da GENS VALERIA » venerdì 11 maggio 2012, 14:35
Vivo con sano realismo l'ineluttabilità della perenne diseguaglianza sociale e noto che anche una semplice mutazione da ceto dominante a classe dirigente evidenzia un gruppo solidale di persone che detengono le leve del potere.
Il fatto che esse impugnino il bastone del comando o la sua versione moderna, l'accesso alla stanza dei bottoni , è indifferente.
Chi lo desidera può chiamarla “aristocrazia” con un coraggioso esercizio utopistico un po' retrò.
Tuttavia la realtà oggi è meno complicata di quello che si può immaginare, da inizio Ottocento la nobiltà è stata ridimensionata a status storico-genealogico, privo di privilegi oggetto di trattamenti onorifici, quasi sempre ereditari.
Esiste una forma di “aristocrazia” viva e vegeta, forse anche in moderata espansione, che mi piace definire:
“ Élite etica di storica tradizione ”, la quale vive un'autentica tensione all'Ideale e che oggi , come lo era normalmente e pacificamente a cavallo dei Secoli XII e XIII, coincide pressoché totalmente nella Cavalleria di militanza cristiana.
L'appartenenza e la militanza in un ordine cavalleresco cristiano è vivere ( al di là delle peculiari categorie strettamente e tradizionalmente nobiliari ) è già di per stesso una forma di “nobiltà”, secondo antica definizione , ovvero un sodalizio ristretto, distinto, elitario, di eccellenza etica ma talvolta anche di stirpe, dove l'ammissione avviene per cooptazione, talvolta con procedimento gran magistrale “ motu proprio”.
Mi rendo conto che queste mie considerazioni faranno stracciare le vesti a più di un purista aggrappato come una malmignatta ai criteri antistorici ed incostituzionali dell'Ottantennio regnicolo , tuttavia confido in una comune buona dose di elasticità mentale ed in un rinnovato impegno nel dedicarsi con incisività e chiarezza nel formulare giudizi e promuovere iniziative sociali abbracciando l’attualità dei valori ideali tipici di un movimento culturale nel solco della tradizione.
"Una élite? Voi potete ben esserla. Avete dietro di voi tutto un passato di tradizioni secolari, che rappresentano valori fondamentali per la sana vita di un popolo. Fra queste tradizioni, di cui andate giustamente alteri, voi contate in primo luogo la religiosità, la fede cattolica viva e operante”.
S.S. Pio XII ,1958 , Discorso al patriziato ed alla nobiltà romana
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.Sergio de Mitri Valier 