Una fine annunciata?

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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 10 maggio 2012, 21:04

contegufo ha scritto:(...) *Famiglie che ebbero effettivamente requisiti e caratteristiche prettamente nobiliari ma che non ottennero di fatto dei formali riconoscimenti nobiliari; famiglie che successivamente vennero anche in vari casi indicate come famiglie di distinta civiltà, 20.161.


Non volendo entrare nel merito della pubblicazione e volendo essere di maniche molto larghe in questo caso si parla di famiglie notabili.
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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda contegufo » giovedì 10 maggio 2012, 21:35

Caro Sergio

La misura del giro manica è sempre stato un problema di difficile soluzione, se si facesse un provvedimento di grazia ovvero un condono tombale, con esazione e farla finita una volta per sempre?
Le esauste casse dello stato potrebbero gioire in barba alla nota disposizione transitoria e finale......

Saluti

PS: Nel sito del Governo si richiedono suggerimenti sia per tagli che per idee........
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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 11 maggio 2012, 14:35

Vivo con sano realismo l'ineluttabilità della perenne diseguaglianza sociale e noto che anche una semplice mutazione da ceto dominante a classe dirigente evidenzia un gruppo solidale di persone che detengono le leve del potere.
Il fatto che esse impugnino il bastone del comando o la sua versione moderna, l'accesso alla stanza dei bottoni , è indifferente.
Chi lo desidera può chiamarla “aristocrazia” con un coraggioso esercizio utopistico un po' retrò.

Tuttavia la realtà oggi è meno complicata di quello che si può immaginare, da inizio Ottocento la nobiltà è stata ridimensionata a status storico-genealogico, privo di privilegi oggetto di trattamenti onorifici, quasi sempre ereditari.

Esiste una forma di “aristocrazia” viva e vegeta, forse anche in moderata espansione, che mi piace definire:
“ Élite etica di storica tradizione ”, la quale vive un'autentica tensione all'Ideale e che oggi , come lo era normalmente e pacificamente a cavallo dei Secoli XII e XIII, coincide pressoché totalmente nella Cavalleria di militanza cristiana.

L'appartenenza e la militanza in un ordine cavalleresco cristiano è vivere ( al di là delle peculiari categorie strettamente e tradizionalmente nobiliari ) è già di per stesso una forma di “nobiltà”, secondo antica definizione , ovvero un sodalizio ristretto, distinto, elitario, di eccellenza etica ma talvolta anche di stirpe, dove l'ammissione avviene per cooptazione, talvolta con procedimento gran magistrale “ motu proprio”.

Mi rendo conto che queste mie considerazioni faranno stracciare le vesti a più di un purista aggrappato come una malmignatta ai criteri antistorici ed incostituzionali dell'Ottantennio regnicolo , tuttavia confido in una comune buona dose di elasticità mentale ed in un rinnovato impegno nel dedicarsi con incisività e chiarezza nel formulare giudizi e promuovere iniziative sociali abbracciando l’attualità dei valori ideali tipici di un movimento culturale nel solco della tradizione.


"Una élite? Voi potete ben esserla. Avete dietro di voi tutto un passato di tradizioni secolari, che rappresentano valori fondamentali per la sana vita di un popolo. Fra queste tradizioni, di cui andate giustamente alteri, voi contate in primo luogo la religiosità, la fede cattolica viva e operante”.
S.S. Pio XII ,1958 , Discorso al patriziato ed alla nobiltà romana
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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda contegufo » martedì 15 maggio 2012, 18:49

Salve

Se vuoi essere un uomo libero non accettare mai regali, titolature ne collari solo così potrai alzare la voce, quella della verità!

Saluti
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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 16 maggio 2012, 12:04

Non sono molti a correre questi "pericoli" :D
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda argo » martedì 5 giugno 2012, 23:29

"Sotto il grigio diluvio democratico odierno, che molte belle cose e rare sommerge miseramente, va anche a poco a poco scomparendo quella special classe di antica nobiltà italica, in cui era tenuta viva di generazione in generazione una certa tradizion familiare d’eletta cultura, d’eleganza e di arte."
Quanto mai attuale...
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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 8 giugno 2012, 14:38

Carissimo, chi lo ha scritto?
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Re: Una fine annunciata?

Messaggioda argo » sabato 9 giugno 2012, 15:52

L'immaginifico Principe di montenevoso, nell'incipit del secondo capitolo de "il piacere"...esiste forse opera più sublime?
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