Cari amici,
metto becco perché il blasone della Consulta mi sembra mancare di un requisito basilare, la semplicità e perché non mi sembra felice confondere la parition con l’écusson che è, in particolare, le “petit écu qui en charge un plus grand”.
Un ampio capitolo sull’araldica napoleonica in Italia, a cura di Giacomo C. Bascapé e Marcello Del Piazzo, occupa le pagine da 745 a 1003 di “Insegne e simboli” (Ministero per i beni culturali e ambientali – Roma, 1983)
Lo stemma del Regno d'Italia (1805-1815) vi è così descritto:
Interzato in palo: nel l°: troncato in a) di rosso al gonfalone della Chiesa d'oro caricato dalle «sacre chiavi» (Parma-Farnese), in b) di azzurro all'aquila d'argento col volo abbassato, coronata e membrata d'oro (Modena-Este); nel 2° d'argento al biscione visconteo di verde squamato e coronato d'oro, ingollante un fanciullo di rosso (Lombardia), nel 3° troncato: in a) di azzurro al leone di San Marco d'oro (Veneto); in b) di rosso alla croce d'argento attraversata in capo da un lambello e cantonata nel 4° quarto da una torre pure d'argento (Bologna); sul tutto lo scudetto del regno italico: di verde alla corona radiata d'oro - alias d'oro alla corona radiata d'argento -. Lo scudo è accollato all'aquila napoleonica d'oro sormontata da una stella d'oro a 5 punte, caricata dalla lettera N di nero e raggiante; gli artigli dell'aquila tengono i fulmini; attorno allo scudo è il collare della Legion d'onore.
Manto di velluto verde e ricami argentei, soppannato da ermellino, sostenuto da due alabarde decussate e movente dalla corona del Regno Italico, che ha il cerchio composto di foglie d'alloro, ed è chiusa da 5 semicerchi (visibili) perlati e sostenenti il globo crociato.
Il testo aggiunge: “Si noti che gli stemmi dei principati erano stati da principio alterati: il campo azzurro degli stemmi Veneto ed Estense era mutato in verde; verde era pure la biscia viscontea: nello stemma di Bologna d'argento alla croce di rosso i colori erano invertiti; per gli stati Parmensi si prese il palo di Gonfalonieri papali della famiglia Farnese, per evitare i gigli”.

Le immagini, riprodotte dal volume, mostrano le insegne di Napoleone I come re d’Italia (da A. de Révérend – E. Villeroy) e il sigillo reale.
Ciao a tutti!
Guido5