Devo precisare che Cisterna non era immersa nelle Paludi Pontine come la gran parte di Latina (già Littoria), Sabaudia, Pontinia, Aprilia.
L'acquitrino arrivava a lambire la periferia di Cisterna, dove cominciava una fittissima macchia, in zona "La Croce". Oggi la macchia non esiste più; un tempo i briganti ne erano i padroni incontrastati.
Il borgo medievale di Cisterna, racchiuso attorno al Castello Caetani (XII sec., ricostruito nel XVI), è comune indipendente dal 1500, anche se i Caetani di Sermoneta ne furono marchesi fino all'estinzione della dinastia. E' una terra ricca di storia che la II Guerra Mondiale ha tentato di cancellare, ma non c'è riuscita: siamo riusciti a salvare il salvabile.
Ricordo che il mio comune è stato il più distrutto dopo Montecassino, la città più distrutta d'Italia, e ricevette la Medaglia d'Argento al Valor Civile. Per la Patria sono morti 11 soldati, e sono caduti 500 civili, tra cui mio trisnonno Properzio, separato dalla moglie sfollata a Velletri, che non rivide mai più. Anche il figlio di questi, Remo, partito per la Russia e mai tornato, e sua sorella Silvia, di soli 12 anni, morirono durante la guerra.
La mia città risorse dalle ceneri come la mitica fenice, con sforzo immane della cittadinanza tutta.