Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda robyn » domenica 17 febbraio 2013, 11:51

Ieri,ho saputo che un mio carissimo amico,cadetto di una famiglia baronale,risalente al xv secolo,è stato recentemente decorato del cavalierato d'ufficio dello SMOC ramo Spagna,mi chiedo come è possibile? gli sarebbe spettato il grado Jure sanguinis.Forse perchè è un discendente cadetto,visto che il baronato spetta al cugino,ma sempre nobile è.Eppure la sua famiglia risulta nel libro d'oro.Pensavo di chiederglielo,ma poi ho ritenuto cosa migliore scrivere a questo forum per capirci meglio,la cosa che ho pensato è che probabilmente non ha presentato tutte le prove nobiliari richieste,o se addirittura non gli interessa farlo,perche da come lo conosco è un tipo riservato e modesto.Voi che ne pensate? Cordiali saluti. [cheers.gif]
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda gnr56 » domenica 17 febbraio 2013, 15:18

robyn ha scritto:Ieri,ho saputo che un mio carissimo amico,cadetto di una famiglia baronale,risalente al xv secolo,è stato recentemente decorato del cavalierato d'ufficio dello SMOC ramo Spagna,mi chiedo come è possibile? gli sarebbe spettato il grado Jure sanguinis.Forse perchè è un discendente cadetto,visto che il baronato spetta al cugino,ma sempre nobile è.Eppure la sua famiglia risulta nel libro d'oro.Pensavo di chiederglielo,ma poi ho ritenuto cosa migliore scrivere a questo forum per capirci meglio,la cosa che ho pensato è che probabilmente non ha presentato tutte le prove nobiliari richieste,o se addirittura non gli interessa farlo,perche da come lo conosco è un tipo riservato e modesto.Voi che ne pensate? Cordiali saluti. [cheers.gif]


La scelta del suo amico, spero consapevole, non può che fargli onore a fronte dei tanti che cercano di dimostrare, in ogni modo e con ogni mezzo, di essere nobili.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda nicolad72 » domenica 17 febbraio 2013, 17:31

Lo status nobiliare non comporta il diritto ad una ammissione nelle categorie nobiliari di un ordine... evidentemente i meriti (o l'età) non sono stati reputati sufficienti per un cavalierato diverso da quello d'ufficio.
l'equazione nobile = jure sanguinis o giustizia (restano al costantiniano ma lo stesso dicasi - e con maggior forza - per malta) è pura fantascienza e non sempre è così scontata.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda pierfe » domenica 17 febbraio 2013, 23:06

nicolad72 ha scritto:Lo status nobiliare non comporta il diritto ad una ammissione nelle categorie nobiliari di un ordine... evidentemente i meriti (o l'età) non sono stati reputati sufficienti per un cavalierato diverso da quello d'ufficio.
l'equazione nobile = jure sanguinis o giustizia (restano al costantiniano ma lo stesso dicasi - e con maggior forza - per malta) è pura fantascienza e non sempre è così .contata.


Concordo in pieno!
Ricordo che nel 1980 parlando con l'allora Duca di Calabria oggi Infante di Spagna sul perchè lui non faceva differenze nell'attribure un grado (giustizia o jure sanguinis) a persone nobilmente "differenti" (parlo di quarti), e quel giovane scandalizzato dalla decisione di dare una giustizia ad una persona non nobilmente perfetta... ebbe come risposta: "Molte volte è il merito che fa decidere... e poi non faccio il farmacista".
Oggi per me le prove nobiliari non hanno più senso perchè la società è cambiata radicalmente, oggi la nobiltà ha una tutela solo dove è riconosciuta.
Nel nostro Paese e in quelli come il nostro è ormai solo un discorso accademico che lascia il tempo che trova.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda nicolad72 » lunedì 18 febbraio 2013, 9:29

Pierfelice... sai che non concordo sul "discorso accademico" della nobiltà perché la sua essenza giuridica risiede prima nel diritto naturale e poi solo nella sua regolamentazione in quello positivo... il secondo è (non sempre) a disposizione degli stati o degli enti sovrani in genere, il secondo assolutamente no.
il Merito fa ed anche la nobiltà fa... Per divenire cavaliere di Onore e Devozione nello SMOM (che ricordo è Sovrano) occorrono la nobiltà generosa ed i meriti che giustificano l'ammissione come cavaliere nello SMOM (ossia quelli che un non nobile deve avere per divenire cavaliere di GM)... poi ovviamente necessitano anche altri requisiti, ma mi fermo a questi perché questi sono quelli che riguardano la presente discussione.

Non basta essere principi di ... e avere nobiltà generosa per bussare alle porte dello SMOM e pretendere il cavalierato di on e dev. lo stesso dicasi per il Costantiniano che come lo SMOM ha mantenuto delle classi riservate ai nobili.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda pierfe » lunedì 18 febbraio 2013, 21:35

nicolad72 ha scritto:Pierfelice... sai che non concordo sul "discorso accademico" della nobiltà perché la sua essenza giuridica risiede prima nel diritto naturale e poi solo nella sua regolamentazione in quello positivo... il secondo è (non sempre) a disposizione degli stati o degli enti sovrani in genere, il secondo assolutamente no.
il Merito fa ed anche la nobiltà fa... Per divenire cavaliere di Onore e Devozione nello SMOM (che ricordo è Sovrano) occorrono la nobiltà generosa ed i meriti che giustificano l'ammissione come cavaliere nello SMOM (ossia quelli che un non nobile deve avere per divenire cavaliere di GM)... poi ovviamente necessitano anche altri requisiti, ma mi fermo a questi perché questi sono quelli che riguardano la presente discussione.

Non basta essere principi di ... e avere nobiltà generosa per bussare alle porte dello SMOM e pretendere il cavalierato di on e dev. lo stesso dicasi per il Costantiniano che come lo SMOM ha mantenuto delle classi riservate ai nobili.


Nicola, non parliamo la stessa lingua e pensiamo allo stesso modo, non sono stato chiaro?
Negli ordini cavallereschi prima di tutto sono da valutare i requisiti della persona (meriti verso l'ordine e serietà della persona sotto tutti i punti di vista), la nobiltà viene dopo e non è determinante per le categorie degli ordini (ci sono on e dev nello SMOM di non nobili e lo stesso nel costantiniano per giustizia e jure sanguinis oppure grazia).
Ma una cosa è certa, la nobiltà riconosciuta dal SMOM non ha nulla a che a vedere con quella riconosciuta dal Regno d'Italia, che solo in parte aveva le stesse prove, è un'altra cosa una nobiltà melitense e basta.
Per il costantiniano lo stesso discorso è una nobiltà costantiniana ovvero valida secondo gli statuti e le interpretazioni degli statuti dell'ordine (e abbiamo già visto tanti mutamenti nelle prove in questi ultimi 150 anni).
La nobiltà costantiniana poi non ha nulla a che vedere con la nobiltà del Regno d'Italia e con quella del Regno delle Due Sicilie... e aggiungo se esistesse il Regno d'Italia le prove per il riconoscimento sarebbero diverse dal passato.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 18 febbraio 2013, 22:35

Attualmente del SMOCSG ( Spagna ) la tendenza è quella di far fare un po' di "gavetta" a tutti i neo cavalieri , in questo senso viene agevolato l'ingresso nell' Ordine in categorie " non nobiliari" anche a chi avrebbe le carte in regola per quelle nobiliari , in questo senso gioca oltra l'età del postulante , certamente il merito e la sua serietà , l'eventuale ingresso in categoria nobiliare viene presa in considerazione, previo parere positivo dello studio delle prove per il processo nobiliare da parte del delegato e giudicati da due differenti cavalieri di alto rango preposti al giudizio per l'eventuale approvazione .
La quale spetta , alla fine spetta, a Madrid, dopo studio delle prove documentarie, personalmente ( o da dignitario di sua fiducia ) da parte del Gran Maestro.
Mi sento di affermare che alcune eventuali " leggerezze o distrazioni" usate in passato per premere l'acceratore sono attualmente escluse , la mia professione mi obbliga ad usare sempre la bilancia di precisione , quella appunto, del ... farmacista.

Pur rispettando l' autorevolissima ed attuale opinione di pierfe non posso che fare mio il pensiero di Nicolad .

Prima di fare ogni considerazione sull'argomento è opportuno sgombrare il campo da un possibile grosso equivoco :

oggi, nel nostro Paese, TUTTI i titoli , le qualità, i trattamenti nobiliari , italici o esteri hanno solo valore storico-morale, quindi meramente di courtesie; coloro i quali volessero attribuire parziale, minimo o pieno valore legale sarebbero decisamente fuori strada.

Se al giorno d'oggi volessimo, ad ogni costo, considerarne la valenza giuridica della nobiltà italiana, redigere elenchi, criteri o linee guida elaborati sulla base di riconoscimenti legali, saremmo costretti a valutarla esclusivamente sulla base delle leggi nobiliari in vigore nei vari stati, nel momento nel quale venne concessa oppure maturò e ne fu accettato lo status nobiliare della famiglia.

Questa affermazione si basa solidamente sul diritto internazionale secondo il quale non può essere annullata la valenza di uno status nobiliare riconosciuto da un'autorità statuaria anche se successivamente ignorata, negata o proibita dai governanti di nuovo Stato o forma politica che gli sia succeduto nell'esercizio del potere.

Colui il quale consideri valevoli esclusivamente i provvedimenti di natura nobiliare dello Stato post-unitario ( Regno d'Italia ) ritenendo nulli quelli legalmente emanati da Stati preunitari od ancora precedenti , effettua solo un'indebita ingerenza, giuridicamente ultra vires, nonchè un maldestro approccio alla materia nobiliare che, non solo non tiene conto del millenario jus gentium, ma ma ignora l'attuale diritto internazionale.

L'adozione di criteri di diritto pubblico, in base alla settantennale irrilevanza da parte della Costituzione della Repubblica Italiana, non ha senso, come altrettanto insensata è la pretesa di applicare acriticamente il diritto nobiliare del breve Regno d'Italia, il Libro d'Oro ed gli elenchi alle famiglie che un tempo rappresentavano il ceto dominante degli Stati Italici.

Tale pratica, seppur attualmente considerata tra i membri di una privata associazione di superstiti famiglie di elitaria distinzione, è manifestamente insensata.

La Repubblica Italiana con il totale disinteresse manifestato dalla sua Costituzione non ha ritenuto opportuno legiferare in merito, alla luce di ciò è del tutto evidente l'impossibilità di avvalersi dell'autorità dello Stato in materia nobiliare, rimane pertanto assodato la negazione di ogni possibile valenza ricognitiva statuaria.

Inoltre, cosa di rilevanza anche maggiore, le leggi nobiliari del trascorso Regno d'Italia sono state dichiarate non legittime dalla Corte Costituzionale italiana per mezzo della sentenza n°101 /1967.

Da decenni la Santa Sede ( finora ) e la Repubblica di San Marino hanno rinunciato a conferire titoli e riconoscere qualità nobiliari. Alcune Religioni Militari non hanno tuttavia mai rinunciato al fons honorum che conferisce piena e validità a provvedimenti di grazia e / o di giustizia anche ( ma non solo ) per i cittadini italiani:

Il Sovrano Ordine Militari di Malta è un Ordine Religioso Cavalleresco il quale conferisce e riconosce nobiltà attraverso le proprie classi storicamente nobiliari , esso emette provvedimenti nobilitanti e ricognitivi di nobiltà.

L'Ordine è sovrano ed è persona di diritto internazionale, soggetto di diritto internazionale, quindi fons honorum , in quanto tale intrattiene regolari rapporti diplomatici con la Santa Sede ed è accreditato presso i Governi di oltre settanta nazioni.
Il Gran Maestro gode della precedenza riservata ad un Cardinale diacono di Santa Romana Chiesa, nonché del titolo di Principe reale.

Egli è dunque Altezza Eminentissima e la sua posizione di Capo, Sovrano di Stato è riconosciuta internazionalmente.

Il Santo Padre ha, quale suo rappresentante presso l'Ordine, un Cardinale con il titolo di “Cardinalis Patronus”.

Considerare il Sovrano Mililiare Ordine di Malta un semplice "ente storico un tempo statuale" è palesemente e fortemente riduttivo, comunque da me non accettabile .

E' interessante notare che l'Italia riconosce quale internazionale e sovrano l' Ordine di Malta, nel cui ordinamento giuridico i titoli nobiliari sono ancora riconosciuti.

Altrettanto riduttivo, comunque da me ritenuto inaccettabile, è considerare gli Ordini Cavallereschi dinastici di Case reali ex regnanti, “enti storici un tempo statuali ed oggi divenuti di natura privata che richiedono cosiddette “prove nobiliari”.

Anche in questo caso il Diritto internazionale è chiarissimo e non da adito ad interpretazioni :

Un Sovrano, che abbia abbandonato o gli sia stato imposto di lasciare il suolo patrio e non abbia espresso formalmente e nei fatti una rinuncia ad ogni pretesa al trono , conserva intatte quelle prerogative a cui non sarebbe di ostacolo la mutata situazione istituzionale dello Stato e, mentre le altre prerogative rimangono sospese egli conserva lo jus honorum in quanto diritto intangibile del Capo di una Casa Sovrana .
Vedi i princìpi implicati nello stabilire la validità degli Ordini di Cavalleria secondo l'autorevolissima
Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi ( I.C.O.C.)

2) Gli Ordini dinastici o di famiglia appartenenti Jure sanguinis a una Casa Sovrana (cioè a quelle case regnanti o ex regnanti il cui rango sovrano venne riconosciuto internazionalmente all’epoca del congresso di Vienna o più tardi) conservano intatta la loro validità storica cavalleresca e nobiliare, indipendentemente da ogni rivolgimento politico.

È da ritenersi pertanto giuridicamente ultra vires l’eventuale ingerenza dei nuovi Stati succeduti alle antiche Dinastie, sia sul piano legislativo che su quello amministrativo nei confronti degli Ordini dinastici. Che questi non siano riconosciuti ufficialmente dai nuovi governanti, non inficia la loro validità tradizionale e il loro status , ai fini araldici, cavallereschi e nobiliari.


Ovvero, secondo le consuetudini internazionali ed il cerimoniale della Santa Sede e delle superstiti monarchie, il rango di Casa Reale già regnante è riservato solo a quelle famiglie che negli atti del Congresso di Vienna, dal 1815 , vennero considerate sovrane. Senza orma di dubbio, tra di esse quella Borbone Due Sicilie.

L’accettazione di una famiglia, previa la presentazione di prove d'ammissione, in una classe tradizionalmente nobiliare, da parte del Gran Maestro di un Ordine cavalleresco dinastico, Capo di una Casa già regnante che non abbia rinunciato spontaneamente alla sovranità e non sia mai stata debellata, quale, tra gli altri, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ( l'attuale Gran Maestro è S.A.R. l'Infante di Spagna ), costituisce autentico provvedimento di Grazia magistrale ovvero indubbio riconoscimento della nobiltà della famiglia del cavaliere ammesso.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 19 febbraio 2013, 10:31

Come non condividere l'intervento così articolato di Sergio De Mitri - Valier dove la nobiltà forse più autentica, appare quella che oggi può essere intesa un retaggio storico, genealogico, e morale che proviene dalla Storia e dalla Tradizione secolari seriamente riscontrabili dalla documentazione archivistica - che deve corredare, ad esempio, le domande di ricezione nelle categorie nobiliari di Smom e Smocsg - che più si addice a quell'evoluzione diacronica di una qualità storicamente così mutevole, variabile e per certi aspetti "indefinita" come quella nobiliare che chi ha familiarità con le carte e la ricerca può comprendere molto bene.
Saluti,
FJVT
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda gnr56 » giovedì 7 marzo 2013, 0:36

Mi è stato posto un quesito per il quale chiedo lumi: se un cavaliere dell'OESSG e dello SMOM viene ricevuto nello SMOCSG è prassi conferire, nelle categorie non nobiliari, almeno il grado di merito oppure le due citate appartenenze non hanno alcuna influenza sul grado di assegnazione potendo quindi il neocavaliere fare il suo ingresso anche e solo con il grado d'ufficio valutando l'appartenenza (ai due Ordini richiamati) certo come una qualità del Cv dell'aspirante senza però precostituire una condizione vincolante per l'ammissione in una certo e ben determinato grado iniziale.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda Sagittario » martedì 22 luglio 2014, 15:40

gnr56 ha scritto: (...) se un cavaliere dell'OESSG e dello SMOM viene ricevuto nello SMOCSG è prassi conferire, nelle categorie non nobiliari, almeno il grado di merito oppure le due citate appartenenze non hanno alcuna influenza sul grado di assegnazione potendo quindi il neocavaliere fare il suo ingresso anche e solo con il grado d'ufficio (...)


Per quanto possono tornare utili le mie notizie, sono al corrente di recentissime ammissioni nello SMOCSG (Sp.) col grado d'Uffico di almeno tre Cavalieri OESSG e nulla hanno rilevato lauree, curriculum corposi, professioni di rispetto e carriera militare di un Ufficiale.

Cordialmente.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda Bessarione » mercoledì 22 maggio 2024, 19:05

Non essendo io un membro dell'Ordine, riapro questa discussione per chiedere un'informazione: qual è l'attuale prassi per il grado di ammissione di non nobili nell'Ordine Costantiniano (ramo spagnolo)?
Nello specifico, recentemente ho saputo di un paio di persone che, da Cavalieri d'Ufficio, hanno ricevuto la promozione a Cavalieri di Merito; inoltre, in questa discussione si parla di ammissione come Cavalieri d'Ufficio anche di persone di tutto rispetto.
L'idea che mi sono fatto è dunque che l'ammissione di non nobili avvenga, di norma, con il Cavalierato d'Ufficio e il Cavalierato di Merito venga concesso solamente dopo anni di effettivi meriti acquisiti nei confronti dell'Ordine.
Mi sbaglio?
Un tempo, invece, mi sembra (potrei forse confondermi con il ramo francese) che vi fosse la prassi di conferire il Cavalierato di Merito all'ammissione dell'Ordine e che il Cavalierato d'Ufficio venisse concesso solo in rari casi qualora i candidati fossero ancora troppo giovani o privi di un "curriculum corposo".
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 3 giugno 2024, 12:23

Bessarione ha scritto:Non essendo io un membro dell'Ordine, riapro questa discussione per chiedere un'informazione: qual è l'attuale prassi per il grado di ammissione di non nobili nell'Ordine Costantiniano (ramo spagnolo)?
Nello specifico, recentemente ho saputo di un paio di persone che, da Cavalieri d'Ufficio, hanno ricevuto la promozione a Cavalieri di Merito; inoltre, in questa discussione si parla di ammissione come Cavalieri d'Ufficio anche di persone di tutto rispetto.
L'idea che mi sono fatto è dunque che l'ammissione di non nobili avvenga, di norma, con il Cavalierato d'Ufficio e il Cavalierato di Merito venga concesso solamente dopo anni di effettivi meriti acquisiti nei confronti dell'Ordine.
Mi sbaglio?
Un tempo, invece, mi sembra (potrei forse confondermi con il ramo francese) che vi fosse la prassi di conferire il Cavalierato di Merito all'ammissione dell'Ordine e che il Cavalierato d'Ufficio venisse concesso solo in rari casi qualora i candidati fossero ancora troppo giovani o privi di un "curriculum corposo".


Non faccio parte del SMOC ma ho molti amici in entrambi i rami napoletani.
Quello che so dunque è che l'ammissione e la promozione sono valutate caso per caso, come è anche giusto che sia, anzitutto dal Delegato che propone e relaziona sulle qualità e altre caratteristiche del candidato, come ad esempio età, professione, status ecc.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda Sagittario » martedì 11 giugno 2024, 23:34

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Non faccio parte del SMOC ma ho molti amici in entrambi i rami napoletani.
Quello che so dunque è che l'ammissione e la promozione sono valutate caso per caso, come è anche giusto che sia, anzitutto dal Delegato che propone e relaziona sulle qualità e altre caratteristiche del candidato, come ad esempio età, professione, status ecc.


Tutto corretto, ma occorre citare alcuni "sbarramenti per l'accesso all'Ordine" stabiliti (nero su bianco) per militari e appartenenti alle Forze di Polizia che aspirano allo SMOC (Sp.).
Essi possono venire accolti esclusivamente se in possesso almeno del grado di Capitano (o equivalente). Eccezion fatta per Carabinieri, Finanzieri e Poliziotti per i quali è sufficiente il grado di Tenente (o equivalente). Per costoro è prevista la Categoria di Merito.
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda Accademista » mercoledì 12 giugno 2024, 8:56

Sagittario ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Non faccio parte del SMOC ma ho molti amici in entrambi i rami napoletani.
Quello che so dunque è che l'ammissione e la promozione sono valutate caso per caso, come è anche giusto che sia, anzitutto dal Delegato che propone e relaziona sulle qualità e altre caratteristiche del candidato, come ad esempio età, professione, status ecc.


Tutto corretto, ma occorre citare alcuni "sbarramenti per l'accesso all'Ordine" stabiliti (nero su bianco) per militari e appartenenti alle Forze di Polizia che aspirano allo SMOC (Sp.).
Essi possono venire accolti esclusivamente se in possesso almeno del grado di Capitano (o equivalente). Eccezion fatta per Carabinieri, Finanzieri e Poliziotti per i quali è sufficiente il grado di Tenente (o equivalente). Per costoro è prevista la Categoria di Merito.


Buongiorno,
lo sbarramento citato era una prassi di qualche anno fa ed, ad oggi, non mi sembra più applicata: conosco tantissimi sottufficiali e graduati appartenenti all'ordine (entrambi i rami), anche con gradi superiori a ufficio.

cordialmente
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Re: Cavalierato d'ufficio ad un nobile?

Messaggioda Sagittario » mercoledì 12 giugno 2024, 18:58

Accademista ha scritto:Buongiorno,
lo sbarramento citato era una prassi di qualche anno fa ed, ad oggi, non mi sembra più applicata: conosco tantissimi sottufficiali e graduati appartenenti all'ordine (entrambi i rami), anche con gradi superiori a ufficio.

cordialmente

La nota di sbarramento dedicata alla categoria dei militari/Forze di Polizia è recente, del 2020. Poi chiaramente vige il
principio generale del “fatta la legge, trovato l’inganno”. Immagino che la Real Cancelleria vigili sulle nuove richieste di ammissione/promozione avanzate dai Delegati, ma qualcosa può sempre sfuggire…
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