Sono nobile?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Sono nobile?

Messaggioda Tilius » venerdì 5 febbraio 2010, 18:55

fabrizio guinzio ha scritto:...le linee e rami cadetti nobili dei...

Per n-mila generazioni all'inifinito nei secoli dei secoli...?
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Re: Sono nobile?

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 5 febbraio 2010, 19:29

Sì, tradizionalmente con la speranza di fiorire fino all'avvento dell'atteso Regno di Dio con successi temporali ma soprattutto spirituali. Questo come ideale ma mio zio teologo diceva che la storia è il nome di Dio nominato invano e la realtà storica è quella che è! Ciao,
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Re: Sono nobile?

Messaggioda friulidoc » giovedì 10 febbraio 2011, 0:36

ragazzi

ma i discendenti acquisivano il titolo di nobile anche se la nobile era la madre o la nonna ?
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Re: Sono nobile?

Messaggioda MMT » giovedì 10 febbraio 2011, 1:05

No, non era automatico il passaggio di un titolo dalla madre al figlio. Se la madre, come nell'esempio di sopra, era la figlia di un barone, ella alla nascita era "nobile dei baroni" (baronessina...) e se contraeva matrimonio con un borghese, poniamo con l'ing. Verdi, diveniva, seguendo la moglie la condizione del marito, la Signora Verdi nata dei baroni Rossi di Giallocra. I figli di queste nozze sono Verdi, borghesi, senza alcun diritto al titolo materno. Ci sono state delle eccezioni nel corso della storia, minoriarie e tutte in epoca trapassata di titoli trasmissibili anche in linea femminile. Tuttavia questo istituto di norma prevedeva il regio assenso.
Tra l'altro era prevista, la concessione da parte del Sovrano Regnante di un titolo al marito borghese -in casi rari ed eccezionali- appunto "maritali nomine" e da questi poi trasmissibile ai figli.
Quindi la risposta alla sua domanda è no, a meno che non sia stato un provvedimento particolare da parte di un Sovrano.
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Re: Sono nobile?

Messaggioda Carlettino » mercoledì 22 agosto 2012, 17:50

Ritengo particolarmente utile un approfondimento sui mestieri "vili" e su quelli "meccanici", che facevano perdere la nobiltà.
E' vero che, nel 1500, anche alcuni grandi feudatari furono artigiani?
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Re: Sono nobile?

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 22 agosto 2012, 18:36

Sarebbe opportuno utilizzare spesso la funzione " Cerca" in alto a destra .

Mi autocito da :
viewtopic.php?f=6&t=10383&p=125270&hilit=

Per Gian Carlo Jocteau ("Nobili e nobiltà nell’Italia unita" ) :
"Prima e dopo l’unificazione non è dato di ritrovare una sola nobiltà italiana, seppure, come ovunque, stratificata al suo interno. Ne esistono invece diverse, definite dalle varie estrazioni statuali o comunali del passato, con tradizioni irriducibili, ruoli sociali ed economici estremamente differenziati”

Legiucchiando qua e là ho trovato negli statuti pre-unituari alcune “perle” che confermano quanto fosse variegata per non dire pazza la consuetudo loci nel caratterizzare le nobiltà civiche.

Se prendiamo in esame consuetudini e statuti di cinquantacinque città nei primi anni del Settecento ( delle quali ben 33 appartenevano ai domini pontifici ) e consideriamo le professioni più “bersagliate” in proposito di nobiltà: medicina , notariato e mercanzia vediamo come

la professione di medico pregiudica la nobiltà in 17 località , non pregiudica in 28 , dipende dalle circostanze in 6.

Quella del notaio pregiudica in 28 , non pregiudica in 16 , dipende dalle circostanze in 8.

Quella di mercante pregiudica nobiltà in 33 città ,non pregiudica in 15 , dipende caso per caso in 5 località.

A complicare la situazione ci sono varie sfumature, ad esempio a Como prima del 1600 , mercanzia e notariato non pregiudicavano ma un secolo dopo la situazione era mutata sia perché l’esercizio nel notariato era abbracciato da gente di bassa condizione, sia perché l’arte della lana era decaduta. A Rimini la mercatura( tutta ) era aborrita oltre dai nobili anche dai semplici cittadini .
Ho citato “L’idea della nobiltà in Italia , Secoli XIV-XVIII” di C. Donati
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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