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Pantheon ha scritto:aristarco ha scritto:Io credo che risponda ad una doverosa esigenza di trasparenza chiarire le motivazioni che giustificano conferimenti al merito, indipendentemente dal rango dispensato: ognuno di noi dovrebbe avere il diritto (e per certi versi anche il dovere) di conoscere le motivazioni che hanno indotto lo Stato a premiare e segnalare un nostro concittadino.
Straquoto. Se il merito c'è è giusto che venga riconosciuto da tutti.
Ma purtroppo, sul suolo italico, trasparenza non fa rima con merito....
Caro aristarbiterelegantiarco,
anche se venissi corroborato da tutti gli altri partecipanti alla discussione, sono certo che in fatto di eleganza non potremmo nemmeno tutti assieme ergerci alla pari del di lei livello.
E lo dico seriamente.
Sarebbe però assai gradito che le perplessità manifestate da lei e da altri, venissero in qualche modo dettagliate nelle loro motivazioni.
Prendiamo l'esempio di Franca Valeri.
La curiosità un po' sprezzante e un po' feroce denotata da adj con quel commento (ci piacerebbe sapere la motivazione per tanto onore) (poi magari l'interessato avrà la bontà di spiegarmi se quel plurale é majestatis o che...) era facilmente soddisfacibile con mezzi informatici di elementare utilizzo (google): “Per la maestria e l'intelligente ironia che hanno caratterizzato la sua lunga carriera teatrale, cinematografica e televisiva”.
Stiamo parlando di una istituzione vivente, non foss'altro per l'età, di quella che é stata l'epoca d'oro del cinema e del teatro italiani. Non basta?
Ma forse la domanda era retorica: la motivazione é nota e/o facilmente intuibile e/o non cale, e il vero busillis é la professione della Signora.
Chiedo allora a Lei, aristarco, e ad adj: stiamo discutendo di questo poiché il calcare il palcoscenico viene da Voi considerato professione infamante?
Mi dettagli i suoi dubbi, la prego.
Sta scritto da qualche parte che l'OMRI debba essere riservato a prefetti, generali e ambasciatori?
Sta scritto da qualche parte che l'OMRI debba attenersi a concetti classisti più adatti all'Inquisizione Spagnola che alla società civile del XXI secolo?
Per le pulsioni classiste dal fascino retrò ci sono altri Ordini (ed é giusto che sia così): si abbia quindi l'apertura mentale di non pretendere di estendere anacronisticamente tali criteri anche all'ordine di merito (di fatto unico: non nascondiamoci dietro a un dito dicendo che ci sono altre ricompense atte a diversificare i meriti: nella realtà italiana odierna non é così) di uno Stato laico (o wannabe tale).
Gli orchi francesi cha amiamo così spesso criticare, sono (anche in questo, come in millemila altre cose) più avanti di noi.
Hanno
A) diversi ordini merito (veri, vivi, esistenti, conosciuti, conferiti) per diversificare
B) meriti di indiscusso (o anche discusso: nessuno é infallibalie nel conferire, e questo vale per qualsivoglia ordine) prestigio possono tranquillamente travalicare i confini settoriali (esempio, un Lettere & Arti di alto profilo viene ricompensato senza problemi anche con la Legion d'Onore).
Perché vede, caro aristarco, manifestare generiche perplessità può ingenerare generiche impressioni (magari sbagliate), in chi legge, a riguardo delle potenziali intenzioni di chi ha scritto. E magari chi legge non può frenarsi dal formarsi in mente l'immagine (magari anche ingiustificata, non dico di no) del castoro. Immagine che, però, é stata imbeccata dalla genericità un po' colpevole di chi quelle perplessità ha espresso.
Quello che intendo quindi esprimere é che, in questo (eventuale) misunderstanding, si può configurare una certa qual condivisione di colpa.
Your humble servant,
T.
Pantheon ha scritto:aristarco ha scritto:Io credo che risponda ad una doverosa esigenza di trasparenza chiarire le motivazioni che giustificano conferimenti al merito, indipendentemente dal rango dispensato: ognuno di noi dovrebbe avere il diritto (e per certi versi anche il dovere) di conoscere le motivazioni che hanno indotto lo Stato a premiare e segnalare un nostro concittadino.
Straquoto. Se il merito c'è è giusto che venga riconosciuto da tutti.
Ma purtroppo, sul suolo italico, trasparenza non fa rima con merito....

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aristarco ha scritto:ma negati a personalità quali ........
aristarco ha scritto:La verità è che taluni conferimenti sono ispirati a logiche politiche (basta scorrere i nomi che ho elencato) e l'appartenenza a questo o a quel contesto sociale e culturale agevola decisioni nell'uno e nell'altro senso:
Pantheon ha scritto:A questo punto sorge spontaneo un quesito: è l'ordine che riconosce ed attesta il merito dell'insignito o viceversa ?
Pantheon ha scritto:Sarebbe secondo me auspicabile riequilibrare la situazione. Credo, per questo, sia arrivata l'ora di rivedere gli statuti dell'OMRI al fine di evitare ulteriori decadenze. Sarebbe importante riorganizzare le procedure di segnalazione e la successiva istruzione delle pratiche nonchè limitare drasticamente i conferimenti di tutti i gradi.
T.G.Cravarezza ha scritto: lo si conferisce più per un'intera carriera/vita esemplare al servizio della collettività nei vari settori
T.G.Cravarezza ha scritto:QUindi non l'aver raggiunto 120 donazioni di sangue (dato troppo preciso e freddo), ma "l'aver contribuito con il suo costante impegno ad aiutare il prossimo quale membro dell'Avis, valido esempio di solidarietà e.
fabione 66 ha scritto: Impossibile.....Non dimentichiamo che il Merito OMRI è ....relativo e non oggettivo ..
Pantheon ha scritto:fabione 66 ha scritto: Impossibile.....Non dimentichiamo che il Merito OMRI è ....relativo e non oggettivo ..
Caro Fabione, spero converrai con me nel sostenere che il merito OMRI dovrebbere essere oggettivo e non relativo come fanno pensare numerosi conferimenti...Anche perchè oggettivo e relativo stanno agli antipodi....
Pantheon ha scritto:Altrimenti non chiamiamolo più ordine al merito ma decorazione....
Pantheon ha scritto:La prima onorificenza della Repubblica non può essere correttamente conferita se non tenendo conto di criteri di scelta oggettivi, validi per tutti i potenziali candidati e non in funzione delle convenienze. Non si può legittimere il clientelismo che purtroppo è già infestante di suo anche perchè il principio del merito è l'unico vero onore in uno Stato repubblicano.
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