Beni burgensatici e allodiali

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Re: Beni burgensatici e allodiali

Messaggioda Guido5 » domenica 19 febbraio 2012, 1:51

Cari amici,
mi auguro che almeno il termine allodiale sia pacifico. Il Du Cange dice: "Alodium idem esse dicitur quod Prædium. […] Prædiuum dicitur possessio, villa, ager, seu perpetuum allodium: & dicitur allodium hæreditas quam vendere et donare possum ita est mea propria". Sempre il Du Cange cita, come si è visto, un testo del 1319 che specifica "in burgensaticis bonis, & non feudalibus". Il suo "Glossarium" (cosa molto diversa da un semplice dizionario) è del 1678. Ben difficile che il significato di un termine indiscusso per quattro secoli venga capovolto dopo cinquant'anni, se è vero che la discussione verte su un documento del 1731.

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Re: Beni burgensatici e allodiali

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 19 febbraio 2012, 8:40

Credo di aver capito, correggetemi se sbaglio, che in questo caso specifico abbiamo due elementi in contraddizione:
1) l'attore non è nobile
2) i suoi possedimenti sono nominati come "beni burgensatici"

E' evidente che il notaio ha commesso un errore. Di questo però, come dicevo, non ne sono sorpreso. Anche i notai potevano sbagliare.
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Re: Beni burgensatici e allodiali

Messaggioda FP » domenica 19 febbraio 2012, 9:41

Burgensatico significa "non feudale", è vero, quindi non c'è stato ribaltamento di significato. Allodiale e burgensatico sono sinonimi, ma il primo era riferito a proprietà di cittadini, il secondo (almeno nel R. di Napoli) riferito a proprietà non feudali di baroni. Riguardo l'attore non è specificato se fosse nobile, ma la famiglia possedeva Jus Patronatus e sepoltura privata dal XVI sec., oltre che stemma ab antiquo, quindi era almeno nobile vivente. Se a questo aggiungiamo il possesso di terre burgensatiche possiamo fare l'ipotesi che fosse un'antica famiglia feudataria di feudi rustici, assieme ai quali poteva avere anche dei fondi burgensatici. Ovvio che il singolo istrumento che prova il possesso di terre burgensatiche di per sé non è una prova che l'attore discendesse da feudatari ma un indizio.
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Re: Beni burgensatici e allodiali

Messaggioda Guido5 » domenica 19 febbraio 2012, 11:59

FP ha scritto:... almeno nel R. di Napoli ...

Cari amici,
forse questo è il bandolo per sbrogliare la matassa. Ne conseguirebbe però che nel XVIII secolo, nel Regno di Napoli i baroni erano considerati "borghesi", cioè appartenenti al ceto medio... E' davvero così?

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Re: Beni burgensatici e allodiali

Messaggioda FP » domenica 19 febbraio 2012, 12:30

Certo che no, i baroni però potevano possedere burgensatici (proprietà "a mo' di borghesi"). Così chiarisce Giuseppe Maria Galanti, Memorie storiche del mio tempo: "Burgensatico: equivale ad allodiale, ma con riferimento a quelle proprietà che i feudatari avessero a pieno titolo, al pari dei borghesi (donde il termine), e dunque senza potervi vantare diritti di sorta, ma anche senza obblighi di prestazioni verso il sovrano o di riconoscimento di diritti verso i cittadini.

Addirittura si parla di feudi burgensatici, dato che i feudatari potevano esigere su queste terre non feudali, le solite prestazioni e decime:

Lodovico Bianchini, Della storia delle finanze del regno di Napoli: libri sette, Volume 2, 1839: Si rividero in questa occasione tutti i titoli dei creditori dello Stato ch'erano vendite di rendite in feudo perpetuo burgensatico, rendite vitalizie, altre perpetue non feudali ed altre estinguibili a tempo fra anni quindici.

Denominazione Pro Nicolao Vito de Praginello
Data Topica Botontum [Bitonto, Puglia, Italia]
Estremi Cronologici sec. XV - 1462 novembre 22
Regesto Iohannes Angeli de Regina, di Bitonto, vende a Nicolaus Vitus de Praginello, della medesima città, una terra macchiosa di eredità paterna, quale feudo burgensatico concesso dalla Sacra Regia Maestà a suo padre Angelus de Regina, sita in Bitonto, in località "Sanctus Laurentius de Turrittho", al prezzo di 1 oncia e 20 oncia.
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