da Sorante » mercoledì 17 ottobre 2012, 10:10
La dico? La dico.
E' strano constatare come venga sempre più sentito antiquato e superato (ma sarà poi questa la vera origine del problema?) ciò che figurativamente sintetizza uno status, cioè uno stemma. E' strano tanto più in un ambiente, quello ecclesiastico, che fa dell'emblema visivo se non il suo punto di forza, certamente un consistente ausilio al messaggio che intende tramandare. Se un sacerdote decidesse che è vecchiume l'alternarsi dal verde al viola, dal rosso al bianco, all'oro ecc.ecc. delle vesti sacre, per sottolineare i periodi dell'anno liturgico, che si farebbe? Se un vescovo decidesse che è vecchiume e vanità l'uso dei paramenti e dei simboli del suo sacro ufficio e decidesse di officiare in maglietta e jeans o al massimo in giacca e cravatta che si farebbe?
Io credo vi sarebbero pesanti interventi per ricondurre i suddetti a ragione.
Invece per lo stemma no. Per lo stemma va sempre tutto bene. Lo vuoi? Non lo vuoi? Ti rivolgi a due grafici/grafiche che magari sino a ieri hanno ideato soltanto carte di cioccolatini (così parrebbe, come è già stato detto) o si sono occupati/e di quanto potrebbe essere appetibile un nuovo logo di un altrettanto nuova bibita? Va bene. Sposti una croce che è lì da secoli e la riduci ad un adesivo come sui berrettini di I <3 NY? Va bene.
Ecco, secondo me il problema sta qua. Nell'ignoranza (sempre e soltanto araldica s'intenda, perchè di quello qui si parla) non solo di chi commissioni il proprio stemma ( o di chi lo realizzi), ma anche di chi in altri frangenti farebbe pesare eccome (e giustamente) il proprio controllo su usi e costumi secolari. E per ignoranza, a parte quella strettamente tecnica, intendo questo: il non riconoscere più a quest'arte la sua valenza, i suoi canoni e la conseguente mancata decenza che si dovrebbe avere nel rispettarli, laddove in altri frangenti tutte queste qualità sarebbero e sono tutelate e garantite.
Io non credo si voglia lasciare, così agendo, libero campo all'umiltà di chicchessia:
scusate la franchezza ma io vedo più umiltà nel continuare un sistema secolare che nel frantumarlo brutalmente, e credo che vi siano campi ben più ampi e importanti di quelli di uno stemma, in cui questa umiltà possa venire espressa.
Io credo altresì che tutto ciò sia solo totale e forse irrecuperabile disinteresse verso l'araldica, sia di chi ne fa uso in tale maniera, sia di chi dovrebbe vigilare su detta maniera; credo sia soltanto la conseguenza "visiva" della convinzione di stare facendo qualcosa di davvero poco importante quando si assume/si idea/si fa realizzare un'insegna.
Scusate ancora una volta, ma, al di là della simbologia che può essere e sicuramente sarà profondissima (ma necessita di una spiegazione scritta a parte, perchè dallo stemma noi umani non ne cogliamo nulla, se non la parte più scontata), io in questo stemma vedo solo il solito procedere dei nostri anni, nei quali o una cosa è dichiarata morta e conseguentemente rinchiusa in un museo (anche solo mentale) e lì allora sì venerata e rispettata, o se è viva ...beh allora si fa come ci pare e chissene di tenerla inserita nell'alveo della (o di una) tradizione secolare. In uno stemma come quello qui in questione io colgo soltanto il consueto e cinico sorriso con cui la nostra sciagurata età liquida il suo passato, al quale invece dovrebbe, almeno in certi casi, volgersi fiduciosa.
Un caro saluto.
Se non in vita in morte