ("Storia antifeudale della Franca Martina", Schena Editore, Fasano 1977); si parla dei sec. XIV-XV: "Certo è che non tardarono a formarsi dei ceti: da una parte i più abbienti e i professionisti che, col tempo, divennero 'nobiles' (oltre i nobili loricati, erano i cosiddetti nobili viventi, coloro, cioè, che vivevano come nobili); dall'altra i popolari". In un altro passo, viene affrontata la questione demaniale, e a una prima occhiata ermeneutica mi sembra che il ceto nobiliare venga distinto teoreticamente, ma non praticamente da quello borghese: "Gli Aragonesi, abbiam visto, favorirono il sorgere di un ceto borghese sul quale far leva nella continua lotta contro i baroni, nel tentativo di creare uno stato moderno; pertanto, negli statuti che regolavano l'amministrazione delle città demaniali, abolirono i parlamenti aperti di tradizione angioina e istituirono quelli chiusi, in cui, il potere doveva aggirarsi praticamente fra le stesse famiglie, nobili e borghesi, talvolta anche con partecipazione di popolari: a Martina lo statuto del 6 luglio 1478 - che fu osservato per tre secoli - consegnava l'amministrazione a 'trentasei ordinati cittadini', cioè borghesi. Da notare che, anche quando si parlava di nobili, costoro erano per lo più i cosiddetti nobili viventi, gente, cioè, che, per aver raggiunto un notevole benessere economico, viveva di rendita ed oziosamente: erano anch'essi, praticamente, dei borghesi".
Il Chirulli, nella sua storica "Istoria cronologica della Franca Martina", parla del trattamento di "Magnifico" come connesso alla condizione di "Nobile del sequente tenore". D'altra parte, anche presso l'Università patavina, in un territorio geograficamente, politicamente, culturalmente, socialmente differente si parla del "nob. Franciscus Tornonius" in un "Acta graduum", e questo lascerebbe supporre che tale condizione fosse riconosciuta anche altrove.
La questione non è per nulla di facile risoluzione, anche se l'interesse storico-familiare mi guida incessantemente verso la ricerca di indizi che possano fornirmi un quadro più chiaro (sempre ovviamente con l'ausilio di criteri improntati ad una accurata analisi scientifica e storicamente plausibile).


Il concetto di "nobiltà" è circoscritto tra le coordinate spazio/tempo , ed è per questo che per avere un'idea un po' più precisa dello "status nobiliare" , è importante considerare gli statuti che , in qualche modo lo definivano , oltre al trattamento che si desume dagli atti ufficiali.
Mi sembra di non essere lontano dalla verità se penso che la qualità di appartenente a famiglia che tradizionalmente si alternava nel ricoprire un ufficio pubblico di rilievo costituiva la nobiltà , spesso i "nobiles" , borghesi o "populares" non erano altro che partiti che si contendevano il potere.
L'unico ceto dominante in città demaniale era , quindi , quello nel quale si riconoscevano famiglie, i cui componenti e discendenti, vivevendo "more nobilium" , esercitavano il potere legislativo , esecutivo e spesso (ma solo per reati minori ) giudiziario, potere che mi sembra intravvedere , nel caso in questione nell' amministrazione del " Consiglio dei Trentasei Ordinati Cittadini "

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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » mercoledì 29 maggio 2013, 15:31

La ringrazio ancora per l'illuminante risposta.
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » lunedì 29 luglio 2013, 13:21

Gentili signori,
vorrei sottoporre alla vostra attenzione un quesito.
Proseguendo le ricerche, ho rinvenuto un'ulteriore raffigurazione dello Stemma della Famiglia Turnone di Martina Franca: una scultura in pietra collocata su quello che fu il palazzo della Famiglia, poi donato dall'Abate Giovanni alla Duchessa Aurelia Imperiali (che nel 1725 istituì in loco, anche tramite l'aggregazione di altri edifici, il Conservatorio di Santa Maria della Misericordia, tutt'oggi esistente). Lo Stemma andrebbe così blasonato: "Partito: nel I° di Francia antica; nel II° di rosso al leone d'oro". In detto Palazzo vissero sicuramente il Dottor Francesco Turnone e l'Abate Giovanni suo figlio, e presumibilmente anche i miei avi diretti Giovanni Iacobo (padre del predetto Francesco) e Orazio (fratello del Dottore), stando a quanto afferma anche Antonio Cofano, riferendosi a 'Francischiello', nel suo "Storia antifeudale della Franca Martina" (Fasano di Puglia 1977): "I Turnone avevano le loro case dove poi la duchessa donna Aurelia Imperiali, nel 1725, istituì il Conservatorio di S. Maria della Misericordia, ossia le Monacelle" (n. 6, p. 98), o ancora, riferendosi questa volta alle abitazioni cittadine di un certo prestigio: "Non era stata ancora costruita la casa del conte Barnaba, nel quartiere di San Vito; né quella dei Turnone, che poi diventò il Conservatorio di Santa Maria della Misericordia (delle Monacelle), fondato dalla Duchessa donna Aurelia Imperiali nel 1725 (...)" (p. 106).
Il mio quesito, su questa base, riguarderebbe una sorta di tutela "morale" da parte del C.N.I. a proposito dello Stemma.
Se presentassi le prove genealogiche che mi vedono discendente da questa Casata, e considerato che lo Stemma posto su quella che fu la residenza della Famiglia ha sicuramente più di 300 anni, riuscirei ad ottenere una specie di "riconoscimento morale" da parte del C.N.I.?
Ringrazio in anticipo tutti coloro che vorranno intervenire.
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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 29 luglio 2013, 14:33

PTurnone ha scritto:
( ... ) Il mio quesito, su questa base, riguarderebbe una sorta di tutela "morale" da parte del C.N.I. a proposito dello Stemma.
Se presentassi le prove genealogiche che mi vedono discendente da questa Casata, e considerato che lo Stemma posto su quella che fu la residenza della Famiglia ha sicuramente più di 300 anni, riuscirei ad ottenere una specie di "riconoscimento morale" da parte del C.N.I.?
Ringrazio in anticipo tutti coloro che vorranno intervenire.

Le autorevoli associazioni nobiliari regionali che fanno capo al Corpo Nobiliare Italiano basano la nobiltà su criteri ricognitivi molto ... "ingessati" (in ogni caso ovviamente " di cortesia " e spendibile in ambienti esclusivi e privati, fondati appunto esclusivamente sulla giurisprudenza nobiliare della Consulta Araldica del Regno d'Italia.

Da tempo, è stata rilevata una certa eterogeneità nella valutazione dei possibili modi legittimi per l'acquisizione di distinzioni nobiliari ossia per l'acquisto della nobiltà progressiva.
Il compianto Luigi Michelini di San Martino ebbe ad auspicare l'individuazione di modalità che, prendendo in considerazione l'art.7 Ord.43/651 8 , per il riconoscimento delle distinzioni nobiliari, provassero, oltre l'originale concessione e la legittima devoluzione "altro modo legittimo d'acquisto " (*).

Può essere che il C.N.I. consenta in futuro un allargamento delle maglie della "serrata esclusiva" ( ovvero che esclude ) ed individui possibili ed accettabili modi che legittimino un'aggregazione associativa.

In attesa, stimato amico, ti formulo i miei migliori auguri.

(*) Note a pag.190 del Notiziario 2011 dell'A.N.R.V.“Similes cum similibus congregantur” di Luigi Michelini di San Martino.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Famiglia TURNONE

Messaggioda PTurnone » lunedì 29 luglio 2013, 14:49

Gentile ed esaustivo come sempre. Ti ringrazio di cuore.
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