Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

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Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda Αγγλικανικός » mercoledì 23 gennaio 2013, 14:56

Un caro saluto ai gentilissimi utenti di questo forum.


Nella speranza di usare la sezione giusta, vorrei per favore chiederVi un consiglio.

Potete per favore indicarmi come si scrivono correttamente l'intestazione sulla busta e l'apertura di lettera verso la moglie di un conte, la quale non è titolata juris sui?

[ad esempio, poniamo che la signora si chiami Maria Rossi e sia sposata con Luigi Viendalmare di Serbelloni ...]

Grazie mille.
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 23 gennaio 2013, 16:13

I modi sono molteplici e mutano a seconda del contesto in cui viene scritta la lettera.
Più dettagli - nei limiti della dovuta riservatezza - ci sarebbero d'aiuto
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda Αγγλικανικός » mercoledì 23 gennaio 2013, 17:39

Gentile Nicolad,
La ringrazio per la risposta.

In effetti non ho chiarito un punto importante.

Il mio dubbio riguarda l'eventualità o meno che la signora abbia acquisito un qualsiasi titolo attraverso il matrimonio con un conte. (La situazione è comunque formale).

Se così fosse, dovrei intestare la busta a "Contessa/(Donna?) Maria Viendalmare di Serbelloni"?

Se così non fosse, allora non ho problemi ad intestare la missiva alla "Signora Maria Viendalmare di Serbelloni" ... Oppure dovrebbe essere alla "Signora Maria Rossi"?

[Scrivendo questo post mi sono appena accorto delle mie lacune sul tema ... ]
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda MMT » mercoledì 23 gennaio 2013, 18:11

Se si tratta di invito o altra formalità mondana in cui è richiesto l'uso del titolo nobiliare dovrà scrivere alla Contessa Maria Rossi di Valverde (cognome del marito). La donna segue la condizione del marito ed assume i titoli di questo.
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda Αγγλικανικός » giovedì 24 gennaio 2013, 15:26

Molte grazie.
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda nicolad72 » venerdì 25 gennaio 2013, 10:26

Secondo il vecchio ordinamento nobiliare nazionale la donna segue la condizione del marito, ma si deve omettere di usare il cognome da nubile dell'interessata, ma esclusivamente quello del marito.
In questo caso la Sig.ra Maria Rossi diviene la Contessa Maria Viendalmare di Serbelloni. In apertura di lettera ci si rivolge a lei con il trattamento di Gentile (non donna che compete solo alle Duchesse/Principesse ed alle esponenti di alcune - pochissime - famiglie marchionali) Contessa di Serbelloni o solo Gentile Contessa. Se fosse un uomo si userebbe il trattamento di Egregio.
Sovente in molte lettere noto che il trattamento di Gentile viene usato indistintamente sia per le donne che per gli uomini, ma è un grave errore di stile "Gentile" si usa esclusivamente quando ci si riferisce a signore.

Se l'invito fosse rivolto alla Sig.ra Maria Rossi che riveste un qualche incarico - soprattutto pubblico, ad esempio sindaco di Quelpostola - allora l'invito sarebbe rivolto alla Sig.ra (D.ssa se del caso) Maria Rossi - Sindaco di Quelpostola oppure se la persona ha optato per l'aggiunta del cognome dello sposo al proprio (e di questo bisogna essere certi e nel dubbio è meglio omettere) Sig.ra (D.ssa) Maria Rossi Viendalmare (di Serbelloni - da aggiungere solo se il predicato sia stato cognomizzato) omettendo qualsivoglia titolo nobiliare.

In genere è sempre meglio non abusare nei titoli... se ci deve essere errore in questi casi è preferibile non usare che stra-usare
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda Αγγλικανικός » venerdì 25 gennaio 2013, 10:45

Nicolad, La ringrazio molto per l'esaustiva ed interessante spiegazione!
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda LeSaboteur » venerdì 25 gennaio 2013, 21:37

nicolad72 ha scritto: (non donna che compete solo alle Duchesse/Principesse ed alle esponenti di alcune - pochissime - famiglie marchionali)

Io non so se ciò sia solo una usanza "contro l'etichetta" ma in Sicilia c'è sempre stata la tradizione di chiamare le donne nobili, indipendentemente dal titolo, "Donna".
Molti sono i documenti o biglietti da visita che riportano tale uso. Ciò risulterebbe una "deroga provinciale" alla regola in virtù di un uso consolidato o semplicemente una mancanza di "stile"?

Cordialmente,
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda Pantheon » venerdì 25 gennaio 2013, 22:45

Un'usanza ha sempre un suo fondamento, per questo ritengo vada rispettata anche perchè non credo costituisca un'infrazione volontaria dell'etichettapiù o meno istituzionalizzata.
Sarebbe piuttosto interessante comprendere le ragioni che hanno determinato l'affermazione di questa usanza che personalmente trovo molto garbata e rispettosa della tradizione ancorchè locale ma non per questo meno importante.
Saluti.
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda LeSaboteur » venerdì 25 gennaio 2013, 23:45

Pantheon ha scritto:Un'usanza ha sempre un suo fondamento, per questo ritengo vada rispettata anche perchè non credo costituisca un'infrazione volontaria dell'etichettapiù o meno istituzionalizzata.
Sarebbe piuttosto interessante comprendere le ragioni che hanno determinato l'affermazione di questa usanza che personalmente trovo molto garbata e rispettosa della tradizione ancorchè locale ma non per questo meno importante.
Saluti.


Beh, in sicilia c'è sempre stato molto rispetto della nobiltà e credo, dunque, che un qualsiasi nobile , indipendentemente dall'essere titolato o meno, venisse chiamato Don o Donna, in quanto senza alcun "prefisso" la persona sarebbe in tal modo stata equiparata a chi non fosse di tale rango.
Non credo sia un caso che tutt'oggi rimane l'usanza di chiamare "don" chi è anziano o socialmente rispettato.

Cordialmente,
G.T.
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda nicolad72 » lunedì 28 gennaio 2013, 9:53

La tradizione di chiamare don o donna persone eminenti (non solo i nobili avevano questo diritto) risale alla lunga tradizione spagnola che ha dominato la sicilia per secoli.
Ma la Sicilia ha fatto parte del regno d'Italia e il regolamento nobiliare italiano stabiliva che avevano diritto al trattamento di "Don" (ed il corrispondente Donna) la famiglie ducali e principesche

Qua la regolamentazione esatta...

Art. 39 del R.D.7 giugno 1943 n. 651 che approva il nuovo Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno del 24 luglio 1943

Spetta la qualifica di «Donna» alle consorti dei personaggi indicati nelle categorie 1a e 2a dell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche secondo le disposizioni dei Regi decreti che regolano tale materia.
La suddetta qualifica si conserva per tutto lo stato vedovile.
Sono mantenute le qualifiche di «Don» e « Donna»:
    a) ai componenti delle famiglie che abbiano ottenuta speciale concessione;
    b) ai componenti delle famiglie insignite dei titoli di Principe e di Duca, e a quelli delle due famiglie marchionali romane così dette di Baldacchino;
    c) ai componenti delle famiglie sarde decorate simultaneamente del Cavalierato ereditario e della Nobiltà;
    d) ai componenti delle famiglie dell'attuale Lombardia in grado di provare:
      1) che la loro nobiltà fu riconosciuta prima del 1796 in base alle disposizioni emanate dall'Imperatrice Maria Teresa per la revisione nobiliare nelle terre della Lombardia austriaca o confermata dopo il 1814 con Sovrana Risoluzione quale era stata goduta prima del 1796;
      2) che si trovano nelle stesse condizioni nobiliari di cui al comma 1, pur non avendo avuto riconoscimento o conferma sotto il dominio austriaco;
    e) ai componenti delle famiglie dei territori dell'antico Ducato di Milano al tempo del dominio spagnolo ceduti ai Re Sabaudi dal 1714 al 1748, quando nel Ducato subentrò il dominio austriaco, che siano in grado di provare il possesso della nobiltà già al tempo del dominio spagnolo accompagnato dall'uso del Don nei propri ascendenti diretti in linea mascolina prima del distacco dei territori predetti dal Ducato.Tale uso deve essere attestato da atti ufficiali di Governo o del Senato di Milano, ed eventualmente da opere anteriori al 1714.
Sono mantenute ai Patrizi veneti le qualifiche di « Nobil Homo» (N. H.) e di «Nobil Donna» (N. D.).


Del trattamento di don da te evidenziato è paradossalmente stato mantenuto per i domini spagnoli di lombardia e non per quelli duo-siciliani.
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda MMT » lunedì 28 gennaio 2013, 14:12

È anche vero che al di là di quanto stabilito tecnicamente nel regolamento, il trattamento di Don ma soprattutto quello di Donna è stato continuato ad usare per consuetudine specie nei riguardi di quelle Signore che non avevano un titolo proprio e che però in Società erano in un certo senso equiparate alle titolate. Riporto questo in quanto in quanto la domanda originale riguarda l'ambito della cortesia, trattandosi di titolature da indicare su inviti mondani.
In ogni caso per quel che riguarda il trattamento di Don c'è un apposito topic che ne abalizza precisamente storia ed uso, che chiaramente non può essere circoscritto alla sole epoca del Regno d'Italia.
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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda Pantheon » lunedì 28 gennaio 2013, 15:05

MMT ha scritto:È anche vero che al di là di quanto stabilito tecnicamente nel regolamento, il trattamento di Don ma soprattutto quello di Donna è stato continuato ad usare per consuetudine specie nei riguardi di quelle Signore che non avevano un titolo proprio e che però in Società erano in un certo senso equiparate alle titolate. Riporto questo in quanto in quanto la domanda originale riguarda l'ambito della cortesia, trattandosi di titolature da indicare su inviti mondani.
In ogni caso per quel che riguarda il trattamento di Don c'è un apposito topic che ne abalizza precisamente storia ed uso, che chiaramente non può essere circoscritto alla sole epoca del Regno d'Italia.


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Re: Rivolgersi a consorte di conte (non titolata sui juris)

Messaggioda Alberto Lubelli Prasca » giovedì 31 gennaio 2013, 23:12

Gentili signori,
se il quesito fa riferimento specifico ai regolamenti nobiliari allora la questione è complessa e non mi addentro nel ginepraio di regole più o meno abrogate...
Se il quesito si riferisce a regole e usanze di cortesia e di bon ton, allora direi questo:
se la lettera è di convenevoli, cortesia, auguri o altro è gentile intestarla: "c.ssa Maria mazzanti di serbelloni" oppure "N.D. Signora Maria mazzanti di serbelloni", nella cortesia non si bada eccessivamente all'esattezza dei titoli, non si bada se porta o meno il cognome del marito, ecc.
S può anche scrivere "N.D. Maria Mazzanti Rossi" nelle regole del bon ton il cognome del marito precede quello di nascita, ma si può omettere il predicato.
Se il marito della signora non è primogenito, ma nobile dei conti, il trattamento di N.D. salva tutto (so bene che anche i trattamenti di N.D. e N.H. erano oggetto di concessione o decreto, ma qui stiamo parlando di usi di cortesia, assai consolidati, come, soprattutto al Sud Italia il trattamento di Don e Donna). oppure se nel paesello, come spesso succede, anche il secondogenito, o il terzogenito vengono chiamati conti dal popolo, è libera la scelta di usare il N.D. o contessa.
Tra le persone distinte non usa fare i gendarmi: la cortesia supera le ferree regole nobiliari. Così accadeva anche durante il Regno.
Se la lettera è spedita alla signora per ragioni amministrative o di affari, vale quanto scritto: "dott.ssa Maria Rossi - Sindaco di Vattelapesca" oppure: "dott.ssa Maria Rossi - Amministratore Delegato ACME" oppure, semplicemente: "Gent.le Sig.ra Maria Rossi". La corrispondenza commerciale o amministrativa deve essere sobria e personale, quasi mai il cognome del marito e niente salamelecchi.

Una regola rimane insuperabile: il matrimonio, se la signora non è sposata davanti al Signore e agli uomini rimarrà sempre solo la "Sig.ra Maria Rossi".

Ancora una regola: la cortesia è rispetto, quindi se la signora - e magari anche il titolato marito - sono bolscevichi o giacobini, e la cosa ci è nota, converrà utilizzare semplicemente un generico "gentile sig.ra...."

Cordialmente.
Alberto L. Prasca.
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