Che peccato ! Le memorie lapidee dei miei avi a San Zanipolo hanno avuto più fortuna, forse perchè sopraelevate ...
I Soranzo hanno costituito per mezzo millennio la spina dorsale della politica della Serenissima Repubblica di San Marco :
Queste le 86 FAMIGLIE del PATRIZIATO VENETO presenti con continuità nel MAGGIOR CONSIGLIO dal 1297 al 1797 .
Badoer,Balbi, Barbarigo, Barbaro, Barozzi, Basadonna, Baseggio, Bembo, Bernardo,Boldù, Bollani, Bon, Bragadin,
Calbo, Canal, Cappello,Civran, Cocco, Collalto,Contarini, Corner, Correr, Dandolo, Diedo, Dolfin, Donà, Duodo, Emo ,Erizzo,Falier, Foscari, Foscarini, Foscolo, Gabriel, Giustinian, Gradenigo, Grimani,Gritti, da Lezze,Longo,Loredan,Magno ,Malipiero,
Manolesso, Marcello, Marin,Memmo, da Mezzo, Miani,
Michiel, Minio, Minotto, Mocenigo, Molin, Moro,
Morosini, da Mosto, Muazzo, da Mula, Nadal, Nani, Orio,
Pasqualigo, Pesaro,Pisani, Pizzamano, Polo, Priuli, Querini,
da Riva, Ruzzini, Sagredo, Sanudo,Semitecolo,
Soranzo,Tiepolo, Trevisan, Tron, Valaresso,
Valier, Venier, Vitturi,Zane, Zen, Zorzi, Zusto.
Dall'Enciclopedia Treccani
- Famiglia patrizia veneta, nota dal sec. 12º.
I Soranzo furono detti originarî di Anzio, ma più probabilmente vennero da Altino o da Burano. Arricchitasi col commercio e la banca, la famiglia dette alla repubblica un doge, Giovanni , e varî uomini politici e d'arme: Vittore (sec. 15º), procuratore di S. Marco; Girolamo, ambasciatore presso gli imperatori Rodolfo e Mattia e anche presso Urbano VIII; Lazzaro (sec. 16º-17º), storico dell'Impero ottomano; Giovanni (sec. 17º), poeta e prosatore fertilissimo; Iacopo (m. 1780 circa), appassionato bibliofilo, raccolse una cospicua biblioteca della quale fu redatto un catalogo in tre volumi e che fu in gran parte acquistata dal libraio padovano Scapin (1780); una parte dei suoi quattromila manoscritti sono alla biblioteca Marciana; Girolamo (n. 1815 - m. Venezia 1895) è autore della continuazione del Saggio di bibliografia veneziana di E. A. Cicogna.

Nessun membro della famiglia chiese oppure ottene il riconoscimento nobiliare da parte della Imperial Regia Consulta Austriaca, con la caduta della Serenissima.
Saluti cordialissimi