da antonio33 » lunedì 7 maggio 2012, 16:04
Questo è un argomento un po' viscido, nel senso che rischia di scadere scivolando in politica. Non vorrei assolutamente alimentare polemiche.
E' evidente e sotto gli occhi di tutti quale sia il disastroso livello dell'attuale classe dirigente, e non solo in Italia. La cosiddetta casta, il malgoverno, la situazione economica allo sbando e la gestione improvvisata della crisi. E' un eufemismo parlare di oligarchia.
La storia temo non consenta di tornare indietro. E' inimmaginabile ipotizzare il ritorno della monarchia e di antichi privilegi. Siamo diventati, per forza, tutti uguali e ci stiamo livellando verso il basso.
Le poche famiglie che sopravvivono mantenendo dignitosamente un certo status, sono inevitabilmente condannate all'estinzione. Non esiste il ricambio. Ogni volta che si estingue una nobile schiatta non può rinascerne una nuova e così la nobiltà, intesa secondo principi antichi ed antiche norme, è destinata al tramonto.
Certo non si può sostenere che un tempo andasse tutto bene, soprattutto considerando quale fosse il tenore di vita delle classi meno abbienti. Però, dove c'era un governo illuminato e soprattutto in certi periodi, come durante il Rinascimento, sempre in relazione ad usi e costumi dell'epoca, vi furono periodi di crescita economica e sociale. Quel che intendo dire è che, volendo, si poteva BEN governare.
Oggi la nuova nobiltà, (perdonatemi il concetto, ma temo corrisponda al vero), cioè chi ha soldi e potere ai tempi nostri, mi sembra sia piuttosto scadente e che non corrisponda alla corretta gestione degli interessi della comunità.
Come difendersi da questo decadimento?
In primo luogo conservando valori e principi che, anche se non attuali, o almeno non così intesi, sono eticamente nobili e condivisibili.
Quindi, se possibile, selezionando tramite il voto una classe dirigente sostitutiva degna.
Inoltre penso che tutti si possa condividere che il tramandare la storia, anche quella locale e di relativa importanza, sia uno dei modi migliori di mantenere vivi valori e realtà non sempre condivisi.
Saluto tutti. Antonio
Princeps probitas iusti