Riconoscimento stemma

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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Ferdinando Mazzei » martedì 4 settembre 2012, 12:46

Gentile Maurizio,
La ringrazio della Sua dotta risposta. Vedo che Lei è un intenditore del Sodoma e relativa scuola; desidererei un Suo parere sulla tavola in mio possesso.
Indirizzo www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Post1992.JPG

Un restauro del 1992 ha svelato che il dipinto originale era stato ricoperto con un dipinto postumo. Indirizzo www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Ante1992.JPG

La ringrazio e la saluto cordialmente
ferdinando
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda contegufo » martedì 4 settembre 2012, 18:52

Salve

Avventurarsi nel pelago delle attribuzioni fra bottega, cerchia ed allievi è cosa di alti specialisti che se concordano verso una ipotesi allora è, essendo quella dominante, parere "assoluto".
Di certo chi scrive nel forum sicuramente ne sa di Araldica, Genealogia ed affini ed infatti al sigillo è stata data risposta, quanto ad un attribuzione volante forse siamo fuori zona.
Comunque al di là di altri ed Alti esperti non mi pare cosa de il Sodoma i cui volti sono particolarmente espressivi per non parlare del sapiente disegno nei panneggi.
Per quel che vale la mia impressione è che l'opera appartenga alla scuola senese del '500 se poi rientri a forza nella cerchia de il Sodoma questo richiede diverse convergenze e non un parere isolato.
Quanto detto vada comunque interpretato come puro e semplice esercizio di attribuzioni......

Cordialmente e auguri per una migliore "valorizzazione" della tavola.
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Tilius » martedì 4 settembre 2012, 22:49

No, non sono un intenditore (ma un semplice cultore per diletto), nè tantomeno lo sono della scuola senese del '500.
Posso però dirle (ma immagino che siano tutte cose che già sa perfettamente) che la sua opera dopo il restauro ha rivelato uno stato di conservazione estremamente compromesso (la pellicola pittorica originale é fortemente abrasa su tutta la superficie della tavola), che fa capire il motivo per cui venne completamente ridipinta in un antico "restauro".
Quel (poco) che si può ancora vedere denota una qualità notevole, certo assai più alta del dipinto precedentemente citato.
Le figure di Giuseppe e di Maria (meno la santa Lucia), e anche i due infanti, sono più che dignitosi.
Ma altri particolari (le mani della santa, la coppetta con gli occhi, i miniangeli in volo) lasciano francamente perplessi per la pochezza disegnativa.
In generale, stante la conservazione, il suo quadro é francamente ingiudicabile dal punto di vista pittorico.
Dal punto di vista compositivo, appare alquanto convenzionale.
E, anche negli anni tardi, il Bazzi sapeva dare prove migliori del suo mestiere.
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Ferdinando Mazzei » mercoledì 5 settembre 2012, 10:02

Carissimi amici,
Vi ringrazio tutti per i preziosi aiuti che mi avete voluto dare e che mi hanno fatto progredire nelle ricerche in atto, concernenti la tavola da me recentemente acquistata. Anche se mi rendo conto che entrando nel merito della tavola stessa siamo andati fuori dei temi istituzionali di questo forum.
Tornando al tema principale, sulla base delle Vs indicazioni sono andato al palazzo Pericoli (Via di Monserrato, 25 - Roma) e ho fotografato lo stemma rappresentato sul soffitto dello scalone.
Il confronto con il sigillo apposto sul retro della tavola lo potete visionare all’indirizzo.

www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Sigillo.docx

Mi sembra fuori di dubbio trattarsi dello stesso stemma.
Confermando la mia ignoranza in materia araldica, consentitemi alcune - probabilmente sciocche - domande.
Cosa significa che sul sigillo è presente una corona a 5 palle, mentre sullo stemma da me fotografato è presente un elmo piumato? La presenza della corona sul sigillo potrebbe indicare una qualche datazione? Analogamente, la presenza sul sigillo di tracce di una cordicella (pratica che mi risulta in uso quando la tavola veniva trasferita, prestata o copiata) indica un possibile range di date? Ciò sarebbe importante per definire il periodo nel quale la tavola è appartenuta alla famiglia Pericoli.
Ringrazio di nuovo tutti
ferdinando
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda contegufo » mercoledì 5 settembre 2012, 14:12

Salve

Non riesco ha vedere l'immagine postata forse sarebbe meglio un formato "universale" come JPG.

Se nell'affresco non compare una corona nobilitante ma un cimiero questo fa pensare che tale conferimento sia avvenuto in epoca successiva alla decorazione pittorica ovvero, secondo me, verso la metà dell'800 comunque trattasi di Nobile senza titolo secondo la codifica del Manno.
E' estremamente importante saperne di più sui PERICOLI e se hanno lasciato un fondo archivistico da qualche parte, la cui consultazione sarebbe di basilare importanza, mai sentito parlare di inventari?
I possessori di Libri d'Oro del Collegio Araldico di Roma, dell'Annuario Sagi ed infine dell'Enciclopedia Araldico Cavalleresca dello Spreti sono invitati........

La recente mancanza di Antonio De Battisti si sente eccome, perchè di fronte ad un quesito del genere egli avrebbe fatto notte fonda pur di illuminarci con le notizie che avremmo desiderato avere, ma purtroppo........

Cordialmente
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Ferdinando Mazzei » giovedì 6 settembre 2012, 11:23

Egregio Contegufo:
agli indirizzi:

www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Stemma.JPG

www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Sigillo.JPG

può trovare, rispettivamente, lo stemma da me fotografato al palazzo Pericoli in Roma e il sigillo presente sul retro della mia tavola.

Cordialmente
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Ferdinando Mazzei » giovedì 6 settembre 2012, 11:25

Tilius ha scritto:No, non sono un intenditore (ma un semplice cultore per diletto), nè tantomeno lo sono della scuola senese del '500.
Posso però dirle (ma immagino che siano tutte cose che già sa perfettamente) che la sua opera dopo il restauro ha rivelato uno stato di conservazione estremamente compromesso (la pellicola pittorica originale é fortemente abrasa su tutta la superficie della tavola), che fa capire il motivo per cui venne completamente ridipinta in un antico "restauro".
Quel (poco) che si può ancora vedere denota una qualità notevole, certo assai più alta del dipinto precedentemente citato.
Le figure di Giuseppe e di Maria (meno la santa Lucia), e anche i due infanti, sono più che dignitosi.
Ma altri particolari (le mani della santa, la coppetta con gli occhi, i miniangeli in volo) lasciano francamente perplessi per la pochezza disegnativa.
In generale, stante la conservazione, il suo quadro é francamente ingiudicabile dal punto di vista pittorico.
Dal punto di vista compositivo, appare alquanto convenzionale.
E, anche negli anni tardi, il Bazzi sapeva dare prove migliori del suo mestiere.

Egregio Maurizio,
in riferimento al dipinto da Lei segnalatomi e che ho potuto ammirare al palazzo Barberini di Roma, all’indirizzo:

http://www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Confronti.docx


trova un documento nel quale ho evidenziato le assonanze tra particolari omologhi presenti sul dipinto e sulla mia tavola.
Naturalmente non sono gli unici, in riferimento all’intero corpus delle opere del Sodoma. Ci sto lavorando!
Cordialmente
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Ferdinando Mazzei » venerdì 7 settembre 2012, 12:42

Carissimi amici,
grazie alle tracce da voi indicatemi, dal - Pietro Romano, FAMIGLIE ROMANE, Tipografia Agostiniana, 1942 - rilevo che della famiglia Pericoli (cui è assodato essere appartenuta la tavola), originaria di Camerino (XIII sec), nel periodo di residenza a Firenze (XVI sec), hanno fatto parte due artisti: Raffaele Pericoli detto “il Riccio” (soprannome omonimo di quello di Bartolomeo Neroni, allievo e genero del Sodoma) e suo figlio Niccolò, più noto con il soprannome di “Tribolo”.
Quindi tutti questi personaggi: il Sodoma, il suo allievo Bartolomeo Neroni e i due Pericoli, hanno vissuto tutti nello stesso periodo, in Toscana.
A questo punto la richiesta di aiuto: è possibile datare lo stemma Pericoli? Ovvero il sigillo?
Se si, e stemma/sigillo risalenti all’epoca dei fatti sopra citati, è plausibile che la tavola sia stata commissionata dai Pericoli al Sodoma (o al suo allievo) e che da allora sia loro appartenuta.

Indirizzo stemma
www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Stemma.JPG

indirizzo sigillo
www.ferdinandomazzei.it/mazzei/Sigillo.JPG

grazie
ferdinando
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Tilius » venerdì 7 settembre 2012, 21:57

Ferdinando Mazzei ha scritto:A questo punto la richiesta di aiuto: è possibile datare lo stemma Pericoli? Ovvero il sigillo?
Se si, e stemma/sigillo risalenti all’epoca dei fatti sopra citati, è plausibile che la tavola sia stata commissionata dai Pericoli al Sodoma (o al suo allievo) e che da allora sia loro appartenuta.


Ipotesi affascinate e suggestiva... ma ahimé totalmente fantasiosa.
Il fatto che quello stemma sia indiscutibilmente del XIX-XX secolo (per forma del sigillo, impostazione dello stemma, del cartiglio e della corona) fa crollare il tutto come un castello di carte.
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Re: Riconoscimento stemma

Messaggioda Silvaticus » giovedì 15 gennaio 2015, 22:33

lor.masche ha scritto:Trovo che la famiglia Pericoli possedesse il palazzo già della famiglia Sanzi a Ostra (Ancona). Situato come lungo Corso Mazzini, fu edificato tra il 1723 e il 1739 dai fratelli Giuseppe, Orazio e Carlo Sanzi, per poi passare alla famiglia Pericoli. Oltre alle decorazioni del pittore bolognese Luigi Samoggia e alla cappellina privata, conserva una tela raffigurante Montalboddo nel 1746. Curiosa è la scala a chiocciola che dagli scantinati arriva sino alle soffitte e che un tempo era percorribile anche dagli animali da soma per il trasporto delle granaglie.
È possibile che il dipinto da lei posseduto fosse stato collocato dalla famiglia proprio in questo palazzo, dove pure si conservano tutt'ora preziosi stucchi e dipinti?
Passiamo invece ai possedimenti romani della famiglia: palazzo D'Aste, nel rione Regola, in seguito all'estinzione del casato alla fine del Settecento passò ai Pericoli, tornata a Roma dopo il soggiorno urbinate; palazzo Guelfi Camajani Pericoli al Corso, su via del Corso; palazzo Pericoli in via Monserrato, sulle cui volte compare lo stesso stemma che abbiamo analizzato e viene celebrato un certo Filippo Pericoli (rimando al sito in cui compaiono immagini di quest'ultimo edificio http://www.bestrentalinrome.com/pericoli/pericoli_ita.htm).
Infine, trovo questa immagine con scarna descrizione della tomba di Vincenzo Ronchi Pericoli (non si specifica in quale chiesa romana si trovi): http://www.europeana.eu/portal/record/08504/5FADF0471AA100C43AB7DD9E6DB04384C56A4133.html.


Buonasera, la tomba di Vincenzo Pericoli si trova, accanto alle tombe di altri membri della famiglia, nella Chiesa romana di Santa Maria dell'orazione e morte in Via Giulia. Di Vincenzo esiste un bellissimo busto nel Museo Storico dei Musei Vaticani, donato dalla discendente Adriana Pericoli, anni fa. E sempre Vincenzo quale Conservatore di Roma, è ritratto nel grande quadro del ritorno di Pio IX da Gaeta, in ginocchio con in mano un vassoio recante le chiavi della Citta' come atto di omaggio al Pontefice, sempre nel Museo Storico.
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