Contadini, coloni e pigionali in Toscana

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Re: Contadini, coloni e pigionali in Toscana

Messaggioda antonio33 » domenica 29 aprile 2012, 20:34

contegufo ha scritto:Pare che i romani per addolcire il vino usassero aggiungervi il diacetato di piombo (o acetato di piombo) come principale componente dello zucchero di Saturno, prodotto facendo bollire il mosto in pentoloni appunto di piombo.Era il cosiddetto veleno lento a cui si attribuisce la demenza di alcuni imperatori romani.


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Curiosità da farmacisti...
Tecnicamente, in pratica, come si faceva? Si buttava della polvere di piombo che reagiva col vino?
In fondo il vino, per fortuna non sempre, è stretto parente dell'aceto.
Acetato di piombo = acido acetico (contenuto nel vino) + piombo ? Bastava farlo bollire nel pentolone di piombo?
Antonio
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Re: Contadini, coloni e pigionali in Toscana

Messaggioda contegufo » lunedì 30 aprile 2012, 7:46

Salve

Credo proprio che l'operazione fosse limitata alla bollitura (forse lunga) nei pentoloni che appunto essendo di piombo rilasciavano l'acetato di piombo al vino, con quel che ne conseguiva di buono e meno buono (per la salute).

Saluti
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Re: Contadini, coloni e pigionali in Toscana

Messaggioda Dogberry » lunedì 30 aprile 2012, 11:16

Scusate se torno al topic originario.. Ho trovato nel Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, che "pigionale" non era un affittuario di
terreno bensì un lavoratore a giornata, in sostanza in effetti un bracciante, se non direttamente sinonimo di miserabile (http://books.google.it/books?id=otEYAAA ... &q&f=false) mentre per "colono" in effetti si intende in sostanza un mezzadro, probabilmente una specifica forma contrattuale. In effetti penso anch'io che a questo punto per riuscire a capire se a Quinto ci fosse differenza tra "contadino" e "colono" (magari dovuta a differenti patti mezzadrili: per ora mi sembra che la mia ipotesi che "contadino" coincidesse con proprietario del fondo lavorato sia poco probabile) dovrei esaminare delle fonti laiche, magari notarili o contrattuali.. quindi a questo punto chiedo se per caso c'è qualcuno che abbia esperienza di ricerche simili in zone non troppo lontane. Grazie a tutti per l'aiuto!
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Re: Contadini, coloni e pigionali in Toscana

Messaggioda contegufo » lunedì 30 aprile 2012, 13:41

Salve

di Manlio Cortellazzo e Paolo Zoli Ed, Zanichelli:
DIZIONARIO ETIMOLOGICO DELLA LINGUA ITALIANA;

Pigione; corrispettivo della locazione di un immobile (pisone 1080-1130)
Der. Pigionante, s,m. "chi sta a pigione in casa di qualcuno" (1669).

Direi che altre interpretazioni mi sembrano fuori luogo, in sostanza chi sta a pigione è un affittuario di un immobile e paga un quid per usufruire di un qualcosa ed in genere il caso è quello predetto,.

Mentre per il FITTAVOLO il sopraddetto Dizionario circoscrive l'interpretazione alla locazione di un fondo agricolo.
Sperando di aver chiarito .........

Cordialmente
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Re: Contadini, coloni e pigionali in Toscana

Messaggioda Dogberry » lunedì 30 aprile 2012, 14:35

Grazie per la segnalazione dal Cortellazzo ma non credo che le definizioni dei vari dizionari, anche storici, siano comprensive di tutti i significati
specifici di questi termini, specie in ambito locale. Ho anch'io sempre riscontrato che "pigionante" e "pigione" nei vari dizionari sono riferiti all'affitto di immobili, ma in testi ottocenteschi relativi all'ambito agricolturale toscano (ad esempio il già citato Repetti, il Giornale Agrario Toscano dal 1827 in poi, Atti dell'Accademia dei Georgofili intorno al 1850) la valenza di pigionale pare essere costantemente riferita a lavoranti a giornata, spesso anche non in solo ambito agricolo, ma anche per lavoranti presso miniere, carbonaie, o in genere per lavoranti "di fatica", non specializzati. Per questo chiedevo se qualcuno avesse fatto ricerche notarili o simili in zone abbastanza vicine, per avere qualche conferma o magari smentita basata su contratti, o altri atti
specifici.. grazie
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Re: Contadini, coloni e pigionali in Toscana

Messaggioda contegufo » lunedì 30 aprile 2012, 18:49

Salve

Quanto dice il Cortellazzo - Zoli ha un riferimento storico (1080-1130) e poi (1669) quindi vuol dire che si sono trovati testi con tali riferimenti collocati nei periodi storici sopraccennati.
Se poi alle date ottocentesche (1827 e 1850) tale significato si è esteso resta sempre evidente nell'origine il concetto di rapporto di dos ut des cioè dare in cambio qualcosa per denaro in maniera temporanea così come è prender a pigione una casa oppure lavorare per conto di altri a tempo.
Non più di cinquanta anni orsono alla domanda: "E' tua la casa?" si rispondeva "No sono a pigione", questo a Lucca.
Quindi è possibile che dall'originario pigionante ("chi sta a pigione in casa di qualcuno") si sia progressivamente passati ad intendere una forza d'opera ovvero manovalanza di natura temporanea, comunque anche questa volta, termine, destinato all'estinzione sostituito nei fatti dalle attuali espressioni.

Saluti
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