L'ultimo rappresentante della famiglia Malatesta, del ramo dei conti di Sogliano, morì la notte del 15 gennaio 1957 a Roma, città in cui la famiglia si era trasferita nel 1760 da San Leo, dove il conte Ludovico Malatesta svolgeva la mansione di Commissario. La famiglia viveva in ristrettezze economiche, tanto che nel 1786 il conte Felice Antonio (1744-1795), figlio di Ludovico, fece causa alla Reverenda Camera Apostolica per riottenere gli aviti feudi romagnoli*. Non li riottenne, ma nel 1791 gli venne offerto - ed egli accettò - un assegno annuo di 144 scudi, saliti poi a 300 e rivalutati nel tempo, fino all'epoca del conte Giovanni Stanislao, ultimo della sua schiatta. Riposano tutti al Verano, sotto una piramide su cui si legge semplicemente De Malatestis.
I titoli che erano propri di questa branca della famiglia Malatesta avevano diversa origine: Sogliano (insieme a Strigara, San Martino, Ciola, Tornano, Serra, Fogliano) era un bene allodiale; San Giovanni in Galilea e Montecodruzzo erano dapprima vicariati apostolici, poi vennero trasformate in contee. Malviano e Metrano pervennero ai Malatesta in seguito al matrimonio di Francesco Saverio Malatesta (1805-1882) con Maddalena Ripanti di Iesi (1808-1874). Dai due nacque Francesco Maria (1826-1884), da cui Sigismondo (1855-1913), da cui Novello (1890-1926) e Giovanni Stanislao (1899-1957).
fabione66 è nel giusto quando afferma che il ramo riminese scomparve nel XVIII secolo. L'ultimo discendente maschio di Pandolfo IV Malatesta, che vendette la città governata dai suoi antenati a Venezia in cambio di una condotta e del feudo di Cittadella, fu Roberto Malatesta (1657-1716). Da Angela Moro ebbe due figlie, Cristina andata in sposa a Nicolò Boldù, e Lucrezia, andata in sposa a Stefano Sceriman. Con esse si estinse per sempre il ramo principale di questa celebre famiglia.
* I feudi romagnoli erano stati devoluti alla Reverenda Camera Apostolica tra il 1639 e il 1645. Innocenzo VIII aveva confermato a Ramberto Malatesta, nel 1487, tutto lo stato feudale; l'investitura però terminava alla terza generazione (te, ac filios et nepotes legitimos et naturales), e nel 1639 muore Leonida, ultimo nepos di Ramberto ad eccezione di Sigismondo (+ 1645), che aveva già comunque ceduto i diritti su Sogliano per 5000 scudi, trattenendo per sè altre terre.
un saluto
Luca

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