Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini


nicolad72 ha scritto: (non donna che compete solo alle Duchesse/Principesse ed alle esponenti di alcune - pochissime - famiglie marchionali)
Pantheon ha scritto:Un'usanza ha sempre un suo fondamento, per questo ritengo vada rispettata anche perchè non credo costituisca un'infrazione volontaria dell'etichettapiù o meno istituzionalizzata.
Sarebbe piuttosto interessante comprendere le ragioni che hanno determinato l'affermazione di questa usanza che personalmente trovo molto garbata e rispettosa della tradizione ancorchè locale ma non per questo meno importante.
Saluti.
Art. 39 del R.D.7 giugno 1943 n. 651 che approva il nuovo Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno del 24 luglio 1943
Spetta la qualifica di «Donna» alle consorti dei personaggi indicati nelle categorie 1a e 2a dell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche secondo le disposizioni dei Regi decreti che regolano tale materia.
La suddetta qualifica si conserva per tutto lo stato vedovile.
Sono mantenute le qualifiche di «Don» e « Donna»:a) ai componenti delle famiglie che abbiano ottenuta speciale concessione;
Sono mantenute ai Patrizi veneti le qualifiche di « Nobil Homo» (N. H.) e di «Nobil Donna» (N. D.).
b) ai componenti delle famiglie insignite dei titoli di Principe e di Duca, e a quelli delle due famiglie marchionali romane così dette di Baldacchino;
c) ai componenti delle famiglie sarde decorate simultaneamente del Cavalierato ereditario e della Nobiltà;
d) ai componenti delle famiglie dell'attuale Lombardia in grado di provare:1) che la loro nobiltà fu riconosciuta prima del 1796 in base alle disposizioni emanate dall'Imperatrice Maria Teresa per la revisione nobiliare nelle terre della Lombardia austriaca o confermata dopo il 1814 con Sovrana Risoluzione quale era stata goduta prima del 1796;
e) ai componenti delle famiglie dei territori dell'antico Ducato di Milano al tempo del dominio spagnolo ceduti ai Re Sabaudi dal 1714 al 1748, quando nel Ducato subentrò il dominio austriaco, che siano in grado di provare il possesso della nobiltà già al tempo del dominio spagnolo accompagnato dall'uso del Don nei propri ascendenti diretti in linea mascolina prima del distacco dei territori predetti dal Ducato.Tale uso deve essere attestato da atti ufficiali di Governo o del Senato di Milano, ed eventualmente da opere anteriori al 1714.
2) che si trovano nelle stesse condizioni nobiliari di cui al comma 1, pur non avendo avuto riconoscimento o conferma sotto il dominio austriaco;

MMT ha scritto:È anche vero che al di là di quanto stabilito tecnicamente nel regolamento, il trattamento di Don ma soprattutto quello di Donna è stato continuato ad usare per consuetudine specie nei riguardi di quelle Signore che non avevano un titolo proprio e che però in Società erano in un certo senso equiparate alle titolate. Riporto questo in quanto in quanto la domanda originale riguarda l'ambito della cortesia, trattandosi di titolature da indicare su inviti mondani.
In ogni caso per quel che riguarda il trattamento di Don c'è un apposito topic che ne abalizza precisamente storia ed uso, che chiaramente non può essere circoscritto alla sole epoca del Regno d'Italia.

Torna a Piazza Principale / Main Square
Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti