Reali lettere patenti

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Reali lettere patenti

Messaggioda luisa monesi » sabato 12 gennaio 2013, 17:31

Volendo approfondire l’argomento in oggetto, ho trovato questa definizione:
“Le Lettere patenti sono un provvedimento avente forza di legge emanato da un sovrano senza l'approvazione di nessun Consiglio ……… Il sovrano era generalmente insindacabile nell'esercizio di questa sua prerogativa”.
Ed ora la mia domanda.Insieme ad una reale lettera patente ho trovato un'altra dichiarazione, equivalente nella sostanza, ma più o meno come di seguito:

Il Duce del Fascismo
Capo del Governo

Veduto …..
Udito …
Visti …
DECRETA
(omissis)
Il Duce
(firmato) Mussolini

Non si tratta di una contraddizione? Che senso o utilità può aver avuto? L.M.
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda Guido5 » sabato 12 gennaio 2013, 19:24

Cara Luisa,
non so a cosa faccia riferimento il provvedimento di Mussolini ma la facoltà di decretare è prevista per il Presidente del Consiglio e per i ministri anche dall’attuale ordinamento giuridico italiano. L’articolo 76 della Costituzione afferma testualmente: «L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti».
Così il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (d.p.c.m.) è un atto amministrativo emesso dal Governo che non è di pertinenza di uno o più ministri mentre il decreto ministeriale (d.m.) è l’atto analogo emesso da un ministro nell'ambito delle materie di competenza del suo dicastero e il decreto interministeriale è quello che richiede la competenza di diversi dicasteri ed è quindi adottato di concerto tra i ministri interessati.
Il decreto ministeriale non ha forza di legge anche se può assumere il carattere di fonte normativa secondaria nel caso che riguardi un regolamento. Di solito pone norme tecniche - di dettaglio, o generiche ma relative a un argomento specifico - per l'attuazione di una norma di legge. Talvolta però riveste carattere particolare, come nel caso delle nomine dirigenziali. È caratterizzato da una certa discrezionalità del ministro ma è sempre prescritto dalla legge.
Il decreto ministeriale, interministeriale o del Presidente del Consiglio non va confuso con il decreto legislativo, che è invece un atto avente forza di legge emanato dal Presidente della Repubblica o, in seguito a una legge di delega parlamentare, dal Governo nel suo insieme.

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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda luisa monesi » sabato 12 gennaio 2013, 20:29

Caro Guido 5, grazie per la tua articolata risposta. Non mi ero resa conto di non aver prescisato di che provvedimento si tratta. E' il riconoscimento di titolo nobiliare e relativo stemma datato 1938. Scusa, ma continuo però a non capire perchè per uno stesso riconoscimento esistono due provvedimenti uno firmato dal Commissario del Re presso la Consulta Araldica e l'altro dal Capo del Governo [confused.gif].
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda contegufo » sabato 12 gennaio 2013, 20:32

Salve

Secondo il mio modesto parere quanto riportato a firma di Mussolini è una presa d'atto da leggersi anche come atto di convalida circa le Regie L.L P.P decretate dal Sovrano.
Credo che prima di Mussolini quel provvedimento non aveva ragione d'essere; in sostanza il Sovrano era di fatto ostaggio persino nelle sue prerogative di fons honorum.

Saluti
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda Guido5 » sabato 12 gennaio 2013, 21:58

Cara Luisa,
ho copia di un decreto (14 luglio 1937) firmato da Mussolini per la concessione - "udito il Commissario del Re presso la Consulta Araldica nelle sue conclusioni" - dello stemma di un Comune: è evidente che il provvedimento rientrava fra le sue prerogative; mi è meno chiaro come il “Duce del Fascismo, Capo del Governo” potesse considerarsi “fons honorum” per la concessione di titoli nobiliari.
Oggi è il “Servizio araldica pubblica” dell’Ufficio del cerimoniale di Stato e per le Onorificenze della Presidenza del Consiglio (istituito con d.p.c.m. 28 gennaio 2011) che predispone i decreti con i quali il Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, concede gli emblemi araldici (stemmi, gonfaloni e bandiere e sigilli) anche se soltanto a regioni, province, città metropolitane, comuni, comunità montane, comunità isolane, consorzi, unioni di comuni, enti con personalità giuridica, banche, fondazioni, università, società, associazioni, Forze armate e Corpi dello Stato ad ordinamento civile e militare.

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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda luisa monesi » domenica 13 gennaio 2013, 9:45

Caro,e sempre efficiente, Guido 5,
non si tratta di una concessione, ma di un riconoscimento di qualche cosa già esistente. Tra il 1920 e il 1930 mio nonno e i capostipiti degli altri rami della famiglia furono “costretti” a presentare una richiesta documentata di riconoscimento del titolo, ma tale richiesta fu presentata alla Consulta Araldica del Regno non al governo. Ecco perché penso che sia vera l’ipotesi di Contegufo ed ecco perché tale documento è finito, volutamente dimenticato, in un cassetto. L.M.
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda Guido5 » domenica 13 gennaio 2013, 12:41

Cara Luisa,
se guardi la carta intestata del decreto del quale ho parlato potrai leggere (spero) “Presidenza del Consiglio dei Ministri – CONSULTA ARALDICA“: nihil novi sub sole.

Immagine Immagine

E avanzo un’ipotesi: quello riguardante la tua Famiglia è il risultato di un semplice provvedimento ricognitivo finalizzato all’inserimento nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana (quello ora conservato nell'Archivio Centrale dello Stato), ricordando che gli iscritti negli Elenchi ufficiali nobiliari italiani (1922-1933 e suppl. 1934-1936) se non presentavano la documentazione per l’iscrizione venivano cancellati e non avevano alcun riconoscimento di stemma. Quanto basta e avanza per considerare il decreto alla stregua dell’avviso di ricevimento di una raccomandata.

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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda luisa monesi » domenica 13 gennaio 2013, 13:02

Caro Guido5,
come avrai capito sono troppo frettolosa nel tirare conclusioni. In futuro cercherò di leggere più attentamente prima di lanciarmi in ipotesi suffragate da ..... molto poco. Grazie dei tuoi pazienti chiarimenti. [notworthy.gif] L.M.
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda MMT » martedì 15 gennaio 2013, 12:41

Tutti i provvedimenti di riconoscimento nobiliare di quel periodo hanno quella struttura. La Consulta araldica era (ed è tutt'ora) organo dipendente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Suo archivio è conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato (Roma EUR) appunto nel fondo della Presidenza del Consiglio dei Ministri (sono consultabili online gli elenchi: viewtopic.php?f=7&t=16539), che conserva i fascicoli con i documenti richiesti necessariamente per dimostrare la nobiltà della famiglia ed ottenere il provvedimento di riconoscimento. Se vuol conoscere quanto costava fare un iter del genere consiglio la lettura di viewtopic.php?f=6&t=12584&p=148814&hilit=consulta+araldica+lire#p148814
Aggiungo che le copie familiari erano rilegate e conservate in una cartellina azzurra con lo stemma d'oro del Regno d'Italia, in quel perido lo scudo sabaudo con all'esterno i fasci littori.
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda luisa monesi » martedì 15 gennaio 2013, 19:22

MMT scrive: consiglio la lettura di viewtopic.php?f=6&t=12584&p=148814&hilit=consulta+araldica+lire#p148814

Tutto corrisponde e per completezza aggiungo che l'onorario del miniaturista era di lire 200. L.M.
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda MMT » domenica 20 gennaio 2013, 17:37

a firma Ing. Ettore Pennetta, immagino!
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Re: Reali lettere patenti

Messaggioda Carlettino » lunedì 28 gennaio 2013, 13:55

Non vorrei sbagliare, ma mi sembra che Mussolini avocò a sé i provvedimenti di riconoscimento dei titoli nobiliari, che prima erano di competenza del ministro (della Giustizia o dell'Interno?).
Le Regie Lettere Patenti riguardano, invece, le nuove concessioni e gli altri provvedimenti "di grazia", come rinnovazioni, convalide, ecc.
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