da fralari » lunedì 26 gennaio 2009, 20:04
Salve a tutti,
innanzitutto mi complimento veramente con chi ha organizzato e regola questo forum che ho scoperto per caso facendo una ricerca per conto di mio figlio sullo stemma di papa Benedetto XVI. L'araldica è un mondo affascinante e culturalmente arricchente perchè ti permette di riempire tasselli informativi che in altro modo non sarebbe stato possibile fare. E' bello anche scoprire la valenza antropologica, filosofica e storica che i tantissimi simboli stampati sugli stemmi hanno avuto e, secondo me continuano ad avere, al di là di vere o presunte nobiltà che restano sempre un fatto legato al “comportamento” umano.
Fatta questa doverosa premessa, passo all'argomento del mio intervento per il quale, con piacere, chiedo lumi ai tanti cultori di questa affascinate materia. Seguendo le indicazioni del forum sono stato condotto a queste pagine, per cui chiedo scusa se piombo nel ben mezzo di una discussione ma l'alternativa sarebbe stata quella di aprire un altro spazio per uno stesso argomento.
Vorrei definire uno stemma personale sul quale “incidere”, come una sorta di disco muto, accanto ad elementi che ricordino il cognome, anche un riferimento al luogo di origine ma soprattutto sarebbe mia intenzione inserire in un quarto specifico un particolare di un'opera intitolata “il cavaliere, la morte e il diavolo” che da quando la scoprii (in età giovanile) è diventata una sorta di filosofia di vita. In qual quadro, lo saprete tutti, un cavaliere con uno sguardo disinteressato alla presenza della morte (il tempo) e del diavolo (sollecitazioni, tentazioni, consumismo, peccato, chi più ne vuole, più ne metta), sembra avere come obiettivo di vita il raggiungimento di un minuscolo paesino (obiettivo) accompagnato, nell'attraversamento della intricata foresta (vita) da un cane (amico fedele) e protetto da una corazza (fede). Aggiungo che questo stemma (che dalle vostre dotte e piacevolissime discussioni ho imparato dovrebbe essere chiamato arma parlante) deve contenere un riferimento ad un doppio cognome (Lariccia e Marchione) in omaggio anche alla donna che mi sopporta da lunga pezza e con la quale condivido la professione di medico (altro elemento che vorrei comparisse).
So che uno dei motti della cavalleria (in merito agli stemmi) è che “chi più ha, meno ha” (nel senso che le più grandi ed antiche famiglie, da sempre hanno racchiuso in unico elemento la rappresentazione della propria antica nobiltà), ma proprio perchè lo scopo dello stemma, nel mio caso, non sarebbe quello di attestare nobiltà ma solo quello di sollecitare curiosità soprattutto in relazione all'opera citata, avrete venia con me se “carico” l'arma di così tanta simbologia.
Per i cognomi rifacendomi un po' al significato, per La-riccia avrei pensato ad un riccio (che per indicare come femmina dovrebbe avere accanto uno o due piccoli) mentre per Marchione - che a mio giudizio ha relazione con la definizione latina del marchese: marchio-marchionis- ad un pellicano che dona il proprio sangue ai pulcini con la corona marchesale - o marchionale- che vorrei posizionare in maniera "non nobiliare"rispetto all'animale - avendo valore solo di relazione con il cognome (per questo particolare sono nei guai....). Salvo che gli esperti del forum mi suggeriscano altre soluzioni
Infine come collegamento alla comune (mia e di mia moglie) professione medica vorrei inserire il caduceo con i due serpenti avvinghiati.
Un ultimo riferimento al motto che avrei scelto e cioè: VIRTUS VERA VIS parole che avendo in comune la iniziale “V” non vorrei lasciare all’esterno, come si usa in araldica, ma inserire sul bordo inferiore dello scudo (che appunto forma una V slargata).
Evidentemente “voi che sapete” potreste darmi tantissimi suggerimenti ed è per questo che ho scritto e vi leggerò, come sempre, con vero piacere.