Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda C.Quaratesi » domenica 27 gennaio 2013, 20:51

Ci possiamo anche dare del tu, ci mancherebbe!
Ecco il link: http://www.agendaonline.it/salerno/arti ... gistro.htm
Il percorso che ho compiuto per trovare il riferimento all'artista del polittico è stato quello tipico e banale delle ricerche in rete: "Pietrapertosa san francesco polittico". E scegliendo l'opzione "Libri" fra i contenuti, appare come primo record:
"Storia dell'arte nell'Italia meridionale: Il Cinquecento - Pagina 356
books.google.it/books?isbn=8879896539
Francesco Abbate - 2001 - Anteprima - Altre edizioni
Giovanni Luce firma un ciclo di affreschi nella chiesa del convento francescano di Pietrapertosa, per la quale esegue anche un polittico similissimo ai modi di Francesco da Tolentmo, anche lui attivo in Basilicata. Sull'identità dell'autore del ..."

Tutto qui.
Mi piacerebbe poter vedere il polittico in una foto migliore, magari a colori. Così forse potremmo aiutarti meglio anche riguardo alla datazione. Come già accennavo, un polittico di tali dimensioni e importanza,dovrebbe essere documentato: se non negli archivi, negli atti notarili, nelle memorie del convento, nelle visite pastorali (se esistono ancora, ovviamente) o almeno - in epoca più recente - nelle descrizioni degli eruditi locali e nelle schede della Soprintendenza. Il committente, peraltro, doveva essere un personaggio di notevole importanza e comunque molto munifico, vista l'imponenza del suo dono. In sostanza: un maggiorente del luogo, un signore locale, un priore...
A parte la santa Caterina, spesso effigiata in omaggio a committenti donne, ci sono davvero poche sante che possano alludere a una committenza femminile. L'ipotesi badessa, poi, non mi pare particolarmente felice: è davvero insolito che una monaca benefici un convento di frati e non il proprio monastero!
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A presto
Caterina
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda egometta » lunedì 28 gennaio 2013, 1:21

Ma come è già stato detto e ripetuto da altri, non è uno scudo a losanga (quindi presumibilmente femminile) circondato da cordelliera (quindi forse da badessa), bensì uno scudo a testa di cavallo che contiene una losanga (vuota e cimata da una croce patente) ed è cimato da un nastro decorativo. Quindi l'ipotesi badessa mi pare fuori gioco.
Che poi la losanga crociata sia parte (o tutto) di un signum tabellionis, oppure un semplice segno di famiglia indipendente dalla professione notarile, o ancora un mobile araldico pleno iure sono tutte ipotesi possibili ma da verificare sulla base della documentazione locale (araldica e non: per es. una verifica nei protocolli dei notai della zona di XV-XVI secolo).
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda C.Quaratesi » lunedì 28 gennaio 2013, 8:58

egometta ha scritto:Ma come è già stato detto e ripetuto da altri, non è uno scudo a losanga (quindi presumibilmente femminile) circondato da cordelliera (quindi forse da badessa), bensì uno scudo a testa di cavallo che contiene una losanga (vuota e cimata da una croce patente) ed è cimato da un nastro decorativo. Quindi l'ipotesi badessa mi pare fuori gioco.
Che poi la losanga crociata sia parte (o tutto) di un signum tabellionis, oppure un semplice segno di famiglia indipendente dalla professione notarile, o ancora un mobile araldico pleno iure sono tutte ipotesi possibili ma da verificare sulla base della documentazione locale (araldica e non: per es. una verifica nei protocolli dei notai della zona di XV-XVI secolo).

Sono pienamente d'accordo!
Caterina
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda daniela » lunedì 28 gennaio 2013, 10:30

C.Quaratesi ha scritto:
egometta ha scritto:Ma come è già stato detto e ripetuto da altri, non è uno scudo a losanga (quindi presumibilmente femminile) circondato da cordelliera (quindi forse da badessa), bensì uno scudo a testa di cavallo che contiene una losanga (vuota e cimata da una croce patente) ed è cimato da un nastro decorativo. Quindi l'ipotesi badessa mi pare fuori gioco.
Che poi la losanga crociata sia parte (o tutto) di un signum tabellionis, oppure un semplice segno di famiglia indipendente dalla professione notarile, o ancora un mobile araldico pleno iure sono tutte ipotesi possibili ma da verificare sulla base della documentazione locale (araldica e non: per es. una verifica nei protocolli dei notai della zona di XV-XVI secolo).

Sono pienamente d'accordo!
Caterina




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Bravissimi tutti!
Abbiamo raccolto molte informazioni interessanti.
Ora bisogna collazionarle e verificare negli archivi (locali e non).

La prima verifica da fare, appena avrò tempo, sarà il giro tra i palazzi del luogo per cercare sui portali uno stemma simile (difficile data l'epoca a cui dovrebbe risalire - ma non si sa mai).
La ricerca d'archivio qui è molto impegnativa...
Più che la pratica, bisogna avere un istinto alla Sherlock Holmes.

Buona giornata a tutti (anche agli amministratori). [clover.gif]
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda Lupicida » martedì 29 gennaio 2013, 13:57

Salve a tutti.
La discussione è appassionante. Credo comunque, come è già stato detto, che il dilemma si potrà sciogliere solo con ricerche condotte in loco.

Vorrei contribuire con una piccola osservazione: in concorrenza con la sensatissima ipotesi del signum tabellionis, si potrebbe considerare quella di un marchio di mercante, l'antenato del nostro logo commerciale (o trademark). Attualmente ne sto studiando uno presente in un famoso dipinto di Gentile da Fabriano, che sono riuscito a ricondurre a una famiglia di mercanti fabrianesi: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... roject.jpg.

Mi permetto un ulteriore commento, leggermente fuori tema. Per la sua imponenza e per la netta preponderanza di santi francescani il polittico sembra fatto per stare sull'altar maggiore (da dove eventualmente sarà stato rimosso durante qualcuna delle ristrutturazioni della chiesa). Sebbene non sia una regola rigida, nei dipinti per cappelle laterali, generalmente di patronato privato, si tende a lasciare più spazio a santi venerati dal committente, che possono anche non appartenere all'ordine che officia la chiesa.

Infine due domande:

- si conosce la ragione del rilievo attribuito alla figura di S. Pietro in cattedra? La chiesa era intitolata in origine a questo santo?

- chi è il pittore? Non sembra affatto male!

Saluti

Matteo Mazzalupi
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda daniela » martedì 29 gennaio 2013, 19:21

Lupicida ha scritto:Salve a tutti.
La discussione è appassionante. Credo comunque, come è già stato detto, che il dilemma si potrà sciogliere solo con ricerche condotte in loco.

Vorrei contribuire con una piccola osservazione: in concorrenza con la sensatissima ipotesi del signum tabellionis, si potrebbe considerare quella di un marchio di mercante, l'antenato del nostro logo commerciale (o trademark). Attualmente ne sto studiando uno presente in un famoso dipinto di Gentile da Fabriano, che sono riuscito a ricondurre a una famiglia di mercanti fabrianesi: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... roject.jpg.

Mi permetto un ulteriore commento, leggermente fuori tema. Per la sua imponenza e per la netta preponderanza di santi francescani il polittico sembra fatto per stare sull'altar maggiore (da dove eventualmente sarà stato rimosso durante qualcuna delle ristrutturazioni della chiesa). Sebbene non sia una regola rigida, nei dipinti per cappelle laterali, generalmente di patronato privato, si tende a lasciare più spazio a santi venerati dal committente, che possono anche non appartenere all'ordine che officia la chiesa.

Infine due domande:

- si conosce la ragione del rilievo attribuito alla figura di S. Pietro in cattedra? La chiesa era intitolata in origine a questo santo?

- chi è il pittore? Non sembra affatto male!

Saluti

Matteo Mazzalupi



Salve,

davvero grazie del Suo contributo.
Prima di risponderLe, per caso lei è il Mazzalupi di Pittura ad Ancona - e del resto?

La chiesa francescana di Pietrapertosa è ad aula unica.
Attualmente vi è un altare d'epoca tardobarocca in pietra, rialzato a stucco, che imita simili arredi napoletani degli anni 30 del 700 (all'incirca).
Tuttavia restano sculture lignee di angeli (ovviamente decontestualizzate - perché la chiesa e il convento sono stati semi-distrutti dai restauri novecenteschi) - sculture che probabilmente completavano un altare ligneo più antico e scomparso.
Non si può escludere, pertanto, che la grande pala di Francesco da Tolentino fosse collocata subito al di sotto dell'arco maggiore, su un altare magari con porte laterali che davano accesso al coro. Anche se, bisogna dirlo, la pala sembra adeguata per forma e dimensioni alla parete di fondo della tribuna, dov'è sistemata attualmente.

Riguardo al rilievo dato alla figura di San Pietro: si può ipotizzare sia un riferimento al nome del committente (a saperlo però!), sia un semplice collegamento al programma iconografico che in luogo della Vergine, come allusione alla Chiesa, prevedeva San Pietro. Non saprei dirLe nulla di più certo però, anche perché il polittico non è il mio oggetto principale di studio.
Come spiegavo qualche "post" più su, mi serve un appiglio cronologico per fissare un decennio circa l'impresa decorativa cinquecentesca di questa chiesa.
Se fosse interessato al pittore di origini marchigiane e di cultura umbro-laziale veda ad esempio:

http://books.google.it/books?ei=egEIUcz ... rch_anchor

e in biblioteca:
P. Giusti, P. Leone de Castris, Pittura del Cinquecento a Napoli: 1510-1540, forastieri e regnicoli, Napoli 1988
G. Toscano, Francesco da Tolentino e Andrea da Salerno a Nola: sulla pittura del primo Cinquecento a Napoli e nel Viceregno, Cicciano 1992.

Continui pure a riflettere sullo stemma in oggetto.
Sono certa che potrebbe apportare notevoli dati al nostro dibattito.

Cordialmente, DA
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » mercoledì 30 gennaio 2013, 5:08

Gentile Daniela,

Che sia un’ allegoria…

http://fe.fondazionezeri.unibo.it/foto/ ... /13308.jpg
Il Vento Gagliardo lo si chiamava Aquilone.
La Losanga simbolo dell’ Aquilone si trova al lato di San Pietro.
Allora Pietro disse : Signore » se. siete voi , comandate, ch' io venga a voi , cammim mando anch' io sull' onde. E il Signore per ricompensare l'ardore della sua Fede , e del suo amore , gli concedè la grazia , che chiedeva , dicendogli: Vieni. subito e S.Pietro sbalzò giù dalla barca , e camminava sopra l' acqua . Ma essendosi alzato un vento gagliardo , Pietro ebbe paura , e cominciando già a sommergersi, gridò: Signore, salvatemi . E il Signore presolo per la mano , lo sostenne, e lo fece insieme con se entrare nella barca dicendogli; "Uomo di poca fede, perchè hai dubitato ? Cosi conveniva , osserva S.Agostino , che S.Pietro , il quale , come Capo degli Apostoli , rappresentava tutta la Chiesa, e per conseguenza tanto i forti, quantoi deboli, facesse vedere nella sua fede ciò , che possiamo per Gesù Cristo, e nel suo timore quel, che noi siamo per noi medesimi ; per insegnare a tutti , che quei soli ricevono da Dio la forza , di cui hanno bisogno I quali sono convinti della propria debolezza, e la confessano.
Il sedicesimo secolo era fecondo per simboli.
Saluti, Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
Maria Luisa Alasia
 
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda C.Quaratesi » mercoledì 30 gennaio 2013, 9:26

Magari San Pietro potrebbe essere il santo patrono del luogo...Pietro come Pietrapertosa! [angel]
Sulla losanga come Aquilone (ipotesi affascinante) ho invece qualche dubbio: esistevano gia' allora gli aquiloni di carta come i nostri? All ' epoca i Venti si umanizzavano e si dipingevano di verde o azzurro ( vedi Botticelli, ad esempio) E poi:il San Pietro a cui e' accanto non sarebbe ( secondo lo storico, io non riesco a vederlo bene, e' troppo sfocato) quello domenicano?
Questo argomento mi sta iniziando a intrigare davvero. C'e' modo di linkare un'immagine piu' grande e a colori. In rete non la trovo...
Saluti
Caterina
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda daniela » mercoledì 30 gennaio 2013, 12:47

C.Quaratesi ha scritto:Magari San Pietro potrebbe essere il santo patrono del luogo...Pietro come Pietrapertosa! [angel]
Sulla losanga come Aquilone (ipotesi affascinante) ho invece qualche dubbio: esistevano gia' allora gli aquiloni di carta come i nostri? All ' epoca i Venti si umanizzavano e si dipingevano di verde o azzurro ( vedi Botticelli, ad esempio) E poi:il San Pietro a cui e' accanto non sarebbe ( secondo lo storico, io non riesco a vederlo bene, e' troppo sfocato) quello domenicano?
Questo argomento mi sta iniziando a intrigare davvero. C'e' modo di linkare un'immagine piu' grande e a colori. In rete non la trovo...
Saluti
Caterina


Cara Caterina,

sono contenta che "s'intrighi".
Non ho buone immagini a colori o più ravvicinate del polittico. Però Le assicuro che la figura al centro è proprio San Pietro.
Originale, per quanto scontata nella sua semplicità (ma io non ci avevo pensato!), l'associazione Pietro/Pietrapertosa.
Ho mandato una foto all'amministratore e probabilmente presto sarà pubblicata qui nel forum.
Non è granché, l'avviso.

Saluti
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda C.Quaratesi » mercoledì 30 gennaio 2013, 15:39

Non ci siamo capite! Provo a spiegarmi meglio: nella descrizione in rete ho letto che fra i santi c'è raffigurato san Pietro Martire, domenicano. Non riesco a distinguerlo con certezza dagli altri col saio, ma parrebbe quello con la veste più chiara, a dx nella predella, appunto vicino allo stemma. Quindi credevo si riferisse a questo santo nella frase:
Maria Luisa Alasia ha scritto:La Losanga simbolo dell’ Aquilone si trova al lato di San Pietro.
. Tutto qui!
A presto
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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda daniela » mercoledì 30 gennaio 2013, 16:21

C.Quaratesi ha scritto:Non ci siamo capite! Provo a spiegarmi meglio: nella descrizione in rete ho letto che fra i santi c'è raffigurato san Pietro Martire, domenicano. Non riesco a distinguerlo con certezza dagli altri col saio, ma parrebbe quello con la veste più chiara, a dx nella predella, appunto vicino allo stemma. Quindi credevo si riferisse a questo santo nella frase:
Maria Luisa Alasia ha scritto:La Losanga simbolo dell’ Aquilone si trova al lato di San Pietro.
. Tutto qui!
A presto
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E' questo il particolare che voleva vedere?
:
http://i49.tinypic.com/ify29w.jpg

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Già che ci siamo, secondo Lei - e secondo Mazzalupi - nella tavoletta centrale (sparita) che cosa poteva essere raffigurato?

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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda Lupicida » mercoledì 30 gennaio 2013, 16:35

daniela ha scritto:Prima di risponderLe, per caso lei è il Mazzalupi di Pittura ad Ancona - e del resto?


Sì, sono quello lì!

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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda Lupicida » mercoledì 30 gennaio 2013, 16:42

daniela ha scritto:Già che ci siamo, secondo Lei - e secondo Mazzalupi - nella tavoletta centrale (sparita) che cosa poteva essere raffigurato?

[clover.gif]


Probabilmente c'era uno sportellino per la custodia dell'Eucarestia, con un'immagine dell'Ultima Cena o senza alcuna raffigurazione, come nel polittico di Belforte di Giovanni Boccati (1468): http://politticideimontiazzurri.it/wp-c ... ti_tot.png.

Sospettavo che il pittore fosse Francesco da Tolentino, per le somiglianze impressionanti con Marchisiano di Giorgio, attivo a Tolentino negli stessi anni e che a lungo è stato confuso proprio con FdT.

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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda Lupicida » mercoledì 30 gennaio 2013, 16:50

Considerate le dimensioni molto ridotte, lo sportellino probabilmente non era dipinto ma solo intagliato. Ne veda un altro esempio marchigiano a Serrapetrona (MC), nel polittico di Lorenzo d'Alessandro: http://www.sibilliniturismo.it/Modules/ ... sandro.jpg

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Re: Stemma di un polittico lucano: una badessa o un notaio?

Messaggioda daniela » mercoledì 30 gennaio 2013, 17:00

Lupicida ha scritto:
daniela ha scritto:Già che ci siamo, secondo Lei - e secondo Mazzalupi - nella tavoletta centrale (sparita) che cosa poteva essere raffigurato?

[clover.gif]


Probabilmente c'era uno sportellino per la custodia dell'Eucarestia, con un'immagine dell'Ultima Cena o senza alcuna raffigurazione, come nel polittico di Belforte di Giovanni Boccati (1468): http://politticideimontiazzurri.it/wp-c ... ti_tot.png.

Sospettavo che il pittore fosse Francesco da Tolentino, per le somiglianze impressionanti con Marchisiano di Giorgio, attivo a Tolentino negli stessi anni e che a lungo è stato confuso proprio con FdT.

MM


Certo che sì. Confuso.
E quindi si riferisce agli affreschi del Duomo di Tolentino?
Dopo Gennaro Toscano quale studioso ha precisato la loro apparteneza a Marchisiano?
Rif.bibl.?

Bellissimo il polittico di Boccati.
Ma, scusi la miopia, il "contenitore delle sacre specie" è quello con sportello metallico nella predella o quello più in basso nella carpenteria?
Nel secondo che mi mostra sarebbe in legno dunque? Sbaglio o ha il medesimo decoro?
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