A titolo informativo rimando a riflessioni e argomentazioni presenti in forma più ampia sul blog del noto vaticanista Sandro Magister - di cui cito solo alcuni paragrafi che danno il senso generale del testo - e che si ricollegano a questa nostra discussione.
Ciao!
CBVT
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350457«Avviso di pericolo: una Chiesa con due papi
L'imminente conclave eleggerà il nuovo pontefice. Ma non scioglierà le incognite sul ruolo del cosiddetto "papa emerito". Un grande canonista mostra i rischi di tale qualifica. E di altri equivoci che le fanno da contorno
(...) A riprova dell'incertezza che perdura, il 28 febbraio, cioè tre giorni dopo la dichiarazione di padre Lombardi, "La Civiltà Cattolica", la rivista dei gesuiti di Roma che è stampata con il previo controllo e con l'autorizzazione della segreteria di Stato vaticana, è uscita con un lungo e dotto articolo sulla "Cessazione dall'ufficio di romano pontefice" scritto dall'illustre canonista Gianfranco Ghirlanda, già rettore della Pontificia Università Gregoriana, che esclude tassativamente che si possa continuare a definire "papa" chi ha rinunciato a tale ufficio.
Scrive a un certo punto padre Ghirlanda:
“È evidente che il papa che si è dimesso non è più papa, quindi non ha più alcuna potestà nella Chiesa e non può intromettersi in alcun affare di governo. Ci si può chiedere che titolo conserverà Benedetto XVI. Pensiamo che gli dovrebbe essere attribuito il titolo di vescovo emerito di Roma, come ogni altro vescovo diocesano che cessa”.
E nel capoverso finale:
“L’esserci soffermati abbastanza a lungo sulla questione della relazione tra l’accettazione della legittima elezione e la consacrazione episcopale, quindi dell’origine della potestà del romano pontefice, è stato necessario proprio per comprendere più a fondo che colui che cessa dal ministero pontificio non a causa di morte, pur evidentemente rimanendo vescovo, non è più papa, in quanto perde tutta la potestà primaziale, perché essa non gli era venuta dalla consacrazione episcopale, ma direttamente da Cristo tramite l’accettazione della legittima elezione”.
Interrogato in proposito, padre Lombardi ha risposto che "La Civiltà Cattolica" è sì uscita dopo, ma è stata stampata prima dell'indicazione da lui data, che continuerebbe a valere.
In effetti la formula "Sua Santità il Papa emerito Benedetto XVI" è stata usata nell'infelice telegramma di saluto inviato a Ratzinger il 5 marzo dal cardinale decano Angelo Sodano a nome del collegio cardinalizio riunito per la preparazione del conclave. Un telegramma di brevità e banalità disarmanti, sbagliato sia nei modi che nei tempi, avendo già Benedetto XVI in persona, nell'ultimo suo atto pubblico da papa, salutato ad uno ad uno ciascun cardinale:
"A Sua Santità il Papa emerito..."
In ogni caso, manca ancora su questo una decisione ufficiale. Per averla, occorrerà forse attendere la nuova edizione dell'Annuario Pontificio, che per forza di cose pubblicherà, accanto alla pagina del nuovo papa con gli appellativi che gli competono, anche un riferimento al suo vivente predecessore, con le qualifiche che il nuovo eletto gli assegnerà.»