Vendita di titoli nobiliari Italiani = Truffa

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda bardo » giovedì 17 maggio 2012, 23:54

Mi permetto di spendere due parole dato che l'argomento mi è familiare.

L'ultimo rappresentante della famiglia Malatesta, del ramo dei conti di Sogliano, morì la notte del 15 gennaio 1957 a Roma, città in cui la famiglia si era trasferita nel 1760 da San Leo, dove il conte Ludovico Malatesta svolgeva la mansione di Commissario. La famiglia viveva in ristrettezze economiche, tanto che nel 1786 il conte Felice Antonio (1744-1795), figlio di Ludovico, fece causa alla Reverenda Camera Apostolica per riottenere gli aviti feudi romagnoli*. Non li riottenne, ma nel 1791 gli venne offerto - ed egli accettò - un assegno annuo di 144 scudi, saliti poi a 300 e rivalutati nel tempo, fino all'epoca del conte Giovanni Stanislao, ultimo della sua schiatta. Riposano tutti al Verano, sotto una piramide su cui si legge semplicemente De Malatestis.

I titoli che erano propri di questa branca della famiglia Malatesta avevano diversa origine: Sogliano (insieme a Strigara, San Martino, Ciola, Tornano, Serra, Fogliano) era un bene allodiale; San Giovanni in Galilea e Montecodruzzo erano dapprima vicariati apostolici, poi vennero trasformate in contee. Malviano e Metrano pervennero ai Malatesta in seguito al matrimonio di Francesco Saverio Malatesta (1805-1882) con Maddalena Ripanti di Iesi (1808-1874). Dai due nacque Francesco Maria (1826-1884), da cui Sigismondo (1855-1913), da cui Novello (1890-1926) e Giovanni Stanislao (1899-1957).

fabione66 è nel giusto quando afferma che il ramo riminese scomparve nel XVIII secolo. L'ultimo discendente maschio di Pandolfo IV Malatesta, che vendette la città governata dai suoi antenati a Venezia in cambio di una condotta e del feudo di Cittadella, fu Roberto Malatesta (1657-1716). Da Angela Moro ebbe due figlie, Cristina andata in sposa a Nicolò Boldù, e Lucrezia, andata in sposa a Stefano Sceriman. Con esse si estinse per sempre il ramo principale di questa celebre famiglia.

* I feudi romagnoli erano stati devoluti alla Reverenda Camera Apostolica tra il 1639 e il 1645. Innocenzo VIII aveva confermato a Ramberto Malatesta, nel 1487, tutto lo stato feudale; l'investitura però terminava alla terza generazione (te, ac filios et nepotes legitimos et naturales), e nel 1639 muore Leonida, ultimo nepos di Ramberto ad eccezione di Sigismondo (+ 1645), che aveva già comunque ceduto i diritti su Sogliano per 5000 scudi, trattenendo per sè altre terre.

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda fabione 66 » venerdì 18 maggio 2012, 0:39

OT.
La Chiesa di Santa Maria Liberatrice,in Montecodruzzo fu fatta costruire nel 1572 da Giacomo Malatesta signore di quei luoghi .....
Incredibile,
passato quasi mezzo millennio in quell' ameno paesino le signore indigene dalla non più verde età tutt'ora esaltano e tramandano le virtù famigliari e sopratutto la bontà di questo Condottiero. [notworthy.gif]
Fabio
ci sono molte medaglie testimoni dell'incapacità degli stati a governare ...poche della capacità a fraternizzare... quali emularne le gesta ?
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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda bardo » venerdì 18 maggio 2012, 0:50

[offtopic.gif]
Bellissima chiesa, purtroppo danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale. Contiene diverse lapidi, alcuni stemmi e qualche souvenirs malatestiano. :)
Giacomo, primo marchese di Roncofreddo, era il nonno del Leonida deceduto nel 1639.
chiuso [offtopic.gif]

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda contegufo » venerdì 18 maggio 2012, 7:39

Salve

Malatesta Ripanti
Marchese di Sogliano, Conte di Montecodruzzo, Conte di Malviano e Metrano, Conte di S. Giovanni in Galilea (mpr), Elenchi romano e romgnolo.
d.m. 18.7.1924 a Novello di Sigismondo LO XIV, 166. (LO sta per Libro d'oro)


Pare che la Consulta Araldica del Regno con decreto ministeriale del 1924 abbia (rinnovato?) i titoli in esame infatti quel cognome appare nel Libro d'Oro Vol. XIV a pag. 166.
Come si spiega?
E' possibile che un Ripanti (questo quasi 90 anni fa) essendo il parente più prossimo abbia fatto richiesta di aggiungere titoli e cognome Malatesta e di anteporlo al suo?

Saluti
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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda bardo » venerdì 18 maggio 2012, 11:32

contegufo ha scritto:E' possibile che un Ripanti (questo quasi 90 anni fa) essendo il parente più prossimo abbia fatto richiesta di aggiungere titoli e cognome Malatesta e di anteporlo al suo?


Questo tenderei ad escluderlo. Maddalena Ripanti era l'ultima del ramo diretto di Emilio IV Ripanti, ramo che aveva già perduto il diritto alla primogenitura in favore del ramo cadetto. Quando anche quest'ultimo fu destinato all'estinzione, Gabriele Ripanti per testamento trasmise il cognome a Francesco Maria (1826-1884), figlio di Maddalena Ripanti e Francesco Saverio Malatesta. Da esso discesero i Malatesta Ripanti, estintisi con Giovanni Stanislao che dalla moglie Alkistis Kiriacopulo non ebbe figli. Quello di Novello potrebbe essere un semplice rinnovo dei predicati, riconosiuti dopo la sua morte - e la disgregazione delle proprietà della famiglia - al fratello Giovanni Stanislao.

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda contegufo » venerdì 18 maggio 2012, 14:16

Salve

Se come sembra tutti i rami dei Malatesta si sono estinti da dove salta fuori questo Enrico Malatesta Ripanti Della Penna di Sogliano?
Per esempio Della Penna parrebbe essere un cognome non un predicato mentre "di Sogliano" lo è.
Che sia appunto questo Della Penna la chiave di lettura del tutto?

Nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del '22 trovasi a pag. 709:

Penna (Della). Marchese, mpr., orig. Romagna, dim. Ferarra. - Disc. da Alberto (1669)

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda bardo » venerdì 18 maggio 2012, 17:24

O forse un vezzo per ricordare il castello della Penna, che vide nascere - secondo la leggenda - la famiglia Malatesta, la quale dal Roccione discese poi verso Rimini? ;) Pennabilli, grazioso comune del riminese, ancora oggi viene spesso indicato come la Penna.

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda contegufo » sabato 19 maggio 2012, 7:46

Salve

Al Nostro fra i reati contestati oltre a truffa, falso materiale e detenzione di valori bollati falsificati non gli è stato contestato il millantato credito quindi quel cognome con cui si presenta è vero e non artefatto.
Tuttavia dalle informazioni postate mi si dice che nessun ramo Malatesta sia ancora in essere.
C'è qualcosa che non va!

Saluti
Ultima modifica di contegufo il sabato 19 maggio 2012, 18:02, modificato 1 volta in totale.
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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda nicolad72 » sabato 19 maggio 2012, 14:47

Se io mi presento con un cognome non mio al massimo commetto il delitto di sostituzione di persona - che è punibile a querela di parte - ovvero uno dei delitti di falso - bisogna vedere esattamente le circostanze. Il millantato credito è tutt'altra cosa che nulla ha a che vedere con il presentarsi come tutt'altra persona o per quello che non si è.
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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda Andrea Molle » sabato 19 maggio 2012, 15:53

A prescindere da effettive discendenze con *quei* Malatesta, il cognome non e' poi cosi' raro in Italia:
http://www.cognomix.it/mappe-dei-cognom ... /MALATESTA

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda ROBERTO B. » sabato 19 maggio 2012, 16:31

Gentilissimi signori, permettemi di pubblicare uno degli articoli relativi al fatto in questione

Sanremo: condannato per aver venduto falsi titoli nobiliari (?)
Un romano di 59 anni è stato condannato dal G.U.P. "omissis" a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena e pagamento di provvisionale pari ad Euro 50.000, 00 per "vendita truffaldina di titoli nobiliari" (?).
00

L'imputato, infatti, è stato riconosciuto colpevole di aver venduto ad un Avvocato piemontese, poco avvezzo con i "blasoni", titoli nobiliari per Euro 46.000,00!
Enrico Malatesta della Penna in Sogliano (questo il pomposo nome dell'imputato comparso ieri in Tribunale a Sanremo) doveva rispondere del reato di truffa.
I fatti contestati sono stati commessi tra il 2008 e il 2009. Malatesta, che sosteneva di essere un discendente del conquistatore romano Scipione L'Africano (sigh!), aveva presentato all'Avvocato una serie di false sentenze, emesse il 15 e il 18 settembre del 2009 dal Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, con cui gli si attribuivano una sfilza di titoli nobiliari tra cui: il titolo di Conte di Pettinengo, Signore di Venezia, Nobile di Belluno e Signore di Biella e Torino.
In più con altre due lettere del 15 e 27 settembre 2009 aveva mostrato al medesimo la finta nomina del figlio Vittorio Emanuele a procuratore dei Palazzi Apostolici per la S.S. Congregazione.
Il Giudice "omissis" ha posto fine alla truffa, smascherando come, dietro detta "compravendita", vi fosse solo il tentativo di abbindolare un professionista alla ricerca di qualche goccia di sangue blu.


Dall'esame di quanto sopra esposto, ritengo che il giudice abbia correttamente rubricato il reato che altro non si tratta che di truffa avendo il sogg. attivo " ....con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno....".

Non può trattarsi di sostituzione di persona in quanto sembrerebbe che il nome del soggetto sia reale ed in particolarm modo sembrerebbe essere il suo (ergo non si è sostituito a nessuno).

Non è millantato credito in quanto millantare un credito significa vantare una particolare influenza presso un pubblico ufficiale o presso un pubblico impiegato che presti un pubblico servizio.
Il fatto materiale consiste nell'ottenere, per effetto della millanteria, la dazione o la promessa, per sé o per altri, di denaro o altra utilità come prezzo della propria mediazione.

Nella speranza d'esser stato utili, porgo cordiali saluti.

P.S. A mio parere comunque il comportamento maggiormente riprovevole è quello del truffato, il quale ha pensato bene di "raccomandare" il figlio per un posto di lavoro prestigioso alla faccia della "meritocrazia". Oltremodo tutti sanno che nobili non si diventa "comprandosi" il titolo in tal guisa.
Del Re custodi e della legge schiavi sol del dover usi obbedir tacendo e tacendo morir, terror de' rei modesti ignoti eroi vittime oscure e grandi anime salde in salde membra mostran nei volti austeri nei securi occhi nei larghi lacerati petti...
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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda nicolad72 » sabato 19 maggio 2012, 16:49

Roberto B.
Nessuno aveva messo in dubbio la corretta rubricazione del fatto, che fa il Pubblico Ministero e non il giudice; che nel giudizio abbreviato non può modificare l'imputazione potendo al massimo o riqualificarla senza che la cosa comporti una modifica al fatto o emettere ordinanza con cui si rinviano gli atti alla Procura per la corretta formulazione dell'imputazione... il discorso sul millantato credito e i vari falsi sono stati fatti solo perché qualcuno aveva frainteso il millantato credito come lo spacciarsi per qualcun'altro, e mi sono limitato ad evidenziare che lo spacciarsi per altro al massimo integra o una sostituzione di persona o altro delitto di falso.... ma bastava leggere con attenzione la discussione per comprenderlo...

Questo è un forum che tratta di ordini cavallereschi, genealogia, araldica et similia.... le discussioni sulle norme di area penalistica, se vuoi, possiamo affrontarle sul sito dell'Unione delle Camere Penali Italiane, oppure, visto che un paio di inesattezze le hai scritte, ti invito a partecipare ad uno degli incontri formativi che la Camera Penale che Presiedo - ormai da qualche anno - organizza con una certa frequenza.
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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda ROBERTO B. » sabato 19 maggio 2012, 17:16

Chiedo venia!
Errare è umano (sapessi quante ne combino ogni giorno) e chi è senza peccato scagli la prima pietra.
La mia non voleva essere una dissertazione di natura penalistica (non ne sarei in grado), ma solo una precisazione affinchè non si continuasse nell'O.T.ed appunto avendo letto gli utlimi interventi ho voluto "postare" l'intero articolo affinchè altri utenti del forum ne potessero trarre le giuste conclusioni.

Comunque la parte più importante del mio intervento non era incentrata sulla natura del reato, bensì sulla discussione che presumo avresti voluto introdurre tu cominciando la discussione sul forum

1) sull'opportunismo dell'avv. in questione (ma sarebbe ance potuto essere un mugnaio od altro) e sulla malcelata idea che nel ns paese solo comprando i favori del potente di turno si possano raggiungere dei risultati;
2) sul fatto che persone colte e preparate possano ancora ritenere che la nobiltà sia in vendita.


P.S. sono lieto el fatto che tu presieda la tua camera penale così giovane, te ne rendo merito.

Cordialità!
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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda bardo » sabato 19 maggio 2012, 17:18

Si pretende che gli attuali Malatesta Ripanti della Penna di Sogliano discendano da Felice Malatesta (1831-1915), fratello di quel Francesco Maria che ebbe come ultimo discendente il più volte ricordato Giovanni Stanislao. Peccato che il conte Felice Malatesta Ripanti, guardia nobile del Pontefice, e la moglie contessa Margherita Santacroce (matr. 29 luglio 1863) non ebbero figli.

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Re: Vendita di titoli nobiliari = Truffa

Messaggioda contegufo » sabato 19 maggio 2012, 18:09

Salve

Intendiamoci io non parteggio per nessuno dico solo che l'esser inclusi nel Libro d'oro della Consulta Araldica del Regno, oggi conservato all'Archivio Centrale dello Stato a Roma, prevedeva, prodotte le carte necessarie, la verifica di tutto ciò ed anche un eventuale rigetto. E' possibile che ci siano anche degli errori ma il caso in esame andrebbe oltre.
Può darsi che la linea dell'attuale pretendente sia questa > Novello, di Sigismondo, di Francesco?
D.m. 18.7.1924 a Novello di Sigismondo LO XIV, 166.
Boh!

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