Come procedere per creare uno Stemma ex novo

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Messaggioda marcoluca » lunedì 27 giugno 2005, 14:59

Una volta che si è creato uno stemma ex novo a chi bisogna rivolgersi per farselo disegnare? Questo stemma poi può essere usato come proprio riconoscimento su biglietti da visita e cose del genere?

marcoluca
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
marcoluca
 
Messaggi: 530
Iscritto il: venerdì 30 luglio 2004, 11:07
Località: Vasto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 27 giugno 2005, 15:14

marcoluca ha scritto:Una volta che si è creato uno stemma ex novo a chi bisogna rivolgersi per farselo disegnare?

Ovviamente da uno bravo :D ed esperto .. ma secondo me ognuno dovrebbe fare anche qualche tentativo da solo .. chissà che poi non sia male..

Questo stemma poi può essere usato come proprio riconoscimento su biglietti da visita e cose del genere?

Lo stemma di famiglia puo essere usato in qualsiasi occasione si ritenga opportuno.. certo .. meglio sarebbe in forma discreta ..

marcoluca
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7471
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

TEORIA COGNOMASTICA NELL'ARALDICA

Messaggioda Grimaldi » lunedì 27 giugno 2005, 15:37

Cari amici,
seguivo con interesse questa discussione ed a tal proposito ricordo anche l'intervento a San Marino del Prof. Gorra (che conobbi lì).

Come creare uno stemma ex novo?
Gorra diceva giustamente che non si può insegnare la fantasia, ma che magari si potrebbe lavorare cercando elementi utili a caratterizzare uno stemma...

A mio avviso dunque ho provato a fare ciò e già a San Marino facevo su questo ragionamento una cosiderazione...

Se lo stemma è l'espressione araldica di un cognome immaginavo che, magari, da un cognome si potesse trarne uno stemma seguendo l'etimologia e l'origine di tale cognome...

Mi spiego meglio:
tutti sappiamo che un cognome, ad esempio in Italia, ha in generale quattro tipi di probabili origini:
- Cognome patronimico (nome avito, trasmesso ai discesi);
- Cognome locativo (dall'origine, luogo o zona, della famiglia);
- Cognome professionale (dall'attività avita, poi restata come cognome);
- Cognome caratteristico (ovvero derivato da una caratteristica, vizio e/o virtù avita);
- altri tipi

Ora, seguendo questa teoria, mi veniva in mente se non fosse possibile applicarla all'araldica, ovvero con qualcosa del genere:
- Cognome patronimico = stemma che richiami tale nome, ad es. nel santo eponimo, con suoi simboli, o altro (Marchi, da San Marco con il suo Leone, ad es.);
- - Cognome locativo = stemma che riecheggi un simbolo (es. Scala, Torre) che ricorda la famiglia, oppure lo stemma, magari brisato, del comune ricordato (Toscano, Napolitano ecc.);
- Cognome professionale = stemma con oggetto, reale o astratto, che possa ricordare la professione (ad es. gli stemmi delle Arti medievali);
- Cognome caratteristico = stemma che ricordi tale caratteristica, con un simbolo, un'immagine ecc.

Questo ovviamente è solo una mia idea, magari sciocca, ma che gradirei voi commentaste.

Grazie in ogni caso e scusate se è un'idea sciocca.
Grimaldi
 

Messaggioda marcoluca » lunedì 27 giugno 2005, 15:40

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Questo stemma poi può essere usato come proprio riconoscimento su biglietti da visita e cose del genere?

Lo stemma di famiglia puo essere usato in qualsiasi occasione si ritenga opportuno.. certo .. meglio sarebbe in forma discreta ..

marcoluca


Certamente!...altrimenti poi diventa cafoneria pura!

marcoluca

Ps.- io mi riferivo però a dei disegnatori che eseguissero il disegno sotto le istruzioni precise di chi se l'è creato con smalti e simboli! :wink:
Pps. poi vi parlerò del mio stemma! :oops: :roll:
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
marcoluca
 
Messaggi: 530
Iscritto il: venerdì 30 luglio 2004, 11:07
Località: Vasto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 27 giugno 2005, 15:40

Alessio Bruno Bedini ha scritto:...(omissis)...la cosa migliore è, comunque, creare uno stemma parlante, in modo che sia subito associato alla famiglia..


...oppure, utilizzare una combinazione il più possibile inedita di figure, partizioni e/o pezze di modo che, abbinata al discorso cromatico, renda davvero "nuovo" lo stemma appena creato.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 27 giugno 2005, 15:44

marcoluca ha scritto:Basterebbe dunque evitare l'uso di corone, cimieri e motivi estetici che potrebbero essere equivoci....ma i cimieri non erano da considerarsi quali segni di distinzione, è vero o sbaglio? almeno nel regno borbonico, mi sembra: ho lasciato il de Giorgio a casa di mio padre :( ...
Comunque grazie Alessio!
marcoluca


Su corone, e altri ornamenti di rango, siamo d'accordissimo: la loro presenza dipendeva da titoli che, oggi, con tutta la buona volontà nessuno può più crearsi con la stessa serenità con cui può crearsi lo stemma.

Sul cimiero, invece, concordo col caro Franz: è una delle parti estetiche dello stemma la cui presenza (almeno nella tradizione italiana) si collega prevalentemente alla fantasia ed all'estro individuale.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Re: Stemma

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 27 giugno 2005, 16:10

Plaar ha scritto:Gentili signori, seguivo con interesse la domanda di Emibro per sapere come fare per creare uno stemma senza offendere nessuno.
Vi prego di essere comprensivi con me, per la vergogna ho scritto e cancellato varie volte questa domanda :oops: :oops:
Ho fatto una piccola indagine in famiglia e ho scoperto che i colori preferiti sono l'azzurro e il bianco, le cose che più si amano sono i libri, lo sport e il teatro, i miei figli non possono fare a meno del computer.
Ci sono elementi per fare uo stemma?
Un saluto, Plaar


Fin troppi! :shock:

Tu quali sceglieresti, fra tutti questi? :wink:

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 27 giugno 2005, 17:55

Volevo solo segnalare che ad esmpio M. Pastoreau nel suo "Traitè" ha censito negli stemmi medioevali francesi almeno un buon terzo portato da roturiers cioè proprio i plebei...

Insomma l'araldica europea come "sistema di segni", nata certamente in ambito cavalleresco e feudale, si diffuse e fu usata fin da subito anche da tutte le altre classi sociali contadini compresi.

FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 28 giugno 2005, 8:10

Studi approfonditi hanno ormai stabilito da almeno un quarantennio che nel Medioevo la "capacità araldica" era sostanzialmente aperta a tutti e su questo non mi dilungo.

Che cosa il possessore vedeva e cercava nel proprio stemma è altra cosa. Certamente il grande signore feudale lorenese vi vedeva il simbolo del proprio rango cavalleresco, il notaio toscano inurbato partecipe alle magistrature cittadine il segno della propria ascesa sociale, il mercante veneziano un puro segno identificativo per le sue merci e il ricco mugnaio o fabbro tirolese (che a dispetto dell'immagine che spesso ne abbiamo oggi non infrequentemente sposavano le figlie alla piccola nobiltà castellana in declino) un segno di prorpietà da apporre sui sui beni. Ma alla fine, e per tutti lo stemma era (ed è) un puro segno identificativo, di realtà sociali e storie familiari diverse, ma tutte simboleggiate da quel segno.

Non penso che lo stemma "servisse solo ai nobili", credo che di fatto usi e anche percezioni diverse della stessa cosa, rappresentate con le stesse regole formali, (che anche qui sta un buon punto: lo stemma del fabbro e del signore si facevano allo stesso modo) fossero aspetti diversi della materia araldica. Ma un approccio metodologico al fenomeno che stabilisca un "ordine" prioritario e discriminante tra gli stemmi validi (quelli nobiliari) e stemmi non validi (quelli "ignobili") mi pare poco convincente ed alla fine inutile per la comprensione storica, sociale del fenomeno. Se mi occupo dell'araldica come fenomeno globale ne vorrei comprendere tutte le sue declinazioni se lo faccio per snobismo sociale beh, certo, a fatica solleverò il naso dall'almanacco di Gotha.

Non ho mai inteso dire che i piccoli contadini salariati, senza mezzi e terre si sognassero di crearsi uno stemma ma il contadino ricco con terre, bestiame certamente si, visto che i sigilli araldici di contadini che il Pastoreau ha censito nella Francia del Nord nel XIV secolo non penso fossero solo dei "divertissements" senza utilità pratica da farsi nelle lunghe serate invernali

Grazie per avermi letto sin qui, ciao,

FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 28 giugno 2005, 11:40

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Studi approfonditi hanno ormai stabilito da almeno un quarantennio che nel Medioevo la "capacità araldica" era sostanzialmente aperta a tutti e su questo non mi dilungo.

Sto approfondendo in questi giorni l'economia altomedievale in Europa per l'esame di storia medioevale e sto scoprendo cose interessanti .. anzitutto sono luoghi comuni l'economia immobile o la "curtis feudale" fenomeni che si realizzarono per un breve periodo solo in circostanziati luoghi (e comunque raramente in Italia) .. la società dunque non era immobile .. anzi .. in tale periodo addirittura anche i contadini poveri prendevano le armi ed avevano la possibilità di elevarsi socialmente grazie al loro valore..
.. certo quella era epoca "pre araldica" .. ma in fin dei conti mi rendo conto che il medioevo fosse molto piu aperto di quello che ci è sempre stato raccontato ..
.. e su questo non vi sono dubbi .. era senza dubbio piu difficile alzare e far riconoscere uno stemma nel XIX secolo che non nel medioevo..


Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7471
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 28 giugno 2005, 12:04

C'é un interessante studio sugli "scutiferi" nelle campagne lombarde medioevali che venivano reclutati per il servizio armato a cavallo nella classe contadina; mi sfugge il titolo ma è molto interessante per le connsessioni con la nostra disciplina. Mi riprometto di segnalarlo.

Non dimentichiamo che fu anche il fattivo apporto dei ceti popolari negli eserciti comunali dell'Alta Italia a erodere parte dei privilegi militari e sociali degli eques nostrani inurbatisi dal contado. Sino al caso limite fiorentino dove le famiglie feudali dovettero quasi "snobilitarsi" per partecipare alla vita politica del Comune ed alle sue magistrature mediante l'iscrizione alle arti, dove si riunivano famiglie squisitamente borghesi ed artigiane e tutte assolutamente... armigere.


FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Grimaldi » martedì 28 giugno 2005, 12:39

Cari signori,
vorrei solo fare la considerazione che
in certe questioni dobbiamo sempre specificare l'epoca e la zona considerata, perchè non possiamo generalizzare...
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 28 giugno 2005, 13:31

Infatti, mi pare che sia il sottoscritto che il signo Bedini abbiamo fornito dati storico-geografici utili a contestualizzare le nostre osservazioni.

In ogni caso come detto poco sopra volevo segnalare un interessante volume che analizza il non sempre netto confine tra mondo feudale e rurale, contesto emerso dalla discussione di questo topic.

François Menant, "Lombardia Feudale. Studi sull'aristocrazia padana nei secoli X-XIII, Vita e pensiero, Milano, 1992, pp. 360"

Riporto l'indice piuttosto indicativo degli argomenti trattato

I La conoscenza del medioevo in Lombardia nei secoli XVII e XVIII
II I Giselbertini, conti della contea di Bergamo e conti palatini
III Fra Milano e Bergamo: una famiglia dell'aristocrazia rurale nel XII secolo
IV Come si forma una leggenda familiare l'esempio dei Borghini
V Alle origini della società cremasca: l'immigrazione bergamasca e cremonese
VI Gli scudieri («scutiferi»), vassalli rurali dell'Italia del Nord nel XII secolo
VII Aspetti delle relazioni feudo-vassallatiche nelle città lombarde del secolo XI

Studio certamente singolare è proprio quello del cap. VI dove si analizza la singolare figura del "feudum scutiferi" caratterizzato da un'ampia dotazione terriera ed economica, privo di qualsiasi responsabilità amministrativa, separato dai "valvassores minores" ma con un rituale di investitura identico a quello del "feudum honorevole". Gli investiti appartengono alle fasce superiori della classe contadina e prestano servizio nella cavalleria feudale, con cavallo e spada anche se ne sono esclusi socialmente.

FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 28 giugno 2005, 16:35

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Infatti, mi pare che sia il sottoscritto che il signo Bedini abbiamo fornito dati storico-geografici utili a contestualizzare le nostre osservazioni...(omissis)...


Vero, e come sempre molto precisi e circostanziati, com'è vostra correttissima e lodevole abitudine.

Bene :D valete
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Grimaldi » martedì 28 giugno 2005, 17:14

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Infatti, mi pare che sia il sottoscritto che il signo Bedini abbiamo fornito dati storico-geografici utili a contestualizzare le nostre osservazioni....


Caro Franz,
infatti la mia non era una critica, azi!
Ricordavo solo che il discorso è variegato e bisognerebbe parlarne a lungo per sviscerarlo...

Ciao

G.
Grimaldi
 

PrecedenteProssimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 14 ospiti