da Delehaye » lunedì 25 giugno 2012, 8:07
io, che non sono nessuno e non voglio insegnare ed influenzare nessuno, sbagliando certissimamente, proverei a fare così, in ordine sparso:
1) ipotesi sullo stemma: quali famiglie? visto che nello stemma o in quello che si vede dello stemma... ci sono, verosimilmente (significa che sono delle ipotesi e non la vera verità) dei tratti salienti: un leone d'oro rampante lampassato di rosso, forse una lancia/asta, forse delle zampette mozzate incrociate. se vogliamo tener conto solo delle famiglie che avevano un'influenza o su Modica o sul Paladini si restringerebbero, forse, ai Ferraro ed ai Branciforti. poniamo questo assunto, riduttivo ovviamente, come base d'inizio... ben vengano altre ulteriori ipotesi anche in corso d'opera
2) ipotesi sul committente: chi delle suddette famiglie nel 1610 ebbero degli accadimenti tali da spingerli a commissionare una tela? e forse a donarla a San Giorgio di Modica? ci sono legami tra modica/sangiorgio/committente?
3) proverei (non picchiatemi) a fare una nuova campagna fotografica... cercando di massimizzare i pixel (massima risoluzione possibile, così se amplio la foto essa non si sgrana), la perpendicolarità della foto (cos' da non aver distorsioni d'immagine), la luminosità, cercando d0 evitare i riverberi. tenendo conto che è un bene pubblico di valore, quindi, evitando qualsiasi pratica invasiva che possa danneggiarlo!!! oltre a foto diciamo così generaliste che possano fare una ricognizione generale del quadro, mi soffermerei anche sui particolari in discussione: lo stemma, il committente (se tale è), ogni altri segno, simbolo, scritta, particolare che sembrerebbe d'interesse (a partire dalla firma/datazione) e che suscita dubbio e potrebbe portare ad una chiave di lettura particolare.
4) raccolta di letteratura: raccoglierei tutti i testi citati qui e che sono citati nelle testi stessi. un'analisi dello stato delle conoscenze può essere da canovaccio per sviluppare le linee di una nuova tesi. o per confutare avallando o criticando (avendo possibilità e documentazione per farlo) quello già detto sul quadro.
5) intervista con i restauratori: contattare gli ultimi restauratori del quadro nel 1967 e spillare loro tutto il possibile del quadro e di quella loro attività di restauri, bozzetti, foto, tecniche, etc. se nulla di nuovo potesse uscire, almeno un capitolo originale sulla tesi è fatto! interessare notare che in 45 anni una tela restaurata oggi versa in quelle pietose condizioni... un paragrafetto lo dedicherei sul pericolo in cui versa il patromonio artistico-culturale e sul danno di conoscenza che si avrebbe/ha...
6) intervista con i curatori/saggisti: della mostra sul Paladini del 1967... anche qui contattare gli autori e cercaare più notizie possibili; sempre qui se male va... è una testimonianza inedita su chi ha organizzato la prima ed unica (a quanto sembra) mostra sul Paladini...
7) archivi: punto dolente e principale di tutto. se risposte ci sono a tutte le nostre domande è lì, negli archivi che dovrebbero albergare. archivi parrocchiali, del vicariaro, della diocesi, dell'archivio di stato. siamo fortunati ad avere una data: 1610. contattare direttamente i responsabili (nella discussione ci sono i nomi ed i contatti) e chiedere loro a faccia tosta aiuto! può sembrare una follia, ma spesso degli aiuti negli archivi son dati... se aiuto non fosse, armiamoci di santa pazienza e imbarchiamoci nella ricerca di quello che può esserci d'aiuto, descritto da claudio.
8) una lettura di questo 3d, intero e tutto d'un fiato, avendo con se un foglio di carta ed una matita, oppure stampandolo ed utilizzando un evidenziatore, per appuntarsi e segnare le idee e le ipotesi che son venute fuori... e cercare di creare dei collegamenti logici.
l'argomento è oltremodo affascinante... intrigante. peccato trattarlo superficialmente, diciamo come argomento solo di una tesi. una pubblicazione porterebbe un apporto. e ci sono tutti gli ingredienti per farla.
questi sono solo i miei 2 centesimi...
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."