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Destavara ha scritto:Salve,
ricordo anche io che sfiorammo la questione nel topic originario sulle famiglie sarde; sebbene per alcune delle famiglie citate si tratta effettivamente di concessione sconosciuta (non per forza inesistente però), si spiegherebbero più facilmente i casi come quelli dei Grixoni e dei Del Mestre, cioè con la nobiltà precedente allo sbarco in Sardegna; da ultimo: siamo sicuri che i fratelli Valentino furono ammessi allo stamento del '42 senza concessione alcuna?
leone passante ha scritto:...La nobiltà preesistente all'arrivo in Sardegna dei Grixoni è sconfessata dalla contemporanea attestazione in Ozieri di stirpi Grixoni non nobili. La nota sentenza del 1587 è poi palesemente un FALSO IDEOLOGICO.
Quanto ai del Mestre, il discorso è identico. ...
Destavara ha scritto:Per Salvennor: io non so darti delucidazioni, sicuramente lo farà leone passante.
Per leone passante: sui Grixoni continuo a tenere riserve, sempre che tu non stia parlando di un preciso legame genealogico che leghi il ramo nobile ai non nobili; solo in tal caso puoi dar per certo quanto affermi. Se applichiamo questo tuo ragionamento fatto sui Grixoni ai Tola, allora sapremmo per certo che quelli di Ozieri sono sardi e non di origine corsa; in pratica per i Tola il tuo ragionamento funziona efficacmente all'inverso.
Salvennor ha scritto:leone passante ha scritto:...La nobiltà preesistente all'arrivo in Sardegna dei Grixoni è sconfessata dalla contemporanea attestazione in Ozieri di stirpi Grixoni non nobili. La nota sentenza del 1587 è poi palesemente un FALSO IDEOLOGICO.
Quanto ai del Mestre, il discorso è identico. ...
Ora che ci penso...
Falso ideologico (definizione dal web):
Atto formalmente corretto ma con contenuto relativo a fatti e situazioni non veritieri o addirittura completamente inventati.
Ma allora, prendendo come esempio i citati Grixoni o varie altre situazioni, se le cose stanno realmente così allora significa che nella seconda metà del '500 il Vicerè in carica, se non sbaglio don Giovanni Coloma, e i più altri dignitari del Regno di Sardegna e anche del Regno di Spagna, e lo stesso Sovrano in carica Filippo II di Spagna (oltre che i concessionari ovviamente) furono rei di un reato abbastanza grave, il "falso ideologico", non solo dal punto di vista giuridico, ma anche morale.
E se veramente stanno così le cose (spero di no) furono rei di tale reato persino nell'ipotesi, per parte di essi, di responsabilità non dolosa. Infatti anche una responsabilità non dolosa, cioè colposa, implica un non buon governo, una superficialità e poca competenza nella gestione amministrativa e politica dello Stato; ugualmente grave.
Possibile che questi personaggi siano stati protagonisti di tali irregolarità?
Anche perché allora viene il dubbio che tali irregolarità fossero più diffuse di quanto possa sembrare.
Ma allora dovrebbero essere documentati atti ufficiali di denuncia e procedimenti giudiziari, anche di messa in stato d'accusa di Vicerè e alti funzionari.
Salvennor ha scritto:Tutto molto interessante, però volevo capire meglio alcuni aspetti.
Ipotizziamo per il '500 l'esistenza di un ramo famigliare sardo (o ormai residente nell'isola) costituito da nonno, padre e due figli tutti militari di carriera, svolta con onore. Ipotizziamo che tale ramo non sia mai stato insignito in precedenza di titoli o riconoscimenti (Cavalierato, Nobiltà, Generosità etc..).
Ora, quali potevano essere i meccanismi che portavano tale ramo famigliare, o meglio alcuni suoi componenti viventi (per esempio i due figli e magari anche il padre), ad essere ammessi e convocati per la prima volta alle Cortes?
Erano loro stessi che tramite richieste ufficiali al Sovrano, tramite il Vicerè o comunque tramite alti funzionari, chiedevano di essere ammessi come parlamentari alle Cortes evidenziando i servizi da loro prestati ed eventuali particolari meriti?
O esisteva qualche specifica norma scritta che per esempio in relazione a non meno di tre generazioni contigue di onorato servizio militare implicava il diritto ad essere ammessi alle Cortes?
Saranno pure esistiti statuti che regolavano tali questioni.
Anche perché per quanto riguarda le concessioni o riconoscimenti nobiliari tradizionali (Generosità, Cavalieri eredit., Nobili Sardi)è immediatamente evidente il ruolo del Sovrano (egli riceveva eventuali richieste o magari decideva in proprio, ma comunque prima esaminava le caratteristiche e il curriculum del "candidato al titolo); il Sovrano emanava, dotato di sigillo Reale e firma, il Diploma. E non raramente armava personalmente il nuovo titolato.
Ma invece per le ammissioni alle Cortes come entrava in gioco precisamente il ruolo del Sovrano?
Quanto tempo prima della convocazione dei Parlamenti veniva definita la posizione di eventuali nuovi parlamentari che sarebbero stati ammessi per la prima volta alle Cortes?
Poi un'altra osservazione, e cioè si nota l'esistenza (già dal 400) di rami famigliari con varie generazioni contigue di militari e funzionari, però poi di fatto solo dopo molto tempo e solo uno o pochi componenti di tali rami venivano ammessi alle Cortes, ma solo dopo essere stati insigniti di titolo tramite Diploma.
Dunque situazioni apparentemente simili venivano considerate in modo diverso.
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