GENS VALERIA ha scritto:ermete ha scritto:contegufo ha scritto:Gli Orsetti non furono mai Patrizi di Lucca (il patriziato era istituto ottocentesco) in quanto non rispondenti alle specifiche richieste, quindi sì Conti, rinnovati, ma non Patrizi in quanto non lo erano mai stati nemmeno all'epoca del Ducato di Lucca.
Saluti
contegufo guarda che i patrizi sono stati "inventati" al tempo dell'antica Roma dove il popolo era diviso in patrizi e plebei.
Riguardano le cariche pubbliche cittadine e quindi non sono concessi dai Sovrani, al limite sono riconosciuti. Hai mai visto una concessione di Patrizio da parte di Umberto II o di un altro re d'Italia ?
Qui occorre un piccolo chiarimento.
Quando le repubbliche aristocratiche Venezia, Genova, Lucca erano indipandenti, i trattamenti , gli appellativi con i quali venivano designati i membri dell aristocrazia ed utilizzati tra loro erano quelli di nobilomini in laguna e nobili altrove.
L' antico, storico appellativo di patrizio era raramente tollerato in queste città e se ne faceva uso sporadico all'estero.
Quando le citate repubbliche vennero annesse al Regno d'Italia , con l'intento di ordinare ed uniformare qualità e titoli nobiliari e renderli più o meno omogenei, la Consulta Araldica designò ( in certo senso " inventò" ) trattamenti quasi sconosciuti e poco inutilizzati, nacquero così i patriziati.
Inutile raccontare le battaglie più o meno sotteranee tra i consultori regionali per dimostrare la dignità patriziale piuttosto che nobiliare delle moltissime aristocrazie cittadine e borghigiane sparse lungo lo Stivale.
qui purtroppo dissento.
mi sembra che vogliamo parlare di fisica senza conoscere la matematica.
1) la NOBILTA' non è un titolo ma una CONDIZIONE SOCIALE DI APPARTENENZA che si otteneva attraverso il riconoscimento della cittadinanza e degli "uffici utili". Questa condizione era necessaria per ricoprire i magisteri cittadini. Ogni città aveva uno statuto o un regolamento e un albo sul quale annotava le persone che erano in questa condizione. Per accedere al senato dovevi aspettare una generazione dal riconoscimento. Da qui nasce la nobiltà cittadina.
Con Napoleone tutto cambia: la condizione di "cittadino", come peraltro si appellavano le persone in quel periodo, viene riconosciuta a tutti e tutti quindi potevano accedere alle magistrature cittadine mentre prima lo potevano fare solo quelli che erano nobili di condizione.
Napoleone ha fatto quello che nessun altro era riuscito a fare: distruggere la nobiltà dandola a tutti cosicché quando lo furono tutti non lo era più nessuno.
2) il PATRIZIATO esiste dai tempi dell'antica Roma, era una divisione tra la plebe e chi stava in Senato o magari aveva cariche eminenti durante la Repubblia o l'Impero Romano.
A Bologna tutti i membri del Senato cittadino erano Patrizi di detta città e questo quando ancora i Savoia stavano in Piemonte. A Firenze vi erano i nobili ed i nobili Patrizi, ecc... ecc....
I membri di questa classe sociale venivano appellati Magnifico, Eccellenza, Domino, Messere, ecc... a seconda del posto. In Austria l'Impero riconobbe il titolo di Conte ai Patrizi.
I vari Duchi ma anche le varie Repubbliche: Siena, Venezia, Genova ecc..., modificarono nel tempo le regole per accedere a detta condizione che apparteneva alla società cittadina. Non era quindi un titolo onorifico e non veniva concesso certo dal re in quanto non potevi essere patrizio d'Italia. Il re poteva riconoscere la nobiltà e il patriziato a quelle famiglie che ne avessero avuto diritto.
3) DOPO NAPOLEONE non esistendo di fatto più privilegi tra classi sociali, la condizione di nobile non poteva più esistere perchè esistendo avrebbe portato ad una divisione non più tollerabile in quei tempi e, soprattutto, per un piccolo regno che si proponeva di unificare sotto la sua modernità un'Italia divisa e arretrata. Viene così trasformato il tutto in un titolo che diventando onorifico non portava con se polemiche.
4) DIFFERENZA tra CONDIZIONE e TITOLO: ci viene in aiuto la chiesa: il Vescovo è un grado dell'Ordine Sacro mentre il Cardinale è un Titolo. Quindi il primo è una condizione in cui si trova un membro della chiesa: Diaconi, Presbiteri, Vescovi (plebe, borghesia, Nobiltà). Cardinale è un titolo come anche Patriarca ecc... ( Principe, Marchese ecc...).
Un tempo poteva essere dato il titolo di Cardinale anche ad un diacono ma ora non è più così. Lo stesso vale fuori dalla chiesa: il titolo di conte poteva essere dato ad un borghese o magari, perché no, anche ad plebeo. Ora va detto che se un borghese viene investito di un titolo comitale questo verrà ascritto al ceto nobile anche se ci sono molte discussioni in merito. C'è chi dice che il non nobile investito di un titolo acquista la nobiltà solo dalla generazione successiva, altri, come nel caso della grandezza concessa dal re di spagna al primo ministro Gonzale (non vorrei sbagliare ma Pierfe lo sa meglio di me) dicono che la nobiltà l'acquista alla 3° generazione. Insomma è un po' come la festa dell'uva...



