Analizzare uno stemma

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Alcuni stemmi siciliani con GRIFO

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 15:18

Alcuni stemmi siciliani con GRIFO:

ABBATELLIS
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Trae questa famiglia origine dalla città di Lucca da dove passò in Palermo ed in Catania. Un Giovanni Abbatellis comprò a 19 febbraio 1405 in notaro Lorenzo de Naro di Catania da Raimondo de Falgar la baronia di Cefalà che gli venne da Re Martino confermata a 27 giugno 1406 e la quale, nell'anno 1429, ottenne di popolare. A lui succedette il figlio Giovanni che comprò da potere di Guglielmo Raimondo Moncada, in seguito a licenza di Re Alfonso, la terra di Cammarata per atto presso notar Pietro de Busaldano di Valenza a 11 settembre 1431 ed ottenne, alla morte del padre, la conferma della baronia di Cefalà a 27 giugno 1453. Sposò in prime nozze Giovanna Chiaramonte e Ventimiglia ed in seconde Eulalia la Grua dalla quale fra gli altri ebbe: Francesco che, non avendo figli, lasciò tutto il suo patrimonio per opere pie come rilevasi dal suo testamento pubblicato presso gli atti di notar Domenico Di Leo a 31 luglio 1509. Dal primo matrimonio ebbe fra gli altri figli: Federico che ebbe confermata la terra di Cammarata con l'obbligo di prestar cinque cavalli per servizio militare a 25 settembre 1453 e fu padre di Francesco che ebbe l'investitura di detta terra nel 1478 e di Giovanni Manfredi che ebbe confermata la baronia di Cefalà a 10 ottobre 1491. Francesco fece due matrimonii dal primo ebbe Antonio, e dal secondo Federico. Antonino dopo essere stato investito a 23 settembre 1485 di Cammarata morì lasciando un'unica figlia a nome Margherita; questa, per la stretta forma dei Franchi, venne esclusa dalla successione dalla zio Federico, il quale la prese in moglie e fu investito di Canmarata a 23 novembre 1503. Giovanni Manfredi Abbatellis di Federico fu marito di Luigia Lombardo, figlia di Ludovico ed ereditiera della terra di Gibellini, e padre di Antonino e di Federico. Antonino primogenito succedette nella detta baronia di Cefalà della quale fu investito a 1 luglio 1503 ed essendo egli morto senza figli, passò al fratello Federico che ne ottenne l'investitura a 5 settembre 1506 Federico fu padre di Giuseppe che sposò Agata Castello di Guttierez, e testò a 11 aprile 1550 presso gli atti di notar Antonio Merlino di Catania istituendo erede il figlio Alfonso. Questi sposò Giovanna Paternò figlia di Pietro e fu padre di Giuseppe e Francesco. Francesco ebbe in moglie Agata Tornabene figlia di Orazio e di Girolama Castello, giusta i capitoli matrimoniali presso gli atti di notar Orazio Pulvirenti di Catania a 27 giugno 1620 e celebrò a 3 aprile 1627 presso gli atti di notar Giuseppe Riera di Catania il suo testamento che venne aperto presso i detti atti a 26 gennaio 1640, lasciando due figli: Anna ed Ignazio. Anna Abbatellis e Tornabene sposò in prime nozze Ferdinando Cutelli e Grimaldi ed in seconde nozze Vincenzo Paternò Tedeschi di Pietro barone di Ficarazzi. Dell'Ignazio Abbatellis e Tornabene non abbiamo notizie sicure non essendo in grado di accertare se quell'Ignazio Abbatellis iscritto fra i regii cavalieri nella Mastra Nobile di Catania del 1696 sia la stessa persona.
Quest'Ignazio, iscritto nella mastra, fu marito di Lucrezia Paternò nel nome della quale ottenne a 28 febbraio 1717 l'investitura di metà di S. Cono e fu padre di Vincenzo Domenico che sposò Luigia Tedeschi e testò a 24 febbraio 1754 in notaro Agatino Puglisi di Catania lasciando fra gli altri figli: Eleonora moglie di Errico Guttadauro, il quale, per tal matrimonio, fu a 2 dicembre 1775 ascritto alla mastra nobile di Catania, ed Ignazio il quale a 1 febbraio 1783 fu investito di metà di S. Cono. Ignoriamo il seguito.
Arma: d'oro, al grifo rampante di nero, coronato dello stesso.

CALEFATI o CALEFATO
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Antica famiglia messinese. A 23 marzo 1398 un Antonio Cofino “aliter dictus Calafatus” cittadino di Messina, fece il suo testamento, nel quale nominò suo erede il figlio Bernardo Cofino detto Calafato, natogli dalla moglie a nome Smeralda. Nella mastra nobile del Mollica troviamo annotati un Andreotta (lista II, anno 1588 e lista IX, anno 1595) ed un Francesco-Maria (lista XII, anno 1598 e lista XIV, anno 1600). Un Filippo-Neri Calafato acquistò il tenimento di terre chiamato Bigini e l’ebbe infeudato con privilegio dato a 1 luglio esecutoriato in settembre 1780; un barone Mauro Calafato, tenente colonnello nei regi eserciti, nel luglio del 1813 rinunziò alla nomina di rappresentante del distretto di Caltanissetta nel general Parlamento; un Giovanni Calefati, di Andrea, fu primo barone di Canalotti 1814; titolo riconosciuto con decreto ministeriale del 10 agosto 1880 in persona di Pasquale Calefati, che ha unico figlio Vincenzo Calefati e Cammarata, marito di Francesca Tortorici e Montaperto dei principi di Raffadali.
Arma: d’azzurro, al grifone d’argento, coronato d’oro, con la fascia d’oro, attraversante.
Motto: ARDEO NAM CREDO.

GASPARINO, GASPARRINO, GASPERINO o DE GASPANO
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Godette nel secolo XVII nobiltà in Messina, nella quale città venne aggregata alla nobile arciconfraternita della Pace e Bianchi occupò la carica di governatore della tavola pecuniaria nella persona di un Gaspare nel 1593-94, e vestì la toga senatoria nella persona di un altro Gaspare nel 1667-68, 1671-72.
Arma: di nero, al grifo d’oro, impugnante nella destra una spada d’argento.

LI GREGNI
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Il Minutolo la dice nobile nella città di Terranova e parla di un Mazzeo, regio cavaliere nel 1408 e di un Francesco-Maria, ricevuto nell’ordine di Malta nel 1616. Noi la troviamo ascritta alla mastra nobile di Caltagirone nelle persone di Giacomo e Giuseppe Li Gregni, di Mazzeo. Un Mazzeo fu capitano di giustizia di quest’ultima città nel 1629-30; un Giuseppe vi tenne la carica di sindaco nel 1674-75.
Arma: d’azzurro, al grifo d’oro, impugnante con la branca anteriore destra un fascio di spighe dello stesso.

MARTELLI
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La si vuole originaria di Firenze, godette nobiltà in Messina dal secolo XVI al XVIII e in Augusta; possedette le baronie di Nicchiara e di Pezzagrande. Un Pietro è annotato nella mastra nobile del Mollica (lista XVI, anno 1602); un Girolamo fu capitano di Augusta nell’anno 1645-46; un Giuseppe ed un Domenico Martelli e Tristaino ed un Ercole, un Mario, un Teodoro ed un Rosario Martelli e Zuppello sono notati nella mastra nobile di Augusta. Un Rosario fu capitano di Augusta nell’anno 1786-87; un barone Giuseppe, cavaliere dell’ordine di S. Stefano, fu proconservatore in Augusta nel 1791, 1798, 1800; un barone Giuseppe Martelli Mangano fu senatore di detta città nel 1800-1801.
Arma: di rosso, al grifo d’oro.

PALAGONIA
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un Matteo, di Francesco, con privilegio del 27 novembre 1398 ottenne conferma del castello e feudo di Camastra; un Mazziotta (di Giovanni, di Matteo, predetto) possedette il feudo o massaria della R. Corte, chiamata di li Milichi; un Giovanni Antonio possedette la gabella del fumo, pane e mirto di Palermo e il feudo Milici.
Arma: d’oro, al grifo rampante di nero.

ROMBAO o RUMBAO
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Un Raimondo, domicello de Villa Borgie, nel 1402 ottenne conferma delle onze quaranta d’oro sui redditi delle secrezie di Palermo, già a lui concesse a 3 novembre 1390; un Cosimo fu pretore in Palermo nel 1429-30; un Luca fu capitano di giustizia della stessa città nell’anno 1446-46 e pretore nell’anno 1453-54; un Guglielmo Raimondo fu senatore in detta città nel 1575-76 e tale carica tenne un Benedetto nell’anno 1517-18.
Arma: d’argento, al grifo rampante di nero.
Ultima modifica di Delehaye il mercoledì 27 giugno 2012, 15:30, modificato 2 volte in totale.
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 15:20

ASINAVOLANTE ha scritto:.. resta il vicariato o la diocesi!!!


bhe il GROSSO sta lì... se sono carte del 1610! senza dimenticarsi dell'Archivio di Stato...
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Alcuni stemmi siciliani con DRAGO

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 15:28

Alcuni stemmi siciliani con DRAGO:

ANSALDI o ANSALDO di Messina
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Nobile famiglia originaria dalla Lombardia, che godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al XVII, e della quale troviamo un Giovanni tra i cavalieri dell’ordine militare della Stella.
Arma: di rosso, al drago d’oro.

FARAONE
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Antica e nobile famiglia di Messina, nella quale città vestì la toga senatoria in persona di molti suoi membri. Un Tommaso, abate di S. Gregorio del Gibiso, fu governatore della nobile arciconfraternita della Pace e Bianchi di Messina negli anni 1553 e 1558; un Diego fu cavaliere dell’ordine militare della Stella; un Michele, con privilegio dato a 9 agosto 1638 esecutoriato a 7 dicembre 1639, ottenne il titolo di regio cavaliere ed il riconoscimento dello stemma. È passata all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia sin dal 1568, nella persona di Francesco Bisagna-Faraone-Balsamo-della Valle.
Arma: d’azzurro, al drago d’oro.

MONDRAGON
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Godette nobiltà in Messina. Un Luca fu proconservatore in Messina; un Pietro, figlio del precedente, è annotato nella mastra nobile del Mollica (lista XI, anno 1597).
Arma: di rosso, al drago d’oro.
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 15:36

contegufo ha scritto:2° Che un volontario con senso PRATICO andasse giù in cambio di cannoli e cassate e ospitalità onde aiutare la povera ANISAVOLANTE (sognatrice).
In quattro e quattr'otto si troverebbe il bandolo della matassa. Provare per credere!


un nostro forumista "LeSaboteur" è di Modica...
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 16:39

una traccia... La Galleria Regionale di Siracusa, nell'ex Monastero di San Benedetto, possiede un Codice di Disegni di Filippo Paladini (1601-1610).
E' altamente probabile che possano esserci dei disegni-studio del quadro in discussione... (fonte: http://books.google.it/books?id=6Z4dV8v ... 10&f=false)

anche se quest'altra fonte (http://books.google.it/books?id=G39OAAA ... UQ6AEwBDgK) dichiara: "Dei due taccuini di disegni appartenuti a Filippo Paladini, un tempo nel Museo Civico di Siracusa dove erano pervenuti... ma andati dispersi o distrutti..."

guarda anche questo sito: http://www.arteantica.eu/artisti/paladi ... 11540.html
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda ASINAVOLANTE » mercoledì 27 giugno 2012, 16:57

Sull'Assunzione esistono 4 disegni nei taccuini:
- studio di angeli
- studio di mano dell'apostolo che si china sul sarcofago appoggiandosi a un grande libro
- studio di mano per san pietro in primo piano a sx
- busto maschile dell'apostolo che comparare all'estrema sx nel dipinto
niente che posso essere d'aiuto nel mio caso...
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 18:27

finito adesso di parlare al telefono con il restauratore GIANNITRAPANI... purtroppo non ha materiali (foto ed altro) di quel lontano restauro del 1967, è una persona gioviale e squisita, un toscanaccio! la lunga telefonata all'inizio è stata un po' surreale... poi molto proficua e professionale! purtroppo non ha nulla, ma vuole essere tenuto al corrente di come si evolve la situazione ed è benissimamente disposto a rilasciare un'intervista per la tesi! [thumbup.gif]
ASINAVOLANTE devi solo chiamarlo al telefono e registrare domande e risposte! [clapping.gif]

adesso proverò con POLIDORI! [thumb_yello.gif]
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda ASINAVOLANTE » mercoledì 27 giugno 2012, 19:00

IO TI ADORO!!!!!! [laughbounce2.gif]
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Romegas » mercoledì 27 giugno 2012, 19:09

....... e vissero felici e contenti! [king.gif]

Piero
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 19:13

2 cuori ed una cappella ! ahahahahahahahahah
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda ASINAVOLANTE » mercoledì 27 giugno 2012, 19:17

Ma levati!!!! [harhar.gif]
Comunque... Ribadendo sempre la mia ignoranza totale in materia di archivi quando vado cosa devo chiedere???? [ops.gif]
Vorrei evitare di sembrare una capra scesa dalla montagna con la campana al collo... Se dico che cerco qualcosa sull'Assunta di Paladini mi tirano un fascicolo in testa!!!! [sweatdrop.gif]
Invece visto che voi mi sembrate parecchio pratici in materia fatemi un elenco numerato delle domande potabili che posso fare all'archivio di stato e all'archivio della diocesi... please!!!
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 19:29

puoi adottare 2 strategia...

1) capretta con campanellino, anmche un po' svampita e sperare che qualche buon diavolo prenda a cuore la causa e si sobbarchi lui dell'onere della ricerca...

2) passi l'estate tra le carte d'archivio (se gli archivi saranno aperti) ... p.s. sono anche generalmente freschi... quindi... e poi potrai sfoggiare a settembre una bellezza settecentesca... pelle bianchissima!
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Romegas » mercoledì 27 giugno 2012, 19:30

All'archivio diocesano devi chiedere se hanno dei documenti inerenti quella chiesa, documenti di vario genere, ed anche le eventuali visite pastorali che hanno fatto i vescovi della diocesi di tanto in tanto, in quanto sovente riportavano anche gli arredi della chiesa, come per esempio i quadri.
All'archivio di stato stesso discorso, tranne naturalmente le visite pastorali.

Piero
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 19:55

le annualità 1609 e 1610 e visite dal 1610 in poi
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Re: Analizzare uno stemma

Messaggioda Delehaye » mercoledì 27 giugno 2012, 20:02

Claudio di Renda ha scritto:Al Museo di Palazzo Bellomo in Siracusa sono conservati due taccuini di disegni preparatori per alcune opere tra cui il ritratto di Donna Giovanna d'Austria e Branciforte.


si può reperire il disegno di Branciforte? non è che puà essere lo studio per la capuzzella del committente nel nostro quadro???

invece quello di donna Giovanna potrebbe essere lo studio di questo: Immagine
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