Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda leone passante » mercoledì 18 luglio 2012, 1:07

La storia della nobiltà sarda conosce casi di famiglie che godettero della nobiltà per essere stati i loro membri ripetutamente ammessi alle Cortes senza che sia mai stato rilasciato loro alcun privilegio di cavalierato e nobiltà.
I casi sono pochi ma sufficientemente documentati e le famiglie sono quasi sempre di militari, portanti cognomi di palese origine corsa.
L'ipotesi di lavoro è questa: si può parlare di una fonte generatrice di status nobiliare svincolata dalla concessione regia o si devono considerare casi di implicito riconoscimento ? Di seguito un parziale elenco.

Casalabria (Sassari): amm. Parlamento Madrigal (1558)

Cattayna (Sassari): amm. Parlamento Lemos (1653)

Grixoni (Ozieri): amm. Parlamento Moncada (1583)

del Mestre (Ozieri): amm. Parlamento Coloma (1573)

Lacano (Sassari): amm. Parlamento Madrigal (1558)

Loreto (Sassari): amm. Parlamento Avellano (1643)

Muciga, Muziga, Muzica (Sassari): amm. Parlamento Lemos (1653)

Ogana, Ocana (Sassari): amm. Parlamento Madrigal (Gavino, 1558)

Valentino (Tempio): amm. Parlamento Avellano (Andrea, Giovanni e Martino, 1642)
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda Salvennor » sabato 28 luglio 2012, 12:45

Interessante tale questione. In effetti anche io avevo notato l'esistenza di situazioni analoghe, e se non ricordo male ne avevamo parlato anche nel topic Carta e anche nel topic Nobiltà Sarda.
Non escludo che anche per una percentuale (minoritaria) di parlamentari Carta (ma anche per altre famiglie con altri cognomi, a parte quelli citati nella tabella sopra)si sia verificata ammissione alle Cortes pur mancando una specifica concessione (Cavalierato, Nobiltà)tramite Diploma per il capostipite o i capostipiti di alcuni rami.
Da quanto ho capito, secondo alcuni studiosi tali situazioni potrebbero essere interpretate come procedure di riconoscimento di una condizione più antica; ma per varie famiglie o rami questa antica condizione non è molto chiara, perlomeno in assenza di ricerche più accurate.
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda Destavara » lunedì 30 luglio 2012, 22:49

Salve,
ricordo anche io che sfiorammo la questione nel topic originario sulle famiglie sarde; sebbene per alcune delle famiglie citate si tratta effettivamente di concessione sconosciuta (non per forza inesistente però), si spiegherebbero più facilmente i casi come quelli dei Grixoni e dei Del Mestre, cioè con la nobiltà precedente allo sbarco in Sardegna; da ultimo: siamo sicuri che i fratelli Valentino furono ammessi allo stamento del '42 senza concessione alcuna?
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda leone passante » martedì 31 luglio 2012, 0:31

Destavara ha scritto:Salve,
ricordo anche io che sfiorammo la questione nel topic originario sulle famiglie sarde; sebbene per alcune delle famiglie citate si tratta effettivamente di concessione sconosciuta (non per forza inesistente però), si spiegherebbero più facilmente i casi come quelli dei Grixoni e dei Del Mestre, cioè con la nobiltà precedente allo sbarco in Sardegna; da ultimo: siamo sicuri che i fratelli Valentino furono ammessi allo stamento del '42 senza concessione alcuna?


Le famiglie da me indicate sono state ammesse la prima volta senza dubbio in assenza di concessione. Certo non si può escludere in assoluto che successivamente possano avere ottenuto i privilegi in capo a qualche membro ma è certo che a tutt'oggi non se ne trova traccia.
La nobiltà preesistente all'arrivo in Sardegna dei Grixoni è sconfessata dalla contemporanea attestazione in Ozieri di stirpi Grixoni non nobili. La nota sentenza del 1587 è poi palesemente un falso ideologico.
Quanto ai del Mestre, il discorso è identico. Chi conosce i QL delle parrocchie di Sassari e Gallura sa bene quanto è attestato il cognome de su Maistru/ di lu Maistru/ del Mestre, portato da famiglie di modesta e finanche infima condizione. Si tratta di stirpi corse provenienti da località omonima dell'isola gemella, dove sono attestati i derivati Maestroni e Maestracci.
Quanto ai Valentino è certo che nel 1747 don Giovanni Valentino Satta quando invocò dal Fisco il rispetto del suo status nobiliare fece unico riferimento alle ammissioni alle Cortes dei suoi antenati e non indicò mai alcun provvedimento concessorio. Lo stesso estensore del manoscritto Origen del cavallerato y de la nobleza sul declinare del XVIII non è in grado di calendare alcuna concessione e si limita soltanto a ipotizzarla in data prossima alla prima ammissione alle Cortes (1642).
L'ipotesi di lavoro è che queste famiglie corse che da generazioni esercitavano l'arte militare siano state ammesse per nobiltà notoria proprio in virtù delle loro risalenti tradizioni militari.
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda Salvennor » martedì 31 luglio 2012, 14:23

Tutto molto interessante, però volevo capire meglio alcuni aspetti.
Ipotizziamo per il '500 l'esistenza di un ramo famigliare sardo (o ormai residente nell'isola) costituito da nonno, padre e due figli tutti militari di carriera, svolta con onore. Ipotizziamo che tale ramo non sia mai stato insignito in precedenza di titoli o riconoscimenti (Cavalierato, Nobiltà, Generosità etc..).
Ora, quali potevano essere i meccanismi che portavano tale ramo famigliare, o meglio alcuni suoi componenti viventi (per esempio i due figli e magari anche il padre), ad essere ammessi e convocati per la prima volta alle Cortes?
Erano loro stessi che tramite richieste ufficiali al Sovrano, tramite il Vicerè o comunque tramite alti funzionari, chiedevano di essere ammessi come parlamentari alle Cortes evidenziando i servizi da loro prestati ed eventuali particolari meriti?
O esisteva qualche specifica norma scritta che per esempio in relazione a non meno di tre generazioni contigue di onorato servizio militare implicava il diritto ad essere ammessi alle Cortes?
Saranno pure esistiti statuti che regolavano tali questioni.
Anche perché per quanto riguarda le concessioni o riconoscimenti nobiliari tradizionali (Generosità, Cavalieri eredit., Nobili Sardi)è immediatamente evidente il ruolo del Sovrano (egli riceveva eventuali richieste o magari decideva in proprio, ma comunque prima esaminava le caratteristiche e il curriculum del "candidato al titolo); il Sovrano emanava, dotato di sigillo Reale e firma, il Diploma. E non raramente armava personalmente il nuovo titolato.
Ma invece per le ammissioni alle Cortes come entrava in gioco precisamente il ruolo del Sovrano?
Quanto tempo prima della convocazione dei Parlamenti veniva definita la posizione di eventuali nuovi parlamentari che sarebbero stati ammessi per la prima volta alle Cortes?
Poi un'altra osservazione, e cioè si nota l'esistenza (già dal 400) di rami famigliari con varie generazioni contigue di militari e funzionari, però poi di fatto solo dopo molto tempo e solo uno o pochi componenti di tali rami venivano ammessi alle Cortes, ma solo dopo essere stati insigniti di titolo tramite Diploma.
Dunque situazioni apparentemente simili venivano considerate in modo diverso.
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda Destavara » martedì 31 luglio 2012, 14:44

Per Salvennor: io non so darti delucidazioni, sicuramente lo farà leone passante.

Per leone passante: sui Grixoni continuo a tenere riserve, sempre che tu non stia parlando di un preciso legame genealogico che leghi il ramo nobile ai non nobili; solo in tal caso puoi dar per certo quanto affermi. Se applichiamo questo tuo ragionamento fatto sui Grixoni ai Tola, allora sapremmo per certo che quelli di Ozieri sono sardi e non di origine corsa; in pratica per i Tola il tuo ragionamento funziona efficacmente all'inverso.
Visto il periodo ed il contesto, per i Valentino è infatti ragionevole pensare ad una concessione (seppur non pervenuta) al padre dei Valentino da te menzionati, di poco precedente all'ammissione, non certo pensare ad una improbabilissima "nobiltà (di fatto) ab antiquo", o nobiltà notoria, vista la compresenza in zone tempiesi di famiglie Valentino(i)(u) di infimo rango fino a tutto il '700. Se si trattasse di nobiltà notoria si avrebbero presenze precedenti in stamento o in altri atti. Credo invece che per tutto l'albore pastorale della famiglia Valentino non si trovino titoli di sorta, sbaglio? Al più potrebbe trattarsi di ascesa sociale di stampo prettamente borghese (viste le successive professioni dei Valentino) poi seguita da concessione a fine secolo (se proprio si vuol negare la concessione del 1641-42).
Saluto tutti, D.
Ultima modifica di Destavara il sabato 29 marzo 2014, 21:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda Salvennor » martedì 31 luglio 2012, 16:18

Per Destavara: La mia serie di quesiti di cui sopra ha più che altro uno scopo per così dire "provocatorio", atto a tenere viva l'attenzione su tali problematiche, meno banali di quanto possano sembrare. Senz'altro questioni non totalmente comprese neanche a livello accademico (forse anche perché spesso si è un pò trascurato lo studio accademico di vari aspetti della storia iberica e sarda).
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda Salvennor » martedì 31 luglio 2012, 16:46

leone passante ha scritto:...La nobiltà preesistente all'arrivo in Sardegna dei Grixoni è sconfessata dalla contemporanea attestazione in Ozieri di stirpi Grixoni non nobili. La nota sentenza del 1587 è poi palesemente un FALSO IDEOLOGICO.
Quanto ai del Mestre, il discorso è identico. ...



Ora che ci penso...

Falso ideologico (definizione dal web):
Atto formalmente corretto ma con contenuto relativo a fatti e situazioni non veritieri o addirittura completamente inventati.

Ma allora, prendendo come esempio i citati Grixoni o varie altre situazioni, se le cose stanno realmente così allora significa che nella seconda metà del '500 il Vicerè in carica, se non sbaglio don Giovanni Coloma, e i più altri dignitari del Regno di Sardegna e anche del Regno di Spagna, e lo stesso Sovrano in carica Filippo II di Spagna (oltre che i concessionari ovviamente) furono rei di un reato abbastanza grave, il "falso ideologico", non solo dal punto di vista giuridico, ma anche morale.
E se veramente stanno così le cose (spero di no) furono rei di tale reato persino nell'ipotesi, per parte di essi, di responsabilità non dolosa. Infatti anche una responsabilità non dolosa, cioè colposa, implica un non buon governo, una superficialità e poca competenza nella gestione amministrativa e politica dello Stato; ugualmente grave.
Possibile che questi personaggi siano stati protagonisti di tali irregolarità?
Anche perché allora viene il dubbio che tali irregolarità fossero più diffuse di quanto possa sembrare.
Ma allora dovrebbero essere documentati atti ufficiali di denuncia e procedimenti giudiziari, anche di messa in stato d'accusa di Vicerè e alti funzionari.
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda leone passante » martedì 31 luglio 2012, 17:24

Destavara ha scritto:Per Salvennor: io non so darti delucidazioni, sicuramente lo farà leone passante.

Per leone passante: sui Grixoni continuo a tenere riserve, sempre che tu non stia parlando di un preciso legame genealogico che leghi il ramo nobile ai non nobili; solo in tal caso puoi dar per certo quanto affermi. Se applichiamo questo tuo ragionamento fatto sui Grixoni ai Tola, allora sapremmo per certo che quelli di Ozieri sono sardi e non di origine corsa; in pratica per i Tola il tuo ragionamento funziona efficacmente all'inverso.

Il ragionamento è uno ed uno soltanto e vale per i nobili Pilo di Sassari, i nobili Tola di Ozieri, i nobili Grixoni di Ozieri: è arduo ritenere che siano rispettivamente nobili stirpi barcellonesi, asturiane e napoletane a causa della contemporanea attestazione nello stesso luogo di omonime stirpi non nobili, nei primi due casi (Pilo e Tola) per giunta particolarmente numerose.
Visto il periodo ed il contesto, per i Valentino è infatti ragionevole pensare ad una concessione (seppur non pervenuta) al padre dei Valentino da te menzionati, di poco precedente all'ammissione, non certo pensare ad una improbabilissima "nobiltà (di fatto) ab antiquo", o nobiltà notoria, vista la compresenza di famiglie Valentino tempiesi di infimo rango fino a tutto il '700.
Se leggi bene io non ho mai parlato di famiglia di antica nobiltà. Ho formulato una ipotesi per spiegare queste ammissioni senza concessione nel fatto che era notorio che quella stirpe fosse composta da generazioni di militari. Quella stirpe ben individuata e non altre omonime, magari giunte dalla Corsica in Sardegna con diverse immigrazioni e che con quella non sono imparentate.
Se si trattasse di nobiltà notoria si avrebbero presenze precedenti in stamento o in altri atti.
Non comprendo l'affermazione: c'è sempre una prima ammissione, anche per i Grixoni.
Credo invece che per tutto l'albore pastorale della famiglia Valentino non si trovino titoli di sorta, sbaglio?
Mi risultano diverse famiglie omonime di condizione piccolo borghese o artigianale, tutte rigorosamente urbane e nessuna pastorale.I membri di quella che sarà insignita dei privilegi sono poi trattati di Segnor, Mossen e Magnific già sessant'anni prima dell'ammissione alle Cortes e non mi paiono titoli attribuibili a pastori. Ma se tu avessi per avventura notizie documentate di diverso segno mi faresti cosa gradita se me le comunicassi, magari in sede separata perché è un off topic.
Al più potrebbe trattarsi di ascesa sociale di stampo prettamente borghese (viste le successive professioni dei Valentino)
Le fonti restituiscono l'esatto contrario: prima uomini d'arme, poi magistrati e avvocati.
[/quote]
poi seguita da concessione a fine secolo (se proprio si vuol negare la concessione del 1641-42). [/quote]
Non c'è stata nessuna concessione di fine secolo a favore dei Valentino di Tempio. Quel Dr. Antonio Valentino, coadiutore del maestro razionale, che ebbe la concessione dei privilegi nel 1692 apparteneva a famiglia radicata a Cagliari sin dal primo '500 che nulla aveva a che fare con Tempio e la Gallura.
Ultima modifica di leone passante il giovedì 2 agosto 2012, 19:34, modificato 5 volte in totale.
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda leone passante » martedì 31 luglio 2012, 17:47

Salvennor ha scritto:
leone passante ha scritto:...La nobiltà preesistente all'arrivo in Sardegna dei Grixoni è sconfessata dalla contemporanea attestazione in Ozieri di stirpi Grixoni non nobili. La nota sentenza del 1587 è poi palesemente un FALSO IDEOLOGICO.
Quanto ai del Mestre, il discorso è identico. ...



Ora che ci penso...

Falso ideologico (definizione dal web):
Atto formalmente corretto ma con contenuto relativo a fatti e situazioni non veritieri o addirittura completamente inventati.

Ma allora, prendendo come esempio i citati Grixoni o varie altre situazioni, se le cose stanno realmente così allora significa che nella seconda metà del '500 il Vicerè in carica, se non sbaglio don Giovanni Coloma, e i più altri dignitari del Regno di Sardegna e anche del Regno di Spagna, e lo stesso Sovrano in carica Filippo II di Spagna (oltre che i concessionari ovviamente) furono rei di un reato abbastanza grave, il "falso ideologico", non solo dal punto di vista giuridico, ma anche morale.
E se veramente stanno così le cose (spero di no) furono rei di tale reato persino nell'ipotesi, per parte di essi, di responsabilità non dolosa. Infatti anche una responsabilità non dolosa, cioè colposa, implica un non buon governo, una superficialità e poca competenza nella gestione amministrativa e politica dello Stato; ugualmente grave.
Possibile che questi personaggi siano stati protagonisti di tali irregolarità?
Anche perché allora viene il dubbio che tali irregolarità fossero più diffuse di quanto possa sembrare.
Ma allora dovrebbero essere documentati atti ufficiali di denuncia e procedimenti giudiziari, anche di messa in stato d'accusa di Vicerè e alti funzionari.

Sono stupito del tuo stupore: la storia è piena di falsi ideologici. Napoleone ad esempio era un maestro di falsi.
L'attestazione dei Principi Colonna che riconobbero come parenti i Colonna di Corsica è un famoso falso.
Diversi documenti della storia nobiliare sarda puzzano di falsità ideologica: la derivazione dei de Sena dai Piccolomini, la napoletanità dei Grixoni e dei Minutili sono tra queste. Addirittura la nobiltà degli Scarpa è dubbia perché deriva da un processo istruito con testimoni evidentemente di favore che depongono in materia di nessi genealogici.
Il malgoverno spagnolo è proverbiale: dove sta lo scandalo?
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda leone passante » martedì 31 luglio 2012, 17:57

Salvennor ha scritto:Tutto molto interessante, però volevo capire meglio alcuni aspetti.
Ipotizziamo per il '500 l'esistenza di un ramo famigliare sardo (o ormai residente nell'isola) costituito da nonno, padre e due figli tutti militari di carriera, svolta con onore. Ipotizziamo che tale ramo non sia mai stato insignito in precedenza di titoli o riconoscimenti (Cavalierato, Nobiltà, Generosità etc..).
Ora, quali potevano essere i meccanismi che portavano tale ramo famigliare, o meglio alcuni suoi componenti viventi (per esempio i due figli e magari anche il padre), ad essere ammessi e convocati per la prima volta alle Cortes?
Erano loro stessi che tramite richieste ufficiali al Sovrano, tramite il Vicerè o comunque tramite alti funzionari, chiedevano di essere ammessi come parlamentari alle Cortes evidenziando i servizi da loro prestati ed eventuali particolari meriti?
O esisteva qualche specifica norma scritta che per esempio in relazione a non meno di tre generazioni contigue di onorato servizio militare implicava il diritto ad essere ammessi alle Cortes?
Saranno pure esistiti statuti che regolavano tali questioni.
Anche perché per quanto riguarda le concessioni o riconoscimenti nobiliari tradizionali (Generosità, Cavalieri eredit., Nobili Sardi)è immediatamente evidente il ruolo del Sovrano (egli riceveva eventuali richieste o magari decideva in proprio, ma comunque prima esaminava le caratteristiche e il curriculum del "candidato al titolo); il Sovrano emanava, dotato di sigillo Reale e firma, il Diploma. E non raramente armava personalmente il nuovo titolato.
Ma invece per le ammissioni alle Cortes come entrava in gioco precisamente il ruolo del Sovrano?
Quanto tempo prima della convocazione dei Parlamenti veniva definita la posizione di eventuali nuovi parlamentari che sarebbero stati ammessi per la prima volta alle Cortes?
Poi un'altra osservazione, e cioè si nota l'esistenza (già dal 400) di rami famigliari con varie generazioni contigue di militari e funzionari, però poi di fatto solo dopo molto tempo e solo uno o pochi componenti di tali rami venivano ammessi alle Cortes, ma solo dopo essere stati insigniti di titolo tramite Diploma.
Dunque situazioni apparentemente simili venivano considerate in modo diverso.


I meccanismi non sono chiari ma è certo che in precisi momenti storici sono stati convocati alle Cortes dei militari di carriera che non avevano ricevuto concessione di privilegio.
Vero è che alcune volte la concessione segue all'ammissione. Ad esempio è il caso dei de la Camera di Sorso, altra famiglia di militari di palese origine corsa.
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Re: Ammissione alle Cortes di Sardegna senza concessione

Messaggioda Salvennor » domenica 16 settembre 2012, 20:06

Per leone passante: Non ero al corrente della questione della nobiltà dubbia relativamente alla famiglia Scarpa sarda; interessante. Comunque concordo sul fatto che, in tale materia, varie situazioni in Sardegna (e non solo) siano dubbie o comunque poco chiare, al limite con carenze documentali. E poi certamente per altre esiste il forte sospetto che ci si trovi di fronte appunto a falsi storici (sono al corrente del fatto che per varie situazioni è stato provato che si tratta di falsi storici). Parlo in generale, dato che per alcune situazioni citate sopra pur concordando sul fatto che sono poco chiare, nello stesso tempo per ora non noto prove attendibili che dimostrino che si tratti di falsi storici.
Non saprei se il Governo Spagnolo sia stato così negativo; con quali entità statali dei secoli passati possiamo fare un confronto che ci permetta di affermare ciò?
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