Vendita titolo nobiliare

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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 5 ottobre 2012, 21:44

Le élite sono vecchie come il mondo e non sono mai state egalitarie ( sarebbe un controsenso ) i gruppi di potere oggi non sono certo da ricercarsi nella "classe" nobiliare ma esistono... eccome se esistono [yes.gif]
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda AlbertoLubelliPrasca » sabato 6 ottobre 2012, 1:51

GENS VALERIA ha scritto:Sulla proposta di trovare un consaguineo, a parte il fatto che esso dovrebbe essere il consanguineo più prossimo, manca una parte che fin dall'inizio di questa discussione é stata menzionata ripetutamente e che quindi si puà assumere essere ritenuta come fondamentale: il guiderdone come controparte della cessione...

Credo che, non avendo alcuna particolare regola da rispettare tranne quella del buon gusto e del buon senso, non sia indispensabile cercare il parente più prossimo, ma eventualmente il più "degno" o meritevole, o che riteniamo tale. Se lo scopo è di perpetuare il nome e la memoria l'unica regola che ritengo importante è la linea di sangue, oltre al merito. Non credo sia importante rinchiudersi entro rigide regole saliche, per ottenere il riconoscimento di chi?
Se il problema invece è il guiderdone... Beh, allora il problema è superato: un titolo passerà al miglior offerente. O meglio: NON passerà, perché da sempre i titoli non sono oggetto di negozio. tranne che nelle credenze popolari.
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 6 ottobre 2012, 8:38

In Italia si .
Tra le brume delle Highlands sono ( legali ) realtà , non credenze popolari .

contegufo ha scritto: (...) Quale possa essere il prezzo di una siffatta vendita, tenga conto che un titolo di Barone feudale scozzese si aggira ai € 100.000. viewtopic.php?f=6&t=15217
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda Masny1991 » sabato 6 ottobre 2012, 10:36

Buongiorno a tutti,

Non conosco il titolo di cui si parla e che qualcuno avrebbe voluto comparare, ma mi sembra di aver inteso si tratti di una "nobiltà cittadina" (patriziato). Quindi "nato" sicuramente prima del Regno d'Italia, ma allo stesso tempo soggetto a quest'ultimo tra il 1861 e il 1946. Se si volesse quindi guardare alla legislazione nobiliare a cui questo titolo fu soggetto per l'ultima volta per rispondere basterebbe questo:

R.D.7 giugno 1943 n. 651 che approva il nuovo Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno del 24 luglio 1943

Art. 9
Le distinzioni nobiliari non possono formare oggetto di private disposizioni per atti tra vivi o di ultima volontà.

Come è stato però detto in particolari periodi storici e in particolari luoghi era possibile acquistare o vendere determinati titoli nobiliari, come ad esempio ancor oggi in Scozia, e credo che se questo accadesse oggi sarebbe un inutile passaggio di denaro.
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 6 ottobre 2012, 11:30

Il titolo in questione è quello di marchese, la qualità è quella di patrizio ( genovese ).
Se il titolo non poteva essere oggetto di vendita per la legislazione sarda, poi italiana , ancor più, Masny ,la Superba Repubblica di Genova non avrebbe mai acconsentito a cessioni di questo genere, secoli prima .
Questo considerando ( correttamente ) le leggi in vigore nel momento nel quale fu concesso il titolo e la famiglia maturò nobiltà patriziale.

Se consideri l'ultima giurisprudenza nobiliare in vigore, il tuo ragionamento non fa una grinza.
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda contegufo » sabato 6 ottobre 2012, 13:55

Salve

L'Italia è alla frutta altro che luce in fondo al tunnel.....

Dal momento che si raschia il fondo del barile con trovate economiche anche originali non sarebbe possibile che un parlamentare proponesse il ripristino della tutela sugli ANTICHI COGNOMI E STEMMI con tutte le tasse dovute all'iscrizione nei nuovi elenchi redatti dalla Consulta Araldica attualmente in salamoia ma pronta con nuove e competenti assunzioni, a riprendere il percorso interrotto?

Specifico che la cosa niente avrebbe a che fare con la nobiltà e con gli annessi titoli di cui ampiamente la disposizione transitoria e finale si è occupata nel ribadire non tanto l'esistenza quanto la loro non tutela giuridica in epoca repubblicana.

La stessa cosa si potrebbe far per gli Ordini Cavallereschi riconosciuti al MAE, anche qui un bel volume con foto e stemma, per chi ce l'ha, e pagare alla cassa prego......

Lo stato incasserebbe per tasse dovute, chi non si farebbe avanti per vedere il proprio nome e stemma pubblicato in un librone di cui tanto si sente la mancanza, ci si allineerebbe con altri stati europei dove la cosa esiste già e alla fine saremmo tutti un po' più contenti per il ritorno del blasone.

A volte la semplicità di simili idee si arena di fronte al farraginoso legal-political parlare che a niente porta se non la derisione dell'intera Europa per esser degli incapaci; e hanno ben ragione! Dovremmo essere un protettorato di chi coi fatti ha dimostrato di sapere tener bene pari la barra.....(senza clientelismi, servi e ruffiani, lobby di potere, parlamentari corrotti e belle donne che passano direttamente dal salone di bellezza agli scranni delle aule parlamentari).


Saluti
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda antonio33 » lunedì 8 ottobre 2012, 17:34

GENS VALERIA ha scritto:
il nobile unisce in sé sangue e virtù,


Caro Sergio,
sine virtute nulla nobilitas.

Saluto tutti. Antonio
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 9 ottobre 2012, 13:54

Il nobile unisce in sè sangue e virù è una definizione tratta dal La Civil Conversazione di Stefano Guazzo.
opera che ebbe un gran successo in Europa , tradotta in francese, inglese, latino, tedesco, olandese, ceco. In Italia viene ristampato almeno trentaquattro volte tra il 1574 e il 1631 .

Il sangue rappresenta il passaggio generazionale che dovrebbe trasmettere tradizione morale ( etica , virtù ).

In quella che amo definire '' “ Élite etica di storica tradizione ” ,vive ( o dovrebbe vivere ) un'autentica tensione all'Ideale e che oggi , come lo era normalmente e pacificamente a cavallo dei Secoli XII e XIII, coincide pressoché totalmente nella Cavalleria di militanza cristiana ( quella seria ).
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda AlbertoLubelliPrasca » mercoledì 10 ottobre 2012, 22:35

Il sangue rappresenta il passaggio generazionale che dovrebbe trasmettere tradizione morale ( etica , virtù ).

In quella che amo definire '' “ Élite etica di storica tradizione ” ,vive ( o dovrebbe vivere ) un'autentica tensione all'Ideale e che oggi , come lo era normalmente e pacificamente a cavallo dei Secoli XII e XIII, coincide pressoché totalmente nella Cavalleria di militanza cristiana ( quella seria ).


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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda .Paolo. » domenica 7 aprile 2013, 5:36

GIOGIO ha scritto:alcuni mesi or sono, mi contattò un “personaggio” proponendomi di acquistare il mio titolo nobiliare, sapendo che non ho discendenti. La cosa mi ha incuriosito non poco. Non ero al corrente si potesse cedere un titolo. Non viviamo in una Repubblica? Come farei a vendere, nell'ambito della Legge italiana, un qualcosa che non esiste più?

Egregio GIOGIO,

il diritto civile italiano nel suo nucleo costituito dal codice civile, a parte coloriture di scarsa effettività conferitegli dal fascismo nel 1942, non ha mutato il suo impianto prettamente venale che gli deriva dalla codificazione napoleonica; cioè, con onesta considerazione della sua effettività, è un diritto che serve solo alle banche e alle assicurazioni...dove già solo promuovere processi per beni immateriali come la reputazione personale e professionale mette veramente in crisi il ruolo del giudice che a fatica "in via d'equità" si costringe a dover dare un prezzo alla dignità umana in virtu del principio indennitario, posto che le cause per il mero accertamento di fatti e di verità (che è cosa diversa dall'accertamento di diritti tipizzati e di danni) sono considerate sfornite dell'interesse ad agire e quindi inammissibili... In Italia la questione da lei sollevata (sulla mera vendita di un titolo nobiliare con contratto tra privati) per il diritto civile versa nell'ambito del giuridicamente irrilevante....se poi la condotta del farsi pagare per un bene che il diritto civile italiano in sé "non può vedere, non può riconoscere, non può capire" può essere letta sulla base di altri settori del diritto diversi da quello civile italiano...be, è una questione su cui qui non mi soffermo...
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda Bastian83 » martedì 9 aprile 2013, 10:02

a costo di finire [offtopic.gif] quoto in pieno Contegufo.
Mi chiedo come sia possibile che non sia venuto in mente a nessuno dei nostri affamati politicanti di riconoscere e tutelare i cognomi storici e relativi stemmi. Rendiamoci conto che sarebbero entrate enormi per lo stato a costo praticamente zero. Pensiamo a tutti i denari che vengono spesi da parte di moltissimi soggetti per entrare a far parte di ordini farlocchi o per appendrsi in salotto una pergamena fasulla da mercatino..??. Dite davvero che in Italia non ci sarebbero 100000 persone disposte a pagare cifre a tre zeri per vedersi tutelato il proprio cognome???...io dico di sì...io dico molto di più....Sarebbero centinaia di milioni di euro a costi irrisori per lo Stato. Monti...SVEGLIA!! [angel]
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda pierfe » martedì 9 aprile 2013, 15:02

Bastian83 ha scritto:a costo di finire [offtopic.gif] quoto in pieno Contegufo.
Mi chiedo come sia possibile che non sia venuto in mente a nessuno dei nostri affamati politicanti di riconoscere e tutelare i cognomi storici e relativi stemmi. Rendiamoci conto che sarebbero entrate enormi per lo stato a costo praticamente zero. Pensiamo a tutti i denari che vengono spesi da parte di moltissimi soggetti per entrare a far parte di ordini farlocchi o per appendrsi in salotto una pergamena fasulla da mercatino..??. Dite davvero che in Italia non ci sarebbero 100000 persone disposte a pagare cifre a tre zeri per vedersi tutelato il proprio cognome???...io dico di sì...io dico molto di più....Sarebbero centinaia di milioni di euro a costi irrisori per lo Stato. Monti...SVEGLIA!! [angel]


Lei non ha la minima idea dell'ambiente di cui parla. I numeri sarebbero risibili e i costi assurdi, si rende conto cosa costerebbe rendere attivo un simile ufficio pubblico? Ci vuole l'esperto/i che costano e per i quali serve un concorso pubblico, poi tutto quello che rende agibile un ufficio pubblico (costi pazzeschi).
Chiaramente intendo "costi pazzeschi" per la risibile utenza che avrebbe.
Gli interessati sono poche persone e per la maggioranza (grande maggioranza) appartenenti a famiglie prive di cognomi realmente storici e tutelabili...
Non esistono 100000 persone interessante in tutto il mondo, al massimo in Italia qualche centinaio di persone e poi? Continuiamo a pagare i funzionari dello Stato per non fare poi nulla?
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda Bastian83 » martedì 9 aprile 2013, 15:52

pierfe ha scritto:Lei non ha la minima idea dell'ambiente di cui parla. I numeri sarebbero risibili e i costi assurdi, si rende conto cosa costerebbe rendere attivo un simile ufficio pubblico? Ci vuole l'esperto/i che costano e per i quali serve un concorso pubblico, poi tutto quello che rende agibile un ufficio pubblico (costi pazzeschi).
Chiaramente intendo "costi pazzeschi" per la risibile utenza che avrebbe.
Gli interessati sono poche persone e per la maggioranza (grande maggioranza) appartenenti a famiglie prive di cognomi realmente storici e tutelabili...
Non esistono 100000 persone interessante in tutto il mondo, al massimo in Italia qualche centinaio di persone e poi? Continuiamo a pagare i funzionari dello Stato per non fare poi nulla?
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Prima di tutto sono onorato di poter dialogare con Lei (diciamo che si è avverato un piccolo desiderio nascosto). In secondo luogo, pur non conoscendo con esattezza i numeri (nessuno può) non credo che l' idea da me proposta sia così balzana. Da cosa traggo questa convinzione? Mi capita spesso di dialogare con strampalati pseudo fanta nobili o cavalieri che, assolutamente convinti delle loro auguste origini sarebbero certamente diposti ad iniziare una pratica di riconoscimento. La vanagloria in Italia è oramai endemica ed a mio parere bisognerebbe far leva su questo sentimento diffuso (malcostume) per portare nelle casse dello Stato liquidità facile. Sia ben chiaro che parlo di tassare l'istruzione della pratica...e non l'esito benigno...ovviamente. Similmente vengono tassati i procedimneti giudiziali indipendentemente dall'esito. I numeri delle possibili pratiche non li pùò conoscere nessuno ma non abbiamo più volte trattato in questo forum di ordini farlochi che pretendono tasse di ingresso a tre zeri? non abbiamo forse le chiese piene di mantelli svolazzanti?...ci sono decine di esempi.Una pratichetta di riconoscimento di stemma personale potrebbe aver mercato a mio giudizio. Grazie ancora per Il Suo tempo. :D
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda pierfe » martedì 9 aprile 2013, 16:01

Vende quanto lei scrive l'ho pensato per decenni, ma mi sono chiesto perchè gli stati non lo attuavano.
I motivi sono semplici la differenza sociale anche in uno stemma non è popolare, crea differenze sociali.
Poi le persone interessate sono poche rispetto ai costi che dovrebbero essere sostenuti.
Nel Regno Unito, in Canada e Sud Africa gli araldi di Stato hanno costi che non sono coperti dalle certificazioni che rilasciano e pensi che nel Regno Unito ed in Sudafrica le certificazioni sono fatte anche fuori dello Stato.
Quindi noi italiani siamo una minoranza e l'utenza si esaurirebbe in pochissimo tempo
Cordialità
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Re: Vendita titolo nobiliare

Messaggioda Bastian83 » martedì 9 aprile 2013, 16:27

pierfe ha scritto:Vende quanto lei scrive l'ho pensato per decenni, ma mi sono chiesto perchè gli stati non lo attuavano.
I motivi sono semplici la differenza sociale anche in uno stemma non è popolare, crea differenze sociali.
Poi le persone interessate sono poche rispetto ai costi che dovrebbero essere sostenuti.
Nel Regno Unito, in Canada e Sud Africa gli araldi di Stato hanno costi che non sono coperti dalle certificazioni che rilasciano e pensi che nel Regno Unito ed in Sudafrica le certificazioni sono fatte anche fuori dello Stato.
Quindi noi italiani siamo una minoranza e l'utenza si esaurirebbe in pochissimo tempo
Cordialità
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Il bello è che parto dall'assunto che Lei abbia ragione poichè da una vita intera si occupa di materia cavalleresca. Tuttavia non mi capacito. Come è possibile che possano fiorire associazioni paranobiliari con tanto di mantello e pennacchi? come è possibile che mi si presentano "Prinicpi di Bisanzio"come se piovesse? come è possibile che, anche in case insospettabili si vedono appese pergamene da bancarella?. Un qualche pezzo di carta vuol dire che si desidera? no?...una qualche registrazione personale, un rinnovo, una società, una scuola.Forse sono io che vivo nel mio mondo e non mi rendo conto dei numeri reali o forse è il desiderio nascosto di veder risorgere la tradizione artistica italiana del blasone. [sweatdrop.gif]
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