Ricerca in Bosnia Erzegovina

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Re: Ricerca in Bosnia Erzegovina

Messaggioda antonio33 » mercoledì 8 agosto 2012, 18:35

Incredibilmente oggi, a casa mia, è arrivato Alessandro Rinaldi, nipote del Caporale Pietro Giovanni Gaiardo. Il Signor Rinaldi ricorda lo stesso episodio, raccontatogli dal nonno materno che vi ha partecipato. Era l'Alpino che sapeva tradurre lo Slavo.
Sta cercando notizie sui combattimenti del Battaglione Aosta aggregato alla Taurinense inerenti alle battaglie di Plevja e Njcxis (si scriveranno così?).
Caro Delehaye, ci dai una mano?
Grazie da entrambi...
Salutiamo tutti.
Alessandro e Antonio
Princeps probitas iusti
Avatar utente
antonio33
 
Messaggi: 1161
Iscritto il: domenica 19 giugno 2011, 13:21

Re: Ricerca in Bosnia Erzegovina

Messaggioda Delehaye » mercoledì 8 agosto 2012, 19:47

Motto del Battaglione Aosta ha scritto:"Ch'a cousta l'on ch'a cousta viva l'Aousta!"


con ESTREMO piacere ed umiltà!

iniziamo con qualche cosa semplice:

Nel 2° Conflitto Mondiale il Battaglione "Aosta" è impiegato sul fronte occidentale in Balcania e nel Montenegro.Il Battaglione “Aosta”, il 9 ottobre 1943 a Danilovgrad si arrese con tutti i suoi effettivi alle truppe tedesche. Il resto della Taurinense ebbe vicende alterne ma restò sempre in Montenegro combattendo a fianco dei partigiani montenegrini.
A fine novembre 1943 avvenne la fusione con la divisione Venezia. La nuova formazione prese il nome di Divisione Italiana Partigiana Garibaldi.

fonte: http://www.alpinipiavon.it/Battaglioni/aosta.html
fonte: http://www.smalp.it/passato_presente/st ... /aosta.htm

Il secondo conflitto mondiale vede il 4° (ndr: Reggimento Alpini), con (ndr: il Battaglione) Aosta, sul fronte Occidentale, in Balcania e nel Montenegro. L’8 settembre 1943 la struttura militare si dissolve; il 4° (ndr: Reggimento Alpini) è in Montenegro ed entra a far parte della Divisione Italiana partigiana “Garibaldi” con la quale opererà sino al 1945 a fianco dei reparti partigiani jugoslavi tra notevoli difficoltà.
fonte: http://www.smalp155.org/curiosita/stori ... gaosta.php

tra il 16.08.1942 ed il 30.12.1942 la 12° Compagnia del Battaglione Aosta è di stanza a Priboy
fonte: http://www.ebay.it/itm/6820-WW2-MONTENE ... 0900993448
fonte: http://www.ebay.it/itm/A527-WW2-MONTENE ... 0880967152

se potete acquistatevi (€ 13,00) o reperite questo diario di guerra di un alpino del Battaglione Aosta dall'inizio della IIGM fino alla sua cattura da parte dei tedeschi nell'ottobre 1943. Alcune foto b/n in 143 pagine:
Sergio Milani, "Battaglione Aosta 1942 destinazione Montenegro. Storia di un alpino", L'Eubage (http://www.leubage.it), Aosta, 2003

antonio33 ha scritto:Sta cercando notizie sui combattimenti del Battaglione Aosta aggregato alla Taurinense inerenti alle battaglie di Plevja e Njcxis (si scriveranno così?).


Pljevlja (+43°21'40.74"N, +19°21'34.59"E = 43.360633,19.359941 = https://maps.google.it/maps?hl=it&q=43. ... CAgQ8gEwAA), dove il 2 dicembre 1943, si costituì la Divisione Italiana Partigiana "Garibaldi", formata da elementi appartenenti alle disciolte Divisione di Fanteria "Venezia", Divisione Alpina "Taurinense", Gruppo Artiglieria Alpina "Aosta" e superstiti della Divisione "Emilia", raggruppati nel Battaglione "Biela Gora".
Essa fu inquadrata, come unità del Regio Esercito italiano, nel II° Korpus dell'Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo comandato dal generale Peko Dapčević.
fonte: http://digilander.libero.it/lacorsainfi ... gianii.htm
Ma a Pljevlja ci fu anche una delle pagine nerissime della guerra italiana in Balcania...
Nel novembre 1941 (ndr: la notte tra il 30.11.1941 ed il 01.12.1941: la battaglia di Pljevlja) le formazioni partigiane comuniste organizzarono circa 5.000 uomini nel territorio del Sangiaccato per conquistare la città di Pljevlja, sede della Divisione alpina “Pusteria".... il 2 dicembre 1941, in applicazione delle disposizioni di Pirzio Biroli, i reparti del Regio Esercito irruppero nel villaggio di Pljevlja fucilando sul posto 74 civili e passando per le armi anche tutti i partigiani catturati.
fonte: G. Scotti - L. Viazzi, "L'inutile vittoria: la tragica esperienza delle truppe italiane in Montenegro", Mursia, Milano, 1998, pag. 20

Nikšić (+42°46'24.57"N, +18°56'39.79"E = 42.773353,18.944106 = https://maps.google.it/maps?hl=it&q=42. ... CAgQ8gEwAA)
Il 26 giugno 1942 a Nikšić il giovane Dujo Davico, che lavorava come cameriere presso la mensa degli ufficiali del comando italiano del 48º reggimento fanteria, lanciò contro di loro una bomba a mano. Nonostante l'azione non provocò vittime, per rappresaglia vennero fucilati 20 prigionieri comunisti per opera dei carabinieri italiani.
fonte: Davide Conti, "L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» (1940-1943)", Odradek, Roma, 2008, pag. 136

poi cercherà altre notizie...
Ultima modifica di Delehaye il mercoledì 8 agosto 2012, 21:54, modificato 2 volte in totale.
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Ricerca in Bosnia Erzegovina

Messaggioda antonio33 » mercoledì 8 agosto 2012, 19:58

Accidenti, velocissimo e gentile, come sempre, il nostro amico... Grazie.
Ciao!
Saluto tutti.
Antonio
Princeps probitas iusti
Avatar utente
antonio33
 
Messaggi: 1161
Iscritto il: domenica 19 giugno 2011, 13:21

Battaglia di Pljevlja

Messaggioda Delehaye » mercoledì 8 agosto 2012, 21:51

Immagine
Pljevlja, agosto 1943, 43ª Compagnia del Battaglione Aosta

Immagine
marzo 1940, Battaglione Aosta alla vigilia di essere inquadrati nel Battaglione Val Baltea

Perron Maurizio di Pietro e Chenoz Maria, nato a Saint-Christophe il 5 settembre 1923. Soldato, 4° reggimento Alpini, Battaglione Aosta, Compagnia Comando, catturato a Danilograd il 9 ottobre 1943, internato in Jugoslavia il 9 ottobre 1943, a Belgrado fino al 4 ottobre 1944 poi in Austria, liberato dagli americani e rimpatriato il 5 luglio 1945. «Nel mese di marzo 1943 partii assieme al mio Battaglione di Alpini da Aosta diretti in Montenegro, Jugoslavia. Dopo diversi giorni in tradotta arrivammo nella città di Pljevlja. Nella cittadina e sulle sue alture rimanemmo qualche tempo, assieme alla milizia, facemmo dei rastrellamenti, poi da lì andammo a Odzak e infine ritornammo a Pljevlja. Il 9 ottobre 1943 rimasti senza muli e senza mangiare il nostro Comandante decise di consegnarsi, assieme a noi, ai tedeschi nella città di Danilovgrad.
fonte: http://www.comune.saint-christophe.ao.i ... stenza.pdf

1 dicembre 1941 resoconto della Battaglia di Pljevlja
fonte da leggere: http://www.anavalsugana.it/pljevlja.html
fonte da leggere: http://www.anavalsugana.it/files/Battag ... in-pdf.pdf

“…Pljevlja, battaglia così dura, così aspra e difficile, così ignorata, sembra quasi il simbolo della Divisione che la combatté: la 5ª Divisione alpina “Pusteria”, che ha offerto il sacrificio dei suoi splendidi alpini (7° e 11° reggimento, 5° artiglieria da montagna, 5° battaglione genio alpino) in Albania, Grecia e Montenegro, senza che se ne parlasse mai, o quasi mai. Un destino umile, servizio, dovere, naja…” Così scriveva il nostro Vitaliano Peduzzi, quindici anni fa, commemorando sulle pagine di dicembre de L’Alpino l’anniversario della battaglia di Pljevlja.
Pljevlja, caposaldo del Montenegro, era presidiata perlopiù dalla “Pusteria” e fu il luogo in cui, la notte del 1° dicembre 1941, i partigiani jugoslavi attaccarono in forze le linee difese dagli alpini: sedici ore di battaglia durissima, con assalti e contrassalti, corpo a corpo. Alla fine gli jugoslavi si ritirarono, lasciando sul campo fortissime perdite, almeno quante ne ebbero gli alpini della eroica “Pusteria”.
I nostri Caduti vennero composti in un improvvisato cimitero segnato da una grande Croce. Nelle settimane successive questo luogo venne spianato dal nemico: un’azione barbara quanto inutile, difficile da dimenticare.
Sulle pagine del nostro giornale torneremo presto sulla battaglia di Pljevlja, perché al recupero della nostra storia è giusto riportare anche fatti che non vengono rievocati a scadenze fisse, e rendere testimonianza degli infiniti sacrifici degli alpini mandati a combattere – come migliaia di altri soldati italiani – una guerra che non capivano, non volevano, non condividevano. E, nonostante ciò, fecero il loro dovere, pagando con la vita.

fonte: http://ordineavvocatiimperia.it/modules ... =0&thold=0
fonte: http://www.gruppoalpiniforli.it/Pljevlja.htm

Battaglia di PLEVLJE: per non dimenticare
notizie.pngCome è ormai consuetudine il Gruppo ANA Trento e la Sezione organizzano anche quest'anno la cerimonia religiosa per ricordare gli Alpini caduti nella battaglia di Plevlje (Montenegro) durante il secondo conflitto mondiale, evento bellico quello di Plevlje che vide coivolti moltissimi alpini trentini appartenenti al battaglione Trento. Con l'occasione, nel corso della funzione verranno ricordati tutti i soci alpini di Trento andati avanti nel corso dell'ultimo anno. I capigruppo dei gruppi ANA della città sono attesi, unitamente ai loro alfieri con gagliardetto; sarà presente il Vessillo sezionale ed il coro ANA diretto dal m.o Fronza. Appuntamento dunque per il 1° dicembre prossimo presso il Tempio civico di S. Lorenzo a Trento, con inizio ad ore 18.00.
Qui di seguito un breve ricordo storico dei fatti.
Il 1° dicembre del 1941 a Plevlje (o Plevlja - Montenegro) il Battaglione Alpini Trento, fra le cui fila vi erano numerosissimi trentini, viene attaccato da un massiccio contigente di partigiani greci che tenta la riconquista dei caposaldi in mano italiana. La lotta, quantomai sanguinosa, si protrae per molte ore. Le posizioni vengono conservate ma il tributo di vite umane è elevatissimo.
"Notte sul 1° dicembre: notte gelida, quel gelo che sbeffeggia la mantellina e il passamontagna dei nostri soldati (ai quali l'Italia dava regolarmente il peggio della propria produzione industriale). Notte senza luna, ideale per chi attacca. Poco dopo la mezzanotte qualche sparatoria qua e là, per saggiare la nostra reazione. L'attacco vero e proprio iniziò verso la una e trenta e raggiunse la massima violenza entro un'ora. Lo scontro durò all'incirca 16 ore, violentissimo.
Il rombo delle artiglierie, lo schianto dei mortai si mescolano alle raffiche delle mitragliatrici, al fragore delle bombe a mano, alle grida degli assalitori ("Juris", cioè "all'attacco"). Gli alpini reagiscono, resistono, tengono duro e mantengono il possesso delle principali posizioni. Tutti furono impegnati, immediatamente e sino all'estremo. Non è un caso che il veterinario del Trento, sottotenente Ferretti, abbia assunto il comando di un reparto rimasto senza ufficiali e sia caduto in combattimento. Cadde anche il cappellano dell'ospedaletto, il cappuccino padre Ogliana. Lo scontro è senza sosta, divampano gli incendi, ognuno è impegnato allo spasimo: per noi, si tratta di sopravvivere o di essere annientati; per loro, si tratta di vincere subito o di vedere crollare un grande progetto. Ogni angolo, ogni crocicchio, ogni finestra è buono per una insidia.
L'oscurità favorisce gli assalitori, si attende l'alba con il cuore sospeso e finalmente l'alba arriva. La sorpresa è mancata, l'attacco – malgrado la preponderanza numerica e il grande coraggio degli assalitori – è fallito; alla fine, la maggior parte dei partigiani rompe il contatto e si ritira, i più irriducibili si asserragliano in qualche edificio. Le ultime resistenze vengono superate in serata persino sparando a zero con i cannoni contro gli ultimi nidi. Sedici ore ininterrotte di scontro asprissimo. Le nostre perdite: oltre ai feriti, 250 Caduti, che furono o­noratamente sepolti nel cimitero-sacrario della Pusteria il 4 dicembre. Ora il cimitero non c'è più; croci e tombe sono state cancellate dalle ruspe dei vincitori della seconda guerra mondiale. È difficile saper vincere con dignità.
L'o.d.g. del 30 dicembre 1941 del comando di divisione dice "Alpino, scrivi a lettere d'oro nel libro della tua vita la data del primo dicembre. In quel giorno abbiamo veramente combattuto per la vita e per la morte e si deve soltanto al tuo valore, alpino, se oggi non siamo tutti, generali e soldati, con le scarpe al sole". Quanti, tra coloro che mi leggono, sanno di Pljevlja? Quanti la ricordano? Pochi. Ma questa rievocazione vuole essere anzitutto un affettuoso, devoto omaggio a quegli alpini della "Pusteria" che il primo dicembre 1941, fedeli all'impegno del dovere, scrissero questa storia con la loro vita e non la possono leggere."

fonte: http://www.gruppoalpinitrento.it/index. ... 1259565994
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Ricerca in Bosnia Erzegovina

Messaggioda antonio33 » mercoledì 8 agosto 2012, 22:18

Non ho parole...
Grazie!
Princeps probitas iusti
Avatar utente
antonio33
 
Messaggi: 1161
Iscritto il: domenica 19 giugno 2011, 13:21

Re: Ricerca in Bosnia Erzegovina

Messaggioda Mila » lunedì 27 agosto 2012, 16:30

Buongiorno a tutti, vorrei dare il mio contributo a questa discussione; per quanto riguarda la divisione Pusteria consiglio
Vitaliano Peduzzi, La divisione alpina Pusteria - Dall'Africa Orientale al Montenegro, Mursia 1992:
Vito Mantia, Col mitico Feltre A.n.a. 1999
Vito Mantia, Diario di guerra - Con gli alpini in Montenegro, Mursia 2010.

Delehaye ha scritto:tra il 16.08.1942 ed il 30.12.1942 la 12° Compagnia del Battaglione Aosta è di stanza a Priboy
fonte: http://www.ebay.it/itm/6820-WW2-MONTENE ... 0900993448
fonte: http://www.ebay.it/itm/A527-WW2-MONTENE ... 0880967152


Il battaglione Aosta era composto dalla compagnia comando, dalla 41° compagnia, dalla 42° compagnia e dalla 43° compagnia (Delehaye devi essere stato confuso dal timbro poco chiaro sulle cartoline militari: non si tratta della 12° compagnia ma della 42°).
La 42° compagnia non è mai stata di stanza a Priboj, e neppure il resto del battaglione perchè in quel periodo era a Foča (in Bosnia); comunque Priboj era sede della più importante base di rifornimenti e munizioni italiana, per cui tutti i reparti stanziati in Montenegro vi avevano a che fare quasi quotidianemente.

antonio33 ha scritto:Incredibilmente oggi, a casa mia, è arrivato Alessandro Rinaldi, nipote del Caporale Pietro Giovanni Gaiardo. Il Signor Rinaldi ricorda lo stesso episodio, raccontatogli dal nonno materno che vi ha partecipato. Era l'Alpino che sapeva tradurre lo Slavo.
Sta cercando notizie sui combattimenti del Battaglione Aosta aggregato alla Taurinense inerenti alle battaglie di Plevja e Njcxis (si scriveranno così?).
Caro Delehaye, ci dai una mano?
Grazie da entrambi...
Salutiamo tutti.
Alessandro e Antonio


Sempre a proposito del battaglione Aosta vorrei aggiungere a che Plevja è stata teatro di diverse battaglie, ma il battaglione Aosta non vi ha partecipato perchè è giunto nei Balcani a fine gennaio 42 proprio a seguito della prima battaglia di Plevja (quella combattuta dalla Pusteria) e la seconda nei primi giorni del dicembre 43 che ha coinvolto i reparti della neonata divisione partigiana italiana Garibaldi quando il battaglione Aosta già non esisteva più come unità organica (era stato catturato quasi al completo dai tedeschi a Danilovgrad il 10 ottobre).
A Niksic non mi risulta nessuna battaglia del battaglione Aosta, però nei giorni seguenti all'armistizio il gruppo artiglieria alpina Aosta (del 1° reggimento artiglieria alpina della divisione Taurinense) attacca e sbaraglia il presidio tedesco per riprendersi i pezzi di artiglieria che il comando di corpo d'armata aveva ordinato di consegnare ai tedeschi.
Domanda:
è di queste due battaglie del 1943 che si stanno cercando informazioni?

ultima cosa:

Delehaye ha scritto:reperite questo diario di guerra di un alpino del Battaglione Aosta dall'inizio della IIGM fino alla sua cattura da parte dei tedeschi nell'ottobre 1943. Alcune foto b/n in 143 pagine:
Sergio Milani, "Battaglione Aosta 1942 destinazione Montenegro. Storia di un alpino", L'Eubage (http://www.leubage.it), Aosta, 2003


non contattate L'Eubage per questo volume; non rispondono alle lettere e non hanno copie a disposizione. Ho curato io la ristampa. ... scusate non mi sono presentato ... sono l'autore; figlio dell'alpino di cui ho raccolto le memorie.

Chiedo scusa a tutti per la lunghezza del mio intervento e spero di aver detto cose utili.
Mila
 
Messaggi: 1
Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 19:04

Re: Ricerca in Bosnia Erzegovina

Messaggioda antonio33 » giovedì 30 agosto 2012, 2:35

Gentile amico,
mi son fatto portavoce di alcune richieste. Non saprei esserle più preciso.
Qualora volesse rendermi noto il suo indirizzo, potrei vedere di metterla direttamente in contatto.
Un cordiale saluto.
Antonio
Princeps probitas iusti
Avatar utente
antonio33
 
Messaggi: 1161
Iscritto il: domenica 19 giugno 2011, 13:21

Precedente

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 7 ospiti