Conte Orsetti di Lucca

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Conte Orsetti di Lucca

Messaggioda ermete » sabato 15 settembre 2012, 11:49

GENS VALERIA ha scritto:
ermete ha scritto:
contegufo ha scritto:Gli Orsetti non furono mai Patrizi di Lucca (il patriziato era istituto ottocentesco) in quanto non rispondenti alle specifiche richieste, quindi sì Conti, rinnovati, ma non Patrizi in quanto non lo erano mai stati nemmeno all'epoca del Ducato di Lucca.
Saluti


contegufo guarda che i patrizi sono stati "inventati" al tempo dell'antica Roma dove il popolo era diviso in patrizi e plebei.

Riguardano le cariche pubbliche cittadine e quindi non sono concessi dai Sovrani, al limite sono riconosciuti. Hai mai visto una concessione di Patrizio da parte di Umberto II o di un altro re d'Italia ?


Qui occorre un piccolo chiarimento.

Quando le repubbliche aristocratiche Venezia, Genova, Lucca erano indipandenti, i trattamenti , gli appellativi con i quali venivano designati i membri dell aristocrazia ed utilizzati tra loro erano quelli di nobilomini in laguna e nobili altrove.
L' antico, storico appellativo di patrizio era raramente tollerato in queste città e se ne faceva uso sporadico all'estero.

Quando le citate repubbliche vennero annesse al Regno d'Italia , con l'intento di ordinare ed uniformare qualità e titoli nobiliari e renderli più o meno omogenei, la Consulta Araldica designò ( in certo senso " inventò" ) trattamenti quasi sconosciuti e poco inutilizzati, nacquero così i patriziati.
Inutile raccontare le battaglie più o meno sotteranee tra i consultori regionali per dimostrare la dignità patriziale piuttosto che nobiliare delle moltissime aristocrazie cittadine e borghigiane sparse lungo lo Stivale.


qui purtroppo dissento.
mi sembra che vogliamo parlare di fisica senza conoscere la matematica.

1) la NOBILTA' non è un titolo ma una CONDIZIONE SOCIALE DI APPARTENENZA che si otteneva attraverso il riconoscimento della cittadinanza e degli "uffici utili". Questa condizione era necessaria per ricoprire i magisteri cittadini. Ogni città aveva uno statuto o un regolamento e un albo sul quale annotava le persone che erano in questa condizione. Per accedere al senato dovevi aspettare una generazione dal riconoscimento. Da qui nasce la nobiltà cittadina.
Con Napoleone tutto cambia: la condizione di "cittadino", come peraltro si appellavano le persone in quel periodo, viene riconosciuta a tutti e tutti quindi potevano accedere alle magistrature cittadine mentre prima lo potevano fare solo quelli che erano nobili di condizione.
Napoleone ha fatto quello che nessun altro era riuscito a fare: distruggere la nobiltà dandola a tutti cosicché quando lo furono tutti non lo era più nessuno.

2) il PATRIZIATO esiste dai tempi dell'antica Roma, era una divisione tra la plebe e chi stava in Senato o magari aveva cariche eminenti durante la Repubblia o l'Impero Romano.
A Bologna tutti i membri del Senato cittadino erano Patrizi di detta città e questo quando ancora i Savoia stavano in Piemonte. A Firenze vi erano i nobili ed i nobili Patrizi, ecc... ecc....
I membri di questa classe sociale venivano appellati Magnifico, Eccellenza, Domino, Messere, ecc... a seconda del posto. In Austria l'Impero riconobbe il titolo di Conte ai Patrizi.
I vari Duchi ma anche le varie Repubbliche: Siena, Venezia, Genova ecc..., modificarono nel tempo le regole per accedere a detta condizione che apparteneva alla società cittadina. Non era quindi un titolo onorifico e non veniva concesso certo dal re in quanto non potevi essere patrizio d'Italia. Il re poteva riconoscere la nobiltà e il patriziato a quelle famiglie che ne avessero avuto diritto.


3) DOPO NAPOLEONE non esistendo di fatto più privilegi tra classi sociali, la condizione di nobile non poteva più esistere perchè esistendo avrebbe portato ad una divisione non più tollerabile in quei tempi e, soprattutto, per un piccolo regno che si proponeva di unificare sotto la sua modernità un'Italia divisa e arretrata. Viene così trasformato il tutto in un titolo che diventando onorifico non portava con se polemiche.

4) DIFFERENZA tra CONDIZIONE e TITOLO: ci viene in aiuto la chiesa: il Vescovo è un grado dell'Ordine Sacro mentre il Cardinale è un Titolo. Quindi il primo è una condizione in cui si trova un membro della chiesa: Diaconi, Presbiteri, Vescovi (plebe, borghesia, Nobiltà). Cardinale è un titolo come anche Patriarca ecc... ( Principe, Marchese ecc...).
Un tempo poteva essere dato il titolo di Cardinale anche ad un diacono ma ora non è più così. Lo stesso vale fuori dalla chiesa: il titolo di conte poteva essere dato ad un borghese o magari, perché no, anche ad plebeo. Ora va detto che se un borghese viene investito di un titolo comitale questo verrà ascritto al ceto nobile anche se ci sono molte discussioni in merito. C'è chi dice che il non nobile investito di un titolo acquista la nobiltà solo dalla generazione successiva, altri, come nel caso della grandezza concessa dal re di spagna al primo ministro Gonzale (non vorrei sbagliare ma Pierfe lo sa meglio di me) dicono che la nobiltà l'acquista alla 3° generazione. Insomma è un po' come la festa dell'uva...
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Re: Conte Orsetti di Lucca

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 15 settembre 2012, 12:27

Francamente, ermete, non comprendo dove siano le presunte contraddizioni , stiamo scrivendo le stesse cose :D , che quella di nobile e/o patrizio non sia un titolo bensì una qualità , condizione, attributo è un punto su sui batto da anni , in quanto non compreso pienamente da tutti , sull'argomento non sono del tutto a digiuno , considerando che ho studiato e studio da anni la storia dei miei miei avi con essa un millennio di condizione sociale/nobiliare, quindi oltre alla fisica e alla matematica, ;) ho dovuto studiare anche l'aritmetica:
viewtopic.php?f=6&t=9744&hilit=

Che i patriziato sia istituto antichissimo l'ho fatto presente , "antico, storico appellativo di patrizio"
Avrai letto l'ottimo articolo di A. Squarti Perla :
http://www.cnicg.net/pdf/titpatr.pdf

Forse l'unico, marginale, appunto che mi sento di proporre alla tua attenzione è che l'impero austriaco riconobbe sì il titolo di conti ad ( alcuni ) nobili veneziani , che ne fecero domanda in quanto ...
abolì totalmente la condizione di patrizio o meglio di Nobil Homo a favore di un generico "nobile" .

Cordialmente
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Re: Conte Orsetti di Lucca

Messaggioda ermete » sabato 15 settembre 2012, 13:16

GENS VALERIA ha scritto:Francamente, ermete, non comprendo dove siano le presunte contraddizioni , stiamo scrivendo le stesse cose :D , che quella di nobile e/o patrizio non sia un titolo bensì una qualità , condizione, attributo è un punto su sui batto da anni , in quanto non compreso pienamente da tutti , sull'argomento non sono del tutto a digiuno , considerando che ho studiato e studio da anni la storia dei miei miei avi con essa un millennio di condizione sociale/nobiliare, quindi oltre alla fisica e alla matematica, ;) ho dovuto studiare anche l'aritmetica:
viewtopic.php?f=6&t=9744&hilit=

Che i patriziato sia istituto antichissimo l'ho fatto presente , "antico, storico appellativo di patrizio"
Avrai letto l'ottimo articolo di A. Squarti Perla :
http://www.cnicg.net/pdf/titpatr.pdf

Forse l'unico, marginale, appunto che mi sento di proporre alla tua attenzione è che l'impero austriaco riconobbe sì il titolo di conti ad ( alcuni ) nobili veneziani , che ne fecero domanda in quanto ...
abolì totalmente la condizione di patrizio o meglio di Nobil Homo a favore di un generico "nobile" .

Cordialmente


magari ho capito male ciò che volevi dire ma hai scritto che la cons. arald. ho inventato il titolo di patrizio. Il senso allora mi è scappato. Se concordi sulla condizione e non titolo allora siamo in sintonia. Non ti dico le pene per far comprendere questa banalità in special modo a quelli che mettono sul biglietto da visita "nobile". Una roba da matti.

L'impero riconobbe non solo ai veneti ma a moltissimi patrizi dei Ducati italiani a lui legati.
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Re: Conte Orsetti di Lucca

Messaggioda contegufo » sabato 15 settembre 2012, 23:44

Salve

Per i duri di comprendonio andatevi a leggere quanto già ho scritto:

viewtopic.php?f=6&t=12902&hilit=patrizi+a+lucca

" Questo fu l'atto conclusivo col quale venne creata la classe dei PATRIZI stabilendosi che tutte le famiglie che avevano goduto per almeno quattro generazioni continue, sino alla caduta della Repubblica (1799), del distinto onore della medesima, cioè dell'Anzianato e potevano provare altresì la continuazione della loro nobiltà per duecento anni, potevano esser iscritti fra i PATRIZI DI LUCCA. "


Buona notte
Ultima modifica di contegufo il lunedì 17 settembre 2012, 14:25, modificato 1 volta in totale.
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Re: Conte Orsetti di Lucca

Messaggioda ermete » domenica 16 settembre 2012, 8:26

contegufo ha scritto:Salve

Per i duri di comprendonio andatevi a leggere quanto già ho scritto:

viewtopic.php?f=6&t=12902&hilit=patrizi+a+lucca

" Questo fu l'atto conclusivo col quale venne creata la classe dei PATRIZI stabilendosi che tutte le famiglie che avevano goduto per almeno quattro generazioni continue, sino alla caduta della Repubblica (1799), del distinto onore della medesima, cioè dell'Anzianato e potevano provare altresì la continuazione della loro nobiltà per duecento anni, potevano esser iscritti fra i PATRIZI DI LUCCA. "


Buona notte


contegufo, con questo cosa vorresti dire?
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Re: de Sanctis di Castelbasso

Messaggioda petecciano » mercoledì 19 dicembre 2012, 23:53

Antonio De Battisti ha scritto:Gentile Morello,
mi auguro sia questa la famiglia che va cercando. La fonte è il Libro d'Oro.

de SANCTIS di CASTELBASSO
Arma : D'azzurro al monte di tre cime di verde uscente dalla punta dello scudo sostenente un leone d'oro fissante una cometa ad 8 raggi dello stesso ondeggiante in banda e posta nel canton destro del capo.
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Antica e nobile famiglia del regno di Napoli feudataria di Cerreto e Penna S.Andrea in Abruzzo. Fu tra le primarie della città di Teramo, Penne, Canzano e Castelbasso ove possedeva proprietà e palazzi gentilizi.

Imparentata con le più antiche famiglie del teramano :
- della NOCE
- ROZZI di Campli
- MALASPINA di Ascoli
- NOBILI-VITELLESCHI
- CERULLI IRELLI
- CIVICO di Leognano
- DE STERLICH di Cermignano
- LEOPARDI
- CASTIGLIONE di Poggioumbricchio
- SORRICCHIO
- FLAJANI
- RICCI di Montereale
- SPINOZZI
- BARONI CORNACCHIA di Torano
- AMOROTTI di Castelmontino

Nella chiesa della Madonna dell' Alno in Canzano per eredità della famiglia della NOCE SANTARELLI gode di altare privilegiato dal titolo " La nascita del Salvatore " nonché in Castelbasso per successione della nobile famiglia CLEMENTE, di cappella e sepolcreto gentilizio.

Degno di nota fu il barone DIODATO de Sanctis, gentiluomo d'anticamera del re di Napoli che seguì nell'esilio a Gaeta e membro della Nobile Arciconfraternita dei Centuriati.

La famiglia è stata ammessa in via principale nell' Ordine Costantiniano con il barone GAETANO ARMIDORO del ramo di Chieti e presentemente, quale " quarto " nel processo nobiliare Rosati di Monteprandone.

La famiglia è contraddistinta e conosciuta pubblicamente con il titolo " baronale " per essere stata feudataria " jure longobardorum " dei feudi di Casanova, Poggioramonte, Nocella, Pagannoni.


Ramo di GIUSEPPE (1862)
figlio di Eugenio (1826) e di Domenica CLEMENTE, (di Pasquale (1789) e Carolina SPINOZZI), (di Nicola Antonio (1757) e Contessa Francesca LEOPARDI, Nob. di Recanati, Patrizia Ascolana) ; (di Tommaso (1716) e di Angela Maria RICCI di Montereale), sposa a Nereto Giulia SORGE, figlia di Antonio e Giustina de FILIPPIS DELFICO.
1) CESARE (1897-1963)
sposa a Zara la Nobile Elena de GENNARO, figlia di Pietro fu Gioacchino fu Gen. Raffaele de Gennaro e di Francesca PALCICH, da cui :
a) ETTORINA (* 1924), sposa Avv. Alfonso ROSATI di MONTEPRANDONE
b) GIULIA
c) GIUSEPPINA, sposata BAGALONI (+ 1995)

2) CONCETTINA, sposata RAPAGNA

3) SANTINA, sposata DI GIACOMO

4) ETTORE

5) VIOLANTE


Ramo di NICOLA (1858)
sposa Amalia PESCOSOLIDO, da cui :
- GIUSEPPE, sposa la cugina Virginia MARINELLI LEOPARDI, da cui :
1) MARIA

2) AIDA (+)

3) CLEMENTINA, sposa Cav. Miro MARTELLACCI, da cui :
a) VIRGINIO (* 18-V-1951), medico veterinario, (adottato dalla zia Maria ed assume il cognome de Sanctis con provv. Trib. di Teramo 785/94
b) ROSA MARIA (* 08-X-1956), Architetto


Cordiali saluti


Salve. Torno su Diodato De Sanctis avendo rinvenuto altri documenti a lui riferiti.
Nel 1828 sposò donna Marianna Torinese di Atri ( dispongo della raccolta di sonetti editi per le nozze)
Nel 1831 acquistò da donna Giovanna Acquaviva d'Aragona ( nipote di monsignor Francesco, maritata al b.ne Lanzila
r di Napoli) parte del feudo di Cantalupo assieme al proprio fratello Pio, religioso.
Di qui una causa con i Forcella negli anni 1850-55 ( dispongo di copia delle comparse per la suprema corte di Napoli)
Professore emerito di calcolo sublime e fisica
accademico dei Quiritidella Tiberina;
Creante Olimpico tra gli Arcadi ( notizie desunte da una sua pubblicazione "Ragionamento intorno alle belle arti e sullo stato attuale di esse in Roma" Roma Tip. delle Belle Arti 1862.
Seguì in esilio Francesco II delle Due Sicilie del quale fu gentiluomo di anticamera.
Morì in Roma pochi giorni prima della presa di Porta Pia.
Figli:
Biagio Pio; sposato Arlini, senza figli.
Federico, sposato Amorotti
Ludovico
Erminia, maritata Giordani ( patrizio teramano)
Enrichetta, maritata Pompetti Riccanale, patrizio teramano
Emilia, maritata Mancini
Teresa, maritata Pirocchi
Concetta, ultimogenita, 1853, maritata Palma, nobili e patrizi camplesi.
Biagio Pio non ebbe figli . morì nel 1913 lasciando eredi la propria moglie, alcuni dei nipoti e pronipoti discendenti dalle sorelle e alcuni cugini( Forcella di Silvi).
Lodovico ebbe una sola figlia, sposata De Bono , morta senza discendenti negli anni 20 del novecento
Federico ebbe Carlo, Diodato, Giannina( maritata Morelli) Maria,( maritata Martegiani) e Elvira, nubile.
Carlo ebbe Amelia e Virginia e Federico, dal quale discendono gli attuali De sanctis viventi.
Diodato ebbe un maschio morto senza prole e una donna, maritata Graziani.
Alcune considerazioni:
1) la maggior parte delle famiglie citate sopra citate e cioè:
della NOCE
- ROZZI di Campli
- MALASPINA di Ascoli
- NOBILI-VITELLESCHI
- CERULLI IRELLI
- CIVICO di Leognano
- DE STERLICH di Cermignano
- LEOPARDI
- CASTIGLIONE di Poggioumbricchio
- SORRICCHIO
- FLAJANI
- RICCI di Montereale
- SPINOZZI
- BARONI CORNACCHIA di Torano
- AMOROTTI di Castelmontino

non hanno vincoli di parentela con Diodato de Sanctis e, specificamente: non Rozzi; non Malaspina - più esattamente Malaspina Pesalauser-se non per via indiretta come già detto ( avendo una Palma, nipote acquisita di una figlia di Diodato , sposata a federico Peslauser malaspina negli anni 80 dell'ottocento) non Flajani ( idem , per una Palma sposata a Flajani)non certo De Sterlich Aliprandi; non Ricci non Spinozzi,non Civico di Leognano ( che non esistono esistendo i Civico ma senza predicato per essere Leognano, da tempo immemorabile ,feudo degli Alarcon Mendoza marchesi della valle Siciliana- Dizionario Geografico-Storico-Fisico del regno di napoli dell'Abate Sacco , 1796)nè i Cornacchia ( baroni?? di Torano- feudo Acquaviva) . Gli Amorotti sì per il matrimonio del figlio Federico ( Castelmontino cosa è? non esiste alcun toponimo con questo nome!neanche nel Dizionario Geografico-citato)
2) dalla raccolta di sonetti del 1828 desumo che nello stemma di Diodato fossero presenti una colomba portante un ramoscello di ulivo, non presente nello stemma dei de Sanctis di Ortona;
3)i suppposti feudi di di dirtto longobardo citato ( del quale diritto, si noti bene , si era perso addirittura il ricordo fino a metà 1700 tanto da indurre gli abitanti di Senarica, feudo iure longobardorum , come Poggio Umbricchio) a considerarsi un repubblica, sono distanti tra loro. Casanova a Poggioramonte...non so. Nocella e Pagannoni erano due feudi iure long. dei Melatino.....assegnati con Campli a Margherita d'Austria nel 1500 e facenti parte da allora degli stati Farnesiani e molto distanti sia da Castelbasso che da Ortona.
4)Diodato de Sanctis era di Castelbasso tant'è che ancora oggi esiste Palazzo de Sanctis , di proprietà pubblica e sede di manifestazioni. venduto al Comune dai Pirocchi eredi di Biagio Pio. Non è conosciuto nessun ramo collaterale in loco oltre quello da me indicato.
5)Nelle pubblicazioni che ho citato MAI Diodato viene appellato barone, cosa inverosimile nell'800 borbonico se il titolo fosse esistito.Posso supporre che, Gentiluomo di S.M Francesco II fosse stato nominato barone dal re in esilio - con la conseguente non validità per l'ordinamento del regno d'Italia.
6) i citati Giuseppe e Nicola nati, come desumo dall'intervento di Antonio Die Battisti ( al quale ho inviato un messaggio tempo fa per avere chiarimenti, rimasto a tutt'oggi senza risposta) nel 1862 e 1858, non sono di sicuro nè figli, nè nipoti nè cugini ( se non lontani, forse) di Diodato essendo la sua ultimogenita nata nel 1853 ( ed essendo deceduta la sua legittima consorte Marianna Torinese nel primi anni 90 dell'800).
Per amor di verità....................... ;)
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Re: Conte Orsetti di Lucca

Messaggioda contegufo » giovedì 20 dicembre 2012, 0:41

Salve

"Antonio Die Battisti ( al quale ho inviato un messaggio tempo fa per avere chiarimenti, rimasto a tutt'oggi senza risposta)"

Purtroppo il Nostro Antonio ci ha lasciato nel luglio di quest'anno........
viewtopic.php?f=6&t=15710&hilit=antonio+de+battisti

Saluti
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Re: Conte Orsetti di Lucca

Messaggioda petecciano » giovedì 20 dicembre 2012, 3:20

mi dispiace!
mi condolgo con chi lo conobbe.
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